In Anti & Politica, Economia, Libertarismo

BANCOMATDI RIVO CORTONESI

La Svizzera è indubbiamente un paese singolare e, per certi versi, sorprendente. La miglior spiegazione di come l’attività di falsario viene svolta dalle banche commerciali è data, direi, “candidamente”, proprio nel sito internet ufficiale della Banca nazionale svizzera snb.ch.

Titolo, mi viene quasi da ridere: “Le banche e la moltiplicazione della moneta”.

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«Le banche ricevono il denaro dei risparmiatori per prestarlo ai debitori. Con quest’attività di intermediarie del credito, le banche creano nuova moneta.
Ad illustrare questo meccanismo basta un semplice esempio. Ammettiamo che un risparmiatore versi sul suo conto in banca 20’000 franchi in banconote. Questo versamento non modifica la quantità di moneta presente nel sistema economico. Le banconote non si trovano più in circolazione, bensì nella cassaforte della banca. I 20’000 franchi, tuttavia, sono accreditati sul conto del risparmiatore.
Per la banca non ha senso lasciare il denaro in cassaforte.
Perché non prestarlo, esigendo un interesse?
Ecco che un’azienda ha bisogno di denaro per un nuovo impianto elettronico. Con un credito, la banca le presta 16’000 dei 20’000 franchi che il risparmiatore ha versato. L’importo è accreditato sul conto dell’impresa. Cosa significa questo per la quantità di moneta? Sul conto del risparmiatore continuano a figurare 20’000 franchi. L’impresa debitrice dispone di 16’000 franchi. La quantità di moneta è quindi aumentata di 16’000 franchi. Se ora l’impresa si serve del credito per comprare nuovi apparecchi e il venditore versa l’importo ricevuto in contanti sul proprio conto, la banca ne cederà di nuovo una parte in credito. La quantità di moneta aumenterà un’altra volta. In questo modo, la creazione di moneta prosegue. Ci sono limiti alla creazione di moneta da parte delle banche? La banca del risparmiatore non ha ceduto in credito l’intera somma di 20’000 franchi. 4’000 franchi sono rimasti in riserva. La banca deve infatti prevedere la possibilità che il risparmiatore voglia operare un prelievo. La costituzione di riserve limita la possibilità delle banche di creare moneta. Ciononostante, le banche sono vere e proprie «moltiplicatrici della moneta».

Trovo stupenda, nel suo candore, la frase: « Perché non prestarlo, esigendo un interesse?».

La BNS, per quanto candida, non si spinge però fino al punto di dire fine in fondo come stanno le cose. E cioè che “il fatto che il cliente può esigere in qualunque momento i suoi 20’000 franchi non configura un contratto di prestito, bensì di deposito”. Quindi i 16’000 franchi versati sul conto dell’impresa sono, oltre che una contraffazione, un’appropriazione indebita.

Concludo con l’ Art. 1.13 del CODEX HELVETICUS:

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NON è legittimo prestare o vendere, in tutto o in parte, un bene affidato in custodia senza il consenso esplicito del proprietario del bene.

Se l’Art. 1.13 del CODEX fosse rispettato non ci sarebbero più bolle economiche ciclicamente esplosive, né il bisogno di interventi delle Banche centrali quando gli schemi Ponzi delle banche commerciali saltano, come è naturale che, prima o poi accada. Perché le banche in regime di riserva frazionaria sono candidate perenni alla bancarotta.

Ci sarebbero invece delle banche “a riserva intera”, cioè che prestano i risparmi dei loro clienti, con il loro consenso e a loro rischio (non a rischio delle banche), traendone una provvigione. O delle banche che presterebbero soldi con i loro mezzi propri.

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Showing 9 comments
  • myself
    Rispondi

    Detto il problema, propongo alcune soluzioni, ovvero come dovrebbe comportarsi una banca onesta:

    * (CASSETTA DI SICUREZZA) Il cliente versa e preleva i propri soldi dalla banca come e quando vuole.
    La banca non tocca mai i soldi del cliente, ma si fa pagare per il servizio di sicurezza offerto (come il gestore di un magazzino si fa pagare dai clienti per custodire i loro beni. Beni che il gestore non può certo vendere o prestare).

    Svantaggi:
    – Il costo pagato dal cliente potrebbe essere troppo elevato, avere un conto in banca sarebbe effettivamente una perdita (è anche vero che se le banche seguissero questo sistema l’inflazione sarebbe enormemente ridotta dunque è difficile fare una stima).
    – La tentazione che la banca violi il contratto e presti i soldi del cliente a terzi sarebbe molto elevata, forse dei meccanismi di moneta crittografata potrebbero impedire tale eventualità.

    * (DEPOSITO VINCOLATO) Il cliente versa i propri soldi alla banca e in accordo con essa stabilisce che una porzione dei suoi soldi può essere usata a piacimento dalla banca per un termine di tempo stabilito, oltre il quale la banca li dovrà restituire al cliente.

