In Anti & Politica, Economia

leo-cofferatiDI MAURO GARGAGLIONE

Esiste un solo tipo di Capitalismo autentico, quello di libero mercato, dove il consumatore può decidere liberamente a chi dare i propri quattrini per ottenere un bene o un servizio.

Il libero mercato è il processo degli scambi economici in cui non è consentito a nessun’azienda di rimanere unico fornitore in forza di barriere alla competizione stabilite da leggi dello Stato. E’ perfettamente concepibile che le barriere all’ingresso siano molto elevate per la natura intrinseca dell’attività che implica, ad esempio, investimenti molto onerosi e/o capacità molto avanzate, mai in forza di coercizione di leggi dello Stato, difese da individui armati con licenza di esercitare la violenza per difenderle.

Purtroppo si vuole definire Capitalismo una forma di coercizione economica chiamata “Capitalismo di relazione” o Capitalismo di Stato, proprio per distinguerla dal Capitalismo autentico che Mises descrisse così:

«Il capitalismo od economia di mercato è quel sistema di cooperazione sociale e di divisione del lavoro che è basato sulla proprietà privata dei mezzi di produzione. … La libera impresa costituisce la caratteristica tipica del capitalismo. Lo scopo di ogni imprenditore – sia industriale che agricolo – è realizzare profitti».

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Il Capitalismo è quindi un sistema sviluppato dall’umanità avanzata massimamente positivo, perchè implica la libertà degli individui che è l’altra faccia della medaglia dei profitti che gli imprenditori ricercano. I profitti imprenditoriali generati da scelte libere dei consumatori sono la misura del progresso e della libertà delle persone.

Definire Capitalismo il sistema industriale ed economico sviluppatosi all’ombra dei privilegi concessi dallo Stato e dalle sue leggi è un grave errore, così come era profondamente errato definire libere repubbliche democratiche la Cina comunista dei tempi di Mao o la Kampuchea democratica di Pol Pot. E’ ironico constatare che si definisce la Cina un paese coercitivo e illiberale ora che ha timidamente cominciato ad aprire al Capitalismo, assai lontano certamente dalla definizione di Mises, ma sempre più distante dalle fantastiche libertà individuali che si respiravano sotto Mao.

Solo gli avversari del Capitalismo autentico, e in definitiva della libertà individuale, si ostinano a denunciare gli effetti della commistione dell’economia con lo Stato, additandoli come danni del Capitalismo degenerato. Sono i più pericolosi portatori del virus socialista contro il libero mercato e spiace constatare che quest’epidemia attecchisce moltissimo anche in coloro che si definiscono giudiziosi liberali, i quali sostengono che un’eccesso di libertà è dannoso. Essi confondono le regole contrattuali, sacrosante, e interventismo statale in economia da sempre preludio a interventismo sempre crescente.

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Mostrati 8 commenti
  • Marco Tizzi
    Rispondi

    “Esiste un solo tipo di Capitalismo autentico, quello di libero mercato, dove il consumatore può decidere liberamente a chi dare i propri quattrini per ottenere un bene o un servizio.”

    E’ incredibile come una frase così semplice, vien quasi da dire così ovvia, sia totalmente incomprensibile per il 99,99% della popolazione mondiale.
    Questo per me è davvero un mistero.

    • nlibertario
      Rispondi

      Anni e anni di scuola pubblica e intellettualismo a la carte hanno fatto il resto. D’altro canto, uno studente universitario magari non studia Heidegger o Marx nei programmi, ma sicuramente sanno chi sono. Ma se gli chiedi chi erano Rothbard o Rand la maggior parte dirà di non averli manco sentiti nominare.

