In Anti & Politica, Economia

mercatoDI MAURO GARGAGLIONE

Nessuna impresa che investe poco o nulla per diminuire i suoi costi logistici e di produzione, mantenendo inalterato il suo livello qualitativo, se non addirittura migliorandolo, può stare a lungo in attività. Il mercato questo non lo consente. Se non c’è necessità di abbassare i costi per sopravvivere, è matematico che questa impresa è autorizzata da qualche legge dello stato a riversare le sue inefficienze sul prezzo al consumatore e, parimenti, il consumatore è forzato da qualche legge dello stato a comprare da quell’azienda.

Questo succede in tutti quei settori a “prezzi amministrati” dove sei costretto a servirti da una specifica organizzazione, di prodotti e servizi a un prezzo che non è oggetto di concorrenza al ribasso e neanche oggetto di concorrenza al rialzo per quanto riguarda la qualità di ciò che compri.

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Si spiega così per quale motivo il reddito medio dei cittadini italiani stia precipitando verso il basso mentre l’aumento dei prezzi amministrati non accenna a rallentare, acqua, carburante, riscaldamento, sanità, trasporti, autostrade, etc etc. Nell’aumento dei prezzi amministrati non c’è solo lo scarico delle inefficienze imprenditoriali sulle spalle del consumatore ma c’è anche, e pesa moltissimo, il compenso che l’impresa paga alla politica per garantire che nessuno possa accedere a quel mercato e fare concorrenza (barriere all’ingresso).

Solo il libero scambio e il libero mercato fanno aumentare la qualità, diminuire il prezzo e moltiplicare le opportunità di trovare un’occupazione, quindi, di essere più ricchi. Tutto questo è l’esatto contrario della presenza dello stato in economia.

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Showing 7 comments
  • Renzo Riva
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    Mauro Gargaglione,
    Hai descritto perfettamente l’economia assistita della provincia di Bolzano.
    .
    Renzo Riva

  • Mirko
    Rispondi

    Tra l’altro rientrano in questa considerazione anche i beni che non hanno “prezzi amministrati” ma sono tuttavia soggetti a pesanti imposizioni normative. Un caso su tutti è quello delle abitazioni. I prezzi negli ultimi anni sono lievitati certamente a seguito di una bolla dovuta all’espansione monetaria, ma anche perchè gli enti ci hanno messo sopra tanti e tali requisiti obbligatori da rendere di fatto impossibile costruire edifici a basso costo (che farebbero certamente comodo a tanta gente).

  • Fabio Colasanti
    Rispondi

    lo Stato per ingannare i cittadini non fa che ripetere che il calo dei prezzi è cosa sbagliata e dannosa, la chiama deflazione e caricando la parola di ogni accezione negativa possibile dai tempi della favola col lupo cattivo.

    l’ultima ‘pensata’ di Renzi è che proprio per far aumentare i prezzi, contrastando prezzi più bassi e cioè ciò che qualsiasi buon padre di famiglia ritiene buono e giusto, cosa può fare lo Stato? Dai che ci arrivate… Si, bravi: aumentare le tasse su tutto ciò che è monopolio di stato e sottoponibile ad accise varie!!

    non esiste più destra e sinistra, comunisti o fascisti, sono caduti tutti i veli pseudoideologici dietro cui gli infami ladri di Stato si nascondevano: finalmente è chiaro che esistono solo le TasseSanteSubito e guerra a chi pensa di salvare le briciole, guerra all’evasore.

    E’ chiaro che il Libero Mercato in Libera Concorrenza è meglio per il popolo, sopratutto le fasce più povere e deboli. Però è devastante per le Caste, militari in primis, per questo la libertà è incompatibile con questi Mega Stati unitari che non vedono l’ora di esportare la democrazia a suon di bombe ed aerei.

  • hilda
    Rispondi

    il “mercato non ce lo consente” semplicemente perchè l’euro è sopravvalutato per l’economia italiana. Lo hanno capito anche i muri ormai…

  • Fabio Colasanti
    Rispondi

    ‘non lo consente’ in questo contesto è un’affermazione universale, non contingente all’euro.

    se io, produttore o commerciante o dipendente, resto fermo alla formazione di una certa data (mettiamo il 1960) è ovvio che i concorrenti si daranno da fare per accontentare più e meglio i clienti.
    Tu stessa da cliente tra due fornai a parità di qualità di rosetta scegli il prezzo migliore. O a parità di prezzo quello magari che fa l’orario più lungo che trovi aperto la sera quando arrivi a casa. O che ti offre alri servizi come il parcheggio coperto (per quando piove) o la cosegna a domicilio (così comoda nei centri cittadini).
    In questo esempio, il fornaio che non rinnova i machinari aumentandone la redditività, che non migliora l’offerta al cliente con servizi o orari o altro ancora, dovrà chiudere perché non avrà guadagni per andare avanti. Ma non sarà l’europa o l’euro, saranno i clienti (cioè TU o io) che preferiranno altri fornai. In questo caso si dice che ‘il mercato’ non gli ha permesso di restare aperto.

    Ben diverso è il caso delle tasse: puoi lavorare quanto vuoi ma con un socio non richiesto che sottrae dalla cassa del negozio il 70% dei soldi e che cerca continuamentedi creare ostacoli inutili e dispettosi, sei condannato a vivere da schiavo, da cameriere all’ordine di un barone capriccioso che ti illustra il grande vantaggio della mezzadria cui ti sta condannando.

  • hilda
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    quello che dice Lei vale solo ed esclusivamente per il mercato interno…dicasi concorrenza. Ma con la germania non ci puo essere concorrenza se non sleale. Perchè il cambio la avvantaggia di molto…e svantaggia di molto noi. La germania ad esempio se si vanno a vedere i dati ha investito meno di noi. Certo se si ascolta sembre la Gruber o i due giornalisti tedeschi di turno che vengono a rompere i coglioni a noi italiani diranno sembre che noi siamo cattivi e i tedeschi o meglio “gli altri” sono molto bravi…

  • Christian
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    Pezzo Breve ed estremamente chiaro.
    Gargalione non si smentisce mai.

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