In Anti & Politica

IMUdi LEONARDO FACCO

I “liberisti falsi e/o degenerati” – quelli che l’IMU è una tassa giusta, che non va tolta, che è lodevole far sì che chi accumula ricchezza paghi salato insomma – da oggi hanno preso un’altra sportellata in faccia.

Il professor Luca Ricolfi – che non può essere annoverato fra la schiera degli anarco-capitalisti – su “la Stampa” ha vergato un suo editoriale in cui si pone qualche dubbio sulle tasse patrimoniali in genere (sulla casa nello specifico), che per lungo tempo (specialmente durante il governo Monti) parevano essere la “soluzione” e la “panacea” dei problemi debitori d’Italia, con tanto di citazioni a sproposito del fu Luigi Einaudi.

Cosa ha scritto Ricolfi? Ecco a voi un breve estratto: “Mi sembra che i difensori dell’Imu abbiano sottovalutato l’ampiezza di tre effetti che il passaggio dall’Ici all’Imu ha comportato: la perdita di posti di lavoro in edilizia, la riduzione della ricchezza patrimoniale degli italiani, il calo della domanda di consumi conseguente a tale riduzione (il livello dei consumi non dipende solo dal reddito, ma anche dal patrimonio)”.

Ancora: “Dopo aver osservato gli effetti del primo anno di super-imposta sulla casa, sono assai meno sicuro di quel che fino a qualche tempo fa mi pareva relativamente scontato”.

Con una certa onestà intellettuale – che non pare essere pregio di quei liberisti da quattro soldi che si danno da FARE per accaparrarsi poltrone – nel professor Ricolfi s’è insinuato “il dubbio”, al punto da ammettere palesemente (i fatti glielo hanno mostrato) che le tasse deprimono l’economia, non servono a creare ricchezza. Tipo quel che sosteneva quello “stolto idealista” di Ludwig von Mises, che definiva le tasse armi distruzione di massa.

Che malandrino ‘sto Ricolfi: osa fin quasi avallare le tesi che un tempo pensavano e pubblicavano anche i “lecca-Letta”, osannando Gianfranco Miglio. Certo, prima che scoprissero il piacere di pasteggiare a Brunello di Montalcino in compagnia di qualche parassita… ma soprattutto a spese dei contribuenti. 

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Showing 19 comments
  • Giovanni Birindelli
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    Ora che il potere politico vuole rivedere l’IMU è fin troppo facile criticarla da parte di Ricolfi. Personalmente avrei preferito che lo avesse fatto prima, quando tutti osannavano Monti e non adesso che Monti è talmente screditato dalle stesse forze politiche che lo hanno sostenuto da non ricevere nemmeno un ringraziamento nel discorso di insediamento del nuovo presidente del consiglio. Un intellettuale che non critica particolari privilegi e crimini compiuti dallo Stato quando il potere politico è tutto arroccato a loro difesa ma solo quando li mette in discussione, non svolge il suo ruolo. Ci sono oggi privilegi e crimini dello Stato (a partire dal corso forzoso, dalla riserva frazionaria e dalla stampa di moneta da parte delle banche centrali) ben più gravi e ben più difesi dal potere politico tutto; e, al di fuori di questo e di altri siti coerentemente liberali e/o libertari, è difficile se non impossibile trovare una sola voce che li critichi (soprattutto sui giornali a larga diffusione come La Stampa). E’ adesso che ci sarebbe bisogno di quelle voci, non quando un giorno, magari a causa di influenze esterne, il potere politico sarà disponibile a mettere in discussione quei crimini dello Stato e quei privilegi.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Lo so Giovanni, ma in questo paese l’impresa è improba, soprattutto quando LIBERISTI FALSI E DEGENERATI difendono l’IMU INVIANDO LETTERINE PATETICHE A LETTA

