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plebisicitoDI REDAZIONE

Il Movimento Libertario accoglie con grande soddisfazione, ed un plauso, il risultato annunciato dagli organizzatori del “Plebiscito digitale” in Veneto, che se anche illegale per lo Stato italiano, va considerato assolutamente legittimo. Due milioni di persone che hanno espresso la loro opinione sul diritto di autodeterminarsi dei veneti è un evento che non può essere ignorato da nessuno, tantomeno dalla storia.

Ora, però, ci auguriamo che a questa manifestazione di consenso popolare seguano i fatti, considerato che gli organizzatori del referendum online hanno fatto dichiarazioni ufficiali importantissime:

risultatofinaledelvotoveneto1- “Se la tendenza di affluenza al voto sarà confermata, credo proprio che il percorso verso la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Veneto sia una cosa naturale che si compierà in un tempo molto breve”;

2- “Se vota la maggioranza dei cittadini veneti e vincono sì, tagliamo la testa al toro. Credo che i delegati all’indipendenza del Veneto eletti dovranno dare inizio all’esercizio dell’indipendenza del Veneto. Il primo atto credo potrà essere l’esenzione fiscale totale nel periodo transitorio di istituzione delle strutture della Repubblica Veneta. In tal modo i cittadini non dovranno più pagare le tasse al governo italiano.”

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Le parole sono come pietre e non possono rimanere mera propaganda “ad usum delphini”, se non si vuole illudere chi ha aderito (non solo votando) con entusiasmo a questo referendum. Il passato, purtroppo, ci ha già consegnato personaggi che passeranno alla storia per aver illuso, deluso e raggirato milioni di individui che hanno creduto nel naturale diritto all’autodeterminazione. Oggi, dal Veneto, ci aspettiamo fatti diversi e – come nella tradizione del Movimento Libertario – il nostro sostegno alle azioni concrete non mancherà.

Al momento opportuno, ci faremo risentire.

Consiglio di Amministrazione- Movimento Libertario

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  • Sigismondo di Treviri
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    “…Il primo atto credo potrà essere l’esenzione fiscale totale nel periodo transitorio di istituzione delle strutture della Repubblica Veneta. In tal modo i cittadini non dovranno più pagare le tasse al governo italiano…” Già, dopo di che il governo italiano cesserà l’erogazione degli stipendi ai militari di stanza in veneto, ai professori universitari, a tutti i dipendenti dello stato, delle pensioni, dell’energia elettrica, del gas, cesseranno di funzionare i telefonini, le comunicazioni in rete e tutto ciò che viene gestito dallo stato. Attenzione. Sognare è un conto, fare è un altro. Comunque, buona fortuna ai veneti.

  • Giorgio Fidenato
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    Sigismondo, dalle tue parole sembra che ti dispiaccia se il Veneto riesca a trovare l’indipendenza. Dimmi qualcosa affinché pensi il contrario.

    • Sigismondo di Treviri
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      Figuriamoci. Anche io vorrei trovare l’indipendenza da questo stato. Ma ho l’impressione che con i referendum si ottenga ben poco. Occorre altro. Contro uno stato violento occorre agire e prepararsi a reagire, purtroppo anche combattendo se necessario e più si è, meglio è. L’indipendenza del Veneto? Perchè no! Anche quella della Sicilia, del Lazio, della Sardegna, della Toscana. Va bene tutto, ma poi? Anche l’indipendenza dall’Europa. Se mi devo liberare dai burocrati di palazzo Chigi e del Quirinale per finire sotto il tallone di Bruxelles che ha quel punto dispone di me come vuole visto che non ho più l’appartenenza ad una nazione, non ho risolto molto. Non vorrei che questa storia dell’indipendenza veneta sia manovrata dalla Signora (si fa per dire) Merkel. Come Italia contiamo poco, figuriamoci come Veneto, Liguria, Lombardia, Sicilia ecc. Non vorrei sbagliarmi, ma mi sa che qui stiamo facendo il gioco di qualcuno che non ha molto a cuore il nostro benessere, ma il nostro portafoglio. Apprezzo la voglia dei veneti di cambiare musica e degli altri italiani che li seguiranno, se ci saranno, ma non vorrei che per evitare di continuare ad ascoltare una musica stonata si debba essere costretti ad ascoltare una marcia funebre. Ricordiamoci che siamo ancora tra i popoli più ricchi d’Europa in termini di possesso casa e di risparmi pro capite. Qualcuno potrebbe essere molto invidioso di questo. Come potrebbe essere invidioso delle nostre riserve auree che sono le terze del mondo. Vorrei evitare di sparare ad un cane che mi sta ringhiando contro e non vedere la tigre che sta spiccando il balzo.

