In Anti & Politica, Economia, Varie

MARXRICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gentile direttore,

moltissimi soffrono la crisi ma nessuno s’accorge che molti intellettuali e strateghi gongolano nell’ombra: tanto hanno detto, fatto e brigato dal dopoguerra che il famigerato ceto medio produttivo è stato finalmente sgominato, ostacolo insormontabile – oltre che motore economico – dell’Italia ostinatamente non di sinistra, non statalista, lavoratrice, creativa, concreta, pochissimo chiacchierona.

Il reddito da lavoro autonomo, da impresa commerciale, artigianale, da piccola impresa individuale o familiare può rimanere valido qualora il committente sia lo Stato, altrimenti incontra una marcata proletarizzazione, sempre più eroso.

Ormai da tempo in larga parte d’Italia l’unico lavoro rassicurante è nello Stato.

Il reddito che consente vita agiata e investimenti di lunga durata, è quello che proviene dallo Stato qualunque sia l’entità dei suoi stipendi. Moltissime grandi industrie e grandi imprese –sotto schiaffo di incentivi, sindacati e strategie politiche- sono di fatto a controllo statale ma a carico del contribuente. Per accontentare platee sempre più vaste di parassiti si è colta l’occasione per strozzare il ceto medio produttivo mediante fisco e burocrazia asfissianti. Il Socialismo finalmente ha vinto.

Luigi arch. Fressoia, Pg

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  • Rocco
    Rispondi

    D’accordissimo che il socialismo sta vincendo, ma lo sta facendo perché ha una strategia. Le contro-strategie ci sarebbero, ma nessuno ne vuol sapere niente di diffonderle. Guardate, per esempio, questo video, che dimostra concretamente perché la NASA è un ente inutile e bugiardo. Ma il guaio, da un punto di vista libertario, che è anche il mio , sono tutti quei soldi di tasse e imposte che pagano i cittadini ….Guardate un po’

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Il socialismo ha vinto anche sul piano linguistico. Intellettuali e pesudostrateghi addossano la colpa della crisi a una fantomatica e mai vista politica neoliberista, che può sembrare tale solo agli occhi degli analfabeti, degli sciocchi e dei malfedisti. Uno di loro sostiene che la nostra costituzione repubblicana non sarebbe socialista in quanto non avrebbe impedito la “svendita” del patrimonio pubblico, non citando naturalmente gli oggetti della presunta svendita. Se si riferisce alla Telecom, risulta evidente anche a un infante che si sia trattato di un’operazione mercantilistica privilegiante gruppi e potentati tutt’altro che ostili all’interventismo statalista e certo non interessati a operazioni controstrategiche. Di non socialista è apparentemente rimasta solo la proprietà nominale, peraltro espropriabile come, quanto e quando si vuole. Magari in nome dei sempreverdi “interessi pubblici” o “interessi generali”. Ossia, entità che sotto il profilo filosofico non esistono e non sono mai esistite. Né mai potranno esistere. A meno che il Grande Architetto dell’Universo di libermuratoria memoria non cambi le carte fisiche in tavola scambiando o confondendo la materia con l’antimateria.

  • Antonio Abate
    Rispondi

    No però il complottismo pure qui no per favore, insomma…
    non per altro, un libertario complottista è una contraddizione di termini, punto.
    Ve lo immaginate un Hayek complottista?

  • fabrizio
    Rispondi

    Ma il libero mercato/nero vince sempre.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Ma il complottismo dove sarebbe?

  • Antonio Abate
    Rispondi

    @Alessandro Colla mi riferivo al primo commento. La terra è piatta, ma una cospirazione (plutogiudaicomassonica suppongo) ci fa credere il contrario. Il tutto a beneficio dei cattivissimi della NASA, che va da sè, vengono accusati non tanto perchè istituzione governativa ma perchè innanzi tutto americani. E gli americani sono per definizione cattivi, lo sappiamo.

    • Pedante
      Rispondi

      Non è così, pure l’agenzia spaziale cinese è colpevole di mentire.

