In Anti & Politica, Economia

Jan Dworak TVP KulturaDI MATTEO CORSINI

“La logica della dissuasione ex ante affiora raramente e sembra limitata ai grandi contribuenti… oggi le informazioni disponibili permettono all’Agenzia di “farsi percepire” in modo credibile e in una fase pre-dichiarativa anche dai contribuenti di dimensione minore… L’interlocuzione non può che continuare ad avvenire in parte rilevante attraverso i consulenti fiscali. Del resto, è innegabile che costoro possono svolgere una funzione positiva, di incremento della tax compliance… Le reti commerciali dei consulenti andrebbero attentamente studiate, per capire quali e in che misura esse sono strumento di diffusione di pratiche virtuose, da incentivare anche attraverso semplificazioni ad hoc, e quali hanno natura e scopi opposti, e quindi meriterebbero un’attenzione particolare, e un conseguente adattamento delle strategie di accertamento”. (A. Santoro)

Alessandro Santoro è professore associato di Scienza delle finanze università Milano Bicocca. Leggendo ciò che scrive non ho potuto fare a meno di ripensare alle riflessioni che Murray Rothbard dedicò al rapporto tra intellettuali e Stato, a come i primi siano funzionali a dare sostegno e giustificazione al secondo, ottenendo in cambio carriere sicure e ben retribuite a spese dei contribuenti. Nel caso di chi insegna Scienza delle finanze questo ha probabilmente una valenza particolare, e suppongo ciò sia ancor più vero per un professore associato, il quale solitamente aspira a ottenere una cattedra da ordinario.

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Spesso chi si occupa di Scienza delle finanze tenta di spacciare come puramente tecniche argomentazioni che inevitabilmente sono intrise di considerazioni meramente politiche, soprattutto quando si avventura in discorsi che toccano temi come l’equità fiscale, o rincorre miti come quello della tassazione neutrale, concetto che corrisponde a nient’altro che a un ossimoro.

Ciò detto, il professor Santoro dimostra un particolare zelo nell’indicare (con tanto di citazione del padre di tutti i tassatori di professione, Vincenzo Visco) la via che l’Agenzia delle entrate dovrebbe percorrere per migliorare la tax compliance dei contribuenti e, di conseguenza, il gettito per le casse dello Stato.

L’Agenzia dovrebbe “farsi percepire in modo credibile e in una fase pre-dichiarativa”, mandando una sorta di avvertimento ai contribuenti.

Ovviamente non le si devono considerare minacce, ma francamente io non sono riuscito a trovare una definizione migliore. In sostanza non vedo grandi differenze tra il farsi percepire in fase pre-dichiarativa e il modus operandi di certe associazioni che si dedicano in via sistematica all’estorsione.

Anche queste, di solito, hanno una conoscenza abbastanza dettagliata dell’attività delle persone che diventano vittime delle estorsioni, e applicano una sorta di moral suasion preventiva, ricordando ai malcapitati a quali conseguenze potrebbero andare incontro qualora non versassero ciò che ritengono sia loro dovuto.

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Nel caso dei piccoli contribuenti, che in genere si rivolgono a consulenti per gli adempimenti fiscali, Santoro ritiene che “le reti commerciali dei consulenti andrebbero attentamente studiate”, per dividerle tra “buone” e “cattive”, secondo criteri di valutazione che sono sostanzialmente opposti a quelli per i quali vengono valutati dai loro clienti. Par di capire, infatti, che per Santoro il consulente fiscale buono sia quello che, attenendosi alla legislazione vigente, massimizza il carico fiscale per il proprio cliente, invece di minimizzarlo.

 

Ritengo superflua ogni ulteriore considerazione.

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Showing 3 comments
  • Giovanni Birindelli
    Rispondi

    Una storia molto significativa sulle conseguenze e l’efficacia di questa comunicazione pre-dichiarativa o moral suasion preventiva…

    http://www.lospiffero.com/cose-einaudite/licenziate-il-fisco-sara-fiero-di-voi-12021.html

  • firmato winston diaz
    Rispondi

    Sai che scoperta filosofica, che commercialisti e notai siano di fatto dipendenti dello Stato “esternalizzati”, che lavorano per esso a spese del cittadino, ennesima forma di tassazione mascherata.
    La scoperta da fare, piuttosto, sarebbe proprio questa.

  • firmato winston diaz
    Rispondi

    Cosa ci sia di intellettuale poi in quelle figure, e’ un mistero. Sono niente di piu’ ne’ di meno che impiegati di concetto, non hanno la piu’ pallida intuizione filosofica di cio’ che stanno facendo. Anzi si innervosiscono se gli si fa notare che farebbero bene a formarsene una. Preferiscono operare nell’ignoranza di cio’ che stanno facendo, cosi’ dormono tranquilli.

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