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zurigodi REDAZIONE

L’aeroporto di Zurigo Kloten è stato giudicato il migliore d’Europa e ha ottenuto il World Travel Award per l’attenzione che presta alla sua clientela e per il livello generale degli standard di qualità.

Giustamente orgogliosa, la società Flughafen Zürich AG ha sottolineato che lo scalo l’ha spuntata su sette concorrenti aggueriti del calibro di: Amsterdam, Barcellona, Amburgo, Londra-Heathrow, Lisbona, Monaco di Baviera e Parigi-Charles de Gaulle.

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Il World Travel Award è assegnato dal 1993 per le migliori prestazioni nel settore viaggi e turismo e la classifica è stilata in base ai voti dati via internet da esperti di viaggi e da un vasto numero di passeggeri.

In compenso, oggi c’è una notizia in Italia che titola così: “Aeroporti di Puglia, la fiera dei fallimenti e degli sprechi continua“. Aeroporti pubblici, bene comune!!!!

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  • Pedante
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    Sicuramente la maggior parte della divergenza tra i due servizi è per il modello gestionale, ma anche se la struttura pugliese fosse in mano ai privati, non mi aspetterei di vederla funzionare come un orologio svizzero. Al limite potrebbe competere sui costi o altri criteri.

  • Giovanni B
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    Mai stato a Zurigo ma conosco bene sia Monaco di Baviera che Schiphol (Amsterdam). Entrambi oltre che aeroporti sono veri e propri centri commerciali. Il secondo è spettacolare: perfetta integrazione con gli altri mezzi (treni e bus), durante gli ultimi mondiali ho visto il piazzale antistante strapieno di gente a guardarsi Olanda-Spagna.
    A confronto gli aeroporti itagliani sono indecenti ma mi vien da dire che mettere tra i De Gaulle tra i “concorrenti agguerriti” è come mettere un asino zoppo tra i cavalli da corsa: un posto indegno e mal segnalato con minuscolo un terminal separato collegato con navette. Niente a che vedere con un buon aeroporto.

  • hilda
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    quindi tutti i disoccupati che ci sono in giro è perchè falliscono ditte pubbliche?? E io che pensavo che erano i poveri imprenditori che non ce la fanno piu con l’euro a esportare e a stare sul mercato…

    • Fabio Colasanti
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      ma che c’entra l’euro???
      qualsiasi unità di cambio e scambio si adotti, non è certo colpa sua che l’azienda deve chiudere.

      Le aziende hanno un carico fiscale enorme, burocrazia asfisiante, leggi dispettose che interferiscono dalla mattina alla sera con l’opera dell’imprenditore, e costi che non si toccano assolutamente come gli stipendi (altissimi ma fatti di tasse, con basso netto in tasca al lavoratore).

      questi sono i motivi che fanno chiudere le ditte private.

      invce le ditte PUBBLICHE non chiudono mai veramente nel senso che non falliscono mai lasciando famiglie per strada come i privati dolorosamente fanno, ma spostano solo i dipendenti (e quindi i loro e nostri costi principali) in altri settori del pubblico impiego.

      • hilda
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        che centra l’euro?? si vede che lei non è imprenditore…e non esporta all’estero. Le aziende hanno un carico fiscale enorme: si è mai chiesto dove vanno tutte queste tasse? Si informi…e non dica piu che servono per pagare i dipendenti pubblici, anche loro bevono il caffe la mattina e fanno la spesa al supermercato.

  • Pedante
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    Quando la media dei fallimenti sale è perché i segnali usati dagli imprenditori per investire sono fuorvianti ed errati. Questo uno degli effetti più nocivi del monopolio statale sulla moneta. La disoccupazione può anche rimanere stabile anche quando il benessere è in discesa, sempre che il regime dei prezzi sia flessibile.

  • Fabio Colasanti
    Rispondi

    concordo. Il problema principale sono gli stipendi, pubblici su tutti, che rappresentano la prima rigidità in assoluto a bloccare tutto il sistema.

    soluzione?: Licenziabilità senza se o ma, senza indennità o scivoli o buonuscite, unitamente alla e possibilità di tagliare gli stipendi sia ai ‘lavoratori’ del pubblico impiego (comprese forze armate d’ogni tipo) sia ai dipendenti delle aziende sopra il 15 dipendenti!

    • hilda
      Rispondi

      bravo stronzo…spero che la immpicchino per quello che ha appena scritto sa? La gente muore anche per colpa sua.

  • spago
    Rispondi

    @Hilda ma le tasse, il fisco pazzo, la burocrazia, il debito pubblico, l’eccesso di leggi e di intervento dello stato, l’assistenzialismo, sono tutte cose che non sono venute dall’euro, ma dallo stato italiano, per lo più prima o a prescindere dall’euro. Quando avevamo la lira stavamo esattamente sulla stessa strada. Lo spreco, il clientelismo, la corruzione, l’invadenza dello stato e della politica, il continuo ricorso al debito, il dirigismo, etc.. tutte cose che proliferavano ben prima dell’euro. Più che un problema di moneta è un problema di paradigma e se si uscisse dall’euro lo si farebbe solo per potersi abbandonare a nuovi eccessi di spesa e debito. In questo senso l’euro come camicia di forza o come impedimento al peggio ha, nella situazione presente, un suo senso. Anche se in assoluto si contesta l’imposizione della moneta (dunque anche di una moneta nazionale come la lira) e si vorrebbe ci pensasse il mercato.

    • hilda
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      ossignur…ma lei conosce i dati? sa quanti soldi vanno spesi per salvare la spagna (o meglio alcune sue banche) oggi? Soldi suoi e miei sa. La libera circolazione di capitali…che ha causato la crisi facendo indebitare le banche tedesche con il sud d’europa, ecco l’euro è servito solo a questo…a far circolare piu soldi per il libero mercato. Un giorno non lontano dovrete correre piu veloce del vento…

    • hilda
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      comunque ci sono cose da fare necessarie ma non sufficienti…uscire dall’euro è una di queste. Non la facciamo perchè non è sufficiente?

  • Pedante
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    @ hilda:
    Sono d’accordo sull’uscita dall’euro, inevitabile prima o poi. Non che la cartamoneta sia di per se desiderabile, ma se ci deve essere, che ci sia più concorrenza possibile tra cartamonete rivali.

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