  • Stefano G.
    Rispondi

    Non resta che sperare (purtroppo, perché sarà dolorosissimo) nel “Grande Default”, perché qualcuno cominci a domandarsi: che c’è che non va? Perché la festa è finita? Vogliamo la giustizia, il benessere, la solidarietà, i diritti che ci avete promesso. Dove sono i soldi? A quel punto i socialisti/keynesiani avranno qualche difficoltà a rispondere. Ma i liberali saranno pronti?

  • Rocco
    Rispondi

    @Antonio Abate, gentilmente, La prego di indicare ai lettori di questo sito il punto preciso del video in cui Lei suppone che si parli di complotto giudaico. Il video che ho postato ha natura scientifica, e analizza diverse teorie ( scientifiche), con documenti NASA, foto, filmati , e rotte aereee.Un conto è non aver tempo per guardare il video, un altro è lanciare accuse generiche. Grazie

    • Antonio Abate
      Rispondi

      @Rocco Lei ha ragione non ho avuto il tempo di guardare il video e le devo le mie scuse soprattutto per il mio tono sarcastico. Rimedierò e lo guarderò.
      La mia insofferenza verso le conspiracy theories è però di carattere generale. Non ci credo (e qui mi rivolgo anche a @Pedante perchè il mio non è argumentum ad verecundiam nè intendo delegittimare nessuno) semplicemente perchè accettando le lezioni di Hayek e di Mises credo invece nell’ordine spontaneo e nella libertà dell’individuo. E’ una distanza epistemologica quella che separa il liberale dal complottista ed è la stessa distanza che intercorre tra il liberale e il socialista pianificatore. Pianificatori economici e complottisti non riescono a concepire l’esistenza di un ordine spontaneo. Il pianificatore non concepisce l’ordine spontaneo e ritiene inammissibile che il mercato possa funzionare da solo grazie alle interazioni tra gli individui: c’è bisogno di un gruppo di persone che gestisca da una cabina di comando tutti i meccanismi del mercato. Il complottista non concepisce l’ordine spontaneo e quindi non sa spiegarsi che un fenomeno generale possa essere frutto delle interazioni spontanee tra una pluralità di soggetti: ci deve essere un gruppo ristretto di persone (questa volta occulto) che a tavolino pianifica l’emergere di questi fenomeni.
      L’affinità epistemologica tra pianificatori e complottisti è patente. Se a ciò si aggiunge la constatazione che i pianificatori sono per definizione anticapitalisti e i complottisti sono di fatto per lo più antioccidentali (anti USA) e anti big corporations, queste due categorie finiscono per convergere e sovrapporsi.
      Ognuno è libero di pensarla come vuole ed è libero di sostenere anche che la terra sia piatta. Il mio punto è che le conspiration theories sono incompatibili con gli assunti epistemologici di fondo del pensiero liberale da Smith a Hayek.

      • Fabrizio Fv
        Rispondi

        Comunque la nasa e altri elefantiaci enti governativi hanno ben poco a che vedere con l’ordine spontaneo e la libertà individuale.

        Quello che trovo incomprensibile io è, invece, il fatto che un certo numero di libertari attacchi giustamente lo stato quando mente spudoratamente su argomenti economici , monetari e fiscali e lo difenda strenuamente quando si tratta di argomenti etichettati come “scientifici”.

        Vorrei inoltre far notare che alla maggioranza “socialdemocratica” potrebbero apparire come complottisti molti temi libertari.