      • firmato winston diaz
        Rispondi

        E solo oggi perfino il sole24ore (articolo “l’alba nera del 17 giugno”) si accorge che l’IMU la si paga pure sui fabbricati industriali e commerciali, e MOLTO salata come su una casa non abitata dal proprietario (che e’ diverso dal dire “seconda casa”, come se perche’ e’ “seconda casa” si trattasse di un lusso rubato), industria e comercio che secondo il sole andrebbero naturalmente esonerati a spese di tutti gli altri contribuenti, si tratti di aziende floride o in fallimento, con grassi utili o piene di debiti. Quindi la prima casa no, la chiesa neppure, lo stato e’ solo un giroconto, gli industriali sono strategici, il commercio e’ in crisi, le banche e le assicurazioni hanno gli estimi ai fini imu ridotti … va a finire che resteranno a pagarla per tutti solo quei 4 coglioni senza rappresentanza possessori di beni immobili scassati e inaffittabili che non valgono e non rendono nulla. Notare bene che in italia anche se si demolisce l’immobile (cosa che richiede, naturalmente, autorizzazione) l’imu la si continua a pagare sul terreno edificabile, che pur ridotta della meta’ puo’ rappresentare uno sproposito se il terreno viene classificato d’ufficio redditizio dal comune che e’ sempre affamato di grana.
        Pezzenti senza alcun onore.

      • firmato winston diaz
        Rispondi

        In altre parole le tasse sono bellissime se a pagarle sono gli altri. L’obiettivo, per i liberisti falsi e degenerati, e’ quindi fare lobby perche’ tutti gli altri siano caricati del massimo di imposte, cosi’ da poter pagare il minimo per se stessi.
        Un’ultima considerazione: ho dei dubbi che questi liberisti siano falsi e degenerati: sono liberisti e basta, non dimentichiamo che i due piu’ autorevoli e universalmente accreditati esponenti del liberismo dell’italia politica recente sono stati Padoa-Schioppa e Monti: due che all’atto pratico si sono dimostrati fra i piu’ crudeli massacratori di tasse in assoluto nella storia della repubblica (assieme ad amato e ciampi, quest’ultimo pure lui tutt’altro che socialista, al massimo azionista).
        Forse ad essere un’altra cosa e’ il libertarismo, non il liberismo.
        Mi chiedo cosa avrebbero combinato giannino con i suoi fanatici e spietati sodali dell’economia pavlovianamente pianificata del genere stimolo/risposta di noisefromamerika se avessero avuto successo elettorale.

  • Giovanni Birindelli
    Rispondi

    PS. Forse è proprio perché Ricolfi non può essere annoverato fra la schiera degli anarco-capitalisti (né in quella dei liberali classici, né in quella dei libertari) che egli non era in grado di capire prima le ragioni per cui l’IMU (ma lo stesso discorso vale sulle tasse in generale, sia da punto di vista qualitativo che quantitativo) era insostenibile sia economicamente che moralmente. Quelle ragioni sono ben note da molto tempo e non si limitano a “quello che si vede”, che è la sola cosa che Ricolfi a posteriori sembra prendere in considerazione.

  • Anthony Ceresa
    Rispondi

    L’INGIUSTIZIA E L’IGNORANZA SONO I GENITORI DI TUTTE LE BATTAGLIE.
    Eppure i tantissimi anni di scuola e di storia dell’Umanità, non hanno insegnato nulla e si continua a ricevere ingiustizie dall’alto della Piramide del Potere con una tendenza alla lotta disfattista, generando invidie, rancori, soprattutto nel promuovere interessi Economici e di gloria personali, in un intruglio abilmente soffocato dalla disinformazione, la quale diffonde l’ignoranza in difesa dei balordi per il trionfo del male.
    Sembrerebbe che l’intento sia dopo di me più nessuno, lasciando un ricordo fra i maggiori tiranni della storia Italiana.

    I partiti Politici, i veri responsabili della discordia, sono null’altro che macchine di Potere capitanate da araffoni che hanno studiato come imporre ideologie clientelari per giostrare il pensiero della Comunità per propri interessi.

    E’ sconvolgente constatare un Paese che fu precursore nell’arte e letteratura, sia sprofondato così in basso, dove le Filosofie Politiche divenute Scienza dell’Inganno, sino a raggiungere una posizione ben meritata di Delinquenza Politica, ad opera di Gruppi sostenitori del pensiero Marxista come esempio di sviluppo Sociale bilanciato.

