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MAFIADI LUCIANO STURARO

Sono stato un medio imprenditore, credo di essere stato un contribuente/cittadino modello. Ho pagato tasse da morire, subito il peso della burocrazia stupida e invidiosa e quando la magistratura mi ha attenzionato è sempre finita senza ombra alcuna. Ho sempre lottato senza compromessi e nulla mi faceva paura.

Alle banche con cui operavo e dalle quali ho avuto grande fiducia, che comunque pagavo profumatamente, dicevo sempre: “Non garantisco che con me non perderete il denaro che mi prestate, ma se succederà sappiate che io resterò in “braghe di tela” (povero)”. Al Collegio Sindacale, perché sempre le mie società lo prevedevano, dicevo ripetutamente: “Contollatemi come se foste la Guardia di Finanza”.

Nell’estate 2007 è iniziata la crisi dell’edilizia, in cui operavo con apprezzabile successo, le vendite sono cadute verticalmente, ragione per cui ho subito attivato un contratto di vendita immobiliare a riscatto, molto particolare e innovativo, che ha riscontrato un buon successo e le vendite sono riprese in modo soddisfacente. Intuendo comunque che la crisi sarebbe stata lunga e difficile, nell’estate 2008 ho richiesto e ottenuto da 2 Banche finanziamenti chirografi per 2 milioni di euro, inoltre ho ceduto il 25% della proprietà del gruppo, ricevendo liquidità con la quale ho sottoscritto con i nuovi soci un aumento di capitale di 1,5 milioni di euro.

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Nell’estate 2009, concretizzatasi poi a febbraio 2010, ho venduto la casa che doveva essere quella della mia vecchiaia (unica proprietà personale significativa, oltre alla proprietà del gruppo imprenditoriale) e immesso nell’attività ulteriore liquidità per circa 1 milione di euro. Quindi ho comprato una casa più modesta, facendo un mutuo di circa l’80% del prezzo pagato.

Fatto ciò, anche con notevole travaglio psicologico di mia moglie e mio, credevo che nulla potesse mettere a rischio il gruppo, anche se eravamo tutti, i miei nuovi soci ed io, consapevoli che l’attività doveva essere ridimensionata, per fatturato e dipendenti/collaboratori e in tal senso ci stavamo attivando senza particolare apprensione.

Ebbene il 25 agosto 2010, tra l’altro giorno dell’anniversario di matrimonio, inizia un’ispezione/verifica fiscale della Guardia di Finanza, che termina a metà ottobre e che fa seguito ad un’altra ispezione dell’Agenzia delle Entrate, fatta alcuni anni prima, che praticamente nulla aveva riscontrato. Tale ispezione fiscale fu arrogante, stupida e delinquenziale e il risultato fu un Processo Verbale di Constatazione che supponeva un imponibile IRPEG evaso di circa 1.2 milioni di euro e un’evasione IVA per circa 60 mila euro.
L’Agenzia delle Entrate fece proprio tale verbale e diede il via ad Avvisi di Accertamento a diversi soggetti, data la ristretta base sociale del gruppo imprenditoriale.

Avremmo dovuto pagare:
– circa 400 mila euro, oltre a penali e interessi, in capo alla società presunta evasore;
– circa 350 mila euro, oltre a penali e interessi, in capo alla società capogruppo;
– circa 200 mila euro, oltre a penali e interessi, ciascuno mia moglie ed io, quali unici soci della capogruppo.

Non fu possibile giungere all’accordo di adesione con l’Agenzia delle Entrate, che io proponevo al 10% e loro erano disponibili sul 50/60%, ragione per cui decisi di fare ricorso in Commissione Tributaria Provinciale.

Il ricorso fece emergere il problema in tutta la sua dirompenza, perché le Banche, già allarmate ed irrigidite per l’ispezione/verifica della Guardia di Finanza, riducono operatività e affidamenti e mi obbligano, in accordo con il Collegio Sindacale, giustamente, a mettere in bilancio poste passive per circa 3 milioni di euro, nell’eventualità che il ricorso non fosse stato favorevolmente accolto. Era ormai la primavera 2012 e la situazione patrimoniale del gruppo, che era già stata messa alla prova da tre svalutazioni annuali delle rimanenze, in parte mitigate dagli utili operativi, non resse il peso di tali poste passive e, anche per carenza di liquidità dovuta alla riduzione degli affidamenti bancari, portai i libri contabili in Tribunale e fu fallimento.

