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lampadinaDI REDAZIONE

Il Fisco spia i consumi. Bollette della luce, ma anche del gas e dell’acqua, per stanare glievasori fiscali. Ad annunciare che la caccia a chi regolarmente evade le tasse è aperta è stato il premier Matteo Renzi parlando del suo Def. Il piano del governo è quello di incrociare le banche dati dell’Agenzia delle entrate con quelle delle utenze domestiche, cioè con le bollette di gas, luce e acqua.

Il premier Renzi ha spiegato:

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“La lotta all’evasione non si fa con i blitz, come a Cortina o a Ponte Vecchio, ma con un investimento massiccio in nuove tecnologie. Il che non vuol dire ridurre l’utilizzo del contante”.

Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera riporta le bozze proprio del Def, il cui testo è arrivato a Palazzo Chigi:

“«Sarà necessario rafforzare l’attività conoscitiva e di controllo delle agenzie fiscali attraverso l’uso prioritario dei sistemi informatici con interconnessione fra tutte le banche dati esistenti, eliminando doppioni costosi e massimizzando sia l’efficacia dell’uso di tutti i dati esistenti che l’azione sinergica di tutti gli attori utili alla lotta contro l’evasione fiscale»”.

Questo perché in Italia le banche dati sono 129, secondo l’indagine del Parlamento sull’anagrafe tributaria, e tra loro non c’è comunicazione. E di questo, scrive Salvia, Renzi parlava già nel 2011:

“«I Comuni possono fare un buon lavoro incrociando le utenze di gas, acqua e rifiuti con le dichiarazioni dei redditi. Da due anni abbiamo un osservatorio ad hoc, guidato dalla comandante della polizia municipale». Non è solo una curiosità d’archivio. La comandante della polizia municipale di Firenze era Antonella Manzione, che presto arriverà a Palazzo Chigi come capo dell’ufficio legislativo. La conferma di come quel modello sarà trasferito su scala nazionale. L’incrocio delle banche dati è già adesso uno strumento utilizzato dal fisco. Ma l’operazione non è sistematica, l’analisi delle utenze viene utilizzata di fatto solo nelle indagini giudiziarie. Proprio da lì era partita la Guardia di finanza di Roma quando, pochi giorni fa, ha scovato l’ennesimo evasore totale. Un signore di 80 anni che aveva incassato 3 milioni di euro con i suoi 47 appartamenti affittati in nero agli studenti”.

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Showing 2 comments
  • Marcom
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    La “lotta all’evasione” si fa’ copiando dai Paesi ove la percentuale e’ fisiologica (sotto al 10%) e tracciando tutte le movimentazioni bancarie e con l’utilizzo delle carte elettroniche ricaricabili e non. Tutto il resto e’ pura ipocrisia caro Sig.Premier Renzi.
    P.s. In Portogallo gia’ da anni lo stipendio e’ associato al c/c. e alle entrate/uscite; in Russia utilizzano software affidabile e ineccepibile per contrastare l’evasione, in Islanda (e altri Paesi) utilizzano le carte elettroniche per acquistare un pacchetto di chewing gum, e cosi’ via. Da noi, complice il malaffare diffuso ai piu’ impensabili livelli, NON SI VUOLE utilizzare i sopracitati modelli, quindi…………………………….

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    Ma il punto è: costringiamo pure tutti a pagare le tasse. E poi? Dove vanno a finire quei soldi? C’è un problema etico prima ancora che politico e/o finanziario: è giusto estorcere alla gente i frutti del proprio lavoro, della propria fatica, della propria creatività per metterli in un calderone in cui si sà bene quello che entra, ma non si è mai saputo dove và a finire quello che esce? Tra un ladro che mi scippa il portafoglio ed uno stato che mi deruba ‘legalmente’, preferisco il primo. Se non altro posso sempre illudermi che se non lo avesse fatto sarebbe morto di inedia.

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