In Varie

jkjdi LUIGI GRASSIA*

C’è una grande novità nel trasporto locale: per la prima volta in Italia, l’azienda degli autobus di tutta una città passa interamente in mano a un gruppo privato straniero. Succede a Cremona e a comprare è la multinazionale Arriva.

Non si tratta di una semplice partecipazione e neanche di una collaborazione pubblico/privato; queste non sarebbero novità, e nella stessa Cremona la Arriva era socia da anni al 49% dell’azienda del trasporto locale Km Spa.

La novità assoluta è che la Arriva acquisisce il 100% del capitale, per cui da adesso in poi ogni volta che a Cremona uno studente o una casalinga o un impiegato prendono l’autobus, salgono su un mezzo che appartiene a un gruppo straniero. Da segnalare che Arriva è inglese, ha come azionista di controllo Deutsche Bahn, cioè le ferrovie pubbliche tedesche, ma è un’azienda privata a tutti gli effetti.

Presto anche in Toscana  

Il settore del trasporto pubblico locale è in fermento in molte parti d’Italia. La città di Cremona cedendo gli autobus agli stranieri ha anticipato di poco la Toscana dove sta per succedere qualcosa di simile su più vasta scala: a novembre una società controllata dalla francese Ratp ha vinto la gara per il trasporto locale su gomma nelle città della Regione.

Ma il cambiamento in Toscana non è ancora avvenuto, ci vorrà qualche mese. Per cui Cremona fa da primo test per tutta Italia. Una domanda si impone: ma il trasporto locale in Italia non è sempre stato fonte di perdite più che di guadagni? Quando se ne parla sui giornali e in tv o sul web è sempre per segnalare inefficienze nel servizio e buchi di bilancio. Come mai allora le aziende private, per di più straniere, si mettono in gara per gestire i nostri bus?

Buoni contratti di servizio  

Spiega al telefono Leopoldo Montanari, amministratore delegato della filiale italiana di Arriva: «Noi facciamo utili ovunque operiamo. Quello del trasporto locale è un settore che produce reddito all’estero come in Italia, purché ci sia il mercato. La peculiarità negativa italiana, in certi luoghi, non dappertutto, è che il mercato a volte non c’è.

In alcune città il servizio non viene messo davvero a gara, e alcune aziende pubbliche vengono gestite in base a logiche esclusivamente politiche, non economiche, e questo le spinge a perdite strutturali. Attenzione: non sto dicendo che le aziende pubbliche in quanto tali sono mal gestite, anzi ce ne sono molte che producono utili, oltre a offrire un servizio valido. Però non sempre è così». La torinese Gtt è un esempio positivo.

Insomma fare soldi in questo settore non è un miracolo, non serve una bacchetta magica. Qual è il discrimine fra una situazione virtuosa e una che non lo è? «Deve esserci un valido contratto di servizio». Però si ha l’impressione che per quanti accordi si prendano le aziende del trasporto locale rischiano sempre di restare in ostaggio di relazioni sindacali difficili.

Senza gettare la croce addosso ai lavoratori e senza pensare che col sindacato vada sempre male, i privati si difendono meglio da questi rischi? E come? Risponde ancora Montanari: «Non importa se si è pubblici o privati. L’esperienza mi dice che una gestione sana porta a relazioni sindacali costruttive». E la gente è soddisfatta dei gestori privati stranieri? Telefoniamo a Cremona.

Elena Colombo, amministratore delegato di Km Spa, risponde che «la soddisfazione dei clienti è dimostrata dai sondaggi periodici fra il pubblico che sono richiesti dal contratto di servizio». Ma è difficile lavorare con dei proprietari stranieri? «Non ci sono interferenze. Noi pensiamo a ottimizzare i risultati, abbiamo indici di performance mensili, e loro ci lasciano fare».

