In Anti & Politica, Economia

eurodi MAURO GARGAGLIONE

Leggo un titolo “Se vuole salvarsi, la Grecia deve uscire dall’Euro”.  Ma che vuol dire salvarsi? La Grecia è sempre stata un paese povero perché ha avuto un’economia privata minuscola rispetto al settore dominante, cioè l’impiego pubblico parassitario. Quando attraverso l’adozione dell’euro alla Grecia è costato pochissimo indebitarsi, perché un suo BOT era garantito dalla moneta unica con alle spalle economie molto più produttive, il settore pubblico è lievitato in maniera abnorme. Questi delinquenti hanno venduto titoli di debito pubblico a manetta col cui ricavato dare sussidi alle zitelle e assumere a più non posso parassiti nella P.A., in cambio di voti naturalmente.

L’adozione dell’euro è stata ininfluente sulla rachitica economia privata greca che tale è rimasta. Senza euro non sarebbero stati in grado di dare sussidi alle zitelle perché erano troppo poveri. Avrebbero dovuto stampare dracme a tutta birra ma l’inflazione sarebbe partita verso le stelle. Quindi manco il vantaggio di favorire le esportazioni come faceva l’italia con le svalutazioni perchè, ripetiamo, l’economia privata industriale greca era striminzita. Perciò la frase ” si salvano se escono dall’euro” è una grandissima stupidata. Si salvano nel senso che tornano ad essere poveri, come è giusto che sia per un popolo che non produce sufficiente ricchezza per essere ricco.

Una storia simile, ma non uguale, è successa all’italia. Uguale nella dinamica dello stato e della politica, che hanno usato i vantaggi della moneta unica per creare debito con cui comprarsi gli elettori a botte di privilegi e sussidi a lobby di ogni foggia e dimensione, diversa perché il leviatano italico, impossibilitato a stampare lire, ricetta che comunque non serve a niente nel lungo periodo, si sta mangiando un’economia privata che era riuscita a diventare la sesta nel mondo. Se la sta divorando attraverso la repressione fiscale per conservarsi poltrone e privilegi.

L’euro non può durare, ormai lo capiscono tutti coloro che leggono qualcosa di diverso dalla Gazzetta dello Sport, del Sole 24 ore o del Corriere della Sera (beneficiari di sussidi di stato), e quando calerà il sipario sulla moneta unica, la differenza tra Grecia e Italia sarà che loro torneranno poveri come sono sempre stati, noi torneremo poveri dopo aver dimostrato che avevamo le capacità per venirne fuori. Poi stato e parassitismo, hanno avuto il sopravvento. Che peccato. Vie d’uscita? Regioni produttive che si staccano dall’italia e ripartono a ricreare quell’economia vincente che hanno dimostrato di saper realizzare. Ma la repubblica non lo permetterà mai. E non lo vogliono neanche i cittadini del nord.

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  • Albert Nextein
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    Allora come dice Leonardo, hasta la miseria , siempre.
    Io, invece,auguro buon default 2015.

  • Guglielmo Piombini
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    Ottima analisi

  • mattia
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    Esattamente la ‘fine’ che da un po’ prevedo anch’io: al netto di ogni dinamica euro non euro, debito pubblico, lira non lira, QE o non QE, tutta fuffa. La vera e unica verità viene spiegata da questo articolo, e senza nemmeno troppe analisi o giri di parole. Siamo (dico noi cittadini..) tirannizzati da una classe parassitaria che non opera in direzione ‘bene comune’, ma solo ed esclusivamente per perpetuarsi il più possibile, a scapito di tutti gli altri. che pagano.
    In ultima: questo paese (questo grande errore storico) deve SPEZZARSI! Pacificamente? speriamo. Scissione? federazione? autonomie? chi lo sa, e anzi scegliete voi. Ma che sia una divisione netta e di rottura. Fino ad allora, raglia raglia povera itaglia…

  • Rocco
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    i professori Renarth e Rogoff nell’introduzione al libro “8 secoli di follia finanziaria” , a proposito della Grecia, affermano che essa nell’arco di tempo che va dal 1829 ai nostri giorni ha passato metà del tempo in default ….