        • Antonio Abate
          Rispondi

          1. Non difendo la Nasa, tutt’altro. Ho semplicemente sottolineato come la maggior parte delle teorie del complotto abbia come bersaglio gli USA, il capitalismo o entrambi. O entrambi più il Mossad e la Massoneria.
          2. Non ho capito, lo Stato si sarebbe inventato la sfericità della Terra?
          3. Lo Stato non è un complotto di pochi ai danni della popolazione. Lo Stato si forma per la convergenza di interessi diffusi. Se scorre sommariamente questo sito o guarda i video e gli interventi di L. Facco per esempio, le parole più ricorrenti sono “burocrati” e “parassiti”. E questi “sono intorno a noi sono in mezzo a noi e in molti casi siamo noi…”, non la Spectre. Ripeto, liberi tutti di sostenere le tesi che meglio credono, negazionismo della Shoah e flat earth compresi, ma, ripeto:
          “complottismo libertario” = contraddictio in adjecto.

          • Pedante

            https://www.youtube.com/watch?v=NwGcWYDP9jk

            “classe di burocrati” “casta di parassita”, non singoli burocrati o parassiti. Le coalizioni e i gruppi di pressione esistono e bisogna riconoscere questa realtà.

    • myself
      Rispondi

      @Rocco

      Sinceramente credi che la Terra sia piatta?

  • Ari
    Rispondi

    Per tornare al tema centrale dell’interessante e condivisibile articolo di Luigi Fressoia, vorrei solo aggiungere che questa vittoria del socialismo è una vittoria perfetta e destinata a durare, per 3 ragioni.

    1) I beneficiari del socialismo in questo Paese al momento sono ancora milioni e rappresentano un blocco conservatore che si oppone ferocemente a qualsiasi cambiamento e fa scudo protettivo all’élite.
    Ai tempi dell’Ancien Régime, la Rivoluzione fu possibile in quanto oltre a qualche migliaio di Nobili parassiti, c’erano solo poche centinaia di addetti che vivevano a Palazzo mentre adesso ci sono milioni di “cortigiani”, dall’alto burocrate fino all’ultimo Commesso della Camera che da questo sistema ricevono più di quanto danno. E che quindi lo difenderanno con le unghie e con i denti.

    2)Chi paga il “pasto”, gli sfruttati, i Tax payers, insomma chi mantiene ‘sti milioni di parassiti, non ha assolutamente consapevolezza di essere il perdente, lo sfruttato. Magari si lamenta genericamente delle tasse ma non ha, per usare un termine marxista, “coscienza di classe”. Non c’è peggiore e più disperata schiavitù di quella di cui non si è consapevoli.

    3)Il Socialismo ha vinto alla grande anche perché non si è presentato come “Socialismo”. Come i più astuti virus si è insinuato nel corpo della società dissimulando la sua identità. Non c’è stato nessun assalto al Palazzo d’Inverno con pugni chiusi, falci e martelli; c’è stato invece il progressivo insinuarsi in tutti gangli vitali della società fino a conquistarla, menti comprese.

    “SE VUOI BOLLIRE UNA RANA E LA BUTTI NELLA PENTOLA BOLLENTE SALTERA’ FUORI E SI SALVERÀ’.
    MA SE LA METTI NELL’ACQUA FREDDA E AUMENTI UN GRADO ALLA VOLTA, LA RANA SI RITROVERÀ’ BOLLITA SENZA NEANCHE ACCORGERSENE”.

    . Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi
    W. Shakespeare

    A questi ultimi si sommano quelli che credono, ancorché a torto di essere dei beneficiari o che comunque tutto sommato gli rubano 5 ma ricevono 8 e quindi va bene tutto sommato va bene o stesso.

    in quanto la parte sconfitta nella stragrande maggioranza neanche sa di esserlo né tantomeno sa chi l’ha sconfitta.

    Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi
    W. Shakespeare

    • Mister Libertarian
      Rispondi

      Ottima analisi di Ari

  • Ari
    Rispondi

    PS: Mi scuso per le ripetizioni nell’ultima parte.
    Ari

  • Pedante
    Rispondi

    Chi disprezza a priori il “complottismo” studi il caso del lysenkoismo. Stato e scienza in un’alleanza micidiale.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Nelle varie analisi proposte, mi convince meno quella della rivoluzione francese avvenuta per scarso numero dei privilegiati. La rivoluzione autentica, quella non dichiarata sui testi scolastici, fu il progressivo atteggiamento antigabella dei commercianti. La rivoluzione finta, quella nata per recuperare il perduto con l’occupazione della Bastiglia, risuona di nom un po’strani: Il marchese de La Fayette, il conte di Saint – Just, la grandama de Corday, il barone Fouché, l’abate Talleyrand… Anche il vero cognome di Maximilien era de Robespierre, con quel “de” che troppi storiografi omettono. Altro che terzo stato. Lo scopo era il terrore, finalizzato al riarmo. Seguirà, infatti, l’Impero grazie a un cadetto della nobiltà minore della Corsica; la restaurazione e il trono di Luigi Filippo d’Orléans. Sbarazzarsi del re era occasione troppo ghiotta per i nobilastri, in fondo la corona costituiva un freno alle loro ambizioni. E i privilegiati non erano solo a Parigi; il resto della Francia era pieno di signorotti e di attendenti a loro servizio. Non ancora una burocrazia come quelle attuali di’Italia e Francia ma comunque un apparato ben agguerrito e consolidato. Nulla a che vedere con il precedente storico inglese. Tanto meno con quello americano del 1776. Non fu, quindi, un’autentica rivoluzione.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Non ho le conoscenze scientifiche sufficienti per argomentare sui viaggi spaziali. Ma se ciò che ci hanno mostrato non è in realtà avvenuto, trovo strano il silenzio degli allora sovietici. Se erano d’accordo, vuol dire che il pericolo di guerra tra le due super potenze non c’era.

  • Ari
    Rispondi

    Caro Colla,
    Il riferimento alla Rivoluzione Francese era marginale rispetto al cuore della mia tesi che elencava tre ragioni (più sotto ci metto pure una quarta) per le quali la vittoria di cui parla l’articolo è solida e duratura.
    Comunque ti ringrazio per la interessante tesi sulla vera natura della Rivoluzione francese. Devo documentarmi meglio e ho già sul comodino il libro di B. Di Martino “La Rivoluzione del 1789” Leonardo Facco Editore.
    Resta il fatto che:
    A)oggi i privilegiati dello statalismo (socialismo, comunismo… chiamatelo come volete, sono solo intensità diverse della stessa idea), fino a quando il sistema tiene, sono milioni quindi non si cambia.
    B)chi mantiene i privilegiati, ha scarsa coscienza di farlo; o comunque avverte istintivamente che lo stanno fregando, ma non riesce a percepire razionalmente qual è il vero problema perché non ne ha gli strumenti intellettuali o culturali (vedi egemonia socialista nei media, nelle scuole e nelle università).
    C)il socialismo ha vinto perché invece di fare improbabili rivoluzioni cruente, ci ha bolliti come è successo alla “rana” del mio precedente commento.
    D)il socialismo si vende bene con gli slogan e le parole d’ordine di cui i compagni sono maestri. Il liberismo e libertarismo si può spiegare solo con i ragionamenti e la gente non ha voglia/tempo di ascoltare.
    Saluti.

  • charlybrown
    Rispondi

    Ammetto che mi sfugge totalmente la logica secondo cui un vero libertario non può essere cospirazionista o viceversa. Il concetto di ordine spontaneo non mi pare venga contraddetto dalla ipotesi che qualcuno abbia interesse ad agire affinchè questo ordine spontaneo non trovi compimento, o prenda una determinata direzione a lui più favorevole. L’obiezione, eventualmente, potrebbe riguardare la possibilità reale che qualcuno sia dotato del potere e dei mezzi tecnici necessari a deviare quello che sarebbe il corso naturale degli eventi. Una risposta soddisfacente a questa domanda si può trovare però solo attraverso una razionale indagine storico-scientifica, ed è questa che semmai distingue il cospirazionismo serio da quello campato per aria e/o paranoico, e/o antiamericano.
    Essere libertari significa credere sempre e comunque alla versione ufficiale dei fatti? Questo perchè il libertario ha piena e totale fiducia nel fatto che i governi mai si sognerebbero di mentire? E se così non è, il libertario che dubita e magari indaga a fondo sui fatti non diventa automaticamente cospirazionista?
    In ogni caso, a me pare invece ingenuo, se non assurdo, pensare che le cospirazioni NON esistano. Il concetto di cospirazione è molto simile, direi nell’essenza quasi sovrapponibile, a quello di associazione a delinquere, e le differenze in fondo sono più tecnico-formali che sostanziali, cioè riguardano semmai la portata, gli scopi, il numero di individui coinvolti, i mezzi utilizzati. Ma, in ultima istanza, si tratta sempre di più soggetti che hanno interessi comuni e che decidono di cooperare a proprio vantaggio e a danno di tutti gli altri. Sapendo ciò che sappiamo della natura umana, dovremmo stupirci che questo sia accaduto e accada? O non, ripeto, dovremmo piuttosto stupirci del contrario?

