In Anti & Politica

VACCINAZIONEDI MAURO GARGAGLIONE

Il libertarismo è una filosofia nemica dello stato perchè privilegia il primato dell’individuo e della Società. La Società non è lo stato ma è un termine che indica le relazioni che le persone adottano quando sono libere di associarsi, scegliere che lavoro fare, se e cosa studiare e quando sono libere di scambiarsi i frutti del proprio lavoro, disponendo dei proventi personali di tale attività come meglio credono.

Il tutto per funzionare ha bisogno di un solo concetto fondamentale che deve dominare: il principio di non aggressione. Da questo principio derivano tutti gli altri.
Se uno non può proprio fare a meno del termine stato, può usarlo per indicare le organizzazioni che la Società si inventa con lo scopo di difendere il principio di non aggressione e tutti i diritti e obblighi che ne derivano.

Volete chiamare stato queste organizzazioni? Chiamatele così se vi piace, ma l’importante è capire bene che lo stato è lo strumento della Società, la Società è “padrona” delle organizzazioni statali. Quando è successo il contrario, e purtroppo oggi è la norma, gli individui e la Società sono diventati servi e le organizzazioni statali (vale a dire che ne è alla guida e chi ci ricava il suo salario) i padroni. Molte filosofie politiche ci raccontano che è doveroso e naturale che debba andare così ma le persone di indole libera non sono mai state storicamente d’accordo.
Ora c’è un tema di stretta attualità che si affaccia prepotentemente alla ribalta, le vaccinazioni devono essere obbligatorie? Lo stato deve imporre con la coercizione la vaccinazione ai bambini, nonostante il parere contrario di quei genitori convinti che esse siano dannose?

Proviamo a riformulare questa domanda: una Società ha diritto di proteggersi da malattie che ritiene di poter tenere sotto controllo per mezzo delle vaccinazioni? Un individuo è legittimato a proteggersi dal contatto di una persona che ritiene essere un potenziale vettore di contagio, e dieci individui, e un milione, e cinquanta milioni? In questo specifico caso io non riesco proprio a vedere l’obbligo di vaccinare i bambini come un atto d’imperio del “padrone stato” nei confronti degli individui suoi servi, ma ci vedo la necessità di una Società di difendere sè stessa. Quindi l’obbligo di vaccinazione non contraddice il libertarismo e non contraddice il buon senso.

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  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Argomento complicatissimo. Il problema è che la scienza, o quanto meno la sua rappresentanza ufficiale, non dà certezze. Il vaccino di Jenner è un autentico vaccino perché dalla vacca proviene e ha salvato milioni di persone dal vaiolo. Gli altri hanno artificalmente il nome di vaccino. Ho visto molti anziani morire anticipatamente perché per ragioni mercantilistiche veniva somministrato loro il vaccino antiinfluenzale. A me le vaccinazioni hanno causato lo scatenamento di una patologia autoimmune. In questi casi non saprei affermare con certezza quale difesa debba prevalere, se quella di chi ha timore di essere contagiato o quella di chi ha paura degli effetti collaterali. Chi non si vaccina può essere un potenziale aggressore ma anche chi vive in condizioni igieniche precarie può contribuire a diffondere malattie. Si possono prevedere sanzioni come l’isolamento ma l’intervento con l’uso della forza non riesco a vederlo accettabile. La mia indecisione è anche causata da incompetenza in materia sanitaria. Spero che ci siano scienziati liberi che diano risposte concrete, non dettate dalle mode né da aiuti legislativi legati a quel mercantilismo che ho citato prima.

  • Renato
    Rispondi

    Non pensavo di essere più libertario di te.. :-)
    No Mauro, secondo me no. E’ prevaricazione l’obbligo a vaccinare contro la volontà.
    Certo, se un’aggregazione ad adesione volontaria si dà una regola che va fatto, ok, chi ha aderito lo deve fare “per contratto” e chi al suo interno non segue il contratto può essere buttato fuori.
    Una aggregazione può anche essere collettivista a 1000, basta che gli aderenti lo siano per scelta.
    Ma più di così no, coercizione no, se io ho la malaria tu puoi impedirmi di entrare in casa tua o l’aggregazione di cui fai parte può farlo nell’ambito dei suoi spazi (quindi si fa le dogane..), niente altro.
    E’ il prezzo della libertà.
    Che ha però tanti, tanti altri vantaggi..

