In Anti & Politica, Economia

matteo-renzi-linguaDI MATTEO CORSINI

“Io sono determinato, non mi faccio fermare… Non accetto tutte queste obiezioni, ricordate Tremonti? Metteva a copertura il “miglioramento del quadro economico”. E ora mi dite che io non posso questo e non posso quello”. (M. Renzi)

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Quando Matteo Renzi ha comunicato come intende finanziare una riduzione di imposte sui redditi delle persone fisiche per 10 miliardi (peraltro annunciata più volte per aprile, poi rimandata a maggio), ha sostenuto di avere trovato coperture per 20 miliardi. Il problema è che quei 20 miliardi sarebbero così composti: 7 miliardi dalla spending review; 6.4 miliardi ipotizzando di far salire il rapporto deficit/Pil dal previsto 2.6 al 3 per cento; 3 miliardi dalla minor spesa per interessi (a seconda delle versioni: un giorno dice 3, un altro 2.2 miliardi); 2 miliardi dalla tassazione sui rientri di capitali; 1.6 miliardi dalla maggior Iva conseguente i rimborsi dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese. Più che coperture certe, si tratta, nella migliore delle ipotesi, di speranze.

I tagli di spesa potrebbero effettivamente essere fatti, ma si tratta di capire se questa volta, a differenza di tante altre in passato, si andrà oltre gli annunci. E’ chiaro che, per essere credibili, quei tagli devono essere circostanziati e non solo accennati. Il fatto che il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, abbia dichiarato che i miliardi di tagli saranno solo 3 nel 2014, non lascia ben sperare. Quanto ad aumentare il rapporto tra deficit e Pil, probabilmente si andrà verso il 3 per cento anche senza allentare i cordoni della borsa, dato che la stima del governo precedente si fondava sull’ipotesi di crescita del Pil pari all1.1 per cento nel 2014. Un dato al quale ha sempre creduto solo Saccomanni (e forse nemmeno lui), mentre tutti coloro che fanno previsioni (compreso il nuovo ministro dell’Economia) collocano quel numero nel range 0.5-0.7 per cento. Anche sulla minor spesa per interessi è bene tenere presente che si saprà solo ex post se i risparmi ci saranno effettivamente stati, considerando che sono passati solo due mesi e che la gran parte dei collocamenti di titoli di Stato per il 2014 devono ancora essere fatti. Dato che i rendimenti dei titoli italiani sono scesi senza che ciò fosse giustificato da un miglioramento sostanziale nei dati economici e di finanza pubblica, nulla vieta che un domani, anche a scenario invariato, possano tornare a salire.

Venendo alle imposte e sanzioni incassate da coloro che aderiranno alla cosiddetta voluntary disclosure, anche in questo caso Renzi quantifica in 2 miliardi per il 2014 quello che lui spera di incassare, ma non vi è nulla di certo in quel numero. E lo stesso si può dire per la maggiore Iva conseguente i rimborsi della pubblica amministrazione alle imprese, su cui le cose stanno andando a rilento rispetto ai proclami dei due precedenti governi.

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Tutto ciò detto, le coperture indicate da Renzi non si discostano tanto, a tutti gli effetti, da quelle dovute al “miglioramento del quadro economico” che il presidente del Consiglio attribuisce all’ex ministro Tremonti. Tra l’altro non è che l’ultimo governo del quale Tremonti ha fatto parte abbia avuto una fine molto gloriosa. Da qualunque punto di vista si voglia valutare quel periodo – sia, cioè, che si sposi la tesi del complotto internazionale contro Berlusconi, sia che si considerino gli avvenimenti della seconda metà del 2011 una conseguenza dei disastri di quel governo – è un fatto che quel tipo di coperture non incontrarono il favore dei partner europei, né di chi deve decidere se comprare o vendere titoli di Stato italiani.

Renzi crede forse che l’apertura di credito che gli è stata fatta finora dentro e fuori l’Italia sia illimitata, ma potrebbe accorgersi in tempi non troppo lunghi che non è così, soprattutto se continuerà a sparare fanfaronate offendendosi poi se qualcuno dubita delle sue affermazioni, anche quando queste sono palesemente non credibili.