A maggio 2012 pensai anche di farla finita. Non lo feci per diversi motivi che qui non voglio dire. Decisi di reagire e trovai in mia moglie una forza ed un sostegno inaspettati, se pure non avessi mai avuto dubbi sull’eccezionale persona che è.

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Il ricorso in Commissione Tributaria Provinciale e la sospensiva del pagamento di un terzo non furono accolti, per cui il curatore fallimentare subentrato propose appello in Commissione Tributaria Regionale e, sulla promessa dell’avvocato che non avremmo pagato spese legali, proponemmo appello anche mia moglie ed io.

Inutile dire che io e mia moglie siamo in rovina, nulla abbiamo salvato, la casa in cui viviamo sarà venduta dalle banche, perché non abbiamo più pagato le rate del mutuo in quanto tutto è stato pignorato e disponiamo solo della mia pensione decurtata di un quinto circa.

Ebbene due settimane fa l’avvocato mi dice che il ricorso è stato accolto nella forma più ampia e favorevole possibile, inoltre dalla lettura della sentenza, che ho avuto solo alcuni giorni fa, emerge che gli agenti della Guardia di Finanza hanno commesso di certo il reato di falso ideologico e forse altri reati.

ORA SI APRE UNO SCENARIO NUOVO, PROCEDERÒ IN TUTTE LE SEDI POSSIBILI, AFFINCHÈ CHI HA SBAGLIATO PAGHI PENALMENTE E LO STATO MI RISARCISCA DI TUTTI I DANNI MATERIALI E MORALI CAUSATI.
INOLTRE ANCHE L’AZIONE DI DENUNCIA CHE DA TEMPO STO PORTANDO AVANTI RICEVERÀ GRANDE IMPULSO.

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  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Falso ideologico. Ma i reati più gravi, rapina a mano armata e appropriazione indebita, non verranno perseguiti. Lo stato, anche quando sembra voler agire con giustizia, finge sempre.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Bravo.
    Ma troppo onesto e per bene per poter fare l’imprenditore in italia.
    Ora si dovrà armare di pazienza ed aspettare i porci comodi del potere.
    Se gli va bene , un decennio.

    Io avevo nei primissimi anni 90 una società posta in liquidazione per non fallire.
    Chiudemmo dopo aver pagato tutti fino all’ultimo centesimo.
    Avevamo un credito Iva di 60 milioni di lire che richiedemmo al fisco.
    Come risposta arrivò , dopo anni di attesa, un accertamento per cui risultavamo noi debitori al fisco per 120 milioni di lire.
    Io non ci pensai un minuto, ed incaricai un bravo commercialista di ricorrere.
    Dopo altri anni di attesa vincemmo su tutta la linea e l’accertamento fu annullato.
    Dopo altri anni ci venne rimborsata l’Iva con interessi.
    Passarono circa 8 anni in totale.

    E’ evidente che fare impresa in italia è pericoloso, ed autolesivo.

    Non devo dare consigli al Sig.Sturaro, ma spero che quanto gli verrà rimborsato lui lo porti via da qui.
    In italia solo per le vacanze, ed in affitto.

    • Massimiliano
      Rispondi

      Buonasera sig. Nextein, non ho dubbi sulla veridicità della sua personale esperienza riguardo l’incasso dell’IVA a credito; tuttavia consideri che mentre nel suo caso trattasi di IVA strettamente legata all’attività (e non ho dubbi su ciò), ho conosciuto casi di ‘imprenditur’ che scaricavano sull’attività tutto, dalla carta igienica alla vettura al duealberi con conseguente ritorno di tutto rispetto. Per tacere della mancata emissione di scontrino in modo tale da ritrovarsi con il vantaggio dicotomico di stare al di sotto di una certa soglia per l’imponibile fiscale e nello stesso tempo ‘soldi facili’. Ci tengo a precisarlo solo per rammentare ancora una volta che se ci ritroviamo con il guano che ci lambisce il mento ( ma non tutti e non tutti allo stesso modo) non è certo da attribuire a coloro che ‘vanno a votare’. E a proposito del suo consiglio finale . . . in Italia solo per vacanze, affittando da lei? Ma forse ricordo male, trattasi di locale a uso commerciale . . .?