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Lo stato può proporre.
    Il cittadino può aderire o meno.
    Ovviamente il cittadino si assume ogni responsabilità delle proprie azioni.
    E i costi.
    Diversamente non mi sta bene.
    Esempio pratico : vaccinazione antipolio.
    Un cittadino decide che il figlio non la faccia.
    Poi , malauguratamente il piccolo si prende la poliomielite.
    In questo caso il cittadino si assume ogni spesa e cura inerente la malattia del figlio.

    Altro esempio pratico : vaccinazione anti pertosse.
    Stesso andazzo, e il piccolo muore di pertosse.
    Responsabilità e costi sul genitore.

    Potrei continuare.

    Un cittadino potrebbe rinunciare alle vaccinazioni proposte dal sistema nazionale, e farle privatamente a proprie spese e cura, nella misura e per le patologie che sceglie.
    Responsabilità e costi eventualmente derivanti tutti a suo carico.

  • Antonio Abate
    Rispondi

    Condivido in toto la riflessione del sig. Renato, ma mi ponevo una questione preliminare : può chi si dichiara libertario appellarsi al concetto di “società”? Società non associazione volontaria. Secondo me se si perde di vista l’individuo si rischia di finire fuori strada.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Quando si firma un contratto si forma una società. Il contratto lo firmano gli individui. A parte i solipsisti e gli eremiti, tutti finiscono per appartenere a una società e anche la famiglia lo è. L’essenziale è che l’adesione sia volontaria e non coatta. Quindi credo che si possa benissimo teorizzare la società senza perdere di vista l’individuo. Credo che la frase di Renato “se un’aggregazione ad adesione volontaria” ha tra le sue regole la vaccinazione ci si deve vaccinare “per contratto”, risolva il problema. Ma la sanzione deve essere l’espulsione dalla società volontariamente costituita, non la pratica della vaccinazione forzata.

  • Giulio
    Rispondi

    Purtroppo sempre più spesso dietro l’avversione ai vaccini noto una mentalità complottistica e antiscientifica, come chi non vuole gli OGM perché c’è la mano dell’uomo. Per molti uomo=cattivo, natura=buona.