    • Antonio Abate
      Rispondi

      1. Infatti lo Stato e la burocratizzazione della società sono ordine spontaneo, non un complotto. Già l’articolo che dovremmo commentare (mi scuso con l’autore per l’aver io scatenato questo increscioso e surreale offtopic) lo spiega. Convergenza di interessi diffusi. Ma su fenomeni complessi come l’emigrazione quale spiegazione ritiene più razionale: l’interesse degli individui a migliorare la propria condizione o il piano Khalergi? Sulla peste del 600: i viaggi intercontinentali e la globalizzazione dei virus o gli untori? Sull’inflazione weimariana: le presse delle banche centrali o i sette savi di sion? L’ordine spontaneo o il complotto?
      2. Non si tratta di difendere la versione ufficiale. Lo so che i governi mentono e hanno interesse a farlo. Non ha senso contrapporre l’essere complottisti all’essere filogovernativi, tanto che spesso le istituzioni hanno appoggiato teorie del complotto (i processi agli untori nella ‘Colonna infame’ per esempio o la caccia alle streghe, o si veda il caso xylella negli articoli di L. Capone sul Foglio e Mieli sul Corriere). Le teorie astronomiche e cosmologiche qui in questione, precedono di secoli la nasa e gli stessi stati nazionali moderni. Quindi non sto difendendo il governo (quale governo poi, tutti i governi?). C’è una comunità scientifica fatta da scienziati in competizione (competizione mercato scambio di idee concorrenza ricorda qualcosa?) tra loro, spesso in disaccordo e ci sono governi in concorrenza tra loro, quale versione ufficiale?
      3. Credere nei complotti è come credere che possano esistere dei cartelli che resistano in eterno e in tutto il mondo. I cartelli sono destinati a crollare come risulta dalla storia e dalla teoria (dilemma del prigioniero). E’ la stessa fobia degli statalisti. Loro credono nei monopoli e nei cartelli. Non si può tenere il prezzo del petrolio a 200 dollari in eterno. Non si può spacciare la menzogna come verità in eterno. Ad esempio qui bisogna ipotizzare che Usa e Urss abbiano fatto cartello per venderci la menzogna della terra rotonda.
      E cmq io mi tengo la terra rotonda e il gps satellitare col vostro permesso. Non per altro, mi serve.

      • Antonio Abate
        Rispondi

        P.S Anche i cartelli mafiosi si rompono prima o poi, ci sono i pentiti ecc. Ma mai che crolli questo benedetto complotto plutogiudaicomassonico (del quale, tenetevi forte, faceva parte anche Hitler. Pensateci bene: ci sarebbe oggi lo stato di Israele senza Hitler e la balla della Shoah?Quasi quasi ci faccio un video su youtube. Ma senz’altro già qualcuno ci ha pensato prima di me).

      • charlybrown
        Rispondi

        “Ma su fenomeni complessi come l’emigrazione quale spiegazione ritiene più razionale: l’interesse degli individui a migliorare la propria condizione o il piano Khalergi? Sulla peste del 600: i viaggi intercontinentali e la globalizzazione dei virus o gli untori? Sull’inflazione weimariana: le presse delle banche centrali o i sette savi di sion? L’ordine spontaneo o il complotto?”

