In Anti & Politica, Economia

j3DI MARCO FARACI

Molti invocano più poteri di sorveglianza, di controllo e di discrezionalità per lo Stato contro il terrorismo. Io penso che oggi le alternative siano due. Da una parte un’accoglienza indiscriminata di persone lontanissime dalla nostra cultura e l’istituzione di uno stato di polizia fascista per controllare la situazione. Dall’altra barriere all’ingresso rigorose (cioè procedure estremamente selettive di immigrazione e di naturalizzazione) e mantenimento dello stato di diritto occidentale. Io preferisco la seconda…

Il pregresso a mio modo di vedere va gestito in due modi. Da un lato nessun “cedimento” sul piano culturale. E’ assurdo pensare che determinati elementi culturali che ci caratterizzano debbano essere messi in discussione per rispetto agli ultimi arrivati, quando nessuno mai si è sognato di metterli in discussione per rispetto a minoranze autoctone come gli ebrei che da sempre hanno fatto parte del nostro tessuto nazionale e sociale.

Dall’alto bisogna valutare la posizione specifica delle singole persone. Gli immigrati irregolari devono essere espulsi. Agli immigrati regolare deve essere rinnovato il permesso solo quando sussistano tutte le condizioni. Il processo di naturalizzazione deve essere selettivo; in Italia siamo ancora in tempo da questo punto di vista perché gli immigrati con cittadinanza sono un numero ridotto. 

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Quello che voglio assolutamente evitare è che lotta al terrorismo vuol dire più controlli securitari in generale; es. intercettazioni, lotta al contante e così via…
La questione che pongo è che il modello occidentale di stato di diritto è tanto più mantenibile quanto più il contesto culturale e sociale è omogeneo.
Per persone fortemente integrate nel tessuto sociale anche minime sanzioni possono agire come deterrenti nei confronti del crimine, in quanto in molti casi basta, nei fatti, anche solo la semplice sanzione reputazionale.

Tanto più la nostra società diviene disomogenea invece ed ospita persone non inserite, tanto più siamo costretti ad usare mezzi duri.

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  • francesco
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    Io penso che il terrorismo islamico e’ utilizzato come una tigre assassina al guinzaglio .. un po’ la si lascia libera di uccidere un po’ la si punsice per i suoi assassinii.I veri assassini sono le cosidette elite che si sentono in dovere di comandarci e dirci cosa fare e non fare come fare scambi tra di noi come e quale moneta utilizzare ci impongono estorsioni illegali (che alcuni chiamano tasse) solo e solamente per mantenere una macchina inutile e dannosa per l’individuo utile solamente ai membri della casta statale composta si dai politici e dagli alti burocrati ma anche dai funzionari anche di infimo livello dagli insegnanti e dai custodi dell’ordine illegittimo costituito.
    Penso che lo scopo deliberato di impaurirci con quattro fanatici idioti e quello di incarcerarci e renderci schiavi del nulla (ovvero dello stato)
    Secondariamente queste elite (basta vedere la classe politica clep**renziana) sono di livello infimo con intelligenza infinitesima quasi somiglianti a quelli dell’isis che affermano falsamente di combattere.

  • Spago
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    Sì ma se io volessi sposare una donna africana? Se volessi assumere operai nigeriani? Se volessi un cuoco giapponese? Se avessi bisogno d matematici e i migiliori fossero indiani? Se mi convertissi al buddismo e volessi promuovere la presenza di maestri tibetani? Se desiderassi dare rifugio a bambini siriani? Se volessi prendere studenti vietnamiti nella mia scuola? Se volessi vendere o affittare casa a un coreano? Se un imprenditore arabo volesse venire qui? Tutte queste sono scelte che non implicano soldi pubblici, ma la libertà di disporre di me stesso e delle mie proprietà. Come sarebbe possibile impedirle senza limitare il mercato, i diritti di proprietà e la libertà? L’omogeneità di cui parli è qualcosa che dovrebbe essere identificata concretamente, per essere implementata come politica statale dovrebbe avere una definizione politico-burocratica e si sostanzierebbe in una discriminazione statale centralizzata, su basi etniche, religiose, e culturali. La tua omogeneità somiglia a una variante del ‘bene comune, dell’interesse nazionale, della volontà generale, cioè una astrazione comunitarista. Sono d’accordo che è preferibile a uno stato di polizia fascista, ma ritengo che ci siano altre frecce al nostro arco: abbandonare gli interventi militari di ogni tipo all’estero, ritirare le sanzioni economiche e i vari dazi, ridurre il più possibile il welfare e togliere l’accesso agli immigrati (salvo giusto il primo soccorso a chi ne ha bisogno), lasciare più libertà di autodifesa, concentrarsi sui veri reati e non su quelli senza vittime e senza senso che ha creato in quantità lo stato, rendere relativamente facile l’accesso legale a chi è in possesso dei requisiti, così da scoraggiare la clandestinità e sapere chi arriva.. Tutto questo allenterebbe il flusso di migranti, ridurrebbe i clandestini, e permetterebbe di controllare e punire meglio i reati.

