In Anti & Politica, Economia

sovranitàdella leggeDI GIOVANNI BIRINDELLI

Devo ancora capire chi mi fa più ribrezzo:

1) coloro che hanno notificato una multa di 19.500 euro (ma anche se fosse stata di un euro sarebbe stato uguale) al signor Battaglino per aver invitato i suoi amici a fare vendemmia con lui;

2) i politici che hanno votato le “leggi” fiat che hanno reso questo crimine legale;

3) i padri costituenti che, adottando il positivismo giuridico, hanno fatto in modo che una maggioranza rappresentativa potesse rendere legale questo crimine;

4) chi, andando a votare, ha legittimato quei politici e quella costituzione;

5) il giornalista che da un lato afferma che “È ovvio che la lotta al lavoro nero è una causa nobilissima e irrinunciabile” e, dall’altra, che “tutto questo precisato, vien da chiedersi se i controllori abbiano sempre ben presente, oltre che la legge dello Stato, anche quella del buon senso”

Difficile scegliere.

Sul piano logico, i padri costituenti e chi legittima la “democrazia” totalitaria col voto. Sul piano umano, il giornalista: la mezza tacca che riconosce il male ma non ha il coraggio di schierarsi almeno intellettualmente contro di esso. Così dà un calcio al cerchio e uno alla botte: si prostra ai piedi del padrone, lo stato; esaurisce la sua saliva; e poi si lava la coscienza con un timido richiamo al buonsenso, sentendo magari di aver dato in questo modo un coraggioso contributo alla libertà individuale.

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  • Alessandro Colla
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    Ma dove è successo?

  • Alessandro Colla
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    Trovato, in Piemonte. Se dicessi “siamo alla follia” sarei eufemistico. Per vendemmiare “legalmente” bisogna essere “parenti del proprietario non oltre il quarto grado”, stando a quanto leggo su un sito. Se è vero, il legislatore italiano vieta la solidarietà che tanto dice di auspicare per costringerci a pagare le imposte senza fiatare. Se aiuto un mio amico indigente a reimbiancare il muro del luogo dove abita, compio un’infrazione. Se do una mano a suo figlio a studiare, idem. Se vado a trovare persone non parenti in ospedale? Sarà esercizio abusivo della professione psicologica?

  • g.vigni
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    Io aggiungerei il punto 6) la vittima è complice del carnefice .

    Perchè ci siamo ridotti a permettere questo ?

    Dice un saggio adagio abruzzese ” chi pecura se fa, lu lupo se lu magna “.

    Ya basta !

  • Alessandro Colla
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    Se il terreno era recintato, le “autorità” hanno commesso un abuso. In questo caso il proprietario dovrebbe avere il coraggio di denunciare l’abuso.

  • Mister Libertarian
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    In casi come questi bisogna prendere il coraggio e passare alle maniere forti contro gli aguzzini statali. Bisogna fargli molto male fisicamente.

    Nel peggiore dei casi ti farai qualche mesetto o anno di galera, ma la maggioranza delle persone ti giudicherà un eroe.

  • Antonino Trunfio
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    Bertold Brecht diceva : quando l’ingiustizia si fa legge, la resistenza diventa dovere

  • Alessandro Colla
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    Oltre che il carcere, in caso di reazione, si rischia anche il sequestro della vigna. E magari la morte di crepacuore. In questo caso, cosa se ne farebbe il proprietario della presunta considerazione positiva della gente? Come potrebbe coltivare la sua uva dal carcere? Se dovesse morire non ci sarebbe per lui un’altra dimensione dove poter osservare la sua martirizzazione o il peraltro assai improbabile rimorso di qualche burocrate. Sono dubbioso anche sul fatto che sarebbe la maggioranza a considerarlo un eroe. Se così fosse, questa maggioranza sarebbe passata in qualche modo all’azione, magari in forma sbagliata e controproducente ma comunque visibile. E se anche in cuor proprio questa presunta maggioranza considerasse un eroe il nostro viticultore ma non passasse all’azione per timore di ripercussioni, non ci sarebbe comunque consolazione alcuna nel proprio atto di eroismo. Bella la frase di Brecht. Eccellente drammaturgo il nostro, dotato di buon intuito letterario e di ottimo senso drammaturgico. Un po’ dimenticato anche dalla parte ideologica a lui più avvezza, pur essendoci in questi giorni un allestimento di Mahagonny a Roma; ultimamente credo di averlo messo in scena più io, semplice saltimbanco, che i suoi estimatori ufficiali. Peccato si contraddicesse apertamente aderendo al marxismo, la quintessenza dell’ingiustizia che si fa legge.