        Questa è la classica straw man fallacy. Nessuno sostiene che tutto ciò che accade sia spiegabile con complotti, o solo con complotti. Quindi sugli esempi da lei citati si potrebbe anche discutere, ma non è questo il punto.
        Il punto è considerare o meno plausibile la possibilità del complotto. Se si scarta a priori questa ipotesi, è ovvio che l’ordine spontaneo è sempre l’unica spiegazione razionale.
        In ogni caso, se l’ordine spontaneo è convergenza di interessi diffusi, il complotto si potrebbe definire convergenza di interessi ristretti. Sono entrambi razionali, perchè nel caso del secondo si parla di surreale, paranoico, visionario? Possono convivere, e interagire, che c’è di tanto surreale?

        • Pedante
          Rispondi

          Parlare di complotti plutogiudaicomassonici non è necessario e serve solo per rendere ridicolo e perciò depotenziare un argomento perfettamente comprensibile.
          https://www.youtube.com/watch?v=6e8nIKVUs6g&app=desktop

          Il popolo ebraico ha un marcato senso di identità e pratiche matrimoniali endogamiche che fanno di loro una grande famiglia. Le leggi della natura sono sufficienti per spiegare perché ogni gruppo biologico vede nell’altro un concorrente e potenziale nemico. In altre parole, il patriottismo è istintivo. Può essere – e lo è sicuramente – manipolato ma è inerente alla specie umana.

        • Antonio Abate
          Rispondi

          Prima l’obiezione era questa: “mi sfugge totalmente la logica secondo cui un vero libertario non può essere cospirazionista o viceversa.”
          Ora è questa: “Il punto è considerare o meno plausibile la possibilità del complotto”. Certo che è plausibile. Ma non per un liberale, non per uno che si richiama a Smith Mises Hayek ecc. Il mio punto è il primo.

          P.S Non mi posso dilungare sul “sono entrambi razionali” porterebbe via molto tempo. Le teorie cospirazioniste appartengono a un ordine razionale primitivo, sostituiscono alla spiegazione un racconto e alle cause i protagonisti di tale racconto. Conservano analogie strutturali col pensiero mitologico (perchè c’è i fulmine? Zeus. Come è nata l’agricoltura? Demetra. Perchè i terremoti? Il mondo poggia sul dorso di una tartauga gigante).
          In particolare le teorie del complotto non si limitano a mettere in questione una versione ‘ufficiale’, questo già lo fanno da sempre il pensiero filosofico e scientifico. Quello che fanno le teorie della cospirazione è ritenere che la versione ufficiale o comunemente accettata non solo sia falsa ma “ficta” inventata costruita a tavolino con lo scopo dichiarato di ingannare l’osservatore. Col cospirazionismo ci allontaniamo dalla razionalità per addentrarci nella fiction. La cosa può avere la sua attrattiva, ma non è razionale. Poi le cose narrate dai cospirazionisti possono pure essere vere (ne dubito), del resto sono state fatte scoperte scientifiche per caso o partendo da presupposti errati. Il problema è il metodo, si tratta di scegliere: l’analisi razionale o la narrazione.

          • Antonio Abate

            Ecco questa è la definizione che Cristian Merlo, nell’ultimo articolo pubblicato su questo sito, dà della ‘presunzione costruttivista’ e pianificatrice, in terimini hayekani ‘the fatal conceit’:

            https://www.movimentolibertario.com/2016/01/gli-effetti-del-fiscalismo-sono-devastanti/

            “l’idea che solo pochi eletti ed illuminati siano in grado di deliberare e programmare gli spazi, i tempi e lo stesso orizzonte esistenziale di milioni di persone”.
            Faccio notare che queste stesse parole definiscono il ‘complottismo’:
            “l’idea che solo pochi eletti ed illuminati siano in grado di deliberare e programmare gli spazi, i tempi e lo stesso orizzonte esistenziale di milioni di persone”.
            Se non è chiaro così mi arrendo.