    Ciò che chiederei a chi viene qui non è di aderire a una cultura o di abbandonare una religione, ne di avere la pelle di un certo colore, ma di avere la fedina penale pulita, di giurare che quale che sia il suo background rispetterà le regole della comunità in cui entra, pena l’espulsione e di avere la possibilità di sostenersi autonomamente (X es. un contratto di lavoro o l’acquisto di una casa).

    È appena morto tibor machan un grande libertario.. invito a leggere i suoi pezzi.. Ad es. https://mises.org/library/community

    “There is no greater stupidity or meanness than to take uniformity for an ideal.”

  • Pedante
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    Se si comincia con la premessa sbagliata…
    https://www.youtube.com/watch?v=CzoyHMi2isQ&app=desktop

    I musulmani sono solo il capro espiatorio in questi attacchi altamente coreografati. Un pretesto per introdurre misure da Stato di polizia e raccogliere consensi per sostenere le guerre che stanno balcanizzando il Medio Oriente. (Il piano Yinon). Interessanti i legami tra gli attacchi a Oslo e Bruxelles e Olav Thon, un Charles Montgomery Burns in carne e ossa.

  • Leoluca
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    Credo che più che di premesse da cui partire ci vogliono principi saldi e immutabili. Si veda “l’etica della libertà ” di Rothbard che cita anche San Tommaso e il diritto giusnaturale, quello per intenderci dei Dieci Comandamenti. Partendo dai principi naturali della tradizione giudaica cristiana inscritti in ogni uomo, che hanno formato la società cristiana dell ‘europa(non uccidere. Non rubare) possiamo formulare alcune azioni lecite anche per il libertario.
    Accogliere i profughi cristiani e quanti sono rispettosi dei principi sopra detti: non possono essere ammessi gli islamici se non ripudiano alla legge della Sciarpa
    Stesso discernimento per gli islamici residenti in Italia: o si convertono, o aiutano alla sciarpa, oppure devono andare via volontariamente altrimenti con la forza.
    È razzismo? No
    Tutto è conseguenza del principio di proprietà.

    • Pedante
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      Sono sempre esistite ed esistono tuttora tensioni tra i neri e i bianchi – cristiani tutti – negli Stati Uniti. Credo che la razza è più importante del culto per raggiungere una convivenza pacifica.

  • Leoluca
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    P. S. Mi viene in mente la strategia di Federico II, quando cacciò i saraceni dalla Sicilia.

  • christian
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    @Spago
    Questo è il problema. L’esistenza dello stato e dalla “cosa pubblica”. Tutto dovrebbe essere di proprietà privata (eventualmente anche una comunione di beni, tramite quote, azioni od altro).
    A casa tua fai stare chi vuoi te, ma se i proprietari delle strade, negozi, parchi ecc.. non vogliono gli stranieri, questi rimarranno rinchiusi nella tua bella casa.
    Più realisticamente non stiamo parlando di lavoratori o consulenti che tu voi adoperare e che scaduto il contratto ritornano alle loro case, ma per la maggior parte stiamo parlando di gente che viene sperando di mettere radici, mettere su famiglia, farsi la propria comunità e poi, una volta dentro, cerca il lavoro. Per la maggior parte stiamo parlando di gente che senza lo stato ed il furto delle tasse perpetrato da quest’ultimo, non arriverebbe nemmeno o cercherebbe dopo poco altri lidi.