      • Enrico
        Rispondi

        Una soluzione al problema che hai evidenziato la si può trovare domani mattina stessa, basta abolire l’IVA. Pensi ai molteplici risvolti positivi che una cosa del genere potrebbe avere sull’economia nazionale. Naturalmente la cosa corrisponderebbe ad una ritirata del potere dello stato e di tutte le clientele annesse (commercialisti in primis) e quindi non avverrà mai.

      • Albert Nextein
        Rispondi

        Fiato alle trombe.
        Non sai di quel che parli.

        • Massimiliano
          Rispondi

          Il riferimento al suo locale è dovuto a un precedente articolo su questo blog (letto mesi fa preciso) in cui, se non ricordo male, lei vi accennava; per cui mi sono agganciato a tale ricordo . . . può darsi che rammento male, forse era un altro (abituale preciso) commentatore che specificava che gli conveniva tenerlo vuoto così come non conviene fare alcuna attività in Italia (recitava così il commento). Se sono in errore mi scusi per il riferimento errato, può capitare . . . ma riguardo l’uso improprio dell’IVA a credito e a debito su quello purtroppo so bene di quel che scrivo. Però tenendo presente che io vivo nel mondo reale mentre voialtri nel ‘Mondo Libertario’: di conseguenza usi e costumi diversi . . . .

          • winston diaz

            “tenendo presente che io vivo nel mondo reale mentre voialtri nel ‘Mondo Libertario’”

            :)
            Vero che il marcio sta dappertutto e un sacco di gente “piange il morto per fregare il vivo”.
            Circa i metodi dell’agenzia delle entrate o come si chiamera’ fra poco, consiglio pero’ di ascoltare le testimonianze dell’ex direttore ora in pensione di tale agenzia di schio (vicenza) e montebelluna (treviso), che forse qualcosa ne sa.
            Oppure, basta parlare con chiunque abbia avuto dei controlli: i controllori vanno via stringendo la mano e complimentandosi, e poi arrivano cartelle milionarie basate su presunzioni del tutto artificiose. La cosa peggiore di tutto questo e’ che viene ugualmente multato l’onesto, su supposizioni campate per aria, che il delinquente matricolato.

            In tale contesto, la cosa su cui c’e’ maggiormente da stupirsi e’ che esistano ancora persone abbastanza idiote (piange il cuore, ma purtroppo bisogna esprimersi cosi’) da restare oneste: in caso di roulette russe del controllo, saranno con una certa probabilita’ trattate comunque da delinquenti e rovinate.

            Sono cose che non mi invento io, le dice Dissegna, che e’ l’ex direttore agenzia entrate in pensione citato che vedi qui, ti raccomando questi video (tieni presente che nel neolinguaggio fiscale, “accertamento” significa che quella e’ la cifra che loro calcolano secondo loro tabelle che tu devi aver guadagnato e pagare – ad esempio per un ristorante guardano quanta pasta cruda hai comprato, dividono per i primi piatti che ne vengono fuori, e se non ci sono tutti i relativi scontrini fiscali ti multano in automatico per la differenza, e non ci sono storie, e’ incredibile ma funziona cosi’, e’ mitico il caso dell’osteria senz’oste di treviso, che trovi sempre su youtube (qui, essendoci i link su dissegna il commento andra’ in moderazione, ci vorra’ un attimo perche’ compaia):

            https://www.youtube.com/watch?v=IprqtgALXuo

            https://www.youtube.com/watch?v=CK0cMHpGQaI

            https://www.youtube.com/watch?v=5Glxh68VFXE

            https://www.youtube.com/watch?v=9FNO_zhRFQw

          • winston diaz

            Fra l’altro, notate il piccolissimo, irrilevante numero di visualizzazioni che hanno i video di Dissegna di cui sopra (o sotto)

  • francesco miglino
    Rispondi

    Mentre esprimo tutta la mia solidarieta’ per LUCIANO STURARO, esprimo tutto il mio dispezzo per quei Parlamentari che hanno approvato la legge che mette a carico del contribuente l’ onere della prova per contestare le pretese dei funzionari del Fisco.