    Portare via le case, sconvolgere i sistemi di sussistenza e diffondere ingiustizie, sono divenute proprietà di merito eseguite da persone di livello, con imperfezioni mentali.
    Il nostro Paese è in guerra da qualche decennio, una guerra Economica con effetti disastrosi che seminano continue sofferenze e morte, di cui i diretti responsabili giustificano come cause esterne con effetti incarnati nelle debolezze di individui predisposti a morire.
    E’ triste constatare quando in mezzo alle cannonate, anche quelle silenziose, che danneggiano maggiormente gli innocenti e gli indifesi, si riscontrano Organizzazioni di Pace, Sindacati o promotori di Filosofie Spirituali le quali non intervengono a monte dei fatti che scatenano le ingiustizie con conseguenti rivendicazioni e guerre, ma fingono di sventolare le bandiere della pace molto dopo, quando il contenitore delle sopportazioni scoppia in rappresaglie di morte.
    Gli anni di piombo, ogni tanto servirebbero anche quelli per riportare il senso di bilanciamento nella Società fra il Potere e gli afflitti.
    Nel 1979, mi sono trovato per caso a passare da Messina (Sicilia), dove ebbi l’occasione di incontrare Sciascia, si proprio lui, il famoso scrittore contemporaneo, filosofo, Politico, Storico e Giornalista Palermitano Leonardo Sciascia.
    Per chi non ha avuto il piacere di conoscere Sciascia, si può dire che era un uomo dal temperamento ottimista e dal pensiero rivolto all’emancipazione della Società, convinto che la verità c’è ed è individuabile nella ricerca del giusto e della realtà, basta cercarla per liberarsi dalla violenza , dall’inganno e dai danni della Politica.
    Mentre ci scambiavamo i convenevoli, poco distante da noi passava un gruppetto di giovani, forse Marinai scesi da qualche nave di passaggio o forse no, i quali tutti in coro cantavano, “Avanti popolo alla riscossa, bandiera rossa trionferà”.
    Rimasi un po’ scioccato da questo evento e dopo un momento di silenzio, colsi l’occasione per chiedere a Sciascia che cosa ne pensava di questi giovani, che a distanza di tanti anni dalla fine del Comunismo, erano ancora atrofizzati su ideologie ormai da lungo tempo tramontate.
    Sciascia mi rispose con una frase a sorpresa: “Il martello batte sulla carne dei minchioni” un detto che in Italia è conosciuto quanto l’Inno di Mameli, e le cause del nostro ritardo nel raggiungere i livelli Europei, sono da dividere fra i nostri sistemi Politici e il Potere della Chiesa, i quali rendono questo detto sempre più attuale nonostante il passare dei tempi.
    Mentre gli altri Paesi investono nella ricerca Sociale e industriale, per progredire con nuove tecnologie che rappresentano il progresso per una migliore qualità della vita, il nostro Paese produce da sempre perfetti minchioni innalzati a livelli esemplari per sostenere l’ingiustizia, la Globalizzazione, l’Euro, Tasse e super Tasse per ostacolare la produttività, far fuggire i Capitali, ingaggiando Professori da dieci e lode per ignoranza, oltre ai Saggi, i manigoldi e i tanti mafiosi Istituzionalizzati che gestiscono il destino della Nazione.
    Da questo evento che dimostra l’arretratezza del Paese, rimasi profondamente sbalordito, per il fatto che la maggioranza degli Italiani sono consapevoli che il nostro maggiore problema Nazionale è la Politica di Sistema, eppure continuano a votare per cambiare la posizione delle medesime pedine già collaudate nell’affossamento del Paese.
    Nel Paese vige una ignoranza costruita dal sistema mediatico informativo per non cambiare nulla e proseguire a mantenere una Politica preistorica imperniata sul “martello e minchioni”, a vantaggio della Casta che continua a seminare odio nella Società e verso la Politica.
    Anthony Ceresa.

