In Anti & Politica, Esteri

9di GEORGE C. LEEF*

E’ sempre stato difficile definire a cosa si riferisca il ‘conservatorismo’ con gente come Barry Goldwater, Jerry Falwell, e i due George Bush, aventi opinioni molto divergenti tra loro nel descrivere quel termine.

L’aggiunta, relativamente recente, al lessico politico di ‘neoconservatorismo’ complica ulteriormente le cose. Che cosa credono i “neocon”? Da dove vengono le loro idee? Se hanno il potere politico che cosa possiamo aspettarci?.

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Per trovare le risposte a queste domande, vi raccomando vivamente Neoconservatism: An Obituary for an Idea

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Mostrati 17 commenti
  • Matteo
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    Articolo puntuale e utilissimo, ma discutibile la decisione di usare il sito del MovLib come “mirror” per Miglioverde.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Perché discutibile? Grazie del tuo parere
      Leonardo

  • Pedante
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  • Pedante
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    La mia prima citazione ne è la traduzione italiana.

  • Pedante
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    Strauss aveva i suoi motivi personali per promuovere l’ossimoronica nazione ideologica.

  • Pedante
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    Bloccato dal moderatore?

    • Pedante
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      The Anti-Gnostic ha dei buoni articoli e commenti su LewRockwell.com.

  • Pedante
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    …in particolare “Our chilling future” e “Our actual future”. Purtroppo non posso includere il link.

  • Pedante
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    “…whether anyone hears us or not, heeds us or not, joins us or not, we hold it an honorable mission to stand and witness as darkness falls. It’s an act of loyalty to the good that our civilization once represented.”

    “Che qualcuno ci senta o meno, che ci dia retta o meno, che si unisca a noi o meno, noi la riteniamo una missione onorevole restare e assistere al calare del buio È un atto di lealtà al bene che la nostra civiltà rappresentava una volta.

    http://www.thornwalker.com/ditch/whowe.htm

  • Alessandro COLLA
    Rispondi

    Il problema dell’abolizione delle leggi che vietano l’uso di sostanze stupefacenti, non è per il libertario una difesa etica dell’autolesionismo ma il rispetto del diritto di gestire come pare e piace il proprio corpo. Senza contare, poi, i costi economici del proibizionismo. Anch’io ho uno stile di vita che il linguaggio superficiale dei nostri tempi definirebbe impropriamente “conservatore”, dal momento che non consumo nicotina, caffeina o superalcoolici e la mia massima trasgressione è il Valpolicella (senza peraltro eccedere) ma non mi sogno di pensare che gli altri dovrebbero essere obbligati per legge a seguire le mie usanze. Le proposte di riduzioni di pena per alcuni reati, in genere, non sono finalizzate a dare alle minoranze maggiori possibilità di trasgredire ma ad evitare di avere nuovi insegnamenti negativi nella scuola – carcere. Certo, non sempre è possibile applicare queste riduzioni; sia perché a volte sono comprensibilmente ripugnanti, sia perché il problema della deterrenza a volte si pone oggettivamente. Ma evitare di creare criminalità, come avviene con la legislazione proibizionista, non sarebbe male. Quanto ai “destri” che non capirebbero di economia, non sono veri “destri”. Sempre che per destra si intenda il liberalismo, non il corporativismo e il nazionalismo che sono solo l’ala destra del socialismo. La vera economia o è liberale o non è economia autentica. Keynes, Marx, Lassalle, Krugman e quant’altro non sono neanche simulacri dell’economia ma la sua malcelata negazione.

    • Pedante
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      I neoconservatori sono progressisti, ex trotskisti, nulla a che vedere con i conservatori tradizionali. Hanno forgiato un’alleanza con la destra cristiana (da loro odiata) solo per motivi strategici, ovvero il bene di Israele.

  • Pedante
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    Gli ex trotskisti oabbandonarono la sinistra quando certe sue fazioni cominciarono a opporsi alle politiche di Israele e parteggiare per l’OLP.

  • Alessandro COLLA
    Rispondi

    Sempre meglio di quelli che rimangono a sinistra (suicidandosi), quando questa continua a parteggiare per l’OLP. Se non per Hamas. Troppi ebrei, durante il fascismo, sostenevano il regime. Nel 1938 furono traditi ma i membri più lungimiranti delle comunità ebraiche più lungimiranti se lo aspettavano. Del resto, dal fellone di Predappio che ci si poteva attendere? Nel 1935 partecipa al vertice con Francia e Gran Bretagna per limitare il riarmo della Germania hitleriana. Tre anni dopo firma il patto d’acciaio con i tedeschi. Traditore per vocazione. E’ vero, Francia e Inghilterra avevano prodotto le sanzioni all’Italia ma a parte il fatto che per questo non mi vado a cercare un alleato peggiore, le sanzioni il regime se le era cercate con le stupide, aggressive e inutili avventure coloniali. Forse il medico di Villa Torlonia aveva presrcitto all’inqulino della villa in questione una dose di colonialismo per perdere peso? Il risultato fu che il cialtrone non perse peso ma la guerra.

    • Pedante
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      Il punto non è quello di parteggiare per Israele o l’OLP ma di seguire una politica estera non interventista, orientamento assolutamente inaccettabile per i neoconservatori.

  • Alessandro COLLA
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    Si può seguire una politica non interventista, anzi sarebbe meglio che Italia e Stati Uniti se ne andassero subito dal Libano e non solo per questioni di risparmio. Ma per quanti errori Israele possa aver compiuto non me la sento di dire che sia l’aggressore in luogo dell’aggredito.

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