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Leo-che-Venezia-10-2015di LEONARDO FACCO

La presentazione dello scorso 28 ottobre del libro “C’era una volta il Che”, mi ha portato a fare alcune considerazioni, riprendendo uno dei tanti insegnamenti di Ludwig von Mises.

Confrontando le gesta fallimentari, in economia, di Ernesto Guevara de la Serna, ecco che si trovano le risposte del perchè il Venezuela inventato da Hugo Chavez, non poteva che finire miseramente sul lastrico.

Le panzane della “terza via” chavista, quella del Socialismo del XXI° secolo, si sono dimostrate, per l’ennesima volta, solo delle panzane.

In conclusione, possiamo convintamente affermare che da Che Guevara a Chavez, il risultato finale, per chi deve subire le loro demenziali idee, è sempre lo stesso: morte e miseria!

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Showing 12 comments
  • Albert Nextein
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    Ho letto il libro, e mi è piaciuto.
    Tutti questi personaggi “avventurosi” sono malati mentali a diverso grado.
    Sono , ed in ogni caso diventano , prede di un delirio di onnipotenza, dei delinquenti sadici senza scrupoli.
    Io, ad esempio, non sapevo che garibaldi avesse avuto un padiglione auricolare mozzato in Argentina per atti criminosi.
    Chavez, altro delinquente sadico.
    In africa non si contano.
    Tutta la storia ne è costellata.
    Ecco perché io non mi fido del potere e delle sue storielle.

    • leonardofaccoeditore
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      Grazie!

  • Francesco Nicola Cima
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    Ho iniziato a scrivere un libro sulle patologie psichiatriche di mistici, profeti, dittatori + (condottieri e artisti). Assai interessante questa ricerca e come chi soffre di dette pericolose patologie, riesca a crearsi un entourage e attragga le masse che appaiano, quasi sempre, in maggioranza decelerate .
    “I Mistici” non avendo brame di grandezza, di potere e di denaro di norma non creano gravi problemi e tragiche situazioni e alle volte rivelano aspetti positivi. Con i Mistici possiamo, includere gli artisti.
    “I Profeti” hanno manie di grandezza, sotto sotto anche di potere, ma di solito non bramano la ricchezza, creano sempre alternanze positive e negative, anti scientifiche.
    “I Dittatori” bramano tutto “grandezza, potere, ricchezza, e creano sempre tragiche tragedie. Con essi possiamo includere i Condottieri.

    • leonardofaccoeditore
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      Molto interessante!

  • Francesco Nicola Cima
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    Se ti interessa potresti scrivere insieme a me il libro sopra citato, arricchendolo sicuramente con le tue conoscenze.

  • Alessandro Colla
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    Ai profeti possiamo includere gli econometristi che si spacciano per economisti? Sugli artisti non condivido che siano affetti da patologie psichiche. Altrimenti il discorso dovrebbe porsi anche per gli artigiani, compresi i carrozzieri, i sarti e i calzolai.

  • Francesco Nicola Cima
    Rispondi

    Per gli artisti nella maggioranza dei casi le “patologie” sono prodotte da stupefacenti e c…

  • Alessandro Colla
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    Nella maggioranza dei casi? Non so, non ho statistiche al riguardo, ammesso che sia possibile stilare statistiche di questo tipo. Venendo dall’arte drammatica (va bene, d’accordo, dall’avanspettacolo; come siete pignoli!) mi sento parte in causa. Ho conosciuto diverse persone del mestiere che non avevano e non hanno vizi. Ne conosco tante, con ruoli impiegatizi od operai, che i vizi ce li hanno e come. Ho collaborato con Silvio Spaccesi, Isa Di Marzio, Fiorenzo Fiorentini, Chiara Taigi… Nessuno di questi fumava o fuma. E sto parlando del semplice tabacco. Sono stato allievo di Luigi Infantino e Sarah Ferrati, anche loro né fumatori, né alcoolisti, né altro. Non mi risulta che Giorgio Albertazzi abbia vizi di questo tipo, so che Lando Fiorini non ce li ha. E potrei parlare di tanti altri meno conosciuti o sconosciuti come me. Anche io non ho mai fumato. Le mie “trasgressioni” sono costituite dal Valpolicella, dal Sangiovese e dal Cesanese per i rossi, dal Falerno per i bianchi e dal Cirò per i rosati. Tutti rigorosamente per accompagnare il pasto serale, mai comunque prima di andare in scena o prima delle prove. E mai oltre le quantità che possano provocare ubriachezza o malori vari. Se rimango sconosciuto per questi motivi, preferisco continuare a essere sconosciuto. Forse per me non è valida la definizione di artista ma di semplice saltimbanco; va bene lo stesso. Ma mi sembra che parlare di maggioranza dei casi sia un po’ generalizzare. E poi che vuol dire maggioranza? Cinquantuno per cento? Sessanta? Sono percentuali che rientrano anche nelle altre categorie. Inoltre non credo che ci siano tanti artisti così poco interessati al denaro e alle ricchezze o al potere. Qualcuno fonda pseudomovimenti (anche se in questo caso mi riferisco a uno che di artista ha la stessa mia capacità atletica), altri sono al servizio permanente del pensiero unico statalista e collettivista oltre a essere antiscientifici (vedi le loro posizioni su nucleare e OGM). Pensiero unico, altro che “alternanze”. L’espressione “tragiche tragedie”, tra l’altro, mi sembra un inutile pleonasma.

  • Pedante
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    La sinistra esercita un potere quasi egemonico sulla cultura in tutto il mondo occidentale. Non c’è da stupirsi che si venerino falsi santi come Che, Castro e Chavez.

  • Alessandro Colla
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    Rimane sempre il vecchio problema di come contrastare quest’egemonia. Loro sono furbi: fingono di produrre cultura creando ciò che in realtà è il suo contrario. Gli avversari della sinistra che fanno?

    • Pedante
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      Producono arte su internet e bypassano le vie tradizionali di divulgazione. I lillipuziani contro il gigante.

  • Alessandro Colla
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    Spesso non producono neanche arte. Su internet non so, mostre allestite da loro non ne ho mai viste. Rimarranno lillipuziani, peggio per loro e per noi. Peccato, perché nella storia del pensiero a giganteggiare filosoficamente è il pensiero liberale, non quello totalitario – costruttivista.

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