    • Sigismondo di Treviri
      Rispondi

      E’ vero che l’Italia è stata la Nazione che ha fatto da precursore nel campo della letteratura, dell’arte e della civiltà in generale, ma i popoli cambiano. Guardate la Germania. Duemila anni fa erano un popolo di zoticoni incapaci di leggere e scrivere, incapaci di costruire una casa o una strada. E poi? Goethe, Gauss, Beethoven, Mommsen, Hegel, Kant e potremmo continuare a fare l’elenco dei grandi uomini tedeschi per altre due pagine. Noi invece? Da Orazio, Virgilio, Cesare, Leonardo da Vinci Michelangelo, Dante Alighieri e chi più ne ha più ne metta ad una massa di invertebrati ignoranti. E il brutto è che il popolo li sostiene. Molti italiani, ancora affascinati dall’egalitarismo social – comunista, ritengono che la casa vada tassata se è al di sopra di una certa metratura o se stà in un quartiere residenziale. Frasi come “Colpire i ricchi”, non fanno parte soltanto del vocabolario di certi politici, che tra parentesi appartengono comunque alla fascia sociale dei più abbienti, ma alla gente comune. A forza di mettere tasse per colpire i ricchi o i piccoli imprenditori, il risultato è che ormai siamo tutti poveri o in procinto di diventarlo. Sono quarant’anni che vogliono colpire la ricchezza. Ci sono riusciti. Colpita e affondata. Adesso però, perchè quegli stessi italiani che volevano eliminare la ricchezza si lamentano perchè sono poveri? “La proprietà è un furto” diceva un vecchio adagio degli anni ’60 e ’70. Adesso che lo stato gli sta levando anche quel poco che gli resta gli italiani dovrebbero esere contenti. Finalmente non sono più ladri. Ora tutti questi grandi avvocati delle cause perse, predicatori dell’ovvio e scopritori dell’acqua calda dicono che l’IMU è sbagliata. Perchè non lo hanno detto prima? Troppo comodo chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.

      • fabio
        Rispondi

        non solo l’italia, l’allora germania illuminata e civilissima, stramoderna e riferimento del mondo moderno, partorì un dittatore, poi una sfida e guerra mondiale, e ciliegina sul tutto i campi di concentramento e di sterminio.
        Ovunque il mostro dello statalismo è dietro l’angolo. In italia ci lamentiamo che va male masta per andare peggio!

        Ci si potrebbe ancora salvare? è un po’ come frenare prima di arrivare, con un autobus carico di gente, alla curva in fondo al rettilineo. Si può fare, SE chi guida percepisce correttamente la velocità (cheha superato ormai ogni limite immaginabil) e ha la capacità di valutarla in relazione alle prestazioni del mezzo, condizioni asfalto, visibilità, ecc..
        Ci potremmo salvare, cioè, se chi guida la nave capisse gli errori commessi fin’ora e facesse indietro tutta: cancelliamo le tasse, licenziamo dipendenti pubblici e forze armate (NON prepensionamenti, che non cambiano nulla, ma LICENZIAMENTI!!), liberalizziamo l’economia, cancelliamo il potere della casta…..

        Accadrà mai?? Secondo me no.

    • Fidenato Giorgio
      Rispondi

      Antony tutti bene, ma sei scivolato sulla classica buccia di banana che inficia tutto quello che hai detto. Quando ambisci che in Italia si faccia ricerca sociale, dimostri di essere ne più ne meno come quelli che hai criticato.

      La ricerca è sempre una ricerca individuale e così deve essere e se i frutti saranno buoni e incontreranno i desiderata degli individui, chi ha avuto l’intuizione, la forza e la fortuna di aver scoperto qualcosa, è giusto che ricavi tutti i frutti possibili!!!!!

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Penso che non sia solo l’Imu ad essere una tassa sbagliata, ma che tutte lo siano. Fino ad un certo livello esse sono necessarie, ma ciò non toglie che siano tutte sbagliate.
    A Bananaland inoltre esse sono anche truffaldine in quanto colpiscono in innumerevoli modi affinché i Cittadini non si rendano conto di quanto lavoro dedichino alla loro famiglia e quanto al Re ed ai cortigiani nel castello e dintorni.
    Un plauso ad Anthony Ceresa con un piccolo invito a non chiamarli Casta che non meritano un termine del genere dato sono solo una volgare associazione a delinquere di stampo politico-burocratico.
    Poi, quel tale che si è presentato davanti a Montecitorio e non ha trovato di meglio che sparare a dei carabinieri, pensate che bello se avesse pazientato qualche giorno e fosse andato ai funerali di Andreotti dove avrebbe potuto sparare a casaccio nella folla e sicuramente avrebbe preso qualcuno dei responsabili di questo sfascio.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Concordo, ma come facciamo a combattere un’ideologia tirannica quando LIBERISTI FALSI E DEGENERATI postulano la bontà dell’IMU per trovare posti caldi e comodi per i loro culi?

  • Albert Nextein
    Rispondi

    L’Imu, come sappiamo tutti , è una patrimoniale basata su valori determinati dal medesimo ladro-tassatore.
    Un totale arbitrio.
    Esistono, come tutti sappiamo, altre patrimoniali, auto, tv, depositi, tasse consorziali, Tarsu,etc.

    Il loro impianto è patrimoniale.
    Sono patrimoniali.