    ***contro le persecuzioni fiscali di tipo inquisitorio, che azzerano la cultura del diritto e ci riportano indietro di secoli, quando l’ inquisitore emetteva condanne a morte inappellabili essendosi arrogato il potere di accusare chiunque di eresia o di stregoneria, senza dare alcuna prova tangibile.

    Oggi ogni Italiano vive nell’ incertezza dell’ inquisizione, poichè può essere rovinato con il veloce sequestro dei suoi beni senza l’onere della prova.

    *** I funzionari del fisco possono accusarlo di aver evaso le tasse per una cifra assurda e sproporzionata, accusa a cui spesso non riesce ad opporsi poichè non dispone del denaro da depositare per contrastare l’ accertamento, che è pari ad un terzo della cifra contestatagli.

    Ogni giorno decine di famiglie sono gettate sul lastrico da questa pratica inquisitoria e la finta opposizione ignora a tal punto il problema da non menzionarlo neppure.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Quei parlamentari che approvano certe leggi e quelli che di fatto non vi si oppongono, si sentono legittimati da quella partecipazione al voto che secondo qualcuno non sarebbe la causa dei nostri guai o dei nostri guani. Quelli che scaricano di tutto, compresi prodotto igienici o veicoli a due alberi, sono più o meno volontariamente dei patrioti. A parte che si riprendono una parte di maltolto, con il cosiddetto “ritorno di tutto rispetto” immettono denaro nell’economia con eventuali consumi o risparmi. E magari riescono a evitare di fallire, impedendo così un probabile disastro per i loro dipendenti.

      • spago
        Rispondi

        Le tasse sono un furto quindi chi evade esercita un diritto legittimo a non farsi derubare. Inoltre essendo lo Stato un’entità criminale chi rifiuta di collaborarci e finanziarlo fa l’interesse di tutti, e merita il nostro appoggio. Esattamente l’opposto di come la raccontano i media. Il senso civico ce l’hanno gli evasori, chi paga tutto fino in fondo non è affatto un bravo cittadino, è piuttosto uno con la sindrome di Norimberga.

        • Celeste
          Rispondi

          Chi la pensa come te e non paga le tasse, può benissimo prendersi il primo volo e andare a vivere al’lestero, così chi paga le tasse può usufruire di servizi migliori. È comodo fare da sanguisuga.

          • leonardofaccoeditore

            Già fatto coglione!!!

          • ANTITROLL

            Il vagare nelle catacombe delle discussioni morte o scatenare qualche estemporanea invasone di ultratroll rimangono i tuoi soli mezzi per mendicare un obolo caritatevole di attenzione. La sintesi di una sconfitta.

          • Spago

            Celeste è comodo fare il LADRO piuttosto. Lo so che sembra controintuitivo ma esistono gli scambi volontari e quelli non volontari e le tasse appartengono a questo secondo ordine di scambi. Se faccio la spesa al supermercato, se affitto casa, se acquisto un biglietto aereo, se ti pago per tagliarmi la siepe o per ripararmi il frigorifero, tra noi avviene uno scambio volontario. Non va tutto come sogniamo che vada, ma per lo meno interagiamo in modo pacifico, non usiamo violenza uno sull’altro. Ma quando pago le tasse? le tasse sono volontarie? no. Le tasse non sono il prezzo di un servizio che acquisto volontariamente dallo Stato. Le tasse sono tecnicamente un furto, soldi legittimamente miei che mi vengono presi con la forza a prescindere da cosa io ne pensi. Le tasse sono come il pizzo pagato ai mafiosi in cambio della “protezione”, una quota fissata arbitrariamente da chi ha la forza di imporre il suo volere, e che in cambio mi rifila, se va bene, i servizi che lui ha deciso per me. Se non le pago vengo aggredito. Il panettiere, l’idraulico, il giardiniere, il supermercato, l’insegnante e il medico privati, non mi impongono nulla e non mi aggrediscono. Non è una differenza da poco. Lo Stato italiano non è una comunità volontaria, di persone che hanno deciso di stare assieme e di tassarsi, per pagare dei servizi. Se segue la logica fino in fondo questa è la conclusione: che faccia paura e che apra una visione del mondo molto diversa da quella che va per la maggiore, che viene insegnata a scuola, e propagandata in giro, non c’è dubbio. Ma la verità è la verità.