          • charlybrown

            Mi rendo conto che abbiamo visioni totalmente inconciliabili, potremmo proseguire ad libitum senza costrutto.
            Dal mio punto di vista ci allontaniamo dalla razionalità per addentrarci nella fiction quando, ad esempio, crediamo che il 21 luglio 1969 l’uomo sia sbarcato sulla luna, o che due aerei possano polverizzare tre grattacieli, fatti dimostrabilmente scientificamente impossibili, e che solo una illimitata fiducia nell’autorità costituita, o la ferma convinzione che i complotti siano impossibili, possono farci accettare come veri.

          • charlybrown

            p.s.

            Nella frase di Merlo “l’idea che solo pochi eletti ed illuminati siano in grado…..” secondo me si riferisce al fatto che solo alcuni eletti ritengano di possedere la necessaria saggezza per sapere cosa è bene e cosa è male, arrogandosi il diritto di decidere per tutti. Questa è quella che Merlo definisce “interpretazione benigna” (bona fide) del fenomeno, al contrario la seconda è quella che definirei una perfetta interpretazione complottista.

          • Antonio Abate

            Tutti ritengono di possedere la necessaria saggezza per saper cosa è bene e cosa è male. E sa una cosa? Hanno ragione. Tutti.
            E se lei pensa che lo Stato sia la congiura di una minoranza di persone a danno della maggioranza, ha ragione lei: visioni totalmente inconciliabili. Io ho una cugina che lavora all’Agenzia delle Entrate, è contenta e ha ragione: può accendere un mutuo. Vengo da un paesino meridionale, il 90% delle entrate viene dallo Stato parastato o affini, compresi agricoltori. Sono contenti e hanno ragione. Dal mio parzialissimo punto di osservazione non esiste alcun complotto dello Stato a danno degli onesti cittadini. ‘Sono intorno a noi sono in mezzo a noi in molti casi siamo noi…”. No conspiracy.

          • Pedante

            La TV non mente mai.

      • Mister Libertarian
        Rispondi

        Antonio Abate: Un complotto è un accordo segreto di un numero ristretto di persone. Lo Stato invece, come hanno spiegato De La Boetie e Rothbard, si regge sul consenso interessato di milioni di persone (i tax consumers che traggono profitto dalla sua esistenza) e sull’acquiescenza passiva di un numero ancora maggiore di persone (i tax payers che non comprendono la propria condizione di sfruttati).

        Può darsi che all’inizio lo Stato sia sorto da un complotto, ma oggi per mantenerlo in vita e funzionante non c’è bisogno di alcun accordo cospirativo, perché esiste già un sistema organizzato che si basa si interessi e ideologie condivise.

        Nello stesso tempo, però, lo Stato e la burocrazia non possono nemmeno essere considerati un “ordine spontaneo”, dato che questo emerge dal basso senza coercizione, mentre lo Stato si impone dall’alto con la coercizione.

        Lo Stato è dunque un ordine costruito, non (necessariamente) sorto da un complotto.

        • Antonio Abate
          Rispondi

          @Mister Libertarian sicuramente sarò stato confuso nell’esposizione, ma le nostre posizioni sono pressocchè identiche. Niente da aggiungere, condivido.

  • Pedante
    Rispondi

    +1.

  • Pedante
    Rispondi

    https://www.lewrockwell.com/2012/08/morgan-reynolds/moon-dust-rocket-engines-and-nasa/

    È la grande menzogna la più facile da far accettare al grande pubblico.

  • Pedante
    Rispondi

    Per i veri pedanti, ah ah, la vera citazione di Armstrong è: “One small step for man, one giant leap of faith for mankind,” [Un piccolo passo per l’uomo un enorme salto di fiducia per l’umanità]
    La tradizionale versione italiana è invece:
    “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità.”

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