    Ma quando ce ne parlano ci vogliono imporre anche la menzogna che servono per la fornitura a noi, derubati di stato, di servizi i più disparati.
    E che quindi queste tasse sembrano patrimoniali ma, bontà loro, in realtà non lo sono, trattandosi di fatto di tariffe per servizi.
    Ci vengono quindi appioppati , senza che noi si possa scegliere o rinunciare o disporre diversamente del nostro denaro :
    imposte, menzogne, servizi, tariffe.

    Tutto a loro discrezione, qualità dei “servizi” compresa.

    Sappiamo tutti che se usufruisco di servizi che scelgo, pago quanto pattuito.
    Qui si paga, in nome della redistribuzione dei redditi, per servizi e prestazioni scadenti mediamente e non richiesti in larga parte.

    Quanto all’Imu io direi che vada abolita del tutto e per ogni immobile, tornando immediatamente agli anni precedenti il governo Amato che impose l’Imposta straordinaria Immobiliare ISI, madre di ICI ed IMU.

    Quanto ad un’eventuale tariffa per “servizi” (da identificarsi preventivamente e chiaramente nel dettaglio ) che il sistema pubblico impone , io trovo adeguato che tali “prestazioni” siano pagate da chi ne usufruisce.
    Nel caso degli immobili, chi li usa.
    E quindi , inquilini, proprietari che li utilizzano come prima casa, comodatari, detentori del diritto di abitazione, etc,etc.

    Naturalmente si tratta di una scelta subordinata alla principale , che consiste in un’abolizione immediata di ogni patrimoniale , e nella libertà di scelta da parte del cittadino cliente di quali servizi richiedere, scegliere, e pagare.

  • Marco Tizzi
    Rispondi

    Furto (Hoepli): “Azione dell’impossessarsi di cosa mobile altrui, per proprio o per altrui vantaggio, sottraendola a chi la detiene”

    Ergo le tasse, che sono una presa di possesso di cosa mobile mia senza il mio permesso, sono un furto.
    Stante ciò, se esse vengono calcolate a seconda del mio reddito, del mio possedimento, di quel che consumo o di quanti peli io abbia a decorare le mie nobili chiappe, cosa cambia?

    Nulla. Assolutamente NULLA.
    Certo, se avrò più immobili che reddito preferirò la tassazione sul reddito, se consumerò poco preferirò quella sui consumi, ma alla fine si tratta sempre di un furto di una somma X.

    Mi si dirà: ma la tassazione sul lavoro scoraggia il lavoro.
    Risponderò: e la tassazione su investimenti e consumi scoraggia investimenti e consumi. E se nessuno consuma e nessuno investe che cazzo lavoriamo a fare?

    Ma tutto ciò è troppo difficile, a quanto pare, per molti.
    Se mai arriverò una diminuzione delle tasse, qualunque esse siano, ascoltate un bigolo: prendetela e ringraziate. Che non ripasserà.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Sottoscrivo

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Furto (Hoepli): “Azione dell’impossessarsi di cosa mobile altrui, per proprio o per altrui vantaggio, sottraendola a chi la detiene”

      Tu dici? Questi sono andati oltre, visto che si sono impossessati anche degli immobili.
      A parte questo sono costretto a citare Leo Facco: “Sottoscrivo” (cit.)

      • Marco Tizzi
        Rispondi

        La tassazione sugli immobili si CALCOLA sul valore degli immobili che uno possiede, ma viene comunque pagata con beni mobili.
        Questo è il grande problema delle “patrimoniali” che la sinistra non riesce a capire: non vai ad intaccare uno stock (cosa che, tra l’altro, non ha nulla di positivo), vai comunque ad intaccare un flusso.

        Se io guadagno 2000 euro al mese e devo pagare 600 euro di imposta patrimoniale sulla casa, non è che prendo un mattone e lo porto all’agenzia delle entrate, ho 1400 euro da spendere invece di 2000.

