In Anti & Politica, Economia

lavorodi FABIO CINTOLESI

La Regione Toscana ha avviato dall’anno scorso un progetto di avviamento al lavoro, denominato “Garanzia Giovani”. In pratica, un giovane in cerca di lavoro, dopo aver fissato un appuntamento con il locale ufficio per l’impiego, presenterà un curriculum e sosterrà un colloquio con un incaricato. In base a questo colloquio, il giovane otterrà una valutazione da 1 a 5, laddove 1 è bassa qualifica e poca esperienza e 5 ottima qualifica ed esperienze lavorative significative.

Assumendo questa persona, l’azienda riceverà un contributo variabile. Con una valutazione 1, poco, con una valutazione 5, più consistente.
Tutti plaudono a questa ennesima genialata dei nostri governanti. Per quanto mi riguarda, questo è l’ennesimo colpo fatale alla meritocrazia in questo paese.

Si da’ un ruolo e grande importanza a enti inutili come i centri per l’impiego. Rappresentano un costo non indifferente per la collettività e solo una parte trascurabile dei contratti di lavoro. Fossero chiusi e i soldi risparmiati usati per abbassare le tasse sul lavoro, l’occupazione ne avrebbe un beneficio assai maggiore. Ma si sa, questi enti vengono creati per permettere ai politici di assumere un po’ di gente, magari tra amici degli amici.

Si distrugge il merito. Un giovane cerca lavoro, un funzionario pubblico, che nulla sa di quel giovane e men che meno del lavoro che potrebbe svolgere (e talvolta poco sa del lavoro tout court) da’ un giudizio che condizionerà la vita lavorativa di questa persona. Perché chi lo dovrà assumere metterà in conto i soldi che riceverà dalla Regione, che come detto variano in base alla valutazione del giovane.

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Si distrugge la responsabilità. Se un imprenditore sbaglia ad assumere una persona, prendendo un vagabondo o un incapace, quell’azienda ne pagherà le conseguenze. Il funzionario del centro per l’impiego, non avrà alcuna conseguenza nel caso di valutazioni sballate. E dove vige l’irresponsabilità impera l’approssimazione e la sciatteria, quando non peggio.

Aumentano le clientele. In questo sistema, chi ritiene che il figlio di un politico (quando non “sistemato” altrimenti), o di amministratore locale, o di funzionario pubblico importante, avrà una valutazione negativa? Alla fine, chi lo prenderà in tasca, al solito, saranno i figlioli degli operai.

Penalizza chi ha voglia di lavorare. Infatti, oltre a questi difetti non correggibili, il programma (a sentire quanto mi è stato riferito) è pure gestito per favorire i figli di papà. Se infatti un giovane, già fa qualche lavoro saltuario per mantenersi e non pesare sulle spalle dei genitori, non può accedere al programma. Questo perché ha già un reddito. Ma dove sta scritto che non si deve aiutare chi cerca un lavoro migliore di quello che ha già, un lavoro che magari si adatti meglio alle qualifiche o alle esigenze di quella persona?

Ciliegina sulla torta, il sistema informativo neanche funziona bene. Non vorrei essere maligno, ma per i figli di, funzionerà comunque male?

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