In Ambientalismo, Anti & Politica

HOPPE-CONTRO-STATOdi ALESSIA ZAMBON

C’è qualcosa che vi sfugge nella questione dei disastri naturali prevenibili (come quelli idrogeologici). Vorrei che capiste perché, se siete in una zona a rischio, dovete organizzarvi fra vicini di casa e non aspettare “lo Schtato”.

1- Le attività di manutenzione ordinaria, che servono per la prevenzione delle catastrofi, vengono assegnate con gara pubblica al minor prezzo. Il minor prezzo significa lavoro scadente, salvo i “ricarichi” per gli amici, che non mancano mai.

2- Le attività di EMERGENZA, invece, si fanno a chiamata diretta, perché sono urgenti, senza limite di budget. Quindi i lavori di ricostruzione si affidano agli amici, a prezzi gonfiati, e ce n’è per tutti.

3- I lavori di manutenzione ordinaria non fanno scalpore e rompono le palle a residenti e commercianti: non portano voti.

4- La foto del sindaco con gli stivaloni che scava nella melma coi concittadini, invece, farà il giro d’Italia e i suoi altisonanti proclami per avere “soldi da Roma” gli attireranno le simpatie utili per la rielezione.

5- Se ci scappa qualche morto, sì, in effetti, gli amministratori avranno qualche seccatura, ma non si registrano condanne significative, niente che non si possa sistemare con una multa o un patteggiamento, le cui spese si copriranno con qualche mazzetta e chissevistosevisto!

Insomma, la politica, alla quale affidate fiduciosi il 55% di quello che guadagnate per i “servizi pubblici”, vi preferisce morti che al sicuro.

Organizzatevi di conseguenza.

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Showing 3 comments
  • leonardofaccoeditore
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    Peccato solo che quel 55% sia in realtà anche di più.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    I consorzi obbligatori, che sono quelle entità pubbliche deputate al controllo dei corsi di acqua, sono diventati degli stipendifici.
    Incassano somme , prelevate dalla proprietà immobiliare, su base patrimoniale prescindendo del tutto dal servizio svolto che è evidentemente alquanto carente.
    Io ho conoscenza diretta della faccenda, perché giro lungo i fiumi in bicicletta, e perché ogni tanto mi reco in questi uffici burocratici.
    Il territorio, in mano a competenze pubbliche, è semplicemente lasciato a sé stesso.
    Si spera in dio e nella buona sorte.
    L’importante è erogare salari burocratici rubati.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Probabilmente l’articolista, quanda riferisce del 55% del prelievo fiscale, effettua la somma delle imposte sui redditi più quella media sul valore aggiunto. Se si considerano anche le tasse sul possesso di abitazioni, di autovetture, di apparecchi radiotelevisivi, le previdenze obbligatorie, l’assicurazione pubblica sulla sanità (anch’essa obbligatoria), le imposte locali, le accise sui carburanti, le tutt’altro che occasionali “una tantum”, i pagamenti annuali per apporre un’insegna, i cumuli tra reddito personale e redditi d’impresa, le “operazioncine” sulle transazioni, i prelievi forzosi su rendite, cedole, conti correnti e quant’altro, credo che si arrivi al 75%. Se poi si vorrà reintrodurre la tassa sul macinato… Ma cosa macineremo, la segatura?

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