In Economia, Libertarismo, Varie

ELOGIO-COP3di ANTONELLA CIMAROSA

Elogio del contante” è l’ultimo libro di Leonardo Facco, editore e fondatore del Movimento Libertario. Nello stesso l’autore analizza in maniera empirica l’uso del contante e individua in esso l’ultimo baluardo di libertà monetaria.

Fare a meno del contante, oltre a essere fortemente lesivo della libertà e di spazi di autonomia individuale, comporterebbe un’ulteriore battuta d’arresto nel processo di crescita economica, già notevolmente compromesso. Nel testo Facco richiama l’art. 1834 del codice civile per spiegare come il deposito di una somma di denaro presso una banca ci renda titolari di un semplice
titolo di credito azionabile in qualsiasi momento. Ciò a patto che le casse bancarie non vengano svuotate nelle more del deposito stesso.

Nel libro è anche affrontato il tema delle monete elettroniche, o meglio delle cripto-valute, tra cui il bitcoin è la più conosciuta. Per l’autore la limitazione dell’uso del contante nella prassi sia
invalsa perché molti Stati, falliti o sull’orlo del fallimento, non riescono a mantenere i loro carrozzoni clientelari. E la situazione delle Banche fa da contraltare al problema degli Stati. Nonostante tale scenario sia drammaticamente evidente, gli Stati non tendono a diminuire il loro potere, e paradossalmente, se venissero aumentate le tasse, spenderebbero di più, come storicamente si è del resto verificato.

C’è dunque una possibile via d’uscita da siffatta situazione? Per Leonardo Facco il modello della Catalogna e della Scozia, ovvero quello dell’autodeterminazione è una soluzione praticabile ed efficiente. Di contro un sistema dirigista e centralizzato non può essere utile alle transazioni e non può produrre l’utilità degli agenti economici, che è alla base del libero mercato. Gli ultimi Governi si sono mossi, purtroppo, in questa direzione, incrementando i controlli sulle transazioni economiche e limitando la libertà di contante. Gli effetti di questo agire sono sotto gli occhi di tutti. L’alternativa, per la libertà, sembra però stranamente sfuggire ai più.

TRATTO DALLA RIVISTA LIBER@MENTE

antonella.cimarosa@fondazionescoppa.it

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Showing 2 comments
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Ok.
    I primi destinatari del mio regalo saranno due direttori di banca.
    Poi, due negozianti noti di Bologna.
    Un professore direttore di una clinica universitaria.

    Questi sono i primi.

    Dopo aver presenziato alla riunione del 28 a Bologna, dove Leo ha affermato giustamente che nulla è cambiato anche se il limite è stato innalzato a 3000,00€, mi sembrerebbe utile che nelle copie ancora non vendute sia inserita una paginetta nella quale si informa della norma intervenuta e del fermo parere dell’autore.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Contesto l’avverbio dell’ultima frase dell’articolo. Le alternative, la libertà, sfuggono ai più ma non “stranamente”. Prima del 1861 forse si sarebbe potuto parlare di stranezza. Dopo il 1968 è se mai strano che ci sia ancora qualcuno che non scambi la libertà con il vivere idiota. Con decenni di bombardamento mediatico e irregimentazione scolastica, accompagnati da una complicità estrinseca dei titolari di ben visibili luoghi di culto e da una mancanza reazione di chi potrebbe e dovrebbe, cosa possiamo aspettarci?

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