In Anti & Politica

DI RIECHO*

Non ricordate la situazione di poco più di un anno fa? A Novembre 2011 Berlusconi si dimetteva e si insediava al suo posto un governo di tecnici guidato da Mario Monti.

Non ricordate cosa dicevate tutti? Tutti a dire che i tecnici erano necessari perchè questi politici ci avevano portato sull’orlo del baratro, che dovevano vergognarsi, che non avrebbero dovuto permettersi di ripresentarsi. Si fa pulizia stavolta!

La memoria della massa è corta.  I politici lo sanno. E’ passato poco più di un anno e guardate a chi state per  dare il vostro voto.

Quanto tempo, quanta energia, quante risorse sprecate in una lotta inconcludente.

Dovreste spiegarmi per quale logica le stesse persone e le stesse idee che hanno dominato la politica italiana negli ultimi 30 anni e che hanno portato l’Italia nel baratro, a distanza di un anno, in cui le scelte di Monti hanno proseguito nel segno della continuità con il passato e dunque peggiorato solo la condizione economica, dovrebbero meritare ancora la vostra attenzione.

E non venitemi a dire che Grillo è la novità. Grillo è la concretizzazione della reazione più vecchia del mondo alle difficoltà economiche. E la più pericolosa di tutte.

Esiste un’unica certezza, qualunque sia il risultato di queste elezioni: non ci sarà nessuna riforma del sistema.

Alla Reuters ha affermato un diplomatico europeo: “We’ve seen a steady economic decline in Italy over the past 20 years and it’s very hard to see any outcome from this election which will reverse that. The reforms which would really get the country going again are out of reach”.

Perdete la speranza.

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Per quelli che credono che votare sia un dovere..

La democrazia è una religione e chi la critica viene etichettato come eretico.
Quante volte avete sentito ripetere che “chi non vota non può lamentarsi”?

E’ vero l’esatto contrario: “se voti, non puoi lamentarti”. E’ votando che legittimi il sistema.

Votare significa nutrire la speranza che il sistema possa autoriformarsi. E’ un illusione.

La soluzione non è la politica.
La soluzione è affrancarsi dal sistema, perché nel suo crollo porta con sè tutto ciò che riesce.
La soluzione è individuale.

 
*Link all’originale: http://www.economiaeliberta.com/2013/02/mi-dispiace-ma-e-cosi.html?utm_source=Riecho+Economia+e+Libert%C3%A0+Community&utm_medium=email&utm_campaign=e19f4479c4-RSS_EMAIL_CAMPAIGN

 

 

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Mostrati 54 commenti
  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    Il popolo beota è come un gregge. L’unica memoria che possiede è quella per brucare l’erba a testa bassa per tutta la vita.

  • Barbara Lunghi
    Rispondi

    OK allora se ognuno fa da solo… FAR WEST?
    Il vero coraggio oggi è sputare in faccia a chi ti vuol raccontare che ti rende l’imu e sputare in faccia altrettanto a chi ha appoggiato Monti e ora scaglia la pietra.
    Non sono queste tue cazzate di non voto o di lasciare la speranza, gli italiani stanno a testa bassa e non replicano, invece dovremmo incazzarci in ogni nostro piccolo quotidiano, quando non ci viene reso un servizio che ci spetta, quando ci trattano con insofferenza agli sportelli, quando il piccolo prepotente di turno fa il gagà circondandosi della claque, a questo è ora di dire basta

    • massimoconleballepiene
      Rispondi

      ma possibile che non riesci a capire, eppure in questo sito le ragioni per affrancarsi dallo stato sono esposte chiaramente. Prova solo a pensare che chi ti ha istruita ed informata sono persone pagate dallo stato che consciamente o inconsciamente, consapevolmente o inconsapevolmente, hanno fatto apologia dello stato.

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      @BARBARA : scusi ma lei va in giro armata e col cappello da sceriffo ? Io no e quasi tutti neppure. Allora di che far west parla ? di quello dei film ?
      o di quello che lei vede come unica alternativa all’attuale sistema. Se è quello dei film, ok. Passion is passion. Ma se è la seconda, allora provi a lavorare di fantasia e immaginazione, e cominciare a guardare senza le lenti che hanno messo davanti a tutti. Lei le porta ancora.

    • Marco Tizzi
      Rispondi

      Non esiste “un servizio che ci spetta”. Qui sta il problema. Vi hanno convinto che i soldi che vi RUBANO servono a pagare sefvizi che “vi spettano”.
      Nulla di tutto ciò.
      Vi rubano i soldi perché questa è l’essenza dello Stato, ad ogni latitudine, longitudine ed in qualunque momento nella Storia.
      I “servizi” che vi concedono forzatamente “in cambio” servono solo per rendervi la pillola meno amara ed evitare che si imbraccino le armi e si tagli la loro testa. Hanno semplicemente imparato dai loro errori nel passato.

      Lo hanno fatto talmente bene che oggi, in Italia, ci sono 16 milioni di persone che producono ricchezza e che vengono derubate per mantenerne 44. Così il giochino della democrazia funziona sempre.

      Le elezioni sono una risposta alla seguente domanda: vuoi tu cittadino che si continui a rubare ai pochi per mantenere i molti?
      La vostra risposta è “sì, lo voglio”.
      La mia è “col cazzo, bastardi!”.

