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tasseLETTI PER VOI

Un’imprenditrice leccese di 38 anni, attiva nella distribuzione di carburanti, ha trascinato dinanzi ad un giudice di Pace sia Equitalia sia il Comune di Lecce. Con una recente sentenza, entrambi gli Enti sono stati condannati a pagare un risarcimento di oltre 2 mila euro all’imprenditrice per i danni morali subiti. Con due distinti ricorsi proposti alla Commissione Tributaria Provinciale contro il Comune, L.P. impugna altrettante cartelle di pagamento riguardanti la Tarsu per lo smaltimento dei rifiuti per gli anni che vanno dal 2002 al 2008. Con due differenti provvedimenti emessi nei mesi di giugno e luglio del 2009 dalla Commissione Tributaria viene sospesa l’esecutività di tali cartelle di pagamento. Noncurante di ciò e nonostante la notifica di tali provvedimenti, la sede leccese di Equitalia, nel novembre del 2009, procede all’iscrizione ipotecaria su molteplici immobili e locali di proprietà della malcapitata contribuente per un valore complessivo di centinaia e centinaia di migliaia di euro. Dopo, e non prima, tali illecite iscrizioni ipotecarie e, precisamente, nell’ottobre di tre anni fa, Equitalia comunica all’imprenditrice di averle ipotecato le sue proprietà. Appena ricevuta tale comunicazione relativa all’illecita iscrizione ipotecaria l’imprenditrice, a causa del forte stress emotivo, viene colta da un grave malore con una perdita di coscienza che la costringe ad un immediato ricovero presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Lo choc causato da questa illecita aggressione patrimoniale determina un coattivo allontanamento dall’attività imprenditoriale per parecchi mesi da parte della malcapitata, nonché vari disturbi fisici, come attacchi di panico, disturbi d’ansia, tachicardia, insonnia e crisi di pianto. Pertanto L.P. decide di rivolgersi all’avvocato Francesco Dragone per accertare l’illecito comportamento del Comune di Lecce e di Equitalia Sud s.p.a. Si è così arrivati alla sentenza emessa di recente dal Giudice di Pace, Cosimo Ròchira, che ha stabilito la responsabilità del Comune di Lecce e di Equitalia spa per i danni subiti dalla malcapitata, condannando, in via equitativa, gli stessi Enti a pagare all’imprenditrice la somma di oltre due mila euro come risarcimento per le lesioni subite alla sua integrità psico-fisica.

di Francesco Oliva – TRATTO DA http://www.corrieresalentino.it

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Showing 6 comments
  • Mauro Gargaglione
    Rispondi

    Siamo sempre lì, sono gli individui che firmano gli atti, e a quelli non è successo nulla.

    • Liberty Defined
      Rispondi

      perchè nel settore pubblico nessuno è mai responsabile, quindi nessuno paga per i propri errori. Ci sono solo tutele

  • Renzo
    Rispondi

    Solo 2000 euro di risarcimento? E’ ridicolo.

  • Christian
    Rispondi

    2000 euro una presa per il culo.
    Il minimo che il giudice poteva dare alla mafia di Equitalia ed il colluso comune senza dare evidenza di essere quel corrotto che in realtà è.
    Se fosse morta di infarto forse avrebbe aggiunto uno zero.
    Ridicolo.

  • R.V.
    Rispondi

    2000 Euro???? Ci sono 2 Milioni di Euro di danni morali e materiali. Altro che 2000 Euro.

  • RUDY
    Rispondi

    ….e oggi leggo che per danni morali l’Equitalia chiede 500mila € ( dicasi 500mila euro) a D&G per altrettanti motivi……???!!!!!
    evviva l’equità e la parita di diritti.

    MA VAFFANCULO TUTTI!!!

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