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Mostrati 4 commenti
  • SANDRO GIBELLINI
    Rispondi

    MA SI DA’ ANCORA ASCOLTO AL PAGLIACCIO POLITICO DI TURNO? NEL CASO SPECIFICO: QUALCUNO, PER CORTESIA, MI FA AVERE IL “CURRICULUM VITAE” DI RENZI? HA MAI FATTO QUALCOSA DI PRODUTTIVO?
    NEL FRATTEMPO STA MONTANDO IL PIU’ GRANDE “TSUNAMI” POLITICO-ECONOMICO-FINANZIARIO DELLA STORIA MONDIALE E NOI COSA STIAMO FACENDO?
    COLGO L’ OCCASIONE: MERCOLEDI’ SCORSO SONO STATO A VICENZA AL TEATRO SAN MARCO E, A MIO PARERE, SONO STATE DETTE COSE TOTALMENTE CONDIVISIBILI. MA FACCIO UNA DOMANDA: DOVE SI PENSA DI ANDARE CON L’ IDEA “VENETO LIBERO”?
    MI PIACEREBBE INOLTRE SAPERE QUANTI SONO GLI ADERENTI A VARI MOVIMENTI PRESENTI QUELLA SERA PERCHE’ SE SONO SOLO QUALCHE MIGLIAIO …. BEH, ALLORA VERAMENTE BISOGNA DARSI DA FARE CON LA MASSIMA URGENZA.
    E’ STUPIDA LA MIA IDEA DI CREARE UN MEGA SITO O BLOG O QUANT’ ALTRO INVITANDO LE PERSONE CON IDEE LEBERTARIE AD ADERIRE AL MOVIMENTO COMUNICANDO LA PROPRIA E-MAIL?
    E DA QUI COMINCIARE A METTERE LE BASI PER UNA COMUNITA’ CHE PER NUMERO E FORZA DI IDEE ABBIA LA POSSIBILITA’ DI MANDARE A CASA PER SEMPRE QUESTA MALEFICA OLIGARCHIA “POLITBUROFINANZIARIA”.
    VIVA IL DIRITTO ALLA PROPRIETA E VIVA LA LIBERTA’ E LA SOVRANITA’ DI OGNI SINGOLO INDIVIDUO.

    NOTA: NON HO MAI AVUTO NESSUNA TESSERA DI PARTITO NE’ HO ALCUNA INTEN ZIONE DI DIVENTARE UN CAPO-POPOLO. HO 66 ANNI E, PER FORTUNA, HO ANCORA SALUTE FISICA E MENTALE E GESTISCO UNA PICCOLA AZIENDA VITI-VINICOLA NEL MODENESE INSIEME AI MIEI FRATELLI MA NON AVREI PIU’ CORAGGIO DI GUARDARE IN FACCIA I MIEI FAMILIARI E I MIEI PARENTI, I MIEI AMICI E I MIEI CONOSCENTI QUALORA NON FACESSI NULLA AL RIGUARDO.

    CIAO A TUTTI.

    SANDRO GIBELLINI
    VIA BELLOI 7
    41058 VIGNOLA (MO) TEL. 340-5766018

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Non essendo un liberale, non ha la soluzione.
    Si muove, parla simpaticamente.
    Ma attua provvedimenti palliativi e di facciata..
    Qualche anti infiammatorio non steroideo in aggiunta alle aspirine precedentemente somministrate da altri governi.
    Sono certo che userà anche cortisonici e forse immunosoppressori a questa penisola malata.
    Potrà sedare, potrà alleviare, potrà prolungare il decorso.

    Ma sopraggiungerà , a meno di sorprese , il default.
    I numeri già ci sono.
    La gente è già in posizione.
    Le aziende chiudono.
    E tutto il resto dietro.

    Renzi non è la soluzione.
    Renzi è la transizione.

  • SANDRO GIBELLINI
    Rispondi

    ALBERT “PROSSIMO EINSTEIN”, SUPER COMMENTO!
    PURTROPPO IL NOSTRO PRIMO MINISTRO E’ SI’ LA TRANSIZIONE MA COME QUELLA CHE FACEVA IL DANTESCO “CARONTE ” …. E NON ERA VERSO LUOGHI MIGLIORI.
    PASSA PAROLA: STRONCHIAMO I RENZI D’ ITALIA E I SUOI “PADRINI”!

  • Christian
    Rispondi

    @Sandro
    Ti prego di stare calmo e smetterla di urlare (usare maiuscolo significa questo in caso tu non lo sappia)
    Distinti Saluti

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