In Anti & Politica, Economia

ALFANOLETTADI MATTEO CORSINI

“Questi sono fatti, non discorsi… questo investimento dimostra che l’Italia è un Paese affidabile, verso la cui stabilità si può avere fiducia. Oggi c’è la dimostrazione che il sistema Italia funziona, che se lavoriamo con un gioco di squadra i risultati ci sono. Confindustria colga quel che è successo in questi giorni e dia giudizi non solo di disfattismo”. (E. Letta)

Al netto degli interessamenti più o meno concreti (e da verificare) a investire in società italiane, prime fra tutte la disastrata Alitalia (e in quel caso sarà interessante capire chi pagherà il conto degli inevitabili esuberi, e io ho il sospetto che toccherà ancora una volta ai contribuenti italiani), Enrico Letta ha usato toni trionfali prima di lasciare gli Emirati dove era stato per cercare di trovare un po’ di soldi. A giustificare tanto entusiasmo sarebbe l’impegno del fondo sovrano del Kuwait a investire 500 milioni di euro in un veicolo nel quale il Fondo strategico italiano (controllato da Cassa Depositi e Prestiti, a sua volta controllata dal Tesoro) conferirebbe 500 milioni di cassa e partecipazioni in società non quotate per altri 1.5 miliardi. Per carità, 500 milioni sono meglio di niente, ma qui non stiamo parlando dell’investimento di un piccolo risparmiatore. Al cambio attuale, 500 milioni di euro equivalgono a 675 milioni di dollari. Il fondo sovrano del Kuwait gestisce asset per 410 miliardi di dollari. Ciò significa che la fiducia accordata al sistema Italia è quantificabile in uno 0.16 per cento delle consistenze complessive del fondo. In base ai dati del Fondo Monetario Internazionale, l’Italia produce il 2.8 per cento del Pil mondiale.

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E’ pur vero che, in termini di capitalizzazione di borsa, l’Italia ha un’importanza meno che proporzionale rispetto alla quota di Pil mondiale; il suo peso nell’indice MSCI World si attesta infatti tra lo 0.8 e lo 0.9 per cento. Comunque la si metta, il peso dell’Italia nel portafoglio del fondo sovrano del Kuwait sarà circa il 20 per cento di quanto avrebbe potuto essere nel caso in cui la somma investita fosse stata proporzionale al peso del Paese nell’indice MSCI World. In altre parole, invece di 500 milioni avrebbero potuto essere almeno 2.5 miliardi.

Ciò significa che il fondo sovrano del Kuwait sta ancora sottopesando l’Italia nel suo portafoglio. Credo che questo dovrebbe stemperare l’entusiasmo del presidente del Consiglio. Ora, non vorrei essere tacciato anche io di disfattismo

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Comments
  • hilda
    Rispondi

    PS Ma lo sapete voi che rompete sempre i coglioni col debito pubblico e la spesa pubblica improduttiva che gli “investimenti esteri” sono debito per noi???

    PIDDINI siete

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