In Anti & Politica, Economia

di LEONARDO FACCO

Hai voglia di fare impresa e creare ricchezza in questo paese di famelici parassiti. Se, in I-tagliola, gli investimenti esteri hanno dirottato altrove, le imprese chiudono, la disoccupazione aumenta, la recessione avanza e gli imprenditori preferiscono guardare alla Svizzera, oppure all’Austria, ci sarà pure un buon motivo.

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Se non ne avete di vostri (ma non credo), ve ne racconto uno io, che è talmente paradossale da essere emblematico quanto basta per avvalorare la tesi sopra esposta. L’ho tratto da l’Eco di Bergamo di ieri. Leggete bene: “«Cosa farò? Probabilmente chiuderò. Due sanzioni da 5 mila euro l’una in un mese sono troppe e il bello è che nessuno è ancora riuscito a spiegarmi dove stiamo sbagliando. Ho 14 dipendenti: stamattina sarò in Comune a chiedere un incontro con l’assessore, mentre le saracinesche resteranno per ora abbassate»”.Chi parla è “Antonio Maccarini è uno dei soci del negozio di elettrodomestici «Trony di via Ghislandi, in città. Giovedì 21 febbraio al punto vendita si è presentata la polizia locale che gli ha comminato una sanzione amministrativa da 5 mila euro per irregolarità nella suddivisione degli spazi di vendita”.

Questa motivazione, da sola, basterebbe per mettere mano al forcone: ”Irregolarità nella suddivisione degli spazi di vendita”? Ma che tavanata galattica è mai ‘sta norma? Tradotto, è come se vi sanzionassero per aver deciso di mettere il bidet al posto del water nel bagno di casa vostra. Ma il racconto del quotidiano locale prosegue: “È la seconda volta nel giro di un mese. Già il 22 dicembre scorso (anche se poi la notifica era arrivata a metà gennaio) la polizia locale aveva contestato al titolare del Trony di avere una licenza per la vendita di elettrodomestici su una superficie complessiva pari a 400 metri quadrati, a fronte di 950 metri quadrati effettivi di negozio, compresa l’esposizione”. E l’imprenditore? “«Così ci hanno comminato i primi 5 mila euro di multa – spiega Maccarini -. Abbiamo quindi provveduto a separare l’area della vendita da quella dell’esposizione, collocando un cordone di delimitazione e lasciando nell’esposizione solo i grandi elettrodomestici, non raggiungibili dai clienti. A terra abbiamo anche messo un nastro giallo con la freccia e la scritta “esposizione”.

Roba che nemmeno i pianificatori al soldo di Krushev, con ogni probabilità, sarebbero riusciti ad immaginare per complicare la vita al popolo servo. Racconta ancora il signor Maccarini: “«Per avere le idee più chiare avevamo anche chiesto e ottenuto un incontro con i tecnici del comune, in programma lunedì prossimo. Ma non abbiamo fatto in tempo ad andarci». Infatti ieri pomeriggio si è ripresentata da Trony la polizia locale”. 

Ovviamente, i solerti vigili urbani – scusate, ma mi viene da definirli così hanno risposto a modo loro alle “intemperanze” del titolare del negozio: “«Non sono a conoscenza dello specifico caso, ritengo però si tratti di violazioni a leggi dello Stato e non a regolamenti comunali e come polizia locale non abbiamo fatto che applicarle. Si tratta sì di sanzioni pesanti, ma non stabilite da noi. Tuttavia ritengo che la strada migliore da perseguire per il commerciante sia il ricorso: non prevede alcun costo e congela la sanzione in attesa di chiarimenti»”. Ricordate Priebke come si scusò quando venne sbattuto alla sbarra per la rappresaglia alle Fosse Ardeatine? Vi rinfresco la memoria: “Io ho solo eseguito gli ordini dei miei superiori”!

