In Economia, Esteri

43gdi DAVID J. HEBERT*

Apple, Google e diverse altre grandi aziende sono recentemente finite nel mirino per non aver pagato la loro quota di tasse. Il loro agire, tuttavia, non ha infranto nessuna legge e in alcun modo hanno tratto beneficio a scapito dei consumatori e degli altri produttori.

Recentemente il Ceo di Apple, Tim Cook, ha testimoniato davanti al Congresso per il comportamento fiscale della sua azienda. Secondo il Congresso, Apple è colpevole di aver evitato di pagare le tasse spostando la sua proprietà intellettuale ed altre operazioni in vari Paesi del mondo.

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Mentre il Congresso ha riconosciuto che nulla di ciò che Apple o Google stanno facendo è esplicitamente illegale, questi tipi di udienze mandano un messaggio chiaro: questo comportamento è sbagliato….

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Commenti
  • gastone
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    detto così sembra che quantunque ai margini di un regolamento possano esserci dei dubbi sulla legalità di un comportamento, restano fermi i criteri di giudizio che individuano in quei comportamenti, connotati perfettamente in linea con la legge sebbene non con i suoi intenti.
    atteso che alcuni campioni del nuovo big business vengono spesso citati per la loro enorme capacità di produrre profitti perchè in grado di muoversi agilmente in un ambito fiscalmente melmoso, evitando tassazioni pesanti, nel tentativo di associare i risultati da loro ottenuti come una prova evidente di una maggiore efficienza delle condizioni liberali godute, bisognerebbe puntualizzare che purtroppo non tutti i piccoli imprenditori possono godere degli stessi benefici, perchè la ricerca di condizioni più liberali che sono ai margini di una regolamentazione fiscale naturalmente lacunosa o insufficiente sono “costosissime”da ricercare.

    se in linea di principio il comportamento di questi colossi è perfettamente naturale ed in sintonia con i criteri liberali che assegnano a un maggiore libertà fiscale, una maggiore capacità di produrre e distribuire ricchezza, in pratica costoro lo fanno a spese dei milioni di piccole imprese le quali non hanno i mezzi per esplorare le zone d’ombra fiscali, dando da mangiare a sazietà a una macchina di esazione le cui lacune esattive sembrano essere in questa maniera appagate.

    la libertà (economica) e la liberalità conseguente non sono beni economici da acquistare
    ma condizioni fondamentali da conquistare.

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