  • Antonio Abate
    Rispondi

    Gentile sig. Colla lei non sta dicendo cose diverse dal sig. Renato quindi mi trova concorde, a condizione di questa precisazione:
    Lei afferma che “quando si firma un contratto si forma una società”. Appunto ‘una’ società non ‘la’ società ed io avevo infatti puntualizzato “società non associazione volontaria”. Perché ‘una’ società, cioè un’associazione volontaria, è fatta da individui che deliberatamente vi aderiscono, ‘la’ società invece è questa astrazione metafisica che vogliono far crederci preceda, trascenda e sovrasti l’individuo che viene così declassato ad un suo insignificante epifenomeno. Io resto dell’idea che un libertario debba usare con cautela la parola società, perché di lì ad avanzare le istanze dell’interesse generale, del bene comune, della forza maggiore e della ragion di Stato, il passo è breve. Insomma resto banalmente dell’idea che “solo l’individuo pensa, solo l’individuo ragiona, solo l’individuo agisce”.
    P.S Nel merito sono favorevole all’uso dei vaccini, preferendoli personalmente a sciamani esorcisti e omeopati, non sono ovviamente favorevole all’obbligo imposto dallo stato.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Ritengo giusta la precisazione di Antonio Abate. A volte un articolo determinativo in luogo di uno indeterminativo può cambiare il senso di una questione ma credo che anche Gargaglione si riferisca a un’aggregazione volontaria, quindi non imposta. Anch’io, se fossi a un bivio, tra sciamano e vaccino sceglierei quest’ultimo. L’unica riserva è proprio di carattere scientifico legata al problema degli effetti collaterali. Mentre per gli OGM si evita di usare pesticidi che se salvano la pianta non garantiscono un consumo sano, con le vaccinazioni si possono evidenziare problemi a causa di un’azione che non interviene a modificare qualcosa di sbagliato nel DNA ma agisce sulla prevenzione di una sintomatologia e non sulle possibili cause di essa. A volte va bene, è il caso del vero vaccino che grazie a Edward Jenner sconfisse il vaiolo. A volte va meno bene, come al sottoscritto che ha problemi di patologie autoimmuni a causa di vaccinazioni che dovevano prevenire altre possibili malattie. Il problema non è la dicotomia tra natura e mano umana. La cicuta è presente in natura e per le patologie autoimmuni potrebbe essere efficace, così come potrebbe esserlo il porcino malefico. Lascio immaginare, però, quali sarebbero le conseguenze successive. Anche nel trattamento con le erbe c’è sempre la mano umana. I miei mali venivano trattati, una volta, con cure arsenicali. E’ chiaro che uno non si prende l’arsenico da solo, è una mano umana di ordine scientifico – specialistico a stabilire le dosi di veleno compatibili con la sopravvivenza del paziente. Il problema è la libertà di ricerca. Se i vaccini vengono consigliati perché qualcuno li deve vendere attraverso non il libero mercato e la consapevolezza del consumatore ma grazie a poltiche mercantilistiche promosse statalmente da ministeri che non dovrebbero esistere neanche in uno stato minimo, è chiaro che la spontanea posizione reattiva sia di rifiuto al pari di quella che si manifesterebbe nei confronti dello stregone o della fattucchiera. Contro il raffreddore i vaccini sono inutili. I cocchi sono miliardi e si rafforzano grazie a quei pochissimi che noi riusciamo a eliminare. E’ stato più semplice eliminare le pantegane del Tevere: l’alluvione del 2009 le ha annegate. Ho letto, non ricordo più dove e quando, che di raffreddore soffrirebbe il novantasei per cento della popolazione mondiale. A questo punto l’effetto del vaccino è pari a quello del talismano. Solo che quest’ultimo danneggia solo il portafogli e la capacità di ragionamento di chi lo acquista, non anche il fisico. Sienza, quindi, ma non scientismo costruttivista che è uno dei tanti… effetti collaterali del “pensiero” socialista; un’ “idea” che voleva e vorrebbe vaccinarci dal capitalismo, considerando questo una patologia.

  • Mauro Gargaglione
    Rispondi

    I vostri commenti sono molto pertinenti e li ho letti con molta attenzione. Mi rendo perfettamente conto che la faccenda delle vaccinazioni è una questione molto delicata perchè è situata proprio sulla linea di fuoco tra i sostenitori della libertà individuale e i cultori della religione dello stato.

    Intanto vorrei precisare che la figura dell’individuo isolato dagli altri, e quindi impossibilitato a danneggiarli anche involontariamente, è un’astrazione. Se escludiamo gli eremiti dell’antichità cristiana, non è realistico separare l’individuo dalle relazioni che ha col suo prossimo. L’uomo è un animale sociale, e in questo, Aristotele non si discute.

    Fatto salvo il principio fondamentale di non aggressione che considero altrettanto indiscutibile, ogni persona deve essere libera di scegliersi la comunità in cui vivere e le persone devono essere libere di costituirsi in comunità volontarie che obbediscono a regole (che possono assumere molteplici aspetti) che queste persone decidono di darsi.

    Senza voler fare una dissertazione approfondita tra Società e Stato (illustrata da grandissimi autori molto più credibili del sottoscritto), basti dire che una comunità volontaria è una società ma non uno stato nel senso che, in una comunità, le persone si sono date delle regole che si impegnano a seguire “finchè” ne fanno parte. Non c’è una polizia statale che bracca un monaco che ha deciso di uscire dalla confraternita perchè non sopporta più i digiuni e le penitenze.

    Mentre non è possibile cambiare cittadinanza liberamente se parliamo di stati, è possibile al contrario cambiare comunità e andarsene in un’altra impegnandosi a rispettare le regole colà vigenti. Ma non è pensabile una libertà ipotetica che sottragga l’individuo dall’osservare qualunque regola comunitaria, a meno di non immaginarsi l’eremita a cui accennavo sopra. Quindi, ovunque vai, ci sono degli obblighi da rispettare. E ci sono proprio perchè godiamo di diritti individuali che nessuno può violare.