      • lorenzo s.
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        Sigismondo, non perderti in seghe mentali.

  • CARLO BUTTI
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    E quando il Veneto sarà indipendente io per entrare nel territorio della restaurata Serenissima dovrò esibire un passaporto? Vorrei che qualcuno mi chiarisse le idee, a patto di non averle più confuse delle mie…

    • lorenzo s.
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      Prima l’indipendenza, il resto sono dettagli che si risolvono un po’ alla volta.

  • Alberto Veneziano
    Rispondi

    Per sfondare la tonnara ed eliminare la lotta fratricida tra tonni imprenditori e tonni dipendenti è’ fondamentale l’abolizione del sostituto di imposta.
    Nel nuovo stato Veneto devono esserci i cittadini e lo stato, due contraenti.
    Non è ammissibile che una parte, gli imprenditori, accetti di fare da gabelliere per conto del fisco, e che l’altra, i dipendenti, sia esclusa dal rapporto economico con il fisco.
    Come si fa ad applicare l’esenzione fiscale alle buste paga?
    Un imprenditore “italiano” continuerà a pagare le tasse anche per i suoi dipendenti Veneti.

  • triario
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    Egr. Direttore,
    due noticine a spaglio:
    venuto in veneto nel 68, comasco, mi meravigliavo che quando chiamavi qualcuno ti rispondeva”comandi”.
    In Life mi sono adoperato perchè al”comandi” subentrasse il più consono”va’ in mona”. Ci siamo arrivati.
    Attenzione, ora i ladri li abbiamo a 600 km, con l’indipendenza facciamo in modo di non avere ladri a km 0 .

    Par tera e par mar,
    G.Vigni

    • leonardofaccoeditore
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      Bella testimonianza… e che vadano in mona i parassiti.

  • saldisaldi
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    Sigismondo non si fa seghe mentali ma giuste considerazioni.
    Libertà sacrosanta per il Veneto e per qualunque altra regione dovesse seguire lo stesso percorso, però attenzione: se la scelta successiva fosse di aderire comunque al leviatano UE, potrebbe essere una manovra orchestrata da chi vuole dare sempre più forza al superstato europeo.

  • Sigismondo di Treviri
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    Torno a dire: attenzione ai facili entusiasmi. Se l’Italia è andata in malora è colpa di tre cose:

    – Una classe politica imbelle e corrotta (ci sono dentro anche i veneti e i lombardi)
    – Un meridione improduttivo e volutamente lasciato nelle mani della malavita.
    – Una Europa Leviatano che ci sta salassando ed imponendo misure fiscali capestro.

    Supponiamo che ogni regione vada per conto suo. Abbiamo eliminato (forse) i primi due elementi del malessere. E il terzo chi ce lo leva? Crediamo veramente che Francia e Germania ci lasceranno vivere da ricchi o da mezzi ricchi?
    Attenzione signori. Per mille e cinquecento anni qui ci sono venuti tutti: saraceni, vichinghi, spagnoli, tedeschi, austriaci e non facevano gli interessi nostri, ma i loro.
    La musica è forse cambiata? No davvero!

  • Rigno Giorgio
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    BASTA COPIARE SIC ET SIMPLICITER DALLA SVIZZERA.

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