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OLTRE-LA-DEMOCRAZIADI MAURO GARGAGLIONE

Sono assai diffusi i casi in cui un governante registra il 40% di gradimento dopo essere stato eletto a seguito di una consultazione in cui hanno votato il 35% degli aventi diritto.

Mi pare sia il caso del sindaco di Bologna, ma se andiamo a spulciare ne troveremo molti altri esempi. Quindi stiamo parlando del 40% del 35% degli elettori. Amici, parenti e qualche vicino di casa.

L’obiezione tipica dell’invasato di Stato e democrazia è che questa situazione è la prova provata che chi non va a votare si fa male da solo, quindi chi è causa del suo mal pianga sè stesso.

Bah, io non la faccio così profonda, se c’è una comunità che si sente vessata e mal governata da un incapace che comanda solo in virtù di un sistema che prevede un pugno di croci su una scheda, apposte da qualche idiota in cabina elettorale, le conclusioni che ne traggo sono due.

La prima, quel sistema è indifendibile, e la seconda che il popolo non piange sè stesso in quanto esso stesso causa del suo male, bensì perché Don Abbondio rules!

Le dittature si reggono sulla gente per bene, dice Giovanni Birindelli, e sulla loro pusillanimità mi permetto di aggiungere.

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  • Alessandro COLLA
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    Bisognerebbe capire quale autorevole fonte registri questi cosiddetti indici di gradimento. Quanto alla percentuale di votanti, negli scorsi decenni eravamo il popolo che votava di più. Si raggiungevano cifre di partecipazione superiori al novantasette per cento. Visti i risultati economici e giuridici, forse ci siamo fatti male da soli andando a votare. Una buona parte del popolo si è resa conto dell’inutilità del voto. Purtroppo è inutile anche il non voto ma tra due inutilità è logico preferire quella che non impegna in uscite inutili dalla propria abitazione, in file da rispettare ai seggi, in tempo comunque perso e in disgusto per l’operazione compiuta. Diritto al voto e parziale libertà di parola ce li lasciano perché non contano nulla. Il giorno che dovessero contare qualcosa si impegneranno per abolirli e hanno notevoli possibilità di riuscirci.

    • Fabio
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      la costituzione_italiana_santa_subito prevede il DIVIETO del vincolo di mandato, quindi possono fare legalmente … ma che dico, COSTITUZIONALMENTE quel diavolo che vogliono dopo le elezioni.

      Gli è fatto divieto anche solo di pensare d’essere obbligati a far fede alle precedenti promesse.

      la gente è un po’ fregnona ma alla lunga comincia a rendersi conto d’essere stata presa in giro e benissimo non ci resta. E’ comprensibile che lascia perdere la fanzottiana farsa delle elezioni, salvo sia allettata con la promessa di un posto o appalto, forse, vediamo, chissà…

  • Albert Nextein
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    Politica da angiporti, e voto da tifo calcistico.
    Il libro Oltre la democrazia , riportato nell’immagine, è bellissimo, istruttivo.
    E’ quello che il corpo elettorale non sa e non capisce.

  • Ari
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    Anni fa si votava in massa perchè da una parte i Rossi erano un esercito disciplinato e compatto mentre gli antirossi votavano per impedire il famigerato “sorpasso”.
    La DC ha campato decenni su questa paura, ergendosi a baluardo contro il comunismo.
    Poi i Rossi sono andati anche ufficialmente al Governo (anche se di fatto governano da sempre) e molti hanno capito che la DC faceva finta di contrastarli ma in realtà si metteva daccordo su tutto.
    Finita la DC, è venuto Berlusconi che si è beccato tutti i voti degli ex votanti DC più i socialisti massacrati dai comunisti. Berlusconi pur non consociandosi non ha fatto quasi nulla di quello che aveva promesso. Quindi oggi per i doppi orfani DC/Berlusconi non resta che l’astensione. AMEN.

  • Alessandro COLLA
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    Berlusconi in realtà si è consociato. Mettere insieme liberali (o presunti tali) con socialisti, confessionalisti e corporativisti è già un atto di consociazione. Mettere insieme unitaristi e secessionisti, ancora peggio. Per questo non ha realizzato quasi nulla di quello che aveva promesso. Con certi alleati, pur inseriti in un unico contenitore (peraltro non sempre unico), è impossibile una rivoluzione liberale. Se fosse stato il patriota che afferma di essere, sarebbe stato all’opposizione lungamente ma ha preferito il governo e il salvataggio delle sue aziende. L’alternativa all’astensione è l’evidente idiozia delle cinque stalle, pardon stelle, o la velleitaria demagogia della Lega. Quindi tanto vale continuare ad astenersi e a propagandare l’astensione.

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