    Però non siamo degli ingenui, le cose non vanno così lisce che, quando uno non rispetta le regole, gli altri amichevolmente glielo fanno notare e costui, dopo averci riflettuto, impacchetta le sue cose e cambia aria.

    Le comunità quindi devono elaborare una serie di accorgimenti per costringere chi non accetta le regole, a farlo. Non ho paura delle parole e chiamo questo col suo nome: coercizione. Ma è un atto di difesa, non di aggressione.

    Tornando alle vaccinazioni obbligatorie.

    Se potessi schioccare le dita e far sparire lo stato (e Dio sa se mi piacerebbe avere questo potere), la repubblica italiana sovrana si disferebbe certamente in un coacervo di comunità volontarie e io vorrei vivere in una dove i bambini sono obbligati a vaccinarsi invece che in una dove non siano coperti da infezioni che la scienza ha sconfitto che tanta morte e sofferenza hanno causato nel passato.

    Naturalmente, non potendo a sua volta formare comunità volontarie, anche chi si oppone alla vaccinazione dei suoi figli è legittimato a fare campagna per le sue idee. Io però le trovo sbagliate, anitiscientifiche, illogiche e molto pericolose per cui le interpreto come un’aggressione alla mia salute e a quella dei miei cari, e da esse devo difendermi.

    Tutto qui, sarei per le vaccinazioni obbligatorie anche se non esistesse lo Stato. Mi farei la mia comunità con quelli che la pensano come me e a casa nostra obbligherei i nuovi venuti a rispettarla. Se lo trovate poco libertario, lo accetto tranquillamente.

  • Luigi Valente
    Rispondi

    Signori, coloro che riducono il problema della vaccinazione a un semplice “non ti faccio entrare a casa mia se non sei vaccinato” o cose del genere, dovrebbero fare un ripasso di medicina.
    Non si tratta di casa mia, si tratta di comunità in cui è impossibile conoscere immediatamente chi è vaccinato e chi no. Ci sono individui che a causa di alcune patologie non possono vaccinarsi. La loro unica speranza di non ammalarsi è l’immunità di branco, cioè essere circondati da individui che, essendo immuni, non possono trasmettergli nulla di pericoloso. È facile dire che un individuo in queste condizioni debba assicurarsi di vivere in una comunità in cui siano tutti vaccinati, ma si tratta di un’astrazione che funziona solo nella retorica. Nella realtà non è così semplice per persone malate spostarsi qua e là, e forse prima che riescano a farlo si ritroveranno malati perché vivono in una società in cui qualche misantropo ha deciso che non vuole vaccinarsi.
    Per non considerare poi il problema dei bambini con genitori stupidi: è pieno il mondo di genitori con strane idee sulla scienza, ma se un adulto ha la libertà di avere idee stupide, non per questo il bambino deve essere costretto a subirne le conseguenze. L’immunità di branco, in tal caso, verrebbe meno a causa dell’enorme numero di bambini che potrebbero non ricevere alcun vaccino, vuoi per ignoranza dei genitori, vuoi per scelte etiche, religiose, pseudoscientifiche e così via. Ogni caso è a sé.

    Mauro scrive che in un mondo in cui le vaccinazioni non siano obbligatorie, si trasferirebbe in una comunità in cui tutti accettano di vaccinarsi. Anch’io lo farei, perché se abbiamo debellato un sacco di malattie mortali è solo grazie alla scienza e ai suoi vaccini.

    Un utente, prim di me, ha dichiarato di aver avuto problemi in seguito alla somministrazione di un vaccino. Probabilmente si tratta di una reazione collaterale causata da disturbi preesistenti. Ecco, se i medici se ne fossero accorti e non gli avessero somministrato nulla, quell’uomo avrebbe potuto comunque godere di un’immunità di branco, perché noi altri siamo stati vaccinati.

  • hilda
    Rispondi

    Ma non vi vergognate?

    ….lo sapete chi è Eugenio Serravalle???