    • Sigismondo di Treviri
      Rispondi

      @BARBARA: veramente Monti lo hanno appoggiato tutti e personalmente prima di sputare in faccia a chi dice di volermi restituire l’IMU, vorrei sputare in faccia a chi me l’ha messa. Il ‘Far West’ come lo chiama Lei non è necessariamente sinonimo di anarchia e sopraffazione. Ognuno fa da solo dice Lei. E allora? Preferisco fare da solo che farmi ‘fare’ quotidianamente da uno stato che si autoleggittima soltanto per fregarmi meglio e farmi credere che non ci sono alternative alla sua esistenza. Se poi lo stato è stato così bravo da riuscire a convincerla che senza le sue sopraffazioni e vessazioni non si può vivere, beh, onore al merito. Con Lei è stato bravo. Con me non c’è riuscito.

  • Bob
    Rispondi

    Fatemi sapere come si sta su Marte…

    E quindi uscimmo a riveder le stelle (Inferno XXXIV, 139)

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      Su marte si sta come sul pianeta terra, dove per guardare le stelle, gli imbecilli le cercano riflesse nello stagno.

      • Bob
        Rispondi

        non credo ci siano stagni su Marte… ma vedo che di imbecilli sulla Terra ce ne saranno sempre.

        • Antonino Trunfio
          Rispondi

          infatti, ti stai guardando nello stagno.

  • sicol
    Rispondi

    Non votiamo così vanno su sempre gli stessi…… non votiamo gli stessi che erano stati manadti a casa 1 anno fa….nemmeno grillo è il nuovo…il nuovo è nell’individuo……e sarebbe io penso per me e me ne frego degli altri?
    ahahahahaha
    Ha ragione sir MovLib stia li fermo dove si trova adesso e non si muova …..non vada a votare anzi non vada da nessuna parte mi raccomando….io non voglio incontrare in giro uno che ragiona come lei….. il nulla deve rimanere nulla

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      lei vada a votare, se per lei sono cambiate le cose, tutte le volte dopo che lo ha già fatto, chissà quante volte.
      Ma ricordi che la delega è solo scritta. Pertanto la danno quelli che votano, non quelli che si astengono.

  • fracatz
    Rispondi

    bisognerebbe almeno modificare il diritto al voto e darlo solo a coloro che producono la torta che poi verrà spartita
    cioè solo a coloro che versano contributi all”inps od altro ente previdenziale
    è chiaro che adesso, la maggioranza è determinata da tutta la massa improduttiva che vuole continuare a gravare sugli altri e quindi la sensazione di inutilità del voto tra quelli che invece sono i veri artefici dell’esistenza della nazione tajana

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      @FRACATZ : nel caso che auspichi, tutti comincerebbero a fare i conti e a scoprire che non tornano. Fintanto che il sistema è, eufemisticamente parlando, fare i pederasti con il deretano altrui, tutti sono d’accordo. In caso diverso. tutti correrebbero ai ripari, in ghisa. Tranne quelli che liberamente decidono diversamente secondo il loro gusto personale auto finanziato.

  • Davide
    Rispondi

    Se oltre il 90% della popolazione non vota allora il sistema e la frode viene a galla.
    La goccia ha trovato il punto d’uscita.
    Il non votare è un diritto, poi non è colpa mia se non vado a votare e chi deve essere eletto si prende lo stesso il mio voto.

    Quello non è un mio problema. E’ lui che è ladro.
    Il nocciolo verrebbe a capo se il 100% della popolazione non andasse a votare e i vecchi politici dicono che questa è democrazia e vanno al governo.

    In questo momento è palese la frode.
    Se invece solo il 50% non va a votare la frode non viene a galla.

    La gente per capire che è autunno non osserva le foglie che iniziano alcune a divenire gialle, se ne accorge quando tutte sono cadute.

    Andando a votare non permetti di far vedere che è autunno. La gente è sciocca e non cambierà mai.

    Se nessuno andasse a votare l’unione europea non permetterebbe mai una dittatura.
    diventa palese e sarebbero costretti a commissariare l’italia.

    E’ in quel momento che avviene il cambiamento. In quel momento ha vinto il partito di maggioranza, la democrazia, il partito del non voto che non si ritiene rappresentata.

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      Infatti i farabutti della costituzione di itaglia, lo sapevano !! e mentre per la sovranità popolare dei referendum ci vuole il 50 % + 1, per le elezioni non serve. La sovranità lasciamola in soffitta. E se vota mia nonna e mia mamma, bastano a mandarmi in parlamento con la maggioranza assoluta.

    • Bob
      Rispondi

      Con tutto il rispetto, questo discorso nn può funzionare.

      Non andare a votare significa consegnare l’Italia ai voti di scambio ed a quelli comprati, ogni politico ha una base elettorale composta da voti sicuri di gente che ha venduto il proprio voto in cambio di promesse e favori.
      Noi siamo schiavi principalmente della inciviltà generale che il sistema ha diffuso e che fa della corruzione un modo sicuro per ottenere voti.
      Il Sistema o si cambia dall’interno politicamente o socialmente o ci si adegua o si subisce.

      Il commissariamento da parte dell’Europa in questo senso è una eventualità molto remota ma sopratutto non auspicabile, gli effetti si vedono in Grecia, sperare in una cosa del genere come se l’Europa fosse un entità fuori dal sistema è veramente poco saggio e la frode viene a galla solo se la società civile e le persone oneste entrano nelle istituzioni e le ribaltano come un calzino.

      Anche pensare che tutti quelli che votano sono degli idioti non ha senso, non è così ognuno segue la strada che ritiene più giusta ma alla fine vogliamo tutti la stessa cosa ed insultarci a vicenda non servirà a niente.

      • nico
        Rispondi

        Ogni voto è uno scambio di benefici, anche il tuo. Voti per stare peggio per caso?

        • Bob
          Rispondi

          Quindi secondo te non c’è differenza tra chi vota per un programma e chi vota per ottenere soldi o un posto al comune o un appalto?