  • Albert Nextein
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    Nessuna differenza.
    Sono tutti figli di puttana col cranio pieno di merda e segatura.

  • Giulio
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    Da quando è morta quella donna che lavorava nei campi, è scattata la caccia alle streghe. Adesso nella mia zona stanno facendo controlli sulla via dell’entusiasmo per quel fatto di cronaca. Un mio conoscente l’hanno beccato con il figlio, che durante l’anno studia all’estero, aiutare il padre e altri operai in regola. Risultato ? Multa !
    Io in questi giorni sto tagliando nei miei oliveti, insieme ad altri due, l’olivastro che cresce dal portainnesto degli ulivi, ho chiuso il cancello con il lucchetto perché quei parassiti hanno l’usanza di entrare a casa d’altri senza chiedere il permesso. Potrei fare decine di esempi. Siamo tutti fuorilegge e multabili, ed ogni anno è sempre peggio.

    • eridanio
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      attenzione.
      per questo tipo di accertamenti possono scavalcare ed entrare lo stesso. Sono in quel delirante istante ufficiali di polizia giudiziaria con diritto divino di accertare quel che a loro sembra assomigli a occupazione remunerabile e contributivamente rilevante.

      pure chiamare i carabinieri non serve.

  • Alessandro Colla
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    Possibile che possano scavalcare senza un mandato dell’autorità giudiziaria? In base a quale normativa? Come fanno a qualificarsi se non ci sono campanello e citofono? Secondo me c’è un abuso palese, un’illegittima violazione de proprietà. Illegittima anche dal punto di vista delle attuali norme. Nel contenuto, poi, mi piacerebbe sapere se quando accompagno gratuitamente una persona con la mia autovettura sono io il tassista abusivo o è la persona accompagnata che mi sfrutta. Se aiuto un anziano a portare buste pesanti, l’anziano (magari pensionato al minimo) va multato perché non mi paga? Non serve richiamare i funzionari al buon senso. Se la legge glielo consente, loro del buon senso se ne infischiano. E in un certo senso non hanno nemmeno tutti i torti, anche se dovrebbero sapere che la gente non se la prende solo con chi legifera sulla pena di morte ma pure con chi condanna e con chi esecita la professione del boia.

    • eridanio
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      Si possono! Se li fermi, come ha tentato fisicamente una mia dipendente, ti possono denunciare.
      Non erano nemmeno del nucleo carabinieri abitualmente e storicamente aggregato all’Ispettorato del lavoro, erano funzionari dell’agenzia delle cazzate con mandato di polizia giudiziaria per l’accertamento di fenomeni di lavoro nero.
      Di nero han rischiato un occhio perché la fisicità e la lealtà, verso l’impresa della dipendente per poco non è degenerata data la assoluta mancanza di riconoscibilità rispetto ad un malintenzionato o ad un millantatore qualsiasi.
      Sono stra-autorizzati a colpire di sorpresa prima che i lavoratori irregolari si diano alla macchia.
      Le vie di fatto sono autorizzate per fini di gettito.
      Da me non hanno e non potevano trovare nulla, ma da altri che conosco o sui cantieri edili (quelli che son rimasti) usano ogni tecnica che per sopravvento permetta di scovare imponibili.
      Con buona pace dello stupore di chiunque per la violenza contro la proprietà privata.
      Ricordo che la proprietà privata non è tale inquestionabilmente, ma viviamo in un luogo dove la proprietà privata si esercita nei limiti di quanto la legge dispone e regola. La tutela dell’interesse “pubblico” sovrasta l’esercizio dei diritti privati.
      Se domani servisse ammazzarti per salvare un mille di vite stai pur sicuro che un incidente qualcuno procurerà di organizzartelo legalmente.
      FIGADIBUDDA!!! (rantolo liberatorio)

  • charlybrown
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    In Italia la proprietà privata può essere violata persino dai cacciatori (art 842 CC).
    Figuriamoci dai finanzieri.

  • Alessandro Colla
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    Scusate se torno sull’argomento, forse un po’ fuori data. Ma leggo che il sindaco di Cerveteri paga in natura chi si occupa della manutenzione degli ulivi comunali. Niente assunzioni, contributi e denari ma una sorta di mezzadria: chi lavora viene retribuito con le olive. Qualcuno chiuderà il comune di Cerveteri e multerà il sindaco? La fonte è “Il Giornale della Provincia” di sabato tre ottobre scorso, a pagina sette.

  • Io me,
    Rispondi

    Hanno fatto bene. L’Italia è piena di gente che si fà dare una mano dagli “amici” nel campo, o nella bottega. E paga in nero.
    Si può essere contro le tasse, ma si deve essere anche contro i furbi.

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