    Ecco informatevi…

    E siate libertari sempre…e non solo quando conviene…

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Ecco, è tornato Hilda dopo lunga assenza. E da lui apprendiamo che se non la pensiamo come lui stesso, dobbiamo vergognarci; un bell’esempio del diritto all’esercizio della libertà di parola. In più è obbligatorio conoscere le persone che conosce lui, pena l’obbligo alla reiterazione della vergogna. Magari molti nomi di pensatori del passato potrebbero essere più familiari ai libertari che a lui. Per non parlare delle loro opere ma non voglio cadere nella tentazione del complesso di superiorità che affligge i sinistristi di ogni epoca e area geografica. Chi è libertario è libertario sempre e comunque, senza necessità di esortazioni e soprattutto senza convenienza. Anzi, con un’unica convenienza: quella del raggiungimento della libertà autentica. Per questo mette in discussione anche sé stesso, quando e se necessario. Non sapevo chi fosse Eugenio Serravalle, non vedo perché dovrei vergognarmene. Vista la segnalazione mi sono informato. Ritengo alcune sue affermazioni convincenti. Questo non significa che vada mitizzato. Il vaccino di Edward Jenner contro il vaiolo funzionò. Questo significa che non bisogna essere pregiudizialmente contro i vaccini. L’analisi di Serravalle sugli antinfluenzali coincide con molti dati statistici emanati persino dalle ASL e dal ministero della salute. L’efficacia degli antinfluenzali è pari a zero. Ciò significa che come non si deve essere pregiudizialmente contro i vaccini, non si deve esserne neanche altrettanto pregiudizialmente a favore. La scienza è quella che sperimenta, non quella che si parla addosso. Se vengono consigliati vaccini inutili, o farmaci comunque inutili, il motivo è legato alla vendita. Libero chi vuole di pubblicizzare il suo prodotto. Ma non con il denaro del contribuente o con la legislazione mercantilistica a sfondo clientelare che priviliegia pochi settori a danno di altri. Quindi l’invito alla coerenza e a essere lineari non solo quando fa comodo va rispedita al mittente che se vuole evitare ingiusti vantaggi per i millantatori, deve contribuire a eliminare la fonte di questi vantaggi. Non sparare a zero contro il liberismo, unica teoria economica antimercantilistica. (qui sì che ci si può facilmente informare, a patto di rinunciare a essere come i cardinali che si rifiutavano di guardare nel telescopio di Galileo). Il resto deve essere scienza autentica, basata sulla ricerca e sull’epistemologia. Non mi fido dello sciamano che mi propone l’amuleto in alternativa al vaccino. Ma se un vaccino è inutile o dannoso e viene somministrato solo per soddisfare interessi particolari, allora il medico che lo propone non differisce molto dallo sciamano e il vaccino finisce per essere similare all’amuleto. Ecco cosa significa non avere pregiudizi. Se sto morendo dissanguato ben venga una trasfusione. Ma se in futuro si troverà un’alternativa alla trasfusione, evitando così le crisi di rigetto, non vedo perché non dovrei essere favorevole senza per questo essere etichettato come esponente de “La Torre di Guardia”. I vaccini possono essere utili, a volte indispensabili. Ma se si trova qualcosa che può sostituirli, evitandone gli effetti collaterali, ben venga questo qualcosa. Forse è qui che i libertari devono essere coerenti. Il pesticida mi salva la pianta ma non lo stomaco. L’organismo geneticamente modificato salva tutti e due. Coerentemente scelo la seconda opzione.

    • hilda
      Rispondi

      Il “vergognatevi” era rivolto a tutti gli allarmisti che non fanno altro che aizzare gli antivaccini…chi ha scritto l’articolo è evidente che sta dalla parte di chi vende i vaccini. Ben venga un dibattito come questo.

      Lei per caso sta dando dello sciamano al dott. Serravalle? Io semplicemente ho un bimbo di 18 mesi. E quando è nato mi sono informato sui vaccini…come su allattamento…svezzamento, ecc. Nei pochi libri che ho trovato sul tema, mi sento di consigliare quelli del dott. Serravalle.

      La definizione “novaccini” è come “notav” e “noOGM”. Una cazzata che fa incazzare persone come me che invece vorrebbero capirne di piu.