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Dopo aver letto la notizia che vi ho integralmente esposta – e non credo affatto che l”Eco abbia inventato qualcosa –  non ho il coraggio di dilungarmi per cercare di smontare, in punta di logica e diritto, l’idiozia si stampo “legalistico-burocratica” che si cela dietro certi atteggiamenti dell’amministrazione pubblica. Ad una risposta come quella del dipendente comunale avrei semplicemente risposto in bergamasco, con un sonoro mavadavialcul! E poi, giustamente, giù la saracinesca.

In I-tagliola non bastano i controlli ad-minchiam delle squadracce di Befera, meglio abbondare e lanciare contro gli imprenditori anche qualche “poliziotto di quartiere”. Lo scrive a chiare lettere Bastiat: “Quando la rapina diventa un modo di vita per un gruppo di uomini che vivono insieme in una società, essi creano per se stessi nel corso del tempo un sistema giuridico che la autorizza e un codice morale che la glorifica”. E poi ci si meraviglia se c’è chi afferma che se si vuol fare gli imprenditori è molto meglio pagare il pizzo che rispettare norme, regole e gabelle imposte da uno Stato ladro e taglieggiatore!

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Showing 13 comments
  • Davide
    Rispondi

    Chiudi….

    DEVI CHIUDERE.
    Lo volete capire che la vostra salvezza è chiudera la partita iva.

    Solo allora capiranno che le pulci per vivere hanno bisogno del cane e del sangue.
    Quando l’ultimo dei cani sarà morto (o i più intelligenti se ne saranno andati a fare impresa all’estero) allora il vigile si accorgerà che il suo stipendio dipendeva dal commerciante.

    Dicono di lavorare per noi:

    Peccato che il suo lavoro e il loro stipendio dipende da gente che produce sul libero mercato e paga tasse, mentre chi produce ricchezza e impresa vive meglio senza di loro.

    Andadevene e così verrà a galla la verità:
    Sono parassiti che dipendono da chi produce ricchezza sul libero mercato e sono anche stupidi e arroganti perchè non lo sanno.

    Ma presto lo verranno a scoprire.

    Se ce ne andiamo tutti per reggere il sistema dovranno solo emettere obbligazioni sottoscritte da banca europea:

    Infòazione e disoccupazione.

    Ecco il modello socialista e statale.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    @Davide : hai ragione da vendere. Non c’è più alcuna possibilità qui.
    Bisognerebbe lasciare in mano ai 14 dipendenti di Trony che rischiano il posto, i solerti pirla in divisa, il loro comandante e l’immancabile assessore competente.
    Dei 4 parassiti, rimarrebbe carne trita, ma non per i tortelli buitoni, che preferiscono l’equino.
    Il trito di asino lo usano solo per il mangime di cammelli, scimmie e pappagalli.

  • gastone
    Rispondi

    non c’è niente di meglio che la prova empirica per stabilire
    i fatti e sopportare una teoria in grado di spiegare una casistica associata,
    ma i parassiti italiani, razza particolare, longeva, tenace e coriacea, fanno la purezza di quel ceppo, tanto che la granitica convinzione della loro inestinguibilità derivata dalla razza dei rettili, li porta a “questionare” anche la più apodittica delle realtà come cadere dal ramo che si è appena tagliato.

    rami, . ; ! tagliatevi da soli. se madrenatura non velo consente, allora seccatevi da soli.

    senza il rispetto di chi ti spoglia meglio improduttivi.

    • leonardofaccoeditore
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      :-)

  • Dexter
    Rispondi

    Storia molto simile a quella che sta succedendo nella mia città in questi giorni, il comune ha intimato a una trentina di aziende di chiudere perché il complesso in cui lavorano (in periferia) non rispetta le norme urbanistiche, ci vuole una nuova lottizzazione e balle burocratiche varie.
    Una trentina di attività commerciali tra cui una piscina, due discoteche, palestre, scuola di danza, montaggio pneumatici, uffici di una società di vigilanza privata, magazzini, officine, sale musicali, falegnameria, lavorazione di infissi in alluminio, abitazione, diversi box per cavalli, un centro di cottura di pasti preconfezionati.

