In Anti & Politica, Economia

15151547DI MATTEO CORSINI

“Local tax, innanzitutto cerchiamo di introdurla, poi vedremo di fissarla perché sia conveniente per tutti”. (P. C. Padoan)

Sabato scorso, oltre ad aver ripetuto per l’ennesima volta che lo spread continua a calare per merito delle riforme del governo in carica (omettendo di dire che il grosso del movimento è in realtà dovuto alla politica monetaria sempre più espansiva della Bce), Pier Carlo Padoan ha anche risposto con le parole che ho riportato a chi gli chiedeva lumi sulla cosiddetta local tax.

Secondo la Cgia il conto per i pagatori di tasse arriverebbe a 26 miliardi, cifra ottenuta sommando gli importi di Imu e Tasi (21,1 miliardi), addizionale comunale Irpef (4,1 miliardi), imposta sulla pubblicità (426 milioni), tassa sull’occupazione degli spazi ed aree pubbliche (218 milioni), imposta di soggiorno (105 milioni) e imposta di scopo (14 milioni).

La mia (sgradevole) sensazione è che la cosa non sarà affatto conveniente per chi paga. In ogni caso è certamente impossibile che una tassa sia “conveniente per tutti”. Gli interessi di chi è costretto a pagarla e di chi incassa il gettito sono infatti in sostanziale conflitto, per cui la convenienza per chi paga si ha minimizzando la tassa, mentre la convenienza per chi incassa si ha massimizzandola.

Dicono che Padoan sia un economista. Non c’è da stupirsi se la categoria non gode di grande fiducia.

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Mostrati 3 commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Padoan ha sbagliato mestiere.
    Poteva brillantemente vendere uova ai mercati rionali.

  • leonardofaccoeditore
    Rispondi

    Bravo Alberto, sono solo maledetti parassiti, interssati a distruggere i risparmi e i capitali altrui

  • claudio
    Rispondi

    occorre un condono fiscale al 30%

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