In Ambientalismo, Anti & Politica

di REDAZIONE*

Che vi siano ambientalisti pronti a tutto pur di raccontare bufale sulla questione referendaria è ormai acclarato. Da Greenpeace che “interpreta” a modo suo relazioni di ISPRA e e ARPA, contestando il ruolo di serivizio pubblico che queste istituzioni hanno a sostenitori, più o meno accreditati da movimenti politici, come il M5S, il panorama, mano mano che si avvicina il 17 aprile diventa sempre più fitto e spregiudicato.

Al punto che viene coinvolta la sede italiana del National Geografic senza che questa sappia nulla di un ipotetico servizio fotografico sulle tematiche ambientali legate alla produzione Oil e Gas.

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Questo episodio assieme ai giochi in Borsa di Greenpeace (qui la notizia) dove la organizzazione ambientalista perde 4 milioni di euro dei volontari speculando sulle quotazioni dell’Euro la dice lunga sul valore morale e la concretezza degli argomenti in materia di difesa dell’ambiente.

National Geografic Italia si è affrettata a smentire di aver mai autorizzato un fotografo a realizzare un reportage fotografico in merito ad un servizio “ambientalistico” legato al referendum.

*Articolo tratto da http://referendumnotriv.altervista.org/

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