In Anti & Politica, Economia

LEODI REDAZIONE

Visto che tutti fanno il loro discorso agli italiani,

Leonardo Facco ha scelto

di rivolgere il suo sfogo ai parassiti,

quelli che di solito si rivolgono agli italiani.

ACQUISTA IL LIBRO ELOGIO DEL CONTANTE

GUARDA IL VIDEO

Recent Posts
Showing 15 comments
  • Francesco pd
    Rispondi

    grazie di cuore e Buon Anno.
    Già scaricato e in allegato rifatto gli auguri a tutti i miei contatti

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      auguroni a te!!!

  • g.vigni
    Rispondi

    Egregio, posso permettermi di dire che Lei ha parlato anche a mio nome ? Grazie .
    Ampliamento: appunti antroposociologici sul suicidio.
    Il samurai faceva seppuku per personale assunzione di responsabilità e monito che non si ripetesse l’errore.
    I kamikaze si suicidavano per affondare navi nemiche.
    Talebani et similia, islamici of course, si suicidano facendo stragi di innocenti .

    Questi tipi di suicidi sono, per così dire, a fine “produttivo”, veramente aberrante e stomachevolo il terzo tipo, l’attuale in gran voga.

    Da noi c’è un ulteriore tipologia: il suicidio del disgraziato vessato dai parassiti, i parassiti se ne fottono, anzi risparmiano sulle spese, niente pensione, cure mediche etc…e i danni continuano a ricadere sui disgraziati congiunti, a parte l’insignificante particolare del dolore e della morale, i debiti ricadono su di loro et coetera……….

    Gli ineffabili parassiti sono riusciti a portare la gente ad un suicidio assolutamente improduttivo e dannoso, ma per loro lucroso.

    Però, però, attenzione è dato che la vittima sia complice del carnefice, ma fino a
    quando ?

    Non ricordo dove ho letto questa mirabile sintesi: ….i governi , composti normalmente da emeriti cretini privi di scrupoli, eletti da altri cretini privi di acume….

    Auguri, con un leggero senso di nausea.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Auguri di cuore!!! Noi non facciamoci sottomettere!

  • Rosy
    Rispondi

    GRANDE, Leonardo sei la voce mia e di tanti. Infiniti auguri di Buon Anno!

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Auguroni di cuore Rosy!!!!

  • g.vigni
    Rispondi

    Dulcamara, chi è ? Indovinate.

    https://www.youtube.com/watch?v=_eGGzAtVP_U

    Meraviglioso, per costume, programma e metodo. Somiglianza anche fisica ( sono desolato per il grande Schrott).
    Esilarante ed euristico è il :” tromba” !

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Magari avessi quella voce!!!

  • Pedante
    Rispondi

    Magari fossero interessati solo a saccheggiare, ah ah! Temo invece che l’obiettivo ultimo sia quello di rimpiazzare i popoli autoctoni d’Europa. Abbattere la vecchia Europa per farne una nuova, più omogenea, più arrendevole.
    https://www.youtube.com/watch?v=WulPpoUx-vw

    Buon Anno!

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Ben detto.
    E’ dura metter da parte quell’euro.
    Ma ci provo in ogni modo.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    L’Europa è già arrendevole così, anche senza rimpiazzi.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Chiedo venia se mi permetto due piccoli appunti. La canzone dice “tutto va ben, madama la marchesa”, non madama la maestra. Non credo che chi studia i problemi sia quello che non ha capito cosa sia il liberismo, neo o vetero. Penso che si capisca benissimo, se non si è portato il cervello all’ammasso e non si è completamente ignoranti, che l’attuale sistema non abbia nulla di liberistico. Penso siano i destinatari del messaggio i soggetti che non hanno capito cosa sia questo sistema. E che non abbiano la capacità di chiamarlo con il suo vero nome e cioè mercantilistico – statalista. Solo che, siccome hanno aperto una parte minoritaria di capitale azionario ai privati nel settore postelegrafonico e forse in quello ferroviario (in RAI i privati raggiungono la considerevole cifra dello 0, 49%!), allora tutti a gridare al neoliberismo e al capitalismo selvaggio. Grazie a Quinzi ma anche a Berlusconi che in neanche una rete su tre è riuscito (o non ha voluto) organizzare programmi di autentica diffusione culturale nel campo del pensiero, del diritto e dell’economia. Spero niente auguri anche a lui.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Dove ha trovato, Vigni, quest’edizione de L’elisir d’amore? Con i costumi dell’epoca prevista dal libretto, tra l’altro, non come le insulse regie modaiole (pagate con fondi pubblici) che trasportano nel futuro le vicende rendendole ridicole. Come una Tosca con le guardie pontificie in camicia nera anni trenta che cantano “Bonaparte vincitor”. Solo che mi sembrava di vedere la compagnia davanti all’orchestra, quasi una versione da concerto ma in costume. Peccato che il solista pronunci “ve lllla do” con duemila “elle”. Ma trattandosi di cantante straniero, la dizione risulta fin troppo comprensibile. Se penso che tante voci italiane producono lo stesso vezzo, ringrazio ironicamente le scuole musicali ufficiali che dell’ortoepia se ne infischiano. Chiudiamo le accademie di stato.

  • g.vigni
    Rispondi

    Egregio Colla, è da quando è sorto il premier toscano, meglio “il primate”, recte ” esempio evoluto dei primati” che mi è venutio automatico l’abbinamento a Dulcamara. Così cercando in you t. ho trovato la meraviglia di Schrott.
    D’altronde, il ns., cominciata la carriere da Mike Bongiorno, beh noblesse oblige.
    Non male anche l’abbinamento a “vesti la giubba , la faccia infarina” dai Pagliacci (https://www.youtube.com/watch?v=I3R25CPb1Y0), ma qui siamo sul troppo serio, non credo sia all’altezza dei primati.
    E’ dai tempi dell’università, ahimè mezzo secolo fa, che vorrei cambiare l’inno di Mameli con l’ouverture della Gazza ladra, absit injuria verbis, ma invano. Nei fatti però……

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    @ G. Vigni. Grazie anche per il video con Pavarotti. Con i sottotitoli in spagnolo ho imparato che “recitare” in quella lingua si dice “actuar”. Letteralmente suonerebbe come “essere attore”. Quindi improponibile nel caso di Renzi perché sarebbe come il capuncolo del Movimento Cinque Sciocchi: un non attore, un tutt’altro che comico prestato alla negazione della politica come Keynes era la negazione dell’economia. La Gazza Ladra rossiniana si presterebbe alla descrizione della classe politica italiana: tutto ciò che luccica il fisco se lo prende. E … in crescendo! Tutta la sinfonia, però, sarebbe forse un po’ lunga come inno nazionale.

Leave a Comment

Start typing and press Enter to search