  • Stranger
    Rispondi

    Vi seguo spesso, commenti compresi, pur non sentendomi pienamente un libertario perché in alcuni casi – questo è uno di quelli – non riesco proprio a propendere per l’assenza di coercizione.
    Come già detto qui sopra da un altro utente, ahimè esistono anche gli immunodepressi che vivono (e il diritto alla vita è LA libertà) grazie all’immunità di gregge.
    La vostra libertà di non vaccinarvi urta la loro libertà di mettere il naso fuori di casa, o addirittura di vivere. Saranno la minoranza, saranno casi rari (non così tanto come si possa pensare), ma anche loro hanno il diritto a respirare e, non vaccinandovi, imporreste loro uno stile di vita di arresti domiciliari e costantemente in pericolo di morte. Senza contare poi che i ceppi delle malattie possono mutare se queste tornano a diffondersi, rendendo vani anche i vaccini. C’è quindi il concreto rischio di epidemia e pandemia.
    Qui in Europa sono già morti dei lattanti per pertosse, morbillo e difterite – debellate da tempo – proprio per via del calo dei vaccini, non dimentichiamocelo.
    Questo è il motivo per cui, persino in ristrette aggregazioni contrarie all’unanimità ai vaccini, io li imporrei comunque: rifiutandoli urterebbero il diritto alla vita delle altre comunità vicine che invece hanno adottato una linea differente.

    Per chi invece sostiene che i vaccini siano il male: non erano Mises e Popper a sostenere che la conoscenza umana sia fallibile e parziale? Non è poi ciò da cui partì Hayek per teorizzare la sua dispersione della conoscenza? Ecco, cerchiamo di fidarci di più delle persone competenti che operano nel settore e un po’ meno di Jim Carrey e delle sue campagne contro i vaccini.

    Saluti.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Scientificamente il problema rimane. Se per permettere agli immunodepressi la libertà di uscire di casa devo limitare la mia perché gli effetti collaterali di un vaccino non me lo consentono, quale libertà deve avere la priorità? Se il cibo fosse assicurato solo dalle fave e metà della popolazione soffrisse il favismo dovrebbero morire tutti, anche quelli che di favismo non soffrono? Non è un problema semplice. Obbligare qualcuno all’igiene può essere comprensibile per non diffondere patologie. Ma i vaccini sono un’altra cosa. Non sono contrario ad essi per principio. Quello di Jenner ha salvato l’umanità dal vaiolo, quello di Sabin dalla poliomielite. Ma alcuni sono una bufala e presentano numerose controindicazioni. Se per salvarmi dall’AIDS devo morire di lupus herimatosus, il giuoco non vale la candela. Quando una malattia è debellata da tempo vuol dire che non c’è più bisogno del vaccino. Evidentemente i nuovi lattanti deceduti in Europa provenivano da zone dove alcune patologie non erano state sconfitte. Riproporre un vaccino quando non serve più va proprio contro i postulati della medicina ufficiale. Cerchiamo pure di fidarci delle persone competenti ma stiamo attenti alla certificazione della loro competenza. Quest’ultima potrebbe essere stata rilasciata da una casa farmaceutica che si ritrova prodotto invenduti e che magari aveva sovraprodotto grazie a finanziamenti pubblici o a crediti agevolati di stato; o forse solo perché informazioni distorte sul mercato da parte delle autorità centrali avevano spinto a un investimento errato. Altre certificazioni potrebbero provenire da ministeri o assessorati alla salute, dalle Aziende Sanitarie Locali, da commissioni parlamentari. Perché dovrei fidarmi, al di là di Jim Carrey?

  • Stranger
    Rispondi

    «Se per permettere agli immunodepressi la libertà di uscire di casa devo limitare la mia perché gli effetti collaterali di un vaccino non me lo consentono, quale libertà deve avere la priorità?»
    –> Questa argomentazione sarebbe valida solo se si mettessero sullo stesso piano i vantaggi dei vaccini con i rischi effettivi.

    «Ma alcuni sono una bufala e presentano numerose controindicazioni.»
    –> Beh, ovviamente il vaccino antinfluenzale non dovrebbe essere imposto a nessuno (e non lo è nemmeno ora). Ma stiamo parlando dei cosiddetti vaccini “obbligatori” e “raccomandati”, la cui efficacia è comprovata dalla storia, oltre che dalla scienza. Le controindicazioni ci sono e sono altrettanto scientificamente comprovate (l’autismo no, precisiamolo), ma messe in relazione agli enormi vantaggi della profilassi appaiono irrilevanti.