* Articolo tratto da http://www.lastampa.it/

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  • Mauro
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    Infatti il problema è quello che avverte anche l’autore dell’articolo. Nella quasi totalità dei servizi erogati dallo Stato, la via maestra del risanamento e della redditività passa da sostanziose eliminazioni di parassiti.
    I privati di Cremona si troveranno sindacati e cittadinanza contro (ricordiamo i cittadini genovesi schierati contro la privatizzazione del trasporto urbano qualche anno fa) e non potranno fare altro che alzare notevolmente il prezzo del biglietto.
    E’ vero che si pagherà molto per avere probabilmente un servizio migliore, ma non è certo. Il mercato non è libero e io non potrei aprire un’azienda che faccia concorrenza a questa inglese, perchè il Comune non me lo consentirebbe.

  • christian
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    Purtroppo anche io non vedo il mercato in quanto indicato nell’articolo.
    Quello descritto mi sembra un monopolio. Poi mi piacerebbe vedere più in dettaglio il contratto di servizio di questa Km spa. Se il comune ha particolari privilegi nei confronti della Km. Se c’è un minimo di utile garantito dal comune.
    Tutto quanto perfettamente inutile, finché un qualsiasi imprenditore privato non sarà libero di poter instaurare la propria rete di trasporto collettivo a pagamento, qualsiasi iniziativa come quelle descritte nell’articolo sono destinare a degenerale.
    Come sempre la domanda non è “andrà bene o fallirà?” ma “quando fallirà?”.
    Il profitto sono è l’unico indice della soddisfazione del cliente, non stupidi questionari. Se il cliente non può dar voce al proprio gradimento scegliendo la concorrenza i questionari di gradimento sono inutili. Quando il servizio diventerà pessimo e/o troppo costoso cosa succederà? Interverrà il comune? la società fallirà? niente più servizio di trasporto?
    Film già visto con le pseudo privatizzazioni delle municipalizzate. I bandi di gara sono delle buffonate. Non ci dovrebbero essere bandi. Chi vuole entrare nel mercato lo faccia.

    Nessuno vuole svolgere il servizio perché non conviene? sfortuna per quelli che abitano in questi posti, dovranno pagare un prezzo più alto. Vi lamentate perché non è giusto? andate su internet e guardatevi i filmati dei bambini africani che muoiono di fame. Avete un tetto sulla testa e cibo in tavola e vi lamentate pure? siete razzisti/fascisti e non avete il diritto di lamentarvi [spero qui si capisca l’ironia delle ultime frasi].
    Ricordatevi: chi di socialismo ferisce di socialismo perisce; c’è sempre qualcuno più disgraziato e morto di fame di voi che vi verrà a strappare anche le mutande con cui siete rimasti. Le masse di immigrati disgraziati stanno aprendo gli occhi agli pseudo disgraziati di casa nostra (mi sentirei di dire il deretano, visto che molti oramai hanno bulbi oculari atrofizzati a forza di tenere la testa sotto la sabbia ma il dolore della penetrazione lo sentono benissimo). [scusate lo sfogo]
    Distinti Saluti

    • charlybrown
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      Il problema è che con la testa sotto la sabbia sentono il dolore ma non vedono l’autore della penetrazione, quindi basta dirgli che è stato il neoliberismo.

  • Antonio Abate
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    @christian Intervento strepitoso ed ineccepibile. Sottoscrivo.

  • Alessandro Colla
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    In un sistema di libero mercato autentico non ci sarebbero i “nessuno” che presterebbero servizio perché non conviene. Quand’è che non conviene? Quando non c’è domanda: Siccome la domanda nel trasporto c’è, allora conviene. E in una situazione giuridica basata sulla libertà di operare, i prestatori d’opera si trovano eccome.