  • gastone
    Rispondi

    il mio angolo visuale è morale dove la scienza fà fatica a vestire panni meno vistosi di quelli delle cose esatte. un ambito scivoloso per definizione quello del comportamento sociale, dove la classificazione, la campionatura e i dati funzionano poco per cavarne aggregati utili a disegnare macromodelli.
    sono realmente tutti rapiti e distratti da tanta propaganda da non capire i meccanismi elementari del libero scambio, sulla cui base si è sviluppato il capitalismo, venuto alla luce già deforme per le cure dell’interventismo e big business, o sono piuttosto tutti guadagnati a un sistema retributivo forfettario che promette a tutti almeno un giro gratis nell’arco della propria vita?
    si può realmente ed onestamente credere che tutti gli inganni le malefatte le distorsioni le tribolazioni il degrado le inefficienze le ignoranze le ingiustizie le frodi, in una parola l’aberrazione elevata a norma, che un sistema socialista impone, siano veramente imposte da una classe dominante sparuta e spesso litigiosa sopra una moltitudine così grande ed eterogenea, se questa non fosse consensiente, di più, fermamente convinta??

    se volessimo attaccarci una parafrasi della massima del vecchio lincoln, suonerebbe cosi’:
    potete lasciare tutti nell’ignoranza per qualche tempo e qualcuno per sempre ma non potete lasciarli nell’ignoranza tutti per sempre.

    le persone sono più intelligenti e opportuniste di quanto lascino intendere..

  • nlibertario
    Rispondi

    La cosa più grottesca è che i sedicenti “anticapitalisti” sono sempre stati i primi a dire che la forma di capitalismo di libero mercato non esiste. Eppure nelle loro ossessioni c’è sempre questo “inesistente” libero mercato. Sindrome da caccia alle streghe o cialtronaggine?

  • Alessandro COLLA
    Rispondi

    Non credo che la semplicità del concetto capitalistico sia incomprensibile con punte così elevate, del tipo il citato 99%. Non credo neanche che sia così alta la percentuale degli opportunisti. Credo che le persone di buon senso non trovino rappresentanza ufficiale e che non ci sia la volontà da parte di chi potrebbe e dovrebbe, di finanziare una vasta operazione di diffusione dei concetti basati sulla logica e sull’epistemologia. Contro la scuola statale ovviamente. Il problema non è quello di non conoscere solo Rothbard e Ayn Rand. Gli studenti e i laureati non conoscono neanche Spencer, Hume e Popper. I soli liberoscambisti che hanno sentito nominare sono Kant e forse Locke. Poi il buio totale grazie a chi ha spacciato per filosofi Marcuse e Althusser. Credo anche che la sindrome da caccia alle streghe non sia alternativa alla cialtronaggine ma una sua fatale conseguenza.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Quando tutti gli imprenditori sono costretti a tirare la carretta con un socio pubblico che ti chiede, senza apportare alcun che, oltre il 60% degli utili , non si parla di capitalismo.
    A prescindere di cosa uno capisca.
    E’ socialismo reale.

    • nlibertario
      Rispondi

      Eh, ma noi viviamo in un regime che ci obbliga a tenere l’I-phone in tasca. Che cosa scandalosa! Invece dei regimi che toglievano dalle tasche qualunque cosa avessi che dovremmo dire?

      • Fabio
        Rispondi

        Secondo me è uno strumento utile al potere, per questo non lo hanno ancora dichiarato fuori legge.

        Stà sostituendo la tessera del pane di fascista memoria, una moderna tessera digitale: niente più contante, saremo tutti costretti ad usarne uno per ogni pagamento ed incasso, tracciabile e rintracciabile.

        Col localizzatore gps, così si saprà dove vai e che abitudini hai, moderna evoluzione del telepass e bancomat.

        Con tutti i social network immaginabili, così da avere un profilo di ognuno e cancellare ogni residuo di privacy.

        ed ogni altra diavoleria vi venga in mente, aspettando che si arrivi ad un telefonino grande quanto un bottone da impiantare, con la scusa di proteggervi, direttamente nel corpo umano…. tanto chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere, no?

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