    Dal giornale della mia regione: “l’ ordinanza del dirigente comunale all’Urbanistica «di sospensione delle attività materiali nello stabilimento industriale, il frazionamento dell’immobile e la modifica della destinazione d’uso originaria entro 90 giorni». Pena la immediata cessazione delle attività commerciali contestate, la chiusura coattiva e la confisca degli immobili.”
    Naturalmente niente fa pensare che il Comune vorrà approvare le varianti in tempo.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Qui non ci sono speranze, stanno uccidendo la libera iniziativa, Han trovato il mondo di instaurare un regime sovietico per via democratica

  • Nereo Villa
    Rispondi

    Leo, non perdere le speranze. E so che non le perderai mai anche se decidessi di andartene dall’Italia. Il fatto che stiano provando a uccidere la libera iniziativa per instaurare un regime sovietico per via democratica, non significa che ci stiano riuscendo. Stanno solo facendo i conti senza l’oste. L’oste è l’io. E io non posso essere ucciso da nessun anti-io. In fondo, solo uno scemo può essere anti-io… e può esserlo solo perché scema continuamente da lui una parte di umanità, cioè di sé… Questo è solo kantismo, il dover essere scemi, che sarà superato dal fatto che la natura umana è cosa buona e giusta…

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    ” Il fatto che stiano provando a uccidere la libera iniziativa per instaurare un regime sovietico per via democratica, non significa che ci stiano riuscendo.”Ci sono già riusciti! E con l’avallo del popolo italiano.

  • francesco
    Rispondi

    quello che dite è folle; io sono stato dipendente pubblico 2 mesi in un comune; voi insultate sempre lostato; ma quanti privati e imprese hanno rubato allo stato? quanti imprenditori hanno creato valore ma solo p er loro, non per i loro dipendenti, se ne sono andati all’estero; ringraziate che c’è lostato, sia pure coi suoi limiti e difetti, senon la sanità privata sapete quanto costa? una semplice operazione costa migliaia di euro quando con la sanità pubblica costa 50 euro di ticket

  • francesco
    Rispondi

    ho fatto anche il lavapiatti per due mesi da un privato sfruttatore; mi faceva lavaorare 10 ore al giorno e alla fine mi pagava una stronzata, qualcosa come 3 euro all’ora, con apprendistato, sapete come funziona l’apprendistato contratto in cui il datore di lavoro non è tenuto a versare le tasse, ma studiatevi bene le forme contrattuali prima di dire che le tasse sono elevatissime; gli imprenditori non sono degli stinchi di santo, sappiatelo! io nella mia vita sono stato fregato da alcuni di loro e non mi ha difeso nessuno; quindi voi avete una visione estremista

  • francesco
    Rispondi

    @ altro francesco …Le tasse sono alte per chi le paga, chi non le paga o fa parte dell’apparato le considera giuste anche fossero il 99% del reddito. Siamo indottrinati sin da bambini a pensare in modo socialista…. Le bugie sulla sanità privata sono colossali. Il sistema privato funzionerebbe molto meglio del pubblico ma continuano a spaventarvi dicendo che costerebbe tantissimo. in america io mi sono assicurato con 80/100 $ al mese, se si aprisse al libero mercato nascerebbe tante di quelle aziende nella sanità che il prezzo abbasserebbe (pensate al cellulare) Prima della privatizzazione di At&T era solo per i grandi ricchi oggi ai semafori vi chiedono la questua mentre parlano al telefono

  • W la Libertà
    Rispondi

    @Primo francesco:

    Scorgo nelle tue parole concetti vecchi di secoli come l’odio di classe, il pregiudizio, il vittimismo, oltre alla solita chiusura mentale italiota.

    1) tu parli di imprese che rubano allo stato, ma è l’esatto contrario, lo Stato si appropria ogni giorno il 70-80% dei guadagni di un’impresa media, se questo non è un furto!

    2)Lo scopo di un imprenditore e di ogni individuo è fare ciò che va a suo guadagno e comportarsi di conseguenza, magari a te suona male ma per me parole come interesse personale sono bellissime. Un imprenditore non deve rendere niente a nessuno se non a se stesso e alla propria famiglia. Se poi si aggiunge come valore personale la solidarietà dell’individuo è ancora meglio, ma la solidarietà è una buona cosa se volontaria, se forzata diventa costrizione, coercizione e violenza. Ricordalo.