    «Evidentemente i nuovi lattanti deceduti in Europa provenivano da zone dove alcune patologie non erano state sconfitte. Riproporre un vaccino quando non serve più va proprio contro i postulati della medicina ufficiale.»
    –> Erano bambini europei nati in Europa; proprio pochissimo tempo fa nella mia città, Bologna, è morta una bambina di pertosse. Purtroppo, anche si vaccinassero tutti e non esistessero gli immunodepressi, non significherebbe che un ceppo virale non si possa conservare e ripresentarsi a distanza di decenni (si pensi all’ebola), quando le misure preventive, se disponibili, sono state comunque accantonate. Ma anche ammesso che sia così, cioè che le malattie si possano estinguere: ipotizziamo che avvenga una nuova pandemia per cui non siamo vaccinati, lei sarebbe favorevole a imporre la vaccinazione su tutta la popolazione per debellare definitivamente la malattia?

    «Cerchiamo pure di fidarci delle persone competenti ma stiamo attenti alla certificazione della loro competenza. Quest’ultima potrebbe essere stata rilasciata da una casa farmaceutica che si ritrova prodotto invenduti e che magari aveva sovraprodotto grazie a finanziamenti pubblici o a crediti agevolati di stato; o forse solo perché informazioni distorte sul mercato da parte delle autorità centrali avevano spinto a un investimento errato. Altre certificazioni potrebbero provenire da ministeri o assessorati alla salute, dalle Aziende Sanitarie Locali, da commissioni parlamentari.»
    –> Tutta la comunità scientifica, dal medico di base al nobel per la medicina, dovrebbe prendere parte a questo complotto farmaceutico. No, io personalmente dubito.

    Saluti.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Il dubbio è lecito ma visto che si assegnano i Nobel per l’economia ai keynesiani, non mo meraviglierei di assegnazioni fittizie anche per la medicina. Come esiste il complotto finanziario – creditizio da parte di stati e banche centrali, potrebbe esistere anche un complotto di neosciamani mascherati da scienziati. Il mercantilismo non conosce frontiere e quello pseudoscientifico potrebbe essere collegato a quello finanziario. Il problema è politico e i medici di base sono un’invenzione politica, non scientifica e non spontanea. Se per salvare quacuno più debole devo sacrificare me stesso, chi può chiedermi l’obbligo del sacrificio? Se il vaccino a me porta conseguenze letali, come mi si può obbligare ad assumerlo solo perché potenzialmente potrei essere di nocumento a un altro? Chi stabilisce chi tra me e l’altro sia più importante? Se è l’altro, in quanto debole, a dover assumere il vaccino, lo assuma. Non si deve vietarlo. Ma neanche imporlo, pandemia o no. Se in una comunità liberamente associata, gli iscritti prevedono nelle loro norme contrattuali le vaccinazioni, chi rifiuta il vaccino non onora il contratto. Ma costringere gli svizzeri a vaccinarsi perché potrebbero, in quando confinanti, contagiare gli italiani costituisce un atto di guerra. Nel merito non ho pregiudizi contro i vaccini in sé, considerando alcuni vantaggi acquisiti in passato grazie ad essi. Non mi fido, però, della medicina collettivistica per la quale se una cosa ha fatto bene a uno allora fa bene a tutti. Ogni individuo reagisce in modo diverso a una sollecitazione, a un cibo, a un farmaco. A qualcuno una cosa porta giovamento, a un altro provoca un allergia. Per l’effetto placebo, ad alcuni lo stregone provoca benessere psicologico; a me procura un aumento di danni epatico – viscerali con rischio di disturbi nervosi che se fossi cardiopatico potrebbero essere letali. Nella vecchia Unione Sovietica saremmo tutti vaccinati con la forza (e l’U.R.S.S. nacque grazie a un complotto). Anche in campo scientifico dovremmo affidarci alla libertà, unica condizione umana che non tradisce mai. Quando questa si perde non è lei a tradire ma qualche soggetto a tradire essa.

    • hilda
      Rispondi

      Quindi i keynesiani si vaccinano o no??
      E la Russia si lo sappiamo che è moooolto cattiva…

      Come far precipitare il livello del dibattito! Complimenti.

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