In Economia

RivoCortonesiDI RIVO CORTONESI

Ho letto, in dettaglio, il testo dell’iniziativa Vollgeld rilevando alcune imprecisioni nel descrivere «come funzionano oggi le cose» nel campo della creazione del denaro. Nondimeno lo scopo dell’iniziativa sembra essere chiaro: essa si propone di abolire la «riserva frazionaria»delle banche commerciali sostituendola con la cosiddetta «riserva intera», da cui il nome dell’iniziativa: Vollgeld, in italiano «moneta intera». Vediamo di cosa si tratta. Quando un cliente di una banca deposita dei soldi sul proprio conto corrente, la banca gli rilascia una ricevuta attestante il deposito effettuato e si impegna a restituirgli il denaro a sua semplice richiesta, cioè«a vista».

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Allo stesso tempo, accantonata una riserva relativa ad una «frazione»di quanto depositato dal cliente (e per questo chiamata «riserva frazionaria»), essa utilizza la restante parte del denaro depositato per prestarlo, gravato di interessi, ad un altro soggetto.Due persone, chi ha depositato quei soldi e chi quei soldi li ha avuti in prestito, possono disporre contemporaneamente della stessa somma di denaro. Come èpossibile? Accontentiamoci di accettare il fatto che è possibile senza interrogarsi se un simile modo di comportarsi sia legittimo o solo legale (possiamo dimostrare che è illegittimo) e andiamo avanti: supponiamo che il primo cliente che ha ricevuto in prestito dalla banca il denaro versato da un altro cliente decida di utilizzarlo per acquistare un appartamento.

Lo verserà sulla banca del suo proprietario, la quale, accantonata la solita riserva relativa ad una frazione di quanto da lui depositato, utilizzerà la restante parte per prestarla, gravata di interessi, ad un altro soggetto, che, con quel denaro, acquisterà anch’egli un altro bene per soddisfare un proprio bisogno. E così via.Quando, alla fine di tutti questi passaggi, l’intero primo deposito sarà stato trasformato in riserva frazionaria e non ci sarà più niente da prestare, ci accorgeremo, con stupore, che, a fronte della prima somma di denaro versata alla banca, si è prodotta una sequela di crediti-debiti assai superiore.

Esiste una formuletta per calcolare, in base alla frazione percentuale del denaro messo a riserva in ogni passaggio, quanta moneta è stata creata dal nulla. Tanto per dare un’idea, se la riserva frazionaria èpari al 2%, un versamento iniziale di 10’000 franchi su di un conto corrente si traduce in un’emissione di nuova moneta scritturale per 490’000 franchi da parte del «sistema di tutte le banche commerciali coinvolte nelle diverse successive transazioni». In pratica il sistema delle banche commerciali «stampa denaro», ben più di quanto non ne stampi la BNS, prestando più ricchezza di quanta non sia stata risparmiata.

Le conseguenze negative di quella che è ormai diventata una prassi abituale sono quelle citate da Rezzonico (crisi finanziarie, esplosione di bolle, inflazione ecc.) nell’articolo del 5 giugno sul «Corriere del Ticino». L’iniziativa Vollgeld ha come scopo quello di assicurare una copertura totale (intera) al sistema bancario commerciale, indebitato «a vista». Come? Attraverso il denaro creato «unicamente»dalla BNS. Potrebbe sembrare una novitàin assoluto. Ma non ècosì. Banche commerciali «a riserva intera»sono giàesistite in passato e hanno anche dimostrato di poter funzionare bene, prima che l’arte della falsificazione generalizzata del denaro prendesse definitivamente il sopravvento. Dunque lo scopo dell’iniziativa è, per questo aspetto, condivisibile (èdal 2007 che i Liberisti ticinesi sollevano, inascoltati, questo problema). Quello che non è condivisibile è invece il rafforzamento del monopolio monetario a corso forzoso esercitato dalla Banca nazionale, il falsario istituzionale di ultima istanza che, in quanto tale, non ci mette affatto al riparo dai pericoli evidenziati da Rezzonico quando afferma: «D’altra parte la Banca nazionale svizzera potrebbe creare moneta in misura eccessiva e fomentare inflazione».

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Quello che potrebbe sembrare un inestricabile groviglio sarebbe invece facilmente risolvibile se, tornando al mio scritto del 26 maggio, provassimo ad affrontare il problema ispirando le nostre leggi al rispetto integrale di Princìpi fondamentali, inviolabili e condivisi. Ne citavo allora uno: «Non èlegittimo prestare o vendere, in tutto o in parte, un bene affidato in custodia senza il consenso esplicito del proprietario del bene». Ne aggiungo adesso un altro: «Non è legittimo impedire o sanzionare, in tutto o in parte, lo scambio dei propri beni, né imporre la moneta o le monete, con le quali avviene lo scambio». A questo proposito: èdi pochi giorni fa la decisione della FINMA di impedire l’entrata in funzione del primo distributore di Bitcoin in Svizzera. Se per una volta avessimo il coraggio di farci guidare dai Princìpi e non da quella cloaca di interessi particolari, altrimenti chiamata «realtà», forse il futuro dei nostri figli potrebbe essere meno cupo di quello che si presenta all’orizzonte.

Pubblicato dal Corriere del Ticino il 30 giugno 2014 con il titolo FERMIAMO LA SPIRALE DI CREDITI E DEBITI

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Showing 2 comments
  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Non si direbbe, da questo bell’articolo, e specialmente dalla notizia in coda riguardante il distributore di bitcoin, che la Svizzera sia il paradiso terrestre vagheggiato da molti, anche sulle pagine di questo giornale…

  • Fabio Colasanti
    Rispondi

    giustissime osservazioni.
    la svizzera poteva ancorare il suo franco all’oro, o forse meglio (per via della mediazione) ad un paniere di beni reali (tipo oro+greggio+uranio), ma doveva rendere variabile, assolutamente non rigido, qualsiasi prezzo nella federazione.
    E questo è un enorme problema quando si parla di stipendi (il costo fisso per eccellenza), sopratutto pubblici.
    l’accordo di cambio fisso con la UE è stata una sconfitta per i governati svizzeri, anche se è ancora presto per vederne le cattive coseguenze.

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