    • Spago
      Rispondi

      Molti immigrati clandestini, in quanto tali non pagano tasse e non usufruiscono granché del welfare. Moltissimi sono qui da anni, hanno un lavoro e una vita, e non rompono i coglioni a nessuno. Molti miei connazionali italianissimi, ai quali sono legato solo perché una guerra di annessione ha generato lo Stato italiano e ci ha unito senza badare a che fossimo d’accordo, sono molto peggio, quanto a parassitismo. Molti immigrati non vengono da paesi in cui lo stato ti dà di tutto, sono piuttosto abituati a farsi il culo, hanno famiglie a casa a cui mandare i soldi e non possono sgarrare. Altro che passare il tempo a farsi le canne, o farsi mantenere fino a quarant’anni o chiedere tutto allo Stato. Hanno molto più senso del lavori, del denaro e del risparmio di tanti italiani.

  • myself
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    Non capisco dove voglia andare a parare Faraci dicendo che:

    “La questione che pongo è che il modello occidentale di stato di diritto è tanto più mantenibile quanto più il contesto culturale e sociale è omogeneo.”

    Chiaramente tanto più il contesto sociale e culturale è omogeneo tanto più uno Stato è stabile. Ma si sta forse dicendo che allora è necessario adoperarsi di modo che il contesto culturale e sociale rimanga omogeneo e dunque ostacolare qualsiasi difformità?

    In tal caso disapprovo fortemente. Giusto per fare un esempio: il pensiero libertario è estremamente lontano dall’attuale cultura italiana, dove ogni problema si vuole risolvere con nuove leggi e regolamenti, ci mancherebbe solo che questo sia attaccato per mantenere la stabilità dello Stato.
    Inoltre è ben noto che l’economia prospera tanto più la società è eterogenea ed aperta (culture e idee diverse, maggiore domanda di beni e servizi diversi) e tanto meno la società è omogenea e tradizionalista (unica cultura, unici servizi e zero progresso).

    • Pedante
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      “Inoltre è ben noto che l’economia prospera tanto più la società è eterogenea ed aperta”

      È possibile avere qualche prova a sostegno di questa tesi? (Non gli Stati Uniti per favore che erano essenzialmente una nazione bianca – più del 90 per cento – e cristiana fino al 1965). Non credo che il tenore di vita degli americani sia molto migliorato ora che la percentuale si aggira intorno al 60 per cento.

  • christian
    Rispondi

    @Spago
    Per me non ci dovrebbero essere ne tasse ne welfare.
    Sicuramente la grande maggioranza dei parassiti sono italiani, posto che lo stato Italiano non dovrebbe esistere in quanto un progetto di ingegneria sociale (attuato con la violenza della guerra) eseguito 150 anni fa e chiaramente fallito.
    Concordo con te sul fatto che gli immigrati si fanno un mazzo tanto ed hanno più senso del lavoro e del risparmio di molti italiani impigriti nel corpo e nella mente (da uno stato balia/badante dalla culla alla tomba).
    Qui però si sta parlando di integrazione culturale non di economia. Stiamo parlando di masse impressionanti di profughi disperati in fuga dalla morte e dalla miseria (mediamente mille al giorno, la maggior parte dei comuni nella regione dove lavoro non sono così popolosi) e non di immigrati in cerca di lavoro e di una migliore condizione sociale. Di masse di gente che arrivano a toccare la terraferma perché vengono aiutati, che non muoiono di fame perché qualcuno gli da mangiare, che non muoiono di stenti perché sono ospitati in strutture apposite. Tutto questo, che ti piaccia o meno, è pagato con le tasse (almeno la maggior parte di questi costi). Non dico che non debbano essere aiutati, ma le tasse rimangono un furto e non si può costringere qualcuno ad dare il proprio aiuto con la forza. Mi chiedo nuovamente, senza tasse e senza lo stato (o con uno stato non permissivo), quanti ne verrebbero e quanti ne rimarrebbero [andate a dare un’occhiata alla situazione di Malta dove nessun immigrato vuole capitare].
    Come dico spesso ai miei conoscenti, “immaginatevi che tutto questo stia accadendo nel cortile del vostro condominio e datevi una risposta su cosa fareste” (io solitamente ottengo 5 minuti di “mha!, bhe!, bho!, forse, però, ma sai, è un’altra cosa, ci deve pensare lo stato….”; alcuni degli ipocriti che mi hanno detto che loro “non avrebbero alcun problema ad accoglierli” sono venuti poi a piangere e lamentarsi quando hanno avuto la loro “quota” di immigrati vicino a casa, giustificandosi con il fatto che loro pensavano di incontrare qualcosa tipo il buon selvaggio riconoscente nei confronti della mano benevola tesa dall’uomo bianco civilizzatore).

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