In Economia

jdi PAOLO CARDENÀ

Mentre sui mercati continua l’euforia per via della prospettiva che, a dicembre, la Banca Centrale Europea, potrebbe aumentare la dimensione del quantitative easing e/o allungarne la scadenza,  ieri è intervenuta anche la Banca Centrale cinese, la People’s Bank of China (PBoC), che ha tagliato i tassi di riferimento per la sesta volta da novembre scorso, nel tentativo di sostenere l’economia che sta crescendo al ritmo più basso degli ultimi 25 anni.

La PBoC ha tagliato anche il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche, iniettando circa 90 miliardi di dollari nel sistema al fine di arginare gli effetti del deflusso di capitali che ha colpito la Cina nell’ultimo anno. L’intervento della Cina é solo l’ultimo in ordine di tempo e, da inizio anno, le banche centrali sono intervenute ben 65 volte con misure di allentamento monetario.

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L’unica grande banca centrale in controtendenza è quella del Brasile, che sta contrastando l’elevata inflazione e la caduta del real brasiliano nei confronti del dollaro.

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* Articolo tratto da http://www.vincitorievinti.com/

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Mostrati 2 commenti
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Tutti orientati verso lo sconquasso.
    Bravi.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Però il costo del denaro per la clientela normale è sempre troppo alto, tassi nominalmente bassi , ma con spread da rapina.
    Costo maggiore rispetto a 10 anni fa.

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