  • Barbanera
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    Il feed RSS del sito movimentolibertario.com NON funziona da un po’ di tempo (da verso metà dicembre 2015). Potreste vedere di sistemarlo e di mettere un link al feed in home page? Grazie! RSS è un modo libero di aggregare le news da vari siti, fonti di informazione libere. Google ha provato a ucciderlo e adesso i vari siti web mainstream dicono: “seguiteci su twitter/facebook/ecc.”. Ma in questo modo si manda la gente a farsi tosare in quei recinti informatici per il bestiame… M

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Grazie della segnalazione
      Lf

      • Barbanera
        Rispondi

        Leo, sei sempre un grande … :)

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      SISTEMATO!!!! Grazie!
      Si accettano donazioni :-)

  • christian
    Rispondi

    @charlybrown
    bellissimo, non avevo notato questo ulteriore possibile analogia.
    @Alessandro Colla
    Non è purtroppo vero che la presenza di una domanda rende automaticamente conveniente l’offerta da parte di qualcuno. Il punto è l’incontro tra i prezzi della domanda (quanto uno è disposto a pagare per ciò che vuole) con quelli dell’offerta (quanto uno vuole guadagnare da ciò che offre).
    Quanti vorrebbero farsi un giro nello spazio ma per ora l’offerta è indirizzata solo ad un esiguo numero di persone (multi milionari). Quanti vorrebbero fare una passeggiata sulla luna (tecnicamente non impossibile) ma per ore non c’è alcuna offerta.
    Vuoi un esempio più pratico, la banda larga/fibra. Anche nei piccoli centri abitati c’è richiesta della banda larga ma gli operatori non hanno nessuna convenienza perché non un ritorno adeguato sull’investimento. Per le reti di trasporto collettivo pubbliche sarebbe lo stesso.
    Arriva si è comprata la società di trasporto di Cremona mica di Roccalumera e sicuramente dopo aver fatto i suoi bei conticini. Sfido Arriva ad investire nel trasporto di un piccolo centro abitato (almeno nel presente, in futuro potrebbe anche diventare conveniente) poi ne riparliamo.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Sulla luna non è conveniente. Bene, non ci si va o ci vanno solo i ricchi. Non crolla l’economia per questo. Qualche anno fa si sarebbe detto che a un privato converrebbe prendersi i trasporti di Roma, Milano, Napoli o Torino perché Cremona è troppo piccola. Probabilmente a Roccalumera non c’é proprio la società di trasporto. Ma scommetto che non c’è nemmeno l’aereoporto. Ma se da Roccalumera devo recarmi a Sortino, a Croce Camerina o a Giardinello il mezzo mi serve. Le società di trasporti possono essere intercomunali. Il treno solo nel mio quartiere non conviene a nessuno e non c’è richiesta. Ma il treno che collega quartieri e comuni diversi, provincie e regioni diverse, nazioni e altre realtà geografiche diverse può convenire. E la domanda c’è.

    • christian
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      Alessandro Colla
      siamo in perfetta sintonia, concordo con tutto quanto hai detto.
      Volevo solo puntualizzare che non tutti i bisogni possono essere soddisfatti entro il limiti di un prezzo che una persona ritiene essere “corretto” pagare (i.e. entro il prezzo massimo che una persona è disposta a pagare). Per questo che chi non è disposto a pagare un prezzo più alto ma vuole comunque soddisfare il suo bisogno (cosa che non potrebbe permettersi) chiede allo stato di provvedere facendo pagare a qualcun altro. Io questi li chiamo socialisti/collettivisti. Il trasporto pubblico fa parte di uno di questi meccanismi.

  • Massimiliano
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    Su quali basi si afferma nell’articolo che ‘La torinese GTT è un esempio positivo’ ? Quando è uscito simile film . . . che me lo sono perso? Posso cortesemente chiedere delucidazioni in merito, grazie anticipatamente . . . a chi risponderà, possibilmente con dati reali e verificabili. Buon 2016 a tutta la redazione del blog, lettori compresi

  • Vincenzo
    Rispondi

    Anche a Caserta, il servizio è gestito dai privati. Ci fate lo stesso un articolo?

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Attenzione: io non so quale sia la situazione a Caserta. Ma a Roma, dove vivo io, oltre l’ATAC ci sono alcune linee gestite dalla TPL che è privata. Se il finanziamento rimane pubblico e le strade pure, è chiaro che le disfunzioni possono ripresentarsi. Se io, privato, non fallisco neanche quando fallisco perché c’è lo stato o un ente locale che mi salva, è chiaro che non mi preoccupo più di tanto dell’efficienza del mio servizio.

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