In Anti & Politica

gorini robertoDI REDAZIONE

Nei suoi 8 punti, Bersani tocca ampiamente il tema della riforma del lavoro, proponendo una riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario, un salario minimo per chi non ha copertura contrattuale, l’universalizzazione delle indennità di disoccupazione e l’introduzione di un reddito minimo d’inserimento.

Il programma del MoVimento 5 Stelle, più datato, auspica semplicemente “l’abolizione della legge Biagi‘ anche se, durante il governo Monti, il ministro Fornero è stato duramente criticato dal leader del M5S.

Un più recente programma in 20 punti è stato pubblicato sul sito di Grillo poco prima delle elezioni e pone al primo posto l’istituzione del Reddito di Cittadinanza, che è rapidamente diventato uno degli elementi qualificanti programma delle proposte di Grillo per l’economia e il lavoro.

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Showing 28 comments
  • Ferrara orlando
    Rispondi

    Non lo paga nessuno, è un diritto naturale ( anche la nostra Costituzione l’afferma), quindi gli viene restituito quel che gli è stato rubato in precedenza. Lo Stato serve anche per questo, quando non sa dare i diritti ai cittadini vuol dire o che è illegale o non esiste.

    • Anthem
      Rispondi

      Ecco, appunto…non lo paga nessuno, è un diritto naturale….lo cercherò nel mio campo

  • Marco G.
    Rispondi

    Io vorrei capire perche’ questa gente, come questo signore che parla e che non conosco, dice di aver studiato e poi, nei discorsi che fa, dimostra come minimo di non aver capito niente di quello che ha studiato. In caso contrario, se avesse capito quello che ha studiato, invece di menarcela con il fatto che il reddito di cittadinanza e’ un costo, semplicemente ci avrebbe spiegato due cose molto semplici: per prima cosa ci avrebbe detto che in Germania questa cosa c’e’ e ci avrebbe spiegato come funziona. In secondo luogo ci avrebbe detto come fanno i tedeschi a finanziarlo e, se avesse studiato anche con profitto (invece di limitarsi solo a capire), ci avrebbe anche spiegato come adattare all’Italia il modello tedesco. La prossima volta vorrei sentire non solo uno che ha studiato, ma anche uno che ha almeno capito quello ha studiato. Se poi si potesse anche sentire l’opinione di uno che ha studiato con profitto, ovvero uno che sa come applicare i concetti che ha studiato, sarebbe ancora meglio.

    • nico
      Rispondi

      Mi sembra che Gorini abbia detto cose di buone senso. Mi sa che è Lei sig. saputello Marco che non ha capito quello che dice.
      Una nota: “Invece di limitarsi solo a capire” ? Questa è bella! Se uno studia con profitto significa che ha capito.
      Personalmente, ritengo che applicare modelli altri sia sbagliato. In Germania hanno una mentalità diversissima da quella del sud europa. Non scambierei mai i due modelli, né pretenderei di voler cambiare la mentalità della gente (come invece vogliono fare tutti i sociopatici al Governo, grillini compresi, quella si cambia nel corso del tempo piano piano ed in modo naturale). Saluti.

  • Fabio
    Rispondi

    Salve, ha detto giusto metttere un limite economico al reddito di cittadinanza, aggiungo che il reddito minimo , ingloberebbe le pensioni, portando, quelle più basse a 1000 euro, MA per non aumentare le tasse, abbassare le altre, dando un tetto massimo di 4 mila euro, cumulando 2 pensioni a 6 mila euro.Questo in primo luogo colpirebbe i vecchi politici, e comunque non più di 100 mila persone, ma andrebbe ampiamente a coprire i redditi più bassi.Limite temporale, diciamo 3 anni, e sul modello tedesco, per i disoccupati, tre lavori offerti, e se rifiutati , niente sussidio.L inflazione potrebbe aumentare, ma sia dal punto di vista sociale ( + tranquillità verso il futuro) che dal punto di vista economico( maggiore denaro per i ceti bassi, invoglia l’economia ) e se aumenta il denaro circolante, anche i posti di lavoro aumentano, con conseguente sgonfiamento del bacino dei “sussidiati”… Saluti. Son solo diplomato Ragioniere.

    • anonimo
      Rispondi

      bravissimo fabio, sintetico ed efficace, sarebbe anche una forma di rispetto per gli invalidi che godrebbero del suddetto reddito con qualche speranza in più di trovare un lavoro e non avrebbe bisognio di andare ad umiliarsi per poter avere quel misero assegnio di solidarietà. la gente abile verrebbe impegniata per i lavori socialmente utili che in tempi di crisi sono un valore aggiunto per i comuni, e come dicevi te se ci sono dei soldi che girano riaprono le attivita speciamete le più piccole con conseguente aumento dell’occupazio… e della ricchezza

  • Antonio
    Rispondi

    La tua analisi è corretta se si prende a riferimento il pensiero economico corrente, strutturato ed asservito al liberismo ma questa non è una verità assoluta quindi la tua analisi è quanto meno parziale.
    Il sistema sociale piccolo o grande che sia deve essere asservito al miglioramento delle condizioni esistenziali di tutti i suoi componenti non dei più furbi o potenti.

  • Vulka
    Rispondi

    Condivido lo scritto di Ferrara. In effetti si va a ritirare ciò che venne tolto con troppa leggerezza e destrezza.

    Già il fatto di tagliare quegli esosi stipendi e quelle pèesnioni d’oro nonché i vari privilegi, darebbe la possibilità di ricevere quel “rimborso. Logicamente non si può parlare di 1500 euro/mese, perché durerebbero poco, ma una linea cme quella danese o svedese o anche olandese, non sarebbe male (500 euro/mese), pur essendo ancora poco…

    Sarebbe comunque un positivo ricominciare.

    • anonimo
      Rispondi

      come dici te 500 sarebero anche pochi ma è pur sempre uno stimolo ed è grasso che cola per chi non ha nulla. tenete presente che questa situazione di povertà sta aumentando le spese per la sanità, che sta affrontando i costi per curare gente che si ammala per colpa di questa soferenza che l’affligge, è questo credetemi in un paese civile e solidale come è stato sempre l’italia è vergognioso, è arrivato il momento di dare una mano ai nostri poveri ed emarginati.

  • carlo
    Rispondi

    Per me è giusto che ogni essere umano abbia un minimo per sopravvivere, NON ESISTE che un padre di famiglia perde il lavoro e non sà cosa dare da mangiare ai suoi figli. PERO’ NON ESISTE che ogni essere umano fisicamente sano prenda un reddito GRATIS, a spese di altri esseri umani. Sei momentaneamente disoccupato ? Ti dò il reddito ( che sostituirebbe l’attuale cassa integrazione e altri ammortizzatori sociali ) MA SOLO SE VAI A LAVORARE IN IMPRESE CHE DANNO SERVIZI ALLA PERSONA , O RESTAURO E MANUTENZIONE DEI BENI ARTISTICI E DELL’ AMBIENTE , cosi’ AIUTI I TUOI CONCITTADINI e FAI PIU’ BELLO IL PAESE ITALIA GENERANDO LAVORO E PROFITTO PERCHE’ VENGONO PIU’ TURISTI , E MAGARI POI TROVI PROPRIO UN NUOVO LAVORO.
    ” La Terra può soddisfare i bisogni di tutti, ma non l’ INGORDIGIA di pochi. ” ( GHANDI )

  • salvolombardo
    Rispondi

    il salario e la vita garantita la dovete avere solo voi pezzi di merda!

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      SCHIFOSO PARASSITA! Gli insulti vai a farli a casa tua, qui stiamo ponendo il problema che vivere alle spalle degli altri è immorale. Certo che, con quel nome e cognome che ti ritrovi, probabilmente ci hai preso gusto a fare una beata fava e vivere a ufo!

  • hughich
    Rispondi

    Mah..io inizierei a domandarmi come facciamo a pagare oltre 1 milione di euro l’anno al presidente dell’inps, come facciamo a pagare mezzo milione di euro l’anno a manganelli, come facciamo a pagare personale pubblico che ha oltre i 4 incarichi, come facciamo a pagare qualsiasi dirigente pubblico più del doppio rispetto agli altri paesi europei, come facciamo a pagare pensioni pubbliche che non esistono nel resto d’europa, come facciamo a pagare i carburanti più cari d’europa, come facciamo a pagare i medicinali più cari d’europa, come facciamo a pagare le tasse e le imposte più care d’europa, come facciamo a pagare le sanzioni fiscali più care d’europa, come facciamo a pagare un passaggio di proprietà auto usata 350-400 euro contro i massimo 20 euro che si pagano in europa, come e perchè dobbiamo pagare i notai….ecco, dopo essermi risposto a queste domande mi chiederei come fare a pagare un reddito di cittadinanza.

  • laura fumagalli
    Rispondi

    Esatto: la comunità si arricchisce quando qualcuno fa qualcosa per qualcun altro. Lei ha centrato il punto. E allora io le chiedo: quando una mamma si dedica a crescere il suo bambino in modo sano e amorevole, rende un servizio alla società? Se sì, perchè la società non dovrebbe pagarla?
    Ha provato a calcolare quanto lavoro gratuito, arricchente per la comunità, viene svolto oggi? Lavoro che se viene svolto da una terza persona va pagato e anche profumatamente (badanti, colf, babysitter eccetera eccetera)?
    Inoltre per la questione dei costi, io credo che sia molto più semplice: basta tagliare gli sprechi e redistribuire. Controlli come viene finanziato il reddito di cittadinanza negli altri paesi. Perchè per loro non è un problema e per noi lo sarebbe?
    Inoltre la questione del reddito di cittadinanza va molto oltre il problema etico: è una questione, oltre che etica (=aiutare chi è in difficoltà) di DIGNITA’. E’ per questo che negli altri paesi non è considerato un sussidio di povertà, ma un diritto del cittadino.

    • Fidenato Giorgio
      Rispondi

      Innanzitutto chieda i soldi del suo lavoro di madre al suo datore di lavoro. Perché il suo stipendio lo dovrebbero pagare gli altri? Il suo datore di lavoro è la sua famiglia: chieda ad essa la busta paga.
      Inoltre nessuna eccezione che aiutare è un gesto etico. Un diritto? Mi chiedo perché negli altri stati che lei prende come esempio non aiutano i poveri degli altri paesi, ma solo quelli che risiedono nel loro paese? Perché lei, che è così convinta che l’aiuto è un diritto dei poveri, non si fa carico di sostenere tutti i poveri di questa terra?

    • anonimo
      Rispondi

      su questo commento provo quasi commozione, fa un estremo piacere leggere certe frasi, credo che siamo sulla strada giusta.

  • laura fumagalli
    Rispondi

    Fidenato Giorgio: credo che il suo commento fosse indirizzato a me. Riguardo al lavoro delle mamme, ritengo che sì, è un lavoro a tempo pieno. Provi a domandarsi: se una mamma non può adempiere ai suoi compiti per qualunque motivo (malattia, morte ecc), chi si fa carico del bambino? Lo Stato. Quindi una mamma che fa la mamma solleva lo Stato da un compito. E così per qualunque altra attività svolta, appunto, per gli altri. Non crede che sia un’assurdità che una mamma sia costretta a lavorare fuori casa per poi dare il 90% del suo stipendio a chi la sostituisce in casa?
    Al di là del discorso delle mamme, ribadisco che il reddito di cittadinanza non è un sussidio di povertà ma un diritto del cittadino, sancito fra l’altro dalla nostra Costituzione (che parla di lavoratore e non di lavoratore salariato: c’è una differenza). Il reddito non è il salario.
    Inoltre nei paesi europei che hanno il reddito, esso viene erogato a qualunque cittadino comunitario risieda nel territorio e ne abbia bisogno. Quindi se lei si trasferisce in Francia e non trova subito lavoro, ha diritto al reddito.

  • Christian
    Rispondi

    Daccordissimo sul fatto di pagare l’amorevole mamma che alleva il suo pargolo, vorrei solo che poi il pargolo, una volta cresciuto ed diventato un membro attivo della comunità, prima di comicciare a risparmiare (o consumare) e quindi arricchire il patrimenio della sua famiglia, restituisca alla comunità quanto gli è stato dato.
    Daccordissinmo sul redditto di cittadinanza (poteri gentilmente avere l’articolo o gli articoli della costituzione che sanciscono questo diritto, grazie?) vorrei poi solo che dopo, una volta diventato un membro attivo della cumità (i.e. trovato un lavor), prima di cominciare a risparmiare (o consumare), di mettere su famiglia e fare un figlio (che dovremo sostentare), restituisca alla comunità quanto gli è stato dato. Che in generale chiunque abbia reddito di cittadinanza, prima di mettere su famglia e successivamente aumentare il numero di persone che hanno bisogno di un reddito di cittadinanza, abbiano un redditto proprio.
    Infine che, chi usufruisce di quanto sopra discusso, debba fare un assicurazione obligatoria in favore delle comunità per poter ripagare quanto dato anche in caso di morte o di malattia.
    Non rispondetemi che quanto dato si ripaga con le tasse una volta acquisito un reddito autonomo, perchè quello è dovuto da tutti indipendentemente che abbiano usufruito di tali reddito o meno, in caso contrario andebbe a farsi benedire l’uguaglianza dei cittadini, sancita dalla costituzione, perchè i primi avrebbero avuto un indebito arricchimento: es, io ho un reddito tot su cui pago le tasse, mia madre non a mai avuto un reddito dallo stato per avermi allevato ed io non ho mai usufruito del reddito di cittadinanza, un’alrto guadagna sempre tot su cui paga le stesse tasse, ma sua madre ha avuto un redditto per averlo allevato e lui ha usufrutio del reddito di cittadinanza prima di avere il lavoro attuale, conseguenza, lui ha conseguito, a paritò di lavoro ed impegno, un maggiore arricchimento.

    • anonimo
      Rispondi

      questo tuo commento è un vaffanculo alle mamme, poi non ti lamentare se il paese invecchia e non nascono più bambini, ho sentito delle storie incredibili di donne disperate, hanno bruciato la loro gioventù per farsi una posizione per poi sposarsi trovandosi in età avanzata con gravi difficolta ad avere una gravidanza… PER TE è GIUSTO QUESTO? I GIOVANI SONO IL VALORE AGGIUNTO IN UN PAESE SANO.

  • Claudio Baiocchi
    Rispondi

    Provo io a dare una soluzione.
    1) Se si riuscisse a capire che il sistema fiscale, con le imposte INDIRETTE,
    incide in misura % maggiore chi guadagna meno, si potrebbe abbassare
    il prelievo tramite queste maledette imposte anti-sociali ed aumentare
    il prelievo alzando le aliquote IRPEF. E finiamola con il pretesto che l’IRPEF
    viene evasa: Anche l’IVA, l’IMU, il bollo auto ecc. vengono evase! Se per far
    pagare 300 euro di IMU ad uno che evade milioni aggraviamo ancora di più
    chi non può evadere e deve vivere con magri guadagni, che senso ha
    parlare di redditi di cittadinanza e simili? COMINCIAMO COL RENDERE IL SISTEMA
    FISCALE PIU’ UMANO!

    2) Dare la stessa cifra a tutti non è equo! A meno che non si intenda di integrare
    il reddito portando tutti i redditi al livello di mille euro. E poi questi mille euro
    vanno ad ogni famiglia, indipendentemente dal numero dei componenti? Oppure
    ad ogni individuo? Per meglio chiarire: se in una famiglia composta da padre
    con reddito di 1300 euro, madre con reddito di 900 euro ed un figlio disoccupato,
    quest’ultimo deve ricevere mille euro? Per me è chiaro che va preso in
    considerazione il REDDITI FAMILIARE (ISEE);

    3) Operativamente, secondo me, dovrebbe funzionare così:
    – trasformare la figura del contribuente da persona singola a nucleo familiare;
    – ogni nucleo familiare compila un solo Mod. UNICO nel quale dichiara la somma
    di tutti i redditi, di qualsiasi natura (lav. dip.te, autonomo, ecc.) entrati in famiglia
    – da questa cifra si toglie un “reddito minimo vitale familiare” (o soglia di povertà familiare)
    diversa da famiglia a famiglia secondo il numero dei componenti,
    se si deve pagare l’affitto o il mutuo oppure no, se vi sono figli studenti oppure no,
    e se si abita in una zona dove le spese di riscaldamento sono alte o basse.
    Indicativamente, una famiglia di due persone che non deve pagare affitto né mutuo
    ha una soglia di povertà di circa 9.000 euro
    – si fa la differenza tra il redito effettivamente percepito e la soglia di povertà di cui sopra
    e si ottiene l’IMPONIBILE da assoggettare a prelievo tramite aliquote IRPEF maggiorate
    rispetto a quelle attuali per assicurare tutto il gettito necessario a pagare le spese pubbliche

    • anonimo
      Rispondi

      il suo 3° punto è abbastanza logico, in germania questo genere di ragionameto si fa, si considerano fattori come famiglia numerosa, condizione sociale ed altro, la tassazione per il lavoro dipendente non è uguale per tutti, loro hanno credo 5 classi di tassazione, chi è singol paga molte tasse credo intorno al 35% del suo stipendio, chi invece ha una famiglia numerosa arriva a pagare cifre redicole di tasse e in più gli vengono versati i soldi per i figli che credo ammontino a 250 euro a figlio, e se la madre non può lavorare viene sostenuta dal reddito di cittadinanza.

  • Claudio Baiocchi
    Rispondi

    (seguito)
    4) se l’IMPONIBILE è negativo, si è sotto la soglia di povertà,
    ed in tal caso, non solo non si paga un cent, ma si deve ricevere
    una somma di denaro sufficiente a portare la famiglia a livello
    della propria soglia di povertà

    5) Le voci che compongono la soglia della povertà sono le seguenti.
    abbigliamento, acqua, alimenti, sanitarie, igiene personale, pulizia casa
    affitto (o mutuo), condominiali, riscaldamento, luce, gas, telefono, istruzione,
    IMU, tassa rifiuti

    QUANTO COSTEREBBE TUTTO QUESTO?
    Prendendo per buona la cifra di 3 milioni di famiglie con reddito sotto
    la soglia di povertà e supponendo di dover dare a ciascuna, IN MEDIA,
    1.500 euro l’anno, occorrono 4,5 miliardi di euro che, divisi tra
    17 milioni di famiglie con reddito sopra la soglia di povertà, fa
    una MEDIA di 265 euro a famiglia. Ma siccome NON ESISTEREBBE
    PIU’ ALCUNA FAMIGLIA CON REDDITO SOTTO LA SOGLIA DI POVERTA’,
    sarebbero superflui tutti gli altri welfare (assegni familiari, indennità di
    disoccupazione, cassa integrazione, bonus, vari, ecc. che sono solo un costo
    senza ce riescano a risolvere il problema) per cui
    il costo sarebbe inferiore a 265 euro.
    Naturalmente questi soldi non dovrebbero essere dati gratis, ma in cambio
    di un servizio sociale e, nel caso che qualcuno dei beneficiari dovesse
    ottenere un altro reddito per conto suo, questo beneficio dovrebbe
    essere tolto in misura uguale al reddito conseguito dal soggetto beneficiario.
    So che potrebbero esserci delle truffe, ma queste ci sono anche adesso.

  • ben
    Rispondi

    sarebbe bello…tutti con la pensione!! Ma: dove li prendiamo i soldini? Io come pensionato INPS mi vedo decurtare la mi apensione anno dopo anno penso che i soldi per adeguare le pensioni GUADAGNATE LAVORANDO IN FABBRICA PER 40 ANNI ci dovrebbero essere…invece quà si parla di dare la pensione a tutti…e quello che mi fa specie e che GIA’ STIAMO REGALANDO PENSIONI agli extracomunitari di 65 anni che si ricongiungono (si fa per dire) con le famiglie in italia..(se non erro danno sull’ unghia 550 euro per 13 mensilità senza aver versato un cent.)..se queste pensioni le devo pagare io …NON SONO D’ACCORDO…sappiamo che abbiamo 2 MILIONI di statali IN ECCESSO (statistica rispetto agli altri stati), abbiamo altri 2 MILIONI di falsi invalidi (sempre statisticamente parlando i raffronto con altri stati) dove cavolo li prendete sti soldi per mantenere mezzo mondo che riverserà in italia a PRETENDERE la pensione? Credo siamo alla pazzia collettiva, cari amici…

  • fracatz
    Rispondi

    questo signore ha volutamente dimenticato il fatto che è storicamente dimostrato che un uomo da solo riusciva a trascinare moltitudini enormi di persone e quando poi tutti erano stanchi, distribuiva tonnellate di peni e di pesci per semplice clonazione da un unico esemplare.
    Per quanto poi riguarda la germania, esorto tutti coloro che se ne riempiono la bocca a darsi da fare per un referendum in cui chiediamo di essere annessi dalla suddetta, che mo’ me so’ rotto de sentì sempre sti paragoni, voglio essere annesso, punto e basta

  • Renzo Riva
    Rispondi

    Licenziare in tronco 1’000’000 di dipendenti pubblici e dare loro un assegno minimo di sussistenza per esempio 500 euro mensili e alcune centinaia di euro per eventuali carichi di famiglia.
    Così facendo si bloccano tutti gli istituti economici automatici ed alla fine meno soldi costerebbero .
    Si recupererebbero risorse per abbattere il debito pubblico e per interventi sul territorio.

  • Liberalista
    Rispondi

    Il sig.Riva ha ragione, in fin dei conti.
    Ma i signori del M5S – che poi sono in gran parte (diciamocelo, una volta per tutte, senza infingimenti) ex comunisti ed ex fascisti riciclati con una patina di corroborante nuovismo, oltre a un buon numero di parassiti rimasti ai margini del magna-magna statale e assai dispiaciuti per questo – non lo accetterebbero mai.
    E infatti nel loro programma non c’e’ una parola sulla riduzione dei dipendenti pubblici, ne’ di tutti gli altri sussidi, che in Italia non si negano a nessuno (purche’ poi se ne ricordino in cabina elettorale, chiaramente).
    Loro vogliono che il reddito di cittadinanza – peraltro cosa diversa dal sussidio di disoccupazione universale e temporalmente limitato, presente in altri paesi europei – sia un’aggiunta a tutto il resto.
    Pagato coi soldi delle tasse degli altri. O con la stampa di moneta, decisa dalla politica, come oggi.
    Ah no, mi sbagliavo… Loro vogliono che sia lo Stato a stampare moneta, non la BCE. Insomma, il male non e’ creare carta straccia, secondo lorsignori. Il male e’ che la carta straccia la crei un organismo sovranazionale. Se l’organismo “creatore” fosse italiano, allora si’ che sarebbe una gran differenza! Carta straccia, ma tricolore! Wow!

  • Bisata'
    Rispondi

    Il reddito di cittadinanza e solo una misura doverosa da attuare nei confronti di coloro che attraversano momenti di difficolta’.il vero problema invece e’ riportare il lavoro che manca ,e per farlo bisogna ricreare condizioni favorevoli a investire, tipo:
    Riduzione delle tasse
    Riduzione e carico allo stato di tutti i contributi che il datore versa, con conseguente emersione di tutte le posizioni in nero
    Finanziamenti a chi vuole intraprendere attivita’
    Abolizione di equitalia ecc

  • lorenzo s.
    Rispondi

    Come si finanzia il reddito di cittadinanza?
    Semplice, basta togliere tutte le altre forma di tutele sul lavoro, o meglio privilegi, come cassa integrazione, articolo 18, ecc.
    Si tratta di privilegi perché riguardano solo una parte dei lavoratori dipendenti, mentre il reddito di cittadinanza è più giusto perché è applicato a tutte le persone, anche imprenditori o artigiani in difficoltà e lavoratori dipendenti precari o comunque non soggetti a tali tutele.

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