        • eridanio
          Rispondi

          interessante la giusta esposizione dello stock e del flusso, perfetto.
          Se però i flussi non fossero capienti o mi rifiutassi di conferirli (indifferenza di motivazione) arriverebbe la liquidazione dello stock. Il danno di dover liquidare e la caratteristica immobilità dello stock non ti consentono di sottrarti all’adempimento. Lo stock immobiliare è come soggetto ad un diritto reale di garanzia non tipizzato nel codice civile, una coazione ad adempiere neanche tanto velata. Un peso dal quale ci si deve guardare anche in sede di acquisto di un immobile per non incappare in revocatorie.
          Risultato: essere proprietari di beni immobili e di beni mobili registrati implica garanzia del titolo e garanzia di vessabilità.
          Questo a prescindere dalle giuste distinzioni care non solo a Giovanni Birindelli e riferibili alla disuguaglianza legale tra chi è soggetto e chi è escluso in questo caso dall’imposta patrimoniale sullo stock oltre a quella sulla progressività delle imposte sul flusso.
          I ridotti flussi (a causa del carico IMU) di rendita di un immobile poi mandano al mercato un segnale microeconomico fondamentale.
          Siccome i beni di capitale alternativi che si contendono il risparmio disponibile per un investimento, al calare della rendita, esprimibile col tasso che la rappresenta, aumentano di prezzo, parrebbero indicare che gli immobili dovrebbero costare ancora di più contro ogni altra evidenza del fatto che l’immobile, già gravato da oneri di mantenimento e ripristino periodici e di servizio, con l’imposta di fatto, considerando anche il rischio di pigioni inesigibili, nonchè la componente inflazionaria, di fatto dicevo il rendimento è NEGATIVO o non apprezzabile in maniera percepibile da una mente umana di media cultura al di la delle alchimie di calcolo. Così nasce il conseguente pregiudizio al mercato immobiliare che non potrà mai ripartire finchè non sarà imprenditorialmente percepibile un rendimento.
          Solo la scuola austriaca è in grado di spiegarlo.

    • firmato winston diaz
      Rispondi

      La vera, e peraltro evidente funzione della pesantissima vessazione IMU (che non e’ quella sulla prima casa come vorrebbe far intendere quell’idiota di B., ma su tutti gli altri immobili) e’ quella di trasferire risorse dal settore immobiliare a quello mobiliare, nella fattispecie titoli di debito di Stato e asset finanziari (ancora! perseverare…).
      Il governo dei banchieri ha questa priorita’, salvare capra e cavoli, che dal loro punto di vista sono lo Stato (la capra) e le banche (i cavoli), entrambi “cosa loro”.
      Il rischio che la bomba gli scoppi in mano, data la rigidita’ mentale dei personaggi (ma l’avete visto Monti, e’ un autistico) e’ altissimo, anche perche’ le banche fra gli asset hanno un sacco di immobili propri o in ipoteca, e quando verranno svalutati al valore reale ci ritroveremo con un buco di bilancio stratosferico. Dico “noi” perche’ noi saremo chiamati a pagare, inventeranno altre nuove tasse. Ma probabilmente hanno messo in conto che, con la ipertassazione (di cui sono esonerate le banche e assicurazioni, per loro l’aumento degli estimi che si sono fatti per se’ e’ stato del solo 20 per cento invece che del 60 per cento per tutti gli altri) un sacco di beni immobili passeranno in proprieta’, con l’ondata di fallimenti in arrivo, attraverso le ipoteche, alle banche. A quel punto inflazioneranno o abbasseranno la tassa e opla’, le banche si saranno impossessate di tutto. Un bel giochino.
      Il vecchio comunista Napolitano li ha messi al governo, quei personaggi indefinibili, ha messo la volpe a guardia del pollaio. Mentre i polli, volenti o nolenti, siamo noi.

  • gastone
    Rispondi

    che cosa è che oggi regala un abito morale alle tasse ? quasi un dovere mistico abbracciato nel pubblico dai più?

    proviamo ad instaurare una vecchia tirannia di tipo feudale uno di quei vecchi chiassosi, opulenti e vistosi re con la sua corte lunga quanto si vuole ma “finita”.

    ora noi scorrendo la storia anche distrattamente, possiamo vedere una differenza sostanziale con le nuove tirannidi, le gabelle erano umorali, ossia seguivano molto l’umore del popolo, che il re si guardava bene dall’eccitare troppo, dunque il resto lo doveva trovare nei suo possedimenti, lasciando in pace artigiani e mestieranti di procacciarsi da vivere come meglio credevano.

    oggi il re ha una corte sterminata, ” infinita”.
    il re mantiene l’intero regno (quasi), dunque le gabelle oggi tasse sono per i più un dovere morale e un dovere religioso (degli altri)

    altri: leggasi all’interno del regno ma al di fuori della corte

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