  • Stefano G.
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    Il post mi ha suggerito di rileggere il grandissimo C. E. Gadda, che si sfoga dopo vent’anni di fascismo (che pure aveva salutato con qualche simpatia, preoccupato per l’occupazione delle fabbriche nel “biennio rosso”) e ho trovato qualche attinenza con la presente, miserevole situazione italica. Anche allora una banda ben organizzata di ladri, presuntuosi e violenti parassiti statalesi depredò un intero Paese e lo portò alla catastrofe per difendere la propria “riserva da cacciare”.

    “Li associati cui per più di un ventennio è venuto fatto di poter taglieggiare a lor posta e coprir d’onta la Italia, e precipitarla finalmente a quella ruina e in quell’abisso ove Dio medesimo ha paura guatare, pervennero a dipingere come attività politica la distruzione e la cancellazione della vita, la obliterazione totale dei segni di vita…Col proibire tutto a tutti, la delinquente brigata ha garentito a sé maggior comodità e sicurezza, dello illecito contro eventuali masnade concorrenti; simile a chi crea una riserva da cacciare e da raccogliere a sua posta, senza tema e senza pericolo, e’ suoi adepti simulare grinta e ringhiare, dormir soavi o sedere al gioco senz’opera quanto gli è piaciuto e paruto; e dar di mazza e di stocco, fucilare, deportare, bavare e gracidare nelle concioni e delirare nelle stampe…”

    C. E. Gadda, Eros e Priapo.

  • louise
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    Leggetevi i libri di alberto bagnai…o il volantino di claudio borghi…

    Comunque aveva ragione il bagnai…lo state copiando…ora…è facile dire oggi che bisogna uscire dall’euro…

    Alla buon ora…ci sei arrivato Facco eh…

  • Giorgio fidenato
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    Poi Mauro non é un precursore dell’uscita dall’euro per entrare nella liretta. Oltre ad essere ignorante non capisce nemmeno quello che legge. Mi astengo, come Leo, dal commentare la caratura intellettuale dei personaggi citati per manifesta pochezza, per non dire altro

    • hilda
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      Peccato che Bagnai non dica (come lui stesso ammette) quasi nulla di suo…ci sono un po’ piu di due persone che dicono le stesse cose…ma voi piu che ogmstatobrutto non leggete.

      Non si capisce quindi…lei Fidenato dice che non è a favore dell’euro ma sempre meglio l’euro delle monete nazionali…ma si rende conto dei suoi controsensi??? L’alternativa all’euro sono le monete nazionali. Se vuole la chiamiamo “Giorgio” invece di “Lira”…mi faccia capire è il nome che non le piace? Perchè se non vuole tornare alle monete nazionali sa vuol dire una cosa sola: VOGLIO TENERMI L’EURONE.

  • Pedante
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    L’uscita dall’euro è un passo necessario ma non sufficiente verso una moneta sana.

    • Giorgio fidenato
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      Meglio l’euro che lira, comunque!!!

      • Pedante
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        Qualsiasi socializzazione comporta vincitori nonché vinti, il che non la rende giusta né giustificabile.

      • hilda
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        Ancora?!?! Ma volete uscire dall’euro o no?? Mettetevi daccordo lei e facco. Prima Facco si vanta di essere il precursore dei “noeuro” e poi lei dice che è meglio l’euro della lira???

        Fate proprio sorridere.

  • spago
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    Se l’alternativa è fra l’euro e lo svacco totale meglio l’euro!

    • Pedante
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      L’alternativa invece è tra diversi disastri nazionali (con diversi approcci e gradi di rigore nell’affrontare il collasso) o un megadisastro con un solo rimedio paneuropeo.

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