    Svantaggi:
    – Resta sempre il rischio che la banca violi il contratto e presti più soldi del cliente di quanto concordato, ma il questo dovrebbe essere ridotto.

    Sarebbe interessante sentire altre proposte.

  • Stefano G.
    Rispondi

    Il candore con cui spiegano (efficacemente in verità) il meccanismo del truffone globale è esemplare della ormai totale assenza di percezione della frode su cui si regge. Sono talmente sicuri, intoccabili e inarrivabili che pure te lo dicono “per la banca non ha senso lasciare il denaro in cassaforte”: l’appropriazione indebita diventa così normale, logica, santa, giusta e benefica.
    Le conseguenze drammatiche del ciclo economico non esistono, nessuno le conosce e nessuno le spiega. Le cause sono sempre “altre”.
    Le soluzioni sono ben indicate da Huerta De Soto: “1. completa libertà di scelta della moneta, a partire da uno standard metallico (oro) con il quale dovrebbero scambiarsi tutti gli strumenti fiduciari finora emessi; 2. il sistema di libertà bancaria; e 3. la cosa più importante, che tutti gli agenti implicati nel sistema di libertà bancaria a partire da adesso siano sottomessi e compiano, in generale, le norme e i principi tradizionali del diritto e, in particolare, il principio secondo il quale nessuno, nemmeno i banchieri, può godere del privilegio di prestare ciò che è stato loro depositato a vista (cioè, un sistema bancario libero con un coefficiente di riserva del 100%).”
    Ma gli Stati sono ancora ben vivi e potenti i loro servitori.
    I liberali, liberisti e libertari sono dispersi e divisi, perciò non hanno peso politico.
    Non resta che sperare nel crollo, ahimè dopo lunga agonia.

  • Giorgio Fidenato
    Rispondi

    Il crollo però rischia di fare del male anche alla causa libertaria, perché il popolo darà la colpa del disastro al fatto che lo stato è troppo debole e vorrà più stato, fino ad arrivare, dopo infiniti tentativi inutili, alle armi!!!. Bisogna continuare a lavorare in merito alla cultura libertaria. Mai smettere!!!

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      Concordo Giorgio,
      ma non smettere dovrebbe anche indurci a serrare le fila, e creare una comunità di libertà (attenzione non di soli libertari) che possa essere il prototipo competitivo che la gente possa osservare, comparare e scegliere

  • Stefano G.
    Rispondi

    Stimatissimo dott. Fidenato,
    lei è davvero ammirevole (vorrei dire eroico) nelle sue battaglie di libertà.
    Un giorno mi piacerebbe conoscerla.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    E si tratta della svizzera.
    Io già sono attivo nel contrastare questo andazzo in italia.
    Sul conto ho ad oggi 490,00€.
    Naturalmente lunedì incasserò altre somme che userò immediatamente , lasciando ancor meno in conto.
    Va da sé che io non possieda azioni, obbligazioni, titoli di stato.
    Questo è il mio rapporto con le banche.

  • Don
    Rispondi

    Bravo Cortonesi!
    Anch’io diverso tempo fa capitai sulla pagina faq della bns: non sapevo se ridere o piangere talmente è grande la presa per il culo.

    Tra l’altro devo ammettere che come ingegnere qui in CH ormai mi sento pesantemente inchiappettato: è un paese per banchieri. Conosco diversi laureati che lavorano nel settore bancario e come minimo prendono il 20% in più di me (e sappiamo tutti perché)!

  • charlybrown
    Rispondi

    Non hanno nulla da temere, anzi.
    La gente è stata sapientemente istruita a pensare che la moltiplicazione della moneta sia un fatto positivo.
    Serve a creare ricchezza.
    Cosa che peraltro è assolutamente vera, per i banchieri.

  • eridanio
    Rispondi

    Carissimo Rivo Cortonesi,
    Il problemone atavico che spesso richiamo citando gli articoli stranoti del codice (in)civile italiano si possono anche trovare nello stesso codice delle obbligazioni elvetico che è pur sempre una delle declinazioni della codicistica napoleonica.
    Codice delle obbligazioni
    Art. 481 Deposito di denaro e di altre cose fungibili.
    1 Se fu depositato del denaro col patto espresso o tacito che il depositario non debba restituire le identiche monete, ma soltanto un’egual somma, gli utili e i rischi passano al depositario.
    2 Si presume convenuto tacitamente il patto stesso, qualora la somma di denaro sia stata consegnata senza sigilli e non chiusa.
    3 Se furono depositate altre cose fungibili o cartevalori, il depositario non potrà disporre delle medesime se non quando tale facoltà gli sia stata espressamente accordata dal deponente.

    Ecco la funzione di foglia di fico legale ai depositi bancari in frode ai principi generali del diritto ben evidenti in tutto il Titolo diciannovesimo del Codice delle obbligazioni.

    Senza quest’articolo 481 per le banche sarebbe appropriazione indebita senza copertura legale.

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