          Tra chi cerca una soluzione per i problemi del paese e chi cura solo i propri interessi personali?

          Io credo di si… punti di vista…

          • nico

            I problemi del paese sono una questione astratta, indeterminata e vaga.
            Per ogni problema che tu mi elencassi, ti potrei elencare qualcuno che trae beneficio da questa situazione.
            Dal suo punto di vista il problema non esiste, ma è un altro. E così via a catena.

            Stai certo che ognuno cura i propri interessi personali (non solo il Berlusca, vd. caso MPS, vedi ex sindacalisti che poi si sono gettati in politica e preso un bel vitalizio). Nessuno vuole stare peggio. Cambia solo l’ordine di grandezza. E la retorica per ottenere quello che si vuole.
            Il popolino lo devi fare formalmente esprimere ogni 5 anni, ma il big-plan non lo smuovi. Grande e mastodontica burocrazia che condiziona tutto e blocca ogni innovazione.
            Chi controlla l’1% di questa macchina infernale, può ambire a portare in porto qualche progetto, ma puoi stare certo che questo progetto dovrà favorire i propri supporter (grandi sponsor, non il popolino), altrimenti l’azionista di riferimento gli fa un c**o così.
            Poi se a te piace pensare che il tuo voto cambi qualcosa, non sono certo io a volerti togliere quest’illusione.

          • Antonino Trunfio

            @BOB : ah bob !! ma se nessuno di noi, te compreso sa quello che farà domani, possibile che arriva uno da te, ti legge un programma per la tua vita per i prossimi 5 anni, tu ci credi, lui ti chiedi i soldi per attuarlo e tu gli dai pure il voto ? ma comprendi che è una barzelletta ?

        • Bob
          Rispondi

          Io non voglio mica un Mondo perfetto, voglio solo che le cose funzionino, ce ci sia un equilibrio tra gli interessi personali ed il bene comune.

          In questo paese la corruzione, il malaffare e la disillusione hanno preso il sopravvento, hanno degenerato in tutte le classi sociali portando in persone come voi la convinzione che non si possa cambiare che non si possa migliorare, nessuno più di voi fa il loro gioco.

          Voi avete smesso di lottare.

          Quello che fate nel migliore dei casi non porterà a niente, magari se siete in gamba e fortunati riuscirete a ritagliarvi la vostra piccola realtà nel sistema.

          Nel peggiore dei casi finirete a scontrarvi violentemente con il sistema e a quel punto avrete perso perchè il sistema è più forte e meglio organizzato.

          Vi consiglio una lettura, un classico anarchico:

          http://ita.anarchopedia.org/bolo'bolo

          • nico

            E la lotta consisterebbe in una crocetta ogni 5 anni?

            La vera lotta lei la farebbe se potesse incidere veramente sulla fonte di approvvigionamento finanziario.
            Pagare se ritiene giusto, non pagare se non lo ritiene giusto.

            Invece adesso è costretto (vd. sostituto di imposta, ad esempio) e pagare SEMPRE e IN OGNI CASO.
            Si figuri se la crocetta importa qualcosa a qualcuno, sono i soldi che contano e che non devono mai mancare.
            E non deve mai mancare neppure la capacità di indebitamento (vd. emergenza di fine 2011 sui mercati finanziari e spread alle stelle). Infatti con fiato alle trombe hanno scatenato il panico con lo spread. Sembrava stessimo entrando in guerra. Mentre invece era solo messa in pericolo la facoltà del governo a finanziare il proprio debito e a continuare ad alimentare le spese folli che ci sono.

            Nessuno personaggio pubblico (che io sappia) appoggia la lotta di Fidenato contro il sostituto di imposta (le tasse che il datore di lavoro trattiene direttamente e versa all’erario). A parte i lettori di questo sito, dubito che la maggior parte della gente sappia neppure cosa sia il sostituto d’imposta.

          • Bob

            No la crocetta non basta ovviamente, bisogna anche tenersi informati informare e partecipare, entrare in politica se necessario per il tempo richiesto uno due mandati, o denunciare le cose che non funzionano, ognuno di noi dovrebbe interessarsi alla cosa pubblica altrimenti la lasci in mano ai lupi e te li ritrovi dentro casa.

            Un singolo voto non vale niente se non si crede in qualcosa e si partecipa alle scelte.

            Se nn c’è nessuno che vi da fiducia fate bene a non votare ma ci sono anche i voti di protesta, a volte votare partiti come ad es. i radicali o l’IDV partiti che magari nn si alleano ma riescono ad entrare in parlamento e fanno casino può essere un modo per usare il voto contro un sistema, per buttare sabbia negli ingranaggi, e che magari danneggia partiti pericolosi come il PDL o il PD che prendono troppi consensi per quello che valgono(a mia opinione).

            Buona notte

          • Antonino Trunfio

            @BOB : la questione non è ottenere un equilibrio tra gli interessi personali e il bene comune. Infatti il sistema di oggi si basa sul colletivismo (evito di usare bene comune che è altra cosa !!! nobile per definizione.) in barba agli interessi personali. Se per ottenere quello che tu chiami equilibrio, bisogna schiacciare gli individui, guardati intorno e osserva cosa è successo con questo metodo.
            Se invece si parte dagli individui e dai loro legittimi interessi personali, il libero incontro tra gli interessi personali (o se pregerisce gli egoismi, parola tanto cara a coloro che usano le parole per contraffare i pensieri e stordire gli imbecilli) produce il bene comune. Afferra BOB ?

          • Bob

            Antonino.

