In Anti & Politica

RENZIDALEMADI MATTEO CORSINI

“Diciamo le cose come stanno: hanno perso la partita. Fanno polemiche

intorno al mio 46% tra gli iscritti? Facciano. Quando avrò ottenuto il 60%

tra gli elettori delle primarie voglio vedere cosa s’inventeranno… Massimo

ha scommesso tutto sulla mia sconfitta: mi attacca con qualunque argomento,

continua a organizzare la resistenza.”

(M. Renzi, 19 novembre 2013)

“Io manco lo sapevo chi fosse Renzi. Lui però si è affermato sulla scena

politica avendo come principale parola d’ordine ‘Rottamare D’Alema’.”

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(M. D’Alema, 9 dicembre 2013)

“Le proposte di D’Alema nel suo libro sono interessanti. Trovo

‘preoccupanti’ coincidenze…”

(M. Renzi, 18 marzo 2014)

“Quello avviato da Matteo è un programma coraggioso e realistico.”

(M. D’Alema, 18 marzo 2014)

Come cambiano le cose in pochi mesi; come cambiano i sentimenti reciproci tra le persone. Se poi da una parte c’è di mezzo la voglia di tornare a contare qualcosa nel partito e dall’altra si cerca di piacere a tutti dopo aver voluto rompere con la vecchia guardia, quei sentimenti cambiano anche di più.  Realpolitik, dicono alcuni. Ipocrisia, penso io. E non ritengo opportuno aggiungere altro.

 

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Showing 2 comments
  • Fabio
    Rispondi

    da sinistra a destra, sono solo attori. Come al cinema.

    Se l’attrice di turno da un bacio all’attore, che interpreta in quella storia il marito, giurandogli amore eterno, è vero anche nella vita reale a casa? Ovvio che no.

    Ed altrettanto è per il teatrino della politica in cui ogni attore recita, strapagati, la propria parte assegnatagli senza crederci più di tanto.

    il sistema è fatto apposta per selezionare questo tipo di persone, garantendo l’impunità per le promesse a vanvera grazie al divieto di vincolo del mandato.

    Se fai bene, secondo le regole sei un fregnone, uno da isolare ed eventualmente punire. Se fai male hai garantita l’impunità, al massimo un po’ di gogna di qualche giorno di cui dopo nessuno ricorderà più nulla.

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    Quanto conta questa gente? Sono gli attori è vero. Il regista e il produttore sono nascosti. Loro non hanno bisogno di farsi vedere, gli basta comandare. Quando un attore non fa bene la sua parte, lo si sostituisce con uno più ubbidiente e naturalmente ricattabile. No, non sono questi a comandare in Italia.

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