    3) I rapporti tra imprenditore e dipendente si reggono sul contratto. Se un imprenditore pone certe condizioni e il lavoratore in piena libertà accetta non si può parlare di sfruttamento o di violenza. Radicata nelle vostre menti c’è ancora la lotta tra imprendiore cattivo sfruttatore e dipendente povero sfruttato, ma non è più così, autonomi e dipendenti sono tutti sulla stessa barca, il buon andamento di un’azienda va a vantaggio del proprietario e del lavoratore dipendente, se c’è uno sfruttatore quello casomai è lo Stato, e gli sfruttati siamo noi tutti del mondo privato, imprenditori e dipendenti.

    4)Devi stampare sulla tua testa che ognuno è libero di fare quello che vuole rispettando la stessa libertà degli altri. Se io voglio cambiare nazionalità lo faccio, se voglio trasferirmi lo faccio, se voglio spostare la mia azienda lo faccio, e se lo faccio per motivi sociali, culturali, economici o di mero interesse non cambia nulla. Vengono aspramente condannati gli imprenditori che scappano dall’Italia, ma primo se scappano dalla propria nazione, dai propri affetti, dalla propria terra un motivo c’è, ed è che non riconoscono nella loro terra di origine quella sicurezza che dovrebbe esserci, infatti come può un individuo sentirsi a casa se è continuamente sottomesso dall’autorità statale, dal fisco, dalla violenza e dall’odio sociale? Altro punto che non capisco è perchè un giovane laureato che va all’estero per trovare lavoro e lo trova e diventa uno scienziato che porta vantaggi a lui e alla comunità in cui vive è una cosa positiva, mentre un imprenditore tartassato da fisco e stato che fugge in posti più vivibili (mai liberi) e porta vantaggi a sè e alla comunità dove si sposta assumendo personale non va bene…

    5)Il fatto che lo Stato abbia il monopolio nella sanità non vuol dire che la sanità sia per forza pubblica. Se la sanità fosse solo privata, ognuno di noi pagherebbe molte e molte tasse di meno ogni giorno, ma pagherebbe qualcosa si più nel momento in cui ha bisogno di cure mediche (non credo ogni giorno, ogni mese, ogni anno), ad un prezzo comunque più basso delle cliniche private attuali per via delle leggi del mercato e della concorrenza, e con una qualità ed efficienza mille voltr maggiore quella del nostro attuale settore pubblico.

    6) il fatto che tu hai avuto brutte esperienze personali con il mondo privato non vuol dire che siano tutti da condannare gli imprenditori. Ma non capisco il tuo atteggiamento di voler essere difeso e aiutato, protetto da qualcuno, ad ogni costo. Il bello di essere individui unici e liberi è quello di poter vivere liberamente secondo le proprie scelte, senza essere dirottati e burattinati da qualcuno, come lo stato fa attualmente. Se poi tu preferisci avere una sicurezza alle tue spalle e una protezione, non è detto che quella coincida per forza con lo stato. In un mondo senza stato ci sarebbero comunque servizi privati, e dunque più efficienti, di tutela e difesa, o potresti aderire o creare una società comunitaria con chi la pensa come te e vivere secondo la vostra filosofia di vita e politica, senza obbligare nessuno a fare niente.

    7) la nostra non è una visione estremista, noi vogliamo essere lasciati in pace da chi ci dice come comportarci e cosa dobbiamo pagare, vogliamo un mondo dove tuttti sono liberi di scegliere se aderire o meno ad una comunità statale, e a che tipo di comunità aderire. Non vogliamo imporre la nostra visione economica, politica, filosofica agli altri, come voi socialisti, fascisti, democratici, monarchici, anarchici, conservatori volete fare e fate. Chiediamo di essere lasciati in pace e di prenderci le nostre responsabilità.

  • alex
    Rispondi

    Lo Stato é mafioso e le tasse sono il pizzo. Equitalia? Gli scagnozzi del governo ladro.

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