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castagneDI REDAZIONE

Che la raccolta delle castagne si a stata a dir poco disastrosa è storia nota. Anzi, una vera e propria calamità: parola non casuale, visto che la Regione ha chiesto al ministero dell’agricoltura la dichiarazione – appunto – dello stato di calamità per tutti i comuni della Valle del Serchio.

Un riconoscimento che, se se accordato, si porterà dietro alcuni effetti concreti nei confronti degli agricoltori in ginocchio, come prestiti agevolati e blocco del pagamento di oneri previdenziali e assistenziali.

La scelta della giunta regionale e, in particolare, dell’assessore Gianni Salvadori, arriva dopo un anno drammatico. Già da tempo – si ricorda nel documento di richiesta inoltrato al ministero – «la produzione di marroni e castagne è compromessa a causa del perdurante attacco dell’insetto parassita “Cinipide del castagno”». A questa situazione di “indebolimento” delle piante si è aggiunta la “stranezza” del meteo degli ultimi mesi: «Il periodo estivo 2014 è stato eccezionalmente piovoso e fresco e il successivo periodo autunnale con temperature nettamente più elevate del normale e piogge nella norma o abbondanti, venendosi così a creare le condizioni ottimali per vari agenti patogeni, tra cui il più dannoso per la sanità della produzione è stato il marciume dei marroni e della castagna”. Una patologia che, di fatto, attaccando dall’interno il frutto «lo rende inutilizzabile per il consumo fresco, per la conservazione e per qualsiasi altro utilizzo come la produzione di farine».

Alla regione sono arrivate le relazioni stilate dalle provincie per capire i danni causati dal combinato disposto di cinipide e marciume: secondo questo report, il calo accertato nella produzione di marroni e castagne è stato del 64% (pari a 1.368.000 euro di danno) nei comuni di Bagni di Lucca, Barga, Borgo a Mozzano, Camporgiano, Careggine, Castelnuovo, Castiglione, Coreglia, Fabbriche di Vergemoli, Fosciandora, Gallicano, Giuncugnano, Minucciano, Molazzana, Pescaglia, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, San Romano, Sillano, Vagli, Villa Collemandina (ai quali si aggiungono i versiliesi Camaiore e Stazzema).

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In Toscana l’altra provincia interessata, con un calo del 90%, è quella di Firenze, colpita soprattutto in Mugello.

Il riconoscimento, da parte del ministero, dello stato di calamità potrebbe portare a un’azione più incisiva del ministero, compresi l’esonero dal pagamento degli oneri previdenziali e assistenziali, l’agevolazione al credito (anche attraverso la Cassa depositi e prestiti) e l’aumento della dotazione finanziaria del fondo di solidarietà nazionale. (da Il Tirreno)

Solo un commento: Italia, un paese senza futuro!

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