  • alberto
    Rispondi

    Coraggio Sig. Sturaro. Anche a me e’ capitato qualcosa del genere. ci sono voluti pero’ tre gradi (tutti vinti) e 29 anni. Le spese legali (ingenti) il Giudice, bonta’ sua, non le ha riconosciute.
    Le auguro buona fortuna.
    (mi sono trasferito in Germania nel’94).

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Sì!!!

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Il mio “sì!!!” precedente era ovviamente riferito a chi mi chiedeva se i patrioti per eccellenza meritassero un encomio solenne.

  • vito
    Rispondi

    caro massimiliano quando cita la categoria degli imprenditori si deve pulire la bocca perche queste persone nella maggior parte dei casi donano il loro sangue a questo stato ladro e parassita che estorce loro il denaro dalla mattina alla sera senza neanche ringraziarli per il bene che hanno fatto e che forse continueranno a fare a milioni di famiglie che campano grazie al lavoro e all impegno di queste persone.

    • Massimiliano
      Rispondi

      Buongiorno sig. Vito, disponibilissimo a pulirmi la bocca peccato che le mie mani siano impegnate a proteggere ben altra parte del corpo (con scarsi risultati, lo confesso) considerando la filosofia vigente ormai da lustri sul territorio e il tenore dei articoli e/o commenti su questo blog! Nello Stato che Lei definisce ‘ladro e parassita’ ci albergano parecchi imprenditori (o ex- ), produttori di ricchezza (su altri territori), che sposano in pieno il principio del “Fare per non fare”.

  • vito
    Rispondi

    buongiorno massimiliano comunque potremmo stare ore ed ore a discutere e a scrivere anche usando molta demagogia, resta il fatto che questo stato ha ucciso in larga parte l imprenditoria di questo paese per favorire un numero notevole di parassiti che percepiscono emolumenti senza produrre alcunche’. il problema e che il numero dei pasrassiti e’ in continua espansione e siamo molto vicini al giorno in cui i produttori di ricchezza non saranno piu in condizioni di mantenere gli altri io aspetto quel giorno………..

  • Evaristo
    Rispondi

    Una citazione cinefila, rimaneggiata per questo caso.
    ——————
    Quattro strade convergono ad un incrocio dove al centro giace abbandonata una banconota da 100 euro.
    Alla fine di ogni strada ci sono quattro persone:
    – un bravo esattore fiscale italiano educato, equo ed efficiente, che non opprime nessuno;
    – un fottuto esattore fiscale italiano, arrogante, che odia gli imprenditori, li opprime e li stanga;
    – Babbo Natale;
    – il coniglietto di Pasqua.
    Quale di questi si prenderà il centone?
    —————
    Chiunque può dare la sua risposta # motivata #.
    Non è difficile e chi poi conosce il film da cui tratta, capirà al volo.

  • christian
    Rispondi

    il un fottuto esattore fiscale italiano, arrogante, che odia gli imprenditori, li opprime e li stanga in quanto gli altri tre non esistono, mentre i TROLL a quanto pare si e continuano a frequentare questo sito.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    @ Evaristo. Di quale film si tratta?

  • Gianluigi
    Rispondi

    Va modificato il codice tributario , le prove per poter emettere un accertamentoda parte del fisco devono essere CERTE e DIRETTE altrimente il fisco non deve poterlo fare. Va tolta la parte in cui si posso emettere accertamenti basati su PRESUNZIONI SEMPLICI dotati di precisione gravità e concordanza , ci marciano sopra distruggendo imprese ed imprenditori. In Italia più che Agenzia Entrate (le tasse raccolte sono già troppo alte rispetto alla capacità contributiva degli italiani) serve una Agenzia delle Uscite perchè la Corte dei Conti è insufficiente a controllare le uscite dei soldi pubblici. Sono certo che se ag entrate raccoglie circa 5 miliardi anno una agenzia delle uscite farebbe presto a raccoglierne 50 di miliardi. Ma i nostri funzionari pubblici non vogliono controllori.
    Altra cosa, il Veