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BOLDRINIDI MATTEO CORSINI

“E’ necessario porre limiti all’utilizzo del corpo delle donne nella comunicazione. E’ inaccettabile che ogni prodotto venga veicolato attraverso il fisico femminile. Le multinazionali fanno queste pubblicità con le donne solo in Italia e non in altri Paesi. Una donna oggettivizzata, resa cioè oggetto, la si tratta come si vuole e la relativa violenza è a un passo”. (L. Boldrini)

Con queste parole, il presidente della Camera Laura Boldrini ha lanciato una sorta di anatema contro chi fa pubblicità “attraverso il fisico femminile”. Di certo l’analisi non brilla per originalità, ed è anche un po’ grossolana (per non usare parole che potrebbero urtare la sensibilità della signora Boldrini) nello stabilire una sorta di nesso tra quella che lei ritiene essere l’oggetivizzazione delle donne e la violenza sulle stesse.

A me pare che nella dichiarazione di Boldrini si confondano le pere con le mele. Un conto è essere contrari “l’utilizzo del corpo delle donne nella comunicazione”; altra cosa è la violenza sulle donne, un fenomeno preoccupante che va contrastato, ma che non necessariamente è correlato al primo.

Invocare limiti (legislativi?) alle pubblicità in cui sono ritratte donne, magari in abiti succinti o (semi)nude comporta a mio parere una ingiustificata invocazione della compressione della libertà degli individui, siano essi coloro che devono pubblicizzare un prodotto, i destinatari dei messaggi pubblicitari, oppure le stesse protagoniste di quelle pubblicità. Chi invoca delle proibizioni dovrebbe dimostrare quali diritti vengono lesi da quelle pubblicità. A me pare che non vi sia alcuna lesione.

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Chi commissiona il messaggio pubblicitario è libero di scegliere altre forme di comunicazione; chi è destinatario del messaggio è libero di non guardare e, soprattutto, di non comprare il prodotto pubblicizzato; le protagoniste delle pubblicità che Boldrini ritiene inaccettabili, dal canto loro, sono libere di non accettare quel lavoro.

Perché, dunque, voler proibire o limitare qualcosa che non viola i diritti di nessuno, ma semplicemente urta il gusto soggettivo della signora Boldrini? Perché, parrebbe di capire, “una donna oggettivizzata, resa cioè oggetto, la si tratta come si vuole e la relativa violenza è a un passo”.

Quando uno si lancia in una affermazione del genere dovrebbe fornire qualche argomentazione a supporto della propria tesi. Temo, però, che sia una tesi indimostrabile.

Dare inizio alla violenza, sia essa sulle donne o meno, rappresenta una violazione del principio di non aggressione, e come tale rappresenta un crimine che va perseguito. Senza, però, ricorrere a inutili compressioni della libertà individuale. Se si proibissero i contatti tra uomini e donne, si avrebbe certamente una forte diminuzione dei femminicidi; non vorrei che, dopo essersi occupata di pubblicità, la signora Boldrini lanciasse anche questa proposta.

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Showing 6 comments
  • Giuseppe
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    La signora Boldrini dovrebbe rendersi conto che le sue affermazioni sono molto simili a quelle che abbiamo udito da certi ayatollah. Ma non credo che a lei farebbe piacere vivere in un paese come l’Iran…

  • myself
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    Il pensiero della Boldrini fondamentalmente è lo stesso di quelli che ritengono che le donne vengono violentate “perchè troppo provocanti”.
    Purtroppo in Italia la filosofia è sempre quella di risolvere i problemi mettendo dei divieti alle libertà individuali.

  • Marco Tizzi
    Rispondi

    Immaginatevi come saranno contente le varie top model che fanno salti mortali da un lato all’altro del globo pur di crearsi un personaggio che le consenta di guadagnare un sacco di soldi a sentire questa pazza talebano-stalinista che vuol farle vestire.

    Al peggio non c’è davvero mai limite, aridatece er puzzone de Fini che era meglio di questa qua.

  • Sigismondo di Treviri
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    Propongo di mettere il chador alle donne e di dargli gli stessi diritti di cui godono in Iran, così la piantano una volta per tutte di rompre i c….i.

  • marco cencetti
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    In “Anthem” di Ayn Rand, nel paese sovietico immaginario, tra uomini e donne era proibito parlarsi…ecco chi è la nostra.

  • fabio
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    usare il corpo delle donne nella pubblicità favorirebbe la violenza sulle stesse… il fatto che i politici si pubblicizzino sui manifesti elettorali favorisce la violenza su di essi politici?

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