In Anti & Politica, Economia

elisabetta-scarpellidi ELISABETTA SCARPELLI

SCORRETTAMENTE PARLANDO…

Ogni liberale e soprattutto libertario si chiederà come si sia potuti arrivare a questo livello di invadenza ed ingerenza dello Stato nelle nostre vite: ad avere bisogno di un permesso/autorizzazione amministrativa per eseguire determinati lavori in casa; a sopportare un prelievo sempre più consistente dei frutti del proprio lavoro (che si attesta, ormai tra il 60 e il 70% e forse anche più, secondo diverse analisi); alla miriade di vessazioni nel campo tributario, fino alla statalizzazione completa di alcuni settori economici.
E’ il mito dello Stato Illusionista, che avvalendosi della cosiddetta legittimazione politica, da quelle più esplicite a quelle più scabrosamente insostenibili e nutrendosi dei più ignobili inganni cognitivi ed ideologici e grazie all’apporto continuo di una classe di intellettuali (gli intellettuali di corte, come li definisce Rothbard), ha forgiato nel corso dei secoli la più aberrante delle superstizioni, capace di fagocitare e inglobare ogni cosa: il parassitismo sociale.

Il parassitismo sociale tende a concentrare la maggior parte delle risorse e delle richieste sotto la cappella del potere statale con la conseguenza che il settore pubblico prospera a spese del settore privato.

Il meccanismo è semplice ed evidente: un’organizzazione politica che si alimenta grazie alle risorse prelevate con la forza impositiva ai produttori di ricchezza, finisce col soppiantare gli stessi produttori, i quali, in preda ad una sorta di sindrome di Stoccolma, non riescono a discernere le responsabilità e le alternative al modello imposto. La confusione, l’incertezza e il disordine regnano.

Lo Stato, attraverso la politica e l’élite intellettuale usa lo strumento delle illusioni:

COP PRIMA STATO ILL– l’illusione dell’infallibilità/indispensabilità della politica;

– l’illusione della imprescindibilità dell’intervento e della fornitura dei beni e dei servizi pubblici;

– l’illusione della gratuità della fornitura dei beni e dei servizi pubblici;

– l’illusione della redistribuzione della ricchezza.

Ognuno di noi può sperimentare, effettivamente e personalmente, l’esistenza di questi quattro miti nella società contemporanea che pone lo Stato al centro delle nostre vite.

Mentre non appare evidente agli occhi dei più, compresi molti liberali, che i produttori di ricchezza (e di tasse prelevate forzatamente dallo Stato), invece di affidarsi totalmente al mercato rifiutando ogni tipo di interventismo statale, sono portati a richiedere l’intervento del canale politico, magari avvalendosi dell’abilità di gruppi particolari investiti della rappresentanza e della cura dei loro interessi, (lobby).

Ma così facendo non solo non solo si frustra il merito, l’ingegno e l’industriosità, ma manomettiamo al contempo la nostra più ampia libertà di scelta, perché dismettiamo risorse, capacità ed energie che avremmo potuto impiegare in ben altre strategie cooperative: nel creare, produrre, comprare, vendere, scambiare, scartare beni e servizi senza vincoli di sorta e come meglio ci avrebbe soddisfatto, nel rispetto delle libertà individuali e in accordo alle reciproche esigibilità.

La sintesi, cari amici, è questa: se vogliamo un futuro per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti, dobbiamo riappropriarci della nostra libertà e demitizzare l’aggressione istituzionalizzata.
E combatterla.

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Mostrati 9 commenti
  • jimmy
    Rispondi

    “La sintesi, cari amici, è questa: se vogliamo un futuro per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti, dobbiamo riappropriarci della nostra libertà e demitizzare l’aggressione istituzionalizzata. E combatterla.”

    In quale modo e facendo cosa, please?

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Giusto. Chiedersi in quale modo e facendo cosa è una domanda istintiva. Soprattutto pensando che “molti liberali” non si affidano al mercato. E allora non sono liberali veri o quanto meno sono liberali rinunciatari.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Autodifesa fiscale libertaria.
    Diffusione del punto di vista libertario.
    Sistema di vita libertario.
    Anche a costo di apparire dei matti, e autolesionisti.

    L’altro giorno ha cessato l’attività un buon fabbro, figlio di fabbro.
    L’ultima volta che lo vidi si lamentò per lo squasso di denaro che era costretto a versare per Imu.
    Altre volte, attorno alle date di pagamento forzato delle tasse come Iva, tasse dirette aziendali, ulteriori espressioni di amarezza e quasi incredulità rispetto ad uno stato che , secondo lui, avrebbe dovuto esser clemente nei confronti di chi lavorava da artigiano.

    Capannone di 400mq, un dipendente.
    Il padre, già vecchio aiutava ancora, non nel lavoro pesante beninteso.
    Lavoro di segreteria svolto dalla moglie.
    Uno specialista in scale e cancelli in ferro.

    Gli ho spiegato in diversi incontri , numeri alla mano, l’escalation della voracità fiscale sempre parallela ad un incoercibile aumento della spesa pubblica e del debito pubblico.
    Annuiva e mi chiedeva come ci si potesse opporre.
    Io non ho dato consigli, ma gli ho detto come faccio io.

    Ha preferito chiudere bottega.
    Una vittima dello stato , prima che della crisi economica che, in larga parte ,è responsabilità di scelte politiche demenziali.

  • Fabio
    Rispondi

    Già, combatterla come? neanche io ho consigli se non cercare di vivere la propria vita in un contesto migliore, in uno stato meno asfissiante oggi come potrebbe esserlo nel lungo periodo.
    Emigrare quindi, e prima è possibile farlo meglio sarà.
    Ma è una scelta molto dolorosa e complicata, questo lo sa bene l’apparato statale.

  • William
    Rispondi

    The tree of liberty must be refreshed from time to time with the blood of patriots and tyrants.

    (L’albero della libertà va di tempo in tempo rinfrescato con il sangue di patrioti e tiranni).

    Parte di una lettera di Thomas Jefferson a William Stephens Smith scritta nel 1787.

    Il problema è che in Italia ora non ci sono veri patrioti, ma c’è una preponderanza di tiranni.

    • malgaponte
      Rispondi

      Il vero problema italiano è il 30% di parassiti seguito dal 45% di cattocomunisti. A chi volete che importi il 5% di liberali e libertari ?.

  • malgaponte
    Rispondi

    Mi correggo: il 65% di cattocomunisti.

  • Pedante
    Rispondi

    L’identitarismo offre la possibilità di raggiungere una massa critica di sostenitori. Poi ogni società sceglierà il suo particolare grado di libertà personale.

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