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elogio-negozioDI MATTEO CORSINI

Secondo le associazioni di consumatori Adusbef e Federconsumatori, “la domanda va sostenuta attraverso la redistribuzione dei redditi e la creazione di nuove opportunità di lavoro, non certo con l’innalzamento del limite all’utilizzo dei contanti a 3.000 euro”.

La dichiarazione era a commento dell’ultimo dato sulla crescita dei prezzi al consumo, che a settembre è stata pari allo 0.2 per cento su base annua. Dato che evidentemente non soddisfa queste due associazioni, ma per motivi diversi rispetto ai “concorrenti” di “Unione consumatori”.

Infatti, mentre questi ultimi hanno parlato, come di consueto, di “stangata”, constatando che i prezzi per il cosiddetto carrello della spesa sono aumentati del’1.2 per cento su base annua, le prime considerano troppo bassa la crescita dei prezzi, il che sarebbe dovuto a una domanda carente.

Non entro nel merito dei numeri, mentre vorrei evidenziare l’impostazione tipicamente keynesian-socialista di Adusbef e Federconsumatori che vorrebbero sostenere la domanda mediante la redistribuzione dei redditi e la creazione di nuove opportunità di lavoro. In barba al diritto di proprietà di chi subisce la redistribuzione e, oltre tutto, come se il lavoro potesse essere creato per decreto. A poter essere creati per decreto sono stipendi, a loro volta sempre derivanti da redistribuzione, non certo il lavoro.

A onor del vero, in Italia degli stipendi creati e mantenuti in quel modo ce ne sono fin troppi. E mentre i consumi di chi percepisce quegli stipendi senza produrre nulla ritenuto utile da chi li paga si vedono, ciò che non si vede sono i mancati impieghi volontari ai quali chi subisce la redistribuzione potrebbe aver destinato il denaro necessario a pagare quegli stipendi.

Oltre tutto, se l’effetto della redistribuzione fosse una maggiore crescita dei prezzi al consumo, per i soggetti che queste associazioni dicono di voler tutelare il risultato potrebbe essere una invarianza, o addirittura un peggioramento del potere d’acquisto.

Non poteva, poi, mancare una nota polemica nei confronti dell’annuncio da parte di Renzi di riportare il limite per le transazioni in contanti da mille a 3mila euro (vedremo poi se la cosa andrà in porto). Invece di considerarlo un seppur timido allentamento di un limite alla libertà individuale, ecco la denuncia di chi vede solo malaffare ovunque. Secondo Adusbef e Federconsumatori, l’aumento del limite all’utilizzo del contante favorirà solo “chi si occupa di traffici illeciti e dubbie transazioni”.

Saranno lieti del commento rilasciato dal tassatore per antonomasia, l’ex ministro Vincenzo Visco: “Se dipendesse da me lo abbasserei a 500 euro”. Scommetto che non ha detto “zero” per non apparire troppo radicale.

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Showing 7 comments
  • Giorgio Fidenato
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    Queste due associazioni sono vergognose. Basti pensare che Rienzi di Federconsumatori si era costituita parte civile nella causa contro di me per la semina del mais OGM del 2010.

    • Fabio
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      politici, nel peggior senso della parola e della peggiore specie.

  • Albert Nextein
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    Hanno paraocchi e mordacchia, e sono alle briglie di ideologie tossiche.

  • Massimiliano
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    Troppi dipendenti . . . e troppi consulenti! Non producono nulla (o comunque ben poco) rispetto agli emolumenti che percepiscono e pertanto circola una quantità di ‘contante viziato’. Tali associazioni sono solitamente ‘dimora’ di sindacalisti e sono altra zavorra del Paese. Tuttavia anche coloro che dichiarano da 3000 a 7000 euro di reddito annuo con la ferrari nel box, il duealberi ormeggiato e qualche casetta quà e là . . . non sono mica tanto meglio. Scritto così . . . tanto per capirci

  • Alessandro Colla
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    Perché non sono tanto meglio? Dovrebbero regalare al fisco quello che guadagnano col loro operato? Se lo facessero non potrebbero permettersi Ferrari, Due Alberi, case qua e là e altro. Significa meno introito per la Ferrari, per chi produce i Due Alberi, per chi vende case… Quindi minori spese da parte di chi guadagna vendendo quanto citato. Alla fine, minore occupazione alla Ferrari, alla “Due Alberi”, alla Tecnocasa e ai negozi dove le maestranze di queste ditte andavano a consumare.

    • Massimiliano
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      Allora che dichiarino almeno 20 0 30 mila euro . . . e non stare addirittura sotto la soglia, per accedere peraltro pure ad agevolazioni previste per i ‘meno abbienti’. Gli esempi spaziano dal gioielliere al ‘capo dei forconi’ . . . e non da interpretarsi come invidia per i beni altrui bensì rispetto per quelli che NON possiedono gli altri!

  • Alessandro Colla
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    Se accedono ad agevolazioni pubbliche sono incoerenti ma è da dimostrare che vi accedano veramente.

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