            Il sistema che abbiamo oggi non si basa sul collettivismo ma è semplicemente una coprocrazia.

            Il collettivismo fa parte della natura umana e dello stato come l’individualismo, sono 2 facce della stessa medaglia, ognuno di noi ha una coscienza individuale(la competitività, la libertà personale, la proprietà privata) ed una collettiva(la famiglia, la città di appartenenza ,la cultura, le radici) esse sono più o meno sviluppate in ognuno di noi ma ci sono.

            Senza la collettività non siamo niente.

          • Marco Tizzi

            Mi scusi, lei cita “Bolo Bolo” e incita ad andare a votare?
            Credo che non abbia capito nulla del romanzo, forse è il caso che lo rilegga un centinaio di volte. E ci metta in coda anche V per Vendetta, 1984, La fattoria degli animali e La rivolta degli Angeli.
            Ma li legga tutti più volte.
            Quando avrà capito bene cosa c’è scritto vedrà che a votare non ci andrà più.

          • Bob

            Caro Marco,

            Mi fai venire nostaligia, la fattoria degli animali è stato il primo libro che ho letto, avevo 12 anni.

            Ed ho letto anche gli altri.

            Bolo Bolo lo ho citato perchè è dice proprio che il sistema non si può battere direttamente, nel momento in cui sono richieste azioni violente bisogna fermarsi e ripiegare.

            E dice tante altre cose interessanti ma è un percorso alternativo che non esclude una parallela partecipazione alla vita dello stato, anzi usa gli stessi ingranaggi e infrastrutture di quello stato per sabotare il sistema che controlla le nostre vite.

            Leggilo tu.

      • Marco Tizzi
        Rispondi

        Lo Stato è un’associazione criminale. Saresti più contento se tu potessi eleggere il boss della ‘ndrangheta o gli sgherri della mafia? Renderebbe l’associazione in qualche modo migliore?
        E’ sempre e comunque un gruppo di persone organizzato per rubare e uccidere.

        • Bob
          Rispondi

          Lo stato nn è un associazione criminale, lo stato è un entità composta da cittadini ed istituzioni, queste istituzioni che se lasciate a se stesse vengono infiltrate da criminali e diventano istituzioni criminali, come certi partiti, come il corpo di polizia di stato che copre gli assassini in divisa e organizza spedizioni punitive, come equitalia e l’ufficio delle entrate che spingono le persone al suicidio.

          I criminali sono molto attenti a partecipare alle elezioni, loro sanno che si può fare la differenza, conoscono ogni trucco per farlo, e voi?

          Ci sono movimenti e partiti che possono cambiare tutto ciò, il movimento di Grillo a Parma si è costituito parte civile ed ha fatto arrestare il sindaco precedente.

          Rivoluzione Civile è un partito potenzialmente valido per la lotta alla corruzione e alla mafia.

          Dovete solo partecipare informarvi e se vedete che c’è una possibilità provare a dare fiducia.

          “Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male è che gli uomini buoni non facciano nulla”

          • Marco Tizzi

            Lo Stato non sono i cittadini e i cittadini non sono lo Stato.
            Qui sta il vostro errore. Io non sono lo Stato.
            Non lo sono mai stato e mai lo sarò.

            Io sono CONTRO lo Stato, che è CONTRO di me.

            Lo Stato è un’associazione di persone che impongono il proprio volere alle altre con la forza delle armi e le derubano dei frutti del loro lavoro.
            Nulla è cambiato dai tempi dello sceriffo di Nottingham. Nulla.

            Le elezioni sono una farsa attraverso la quale il potente di turno si conferisce un potere di rappresentanza che non può avere: nessun uomo può rubare e uccidere in nome di un altro.
            E le tasse e la guerra questo sono: furto ed omicidio.

            Ingroia è se non altro sincero, dice chiaramente che vuole rubare con la forza delle armi. Dice “io ti rubo i frutti del tuo lavoro e se non te li lasci rubare, io ti metto in galera”.
            A Parma mi risulta che le tasse siano aumentate. Nulla di nuovo sotto il sole.

            Il M5S è un movimento Marxista-ecologista abbastanza tradizionale: propongono una rivoluzione dicendo che lo Stato non funziona perché non sono stati loro lo Stato. Dicono che se lo Stato diventano loro, allora lo Stato funzionerà.
            Ma lo Stato non può funzionare, perché è intrinsecamente ladro ed assassino. Esiste per rubare ed uccidere.

            Quindi il M5S sarà come tutti i movimenti e partiti che lo hanno preceduto: maiali di Orwell che prenderanno il potere per dire che “tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.

          • Bob

            Marco.

            Condivido in parte quello che dici.

            Il nostro paese sancisce nella costituzione gli stessi principi, ripudia la guerra e tutela il lavoro e i cittadini.

            Purtroppo la massa vota persone indegne che vanno contro i principi costituzionali.

            Li votano perchè vengono tenuti ignoranti distruggendo la scuola pubblica, vengono corrotti dagli esempi negativi, e gli onesti si disilludono e si fanno da parte. Bisogna interrompere tutto ciò o quantomeno provarci.

            Ti dico solo che se tu sei contro lo stato, se ti metti contro lo stato, contro il sistema che ha in mano lo stato, non puoi vincere, anche se foste in mille o in 10K anche un milione di voi nn può niente contro la stato ed il sistema siete solo una piccola seccatura, una formica che fa il solletico.

            Le tasse nn sono un furto sono soldi pubblici che devono essere utilizzati per le infrastrutture e i servizi, chi ti convice che è un furto sono gli stessi che le hanno alzate, che se li rubano, e che poi dicono che sono un furto perchè così possono privatizzare e spolpare i beni dello stato vendendoli ai se stessi o ai loro amici.

            A Parma le tasse degli asili nido sono aumentate alle famiglie con alti redditi che sono il 20% perchè nn ci sono i soldi e bisogna mantenere le rette basse per i bassi redditi che non ce la fanno. Bisogna fare sacrifici ma il movimento fa arrestare chi ha rubato, cerca di far restituire il maltolto, ed i sacrifici li fanno tutti ma si comincia da chi ha di più.

            NAturalmente bisogna seguire ed informarsi per parlare non basta leggere un bel libro.

            Saluti e buona giornata.

          • Bob

            Marco.

            Condivido in parte quello che dici.

            Il nostro paese sancisce nella costituzione gli stessi principi, ripudia la guerra e tutela il lavoro e i cittadini.

            Purtroppo la massa vota persone indegne che vanno contro i principi costituzionali.

            Li votano perchè vengono tenuti ignoranti distruggendo la scuola pubblica, vengono corrotti dagli esempi negativi, e gli onesti si disilludono e si fanno da parte. Bisogna interrompere tutto ciò o quantomeno provarci.

            Ti dico solo che se tu sei contro lo stato, se ti metti contro lo stato, contro il sistema che ha in mano lo stato, non puoi vincere, anche se foste in mille o in 10K anche un milione di voi nn può niente contro la stato ed il sistema siete solo una piccola seccatura, una formica che fa il solletico.

            Le tasse nn sono un furto sono soldi pubblici che devono essere utilizzati per le infrastrutture e i servizi, chi ti convice che è un furto sono gli stessi che le hanno alzate, che se li rubano, e che poi dicono che sono un furto perchè così possono privatizzare e spolpare i beni dello stato vendendoli ai se stessi o ai loro amici.

            A Parma le tasse degli asili nido sono aumentate alle famiglie con alti redditi che sono il 20% perchè nn ci sono i soldi e bisogna mantenere le rette basse per i bassi redditi che non ce la fanno. Bisogna fare sacrifici ma il movimento fa arrestare chi ha rubato, cerca di far restituire il maltolto, ed i sacrifici li fanno tutti ma si comincia da chi ha di più.

            NAturalmente bisogna seguire ed informarsi per parlare non basta leggere un bel libro.

            Saluti e buona giornata.

          • Antonino Trunfio

            @BOB : vada per la coprocrazia. Mi pare renda l’idea.
            Ma invece della parola collettività che è anonima, ideologica, usiamo la parola comunità. L’individuo libero in una comunità di relazioni libere, basate su un comune sentire e nutrita di affetti, sentimenti volontari di solidarietà, è quello di cui abbiamo bisogno. L’individuo con la collettività è solo uno schiavo, non è l’altra faccia della realtà.

        • Bob
          Rispondi

          Avete ancora un giorno non dimenticate l’esempio dei greci.

          “Chi si disinteressa della cosa pubblica, è destinato ad essere governato da malvagi.”

          Platone

          • Marco Tizzi

            Chi si interessa della cosa pubblica è destinato ad essere complice di assassini e ladri.

          • Bob

            Siamo noi che creiamo il nostro destino, dobbiamo solo scegliere tra bene e male.

            Si può essere complici in tanti modi, e “anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti.”

  • nico
    Rispondi

    Tutti belli carichi i pro-voto!
    Questi credono di cambiare le cose con una crocetta, e poi aspettano che qualche illuminato entri nella stanza dei bottoni ed inizi a fare miracoli per il poppolo.
    E che magari questi miracoli li faccia aggratis, restituendo lo stipendio, dopo aver lottato con uno strato infinito di burocrazia che blocca ogni iniziativa.
    Dilettanti….per la serie “this time is different”.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    L’individuo ha un modo certo per iniziare a salvarsi.
    Andarsene dall’italia.
    Non ne vedo altri.

    Se,invece, si vuol combattere rimanendo in italia lo si può fare in tanti modi.
    Anche col non-voto.
    Ma per me non è il sistema più efficiente.

    Chi può fa bene ad abbandonare la nave che affonda.
    Siamo al “si salvi chi può”.
    All’ ognuno per sè.

  • massimoconleballepiene
    Rispondi

    il vero conflitto di interessi è lo stipendiato statale che vota

  • Anthem
    Rispondi

    Per la prima volta non ho votato.
    Avrei dovuto prendere questa decisione nel 1994, quando, con la legge per i rimborsi elettorali, venne vanificato il referendum radicale per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, vinto con il 90,3% dei consensi.
    Cosa mi abbia fatto credere di poter influenzare con un voto la mia vita non lo so, certo un inganno della speranza.
    Oggi mi suonava in testa l’ inno degli schiavi neri d’America, Amazing grace. Soprattutto il finale della prima strofa, Was blind, but now I see….Ero cieco, ma ora vedo!
    Meglio tardi che mai.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    @Anthem : non è mai troppo tardi. Ora ci resta solo una cosa : la vendetta.

  • Davide
    Rispondi

    Vedi se per entrare nelle istituzioni devi essere come loro altrimenti non ci arrivi.
    Quindi cambiare da dentro non puoi se all’entrata cacciano tutti quelli che vogliono modificare le cose.
    E’ sempre stato così. E la natura che obbliga l’uomo a cambiare e non per sua onestà intellettuale.
    Le spese folli sociali sono diminuite a causa del debito insostenibile non per cambiamento culturale.

    Se nessuno andasse a votare significa la massima espressione di responsabilità e civiltà.

    Ma se chi non va a votare vende il voto alla camorra ripeto:
    Il problema non è nel non votare ma nel vendere un voto alla camorra.
    Questo rappresenta esattamente il popolo che siamo……..infatti la maggioranza andrà a votare con l’illusione che qualcuno possa modificare le cose.
    Poi tra 10 anni si ripete il tutto e via la giostra.

    Ma quando dico non andare a votare porta a galla l’imbroglio, tu non puoi rispondermi che chi non va a votare vene il voto alla mafia.

    CHI non vota non vota e non regala voti ne a destra ne a sinistra ne mafia.
    Se lo fa non è vero che non va a votare ma vende il voto.
    Il tuo è un paradosso:
    E’ come dire quando mangi la torta prima o dopo??????

    In verità state andando a votare le stesse persone che hanno rovinato l’italia e hanno rappresentato gli italiani.

    Nessuna rivoluzione sociale quando esistevano pasti gratis, tutti in pensione a 30 anni, chi piazzato Alitalia, regione, provincia,poste,ferrovie,comuni, societa parapubbliche, banche con ingerenza politica MPS esempio.

    Tutti a votare il sindaco che cambiava il piano regolatore a favore, che piazzava il figlio.
    Gente nell’esercito, spese folli su rotonde ospedali.

    Tuti a dire:
    E a me che cazzo me ne frega.

    Ecco questa è mancanza di responsabilità:
    I conti vengono a galla e non è colpa dei cinesi che lavorano, dei tedeschi che risparmiano o di chi senza appoggio politico ha risparmiato e fatto quattro soldi.

    Ora tutti Robespierre, invece di guardarsi dentro hanno fatto chiudere e scappare la struttrua produttiva di questo paese in paesi più onesti.

    Venti o 30 anni a regalare voti in cambio di posti pubblici o fittizi o qualche pensione.

    Quindi quando parlo di non andare a votare il 90% non avverrà mai.
    Perchè cercherà di vendere i voto.

    NON ANDARE A VOTARE RIPETO NON SIGNIFICA VENDERE IL VOTO MA ESPRIMERE IL DIRITTO DI NON VOLER ESSERE RAPPRESENTATO DA PERSONE CHE CI HANNO ROVINATO.

    Comunque chiunque vincerà non servirà a nulla,,,,,tutti a cercare un colpevole.

    Il profumo dei nostri scellerati comportamenti sta venendo a galla.

    O moriremo per iperinflazione oppure entreremo in un regime statale che ucciderà come sta succedendo tutto il libero mercato.

    La politica non regala nulla e i servizi pubblici non sono mai stati gratis.

    Sorpresi??????????’ Pagate il conto salato dei costi pubblici:
    Eravate tutti a mangiare vero, tanto “a me che cazzo me ne frega, bastava sistemarsi”.

    Un saluto a tutti gli onesti libertaristi.

  • Marco Tizzi
    Rispondi

    Così a naso potremmo essere il primo partito.
    E’ un inizio…

  • Marco Tizzi
    Rispondi

    @ BOB

    Caro anonimo amico,

    lei purtroppo è cascato nella trappola. L’ho scritto sopra in risposta alla signora Lunghi: lo Stato lungo l’arco della Storia ha imparato dai propri errori.
    Prima molto semplicemente si imponeva con le armi, derubava i cittadini, li massacrava se alzavano un dito e continuava a costringerli a lavorare per lui imponendosi con la forza.

    Poi ha capito che così facendo prima o poi succedeva che i sudditi si organizzavano, si mettevano insieme e partivano le teste. Tenendoci alle proprie teste, i funzionari dallo Stato hanno cominciato a perfezionare il meccanismo: prima hanno cominciato a dare qualcosa in cambio del denaro che rubavano. Ovviamente le stesse cose nel libero mercato sarebbero costate molto meno, oppure erano anche completamente inutili, ma se non altro c’era una scusa per il furto: non era un vero furto, era un pagamento obbligatorio di servizi.
    Ovviamente non c’è alcuna differenza: un esborso imposto con le armi è un furto per definizione. Sempre.
    Se vengo da lei e le prelevo 10 000 euro dal conto corrente per darle una bicicletta in cambio, lei ha pagato la bicicletta o ha subito un furto?

    Quindi hanno fatto una cosa ancora più furba: dato che comunque si capiva chiaramente che loro approfittavano delle “imposte” più di chi le pagava, hanno inventato questa cosa folle che si chiama democrazia.
    In questa follia la maggioranza impone alla minoranza ciò che vuole, incluso furto ed omicidio.
    Non solo!
    La democrazia è “rappresentativa”. Cioè il suddito può addirittura eleggere un suo “rappresentante” che farà parte dell’elite statale e imporrà il suo volere agli altri.
    Che bello!
    In questo modo è diventato tutto lecito. Vale tutto. Vale bombardare i tuareg, mettere in galera gente che vende piante secche, far chiudere i negozi senza nemmeno spiegar loro perché.
    Perché vale? Perché vi hanno convinto che siete stati voi a deciderlo.

    I pazienti e volenterosi autori di questo ad altri simili blog vi vogliono mettere in testa il dubbio che questa farsa si possa sconfiggere e tendere ad un mondo migliore.
    E che quel mondo può essere solo un mondo libero.

    Poi lei lo vorrà più collettivista? Non vorrà la proprietà privata?
    Perfetto.
    Io non sono un utopista, non sono un illuso. So benissimo a cosa si può tendere nella pratica e cosa invece appartiene al mondo dei sogni.

    Vi sfido nel terreno della libertà: trasformiamo l’Italia in una federazione di liberi comuni con due sole regole
    1- libera circolazione di merci e di persone;
    2- divieto di aggressione

    Alcuni comuni saranno allora socialisti, altri moderati liberali, altri anarchici collettivistici. In alcuni ci sarà la proprietà privata, in altri no. In alcuni ci saranno le elezioni, in altri no.
    La gente deciderà liberamente coi piedi qual è il sistema migliore.

    • Bob
      Rispondi

      Non è lo stato che ha imparato, ma le persone che detengono il potere e che influenzano la storia dietro le quinte molti li chiamano massoni io li chiamo spregevolmente banchieri, ci sono libri molto interessanti come:
      La massoneria e la rivoluzione francese.
      O il segreto dei padri fondatori.

      Questi libri dimostrano con documenti dell’epoca come anche dietro i moti delle rivoluzione francese c’erano le influenze e la guida dei massoni.

      O dietro le leggi che abolivano lo schiavismo.

      O dietro le lotte per l’emancipazione della donna.

      In qualche modo tutto viene studiato assorbito ed asservito al sistema, anche i Riot, le Squat e i centri sociali sono ingranaggi del sistema e vengono usati come contrapposizione alla società civile, li mettono uno contro gli altri.
      Così come le religioni.
      Così come le ideologie.

      Tutto diviene funzionale al sistema e parte del sistema.

      Quelli che la massa vota sono solo burattini, chi tira le fine è sempre nascosto. O magari è il tipo che vedi tutti giorni che va a comprare il giornale a cui non daresti mai troppa attenzione o importanza.

      Una volta al governo i burattini non rispondono a te ma a loro.

      Ma come ti ho spiegato ci sono modi per mettere sabbia negli ingranaggi.

      Il movimento di Grillo è un movimento nato dal visionario Casaleggio che ha contatti con quel mondo ma che ci presenta una soluzione laoista di democrazia diretta e partecipativa che secondo me è l’unico modo di uscire dal giogo della finanza internazionale, dallo schiavismo moderno e dalle ingiustizie del potere centralizzato.
      Qualunque sia il suo scopo questi principi che propone sono anti-sistema quindi vanno diffusi ed appoggiati finchè ci conviene e abandonati se prendono derive pro-sistema.

      Ci sono tanti movimenti degni di attenzione, fatti da persone oneste, con proposte come le tue, proposte contro il signoraggio e via dicendo, il punto è che questi movimenti non hanno visibilità, non hanno seguito, vengono ignorati perchè non hanno un comunicatore ed un catalizzatore come Grillo, non hanno una visione attuabile come la ha Casaleggio.

      Molti pensano che chi vota il movimento viene usato da Grillo, bisogna entrare nell’ordine di idee che siamo noi che usiamo le capacità di Grillo e le idee di Casaleggio e non viceversa.

      Il movimento si basa sui principi che chi lo vota deve informarsi e partecipare alle scelte, deve entrare nelle istituzioni come cittadino senza delegare gli altri, e che ognuno vale uno.
      Se questi principi dovessero decadere la perdita di consensi sarebbe disastrosa per un movimento che NON SI SOSTIENE CON I SOLDI PUBBLICI.

      Questa è la garanzia della bontà di questo movimento e la prova della disonestà dei partiti.

      Io credo, con tutto il rispetto, che tu sia chiuso in un determinato stato mentale che non ti porterà a niente, devi aprire la mente ad altre prospettive.

      Saluti.

      • Marco Tizzi
        Rispondi

        Io credo che alla fine della conta gli astensionisti saranno il primo partito.
        E’ un primo, piccolo passo avanti perché in Italia tradizionalmente vanno tutti a votare. Significa che comunque almeno il dubbio che sia tutta una presa per i fondelli stia cominciando a farsi largo.

        Mi sorprende che anche lei, alla fine, ammette che comunque esista un’elite che governa e che i “rappresentanti” rappresentano sempre loro e non noi. Ha ragione, ma allora perché dare il mio assenso?
        Almeno nessuno potrà venire a dirmi che fanno le loro porcate perché hanno il mio appoggio.

        Non so se il M5S sia un po’ di sabbia tra gli ingranaggi. Ci ho pensato a lungo se andare a votarli, credo di averne scritto anche su queste pagine, ma il mio motivo era completamente opposto a quelli che lei indica: li avrei votati per far saltare tutto in aria e in particolare per garantire il default dello Stato, come dovrebbe essere se il mondo girasse con un minimo di senso.
        Poi mi sono reso conto che anche di fronte ad un successo ecclatante al default non si sarebbe mai arrivati perché ormai il destino politico italiano si decide a Berlino e a Bruxelles e noi non contiamo più un tubo.
        Anche la storia della democrazia diretta, per quanto preferibile alla democrazia rappresentativa, è fortemente limitante: la maggioranza in questo paese vive a scrocco della minoranza, cosa potrebbe mai cambiare con una democrazia diretta?

        Quindi sono tornato a quella sana pratica che dovremmo tutti ricominciare a praticare: la coerenza.
        Se non credo nel parlamento e non credo nel governo non posso andare a votare, per coerenza.

        Posso continuare a condividere le mie idee con tutti quelli che conosco, posso fare ogni giorno una campagna intellettuale contro lo Stato. Ma non andare a votare.
        Voterò il giorno in cui ci sarà qualcuno che mi scrive un programma con un solo punto: se mi votate io smantello lo Stato dalle fondamenta e vi lascio liberi di organizzare la vostra vita comunitaria come meglio credete.

        • Bob
          Rispondi

          Rispetto la tua scelta per il non voto ma ti avviso, tu non hai idea di cosa significa default, cosa significa guerra civile, cosa significa guerra mondiale, tu non hai vissuto veramente queste cose sei stato tenuto in una sfera di cristallo fino ad ora.

          Attento a quello che cerchi perchè un giorno potresti trovarlo.

          Anzi, il ciclo storico che stiamo vivendo è maturo per quello che dici e forse nn c’è possibilità di evitare che accada ma possiamo in qualche modo limitare i danni.

          Fatti due conti.

          Ciao.

          • Marco Tizzi

            “L’anarchia ha due facce: quella della creazione e quella della distruzione. I distruttori abbattono gli imperi, lasciando un bel letto di macerie su cui i creatori possono edificare un mondo migliore.” (A. Moore, “V per Vendetta”)

            Se non distruggi non puoi ricreare. Solo se salta tutto in aria possiamo sperare in un mondo migliore.
            Chi spera di riformare si illude. Il sistema non si lascia mai riformare.

            Però devo ammettere che il vostro spettacolino delle elezioni è divertentissimo. Con questa buffonata degli exit polls, le proiezioni, la borsa che sale poi crolla, tutte queste buffonate mediatiche…
            E’ divertentissimo.

            E, non mi fraintenda: se davvero il M5S è primo partito d’Italia, Monti fuori, Ingroia fuori e non c’è possibilità di fare un governo io godo come un maiale imbottito di viagra.

          • Bob

            Maialone vacci piano col viagra che mi stai simpatico.

            E goditela finche puoi.

            ;)

  • gastone
    Rispondi

    il miglior sistema sarà verosimilmente dove si mangià non si è costretti dalla positività degli ordini perentori della legge a meno di aggressioni contro la vita e l’altrui proprietà (inclusi i beni non appropriabili), dove si avrà la certezza di godere dei frutti del proprio lavoro e quella della difesa della propria vita e della proprietà.

    in sostanza dove ci saranno le condizioni di una vita prospera che sia in grado di creare ricchezza con le condizioni sociali ad essa favorevoli e dove i parassiti e tutti coloro che intendessero vendere i propri “fumosi” servizi politici, sarebbero trattati di conseguenza, come mentecatti inetti e infingardi e perciò stesso emarginati.

    sfido chiunque sano di mente e di onesti principi a non voler fare a gara per abitare in un paese dove viga un sistema simile, dove la coercizione debba servire solo per riportare gli individui e qualsivoglia potere sotto la “legge”
    sull’ultimo termine tra gente onesta non c’è bisogno di chiarimenti,

    perchè è questa che guadagnerà a tutti gli onesti quel paese.

  • Fabrizio
    Rispondi

    Condivido in linea di massima il contenuto dell’articolo, ma credo che alla sua base vi sia un gesto estetico, quasi tragico. L’individuo sceglie la solitudine per creare se stesso ma la sua sorte è segnata. Il leone sceglie di essere tale, ma un branco di pecore sono in grado di ammazzarlo. Il leone realizza se stesso, è libero…ma vive solo un giorno…

  • gastone
    Rispondi

    scusa fabrizio se condividi il linea generale l’articolo, perchè ti vai ad impelagare in una serie di enunciati strampalati???

    il leone sceglie di essere tale ??? sei lucido? da quando i leoni scelgono di essere soli? sorvolando il concetto di solitudine, non forse madre natura è l’artefice della sua condizione di predatore al quale non assegna altra funzione se non l’istinto?

    un branco di pecore potrebbe benissimo attaccare un leone se queste fossero affamate non governate da un pastore e il leone moribondo, atteso che queste condizioni possano verificarsi mai perchè mai si sono verificate.

    normalmente il leone vive molto più di un giorno solo, probabilmente molti di più di una pecora che ce li ha “contati”.

    non ti bastava tutto questo, dovevi superarti:

    “l’individuo sceglie la solitudine per creare se stesso”

    è chiaro che l’individuo può scegliere la solitudine è dotato di libero arbitrio dunque discrimina e sceglie,
    ma questo non significa che tutti gli individui scelgono la solitudine, alcontrario, l’uomo è un animale sociale, istintivamente è portato a scambiare quello che produce con i suoi simili, per soddisfare tutti i suoi bisogni, altrimenti dovrebbe condurre una vita grama e piena di stenti per potersi procurare quanto a malapena gli consentirebbe di sopravvivere.

    è sulla base di queste sue esigenze primarie che l’individuo sviluppa la spiccata propensione ad unirsi in società proficue e stabili.

    ora se condividi come hai detto questo articolo fai una cosa utile a te stesso
    e non mi fraintendere, perchè intendo esattamente quello, prova ad approfondire il concetto storico di democrazia e la sua evoluzione, vedrai che la tua consapevolezza di individuo non sarà più quella di un leone remissivo ma di un leone che ruggisce.

  • Fabrizio
    Rispondi

    Gastone
    Prima di tutto ti ringrazio per aver degnato il mio post di una lunga risposta.
    In realtà coglievo nell’articolo e nella sua dimostrazione di forza una malcelato pessimismo.
    Non riesco come te a coniugare quei concetti sociologici di associazione che derivano dalla lotta per la sopravvivenza, dallo scambio e così via. Vedevo invece nel leone l’immagine schematica dell’individuo, che in quanto “indivisibile”, per natura, non scende, non può scendere, a compromessi. La sua forza esplosiva, la sua criniera esagerata sono per me il segno del suo disprezzo per i branchi che egli odia e caccia. Ma la sua è pura recitazione. È troppo saggio per prendere sul serio il suo ruggito. Il leone è così vistoso perché è “maschera” e vuole comunicarci che la vita e la natura non sono altro che una mascherata. Le pecore si prendono sul serio, si associano, cercano un padrone, cedono alla paura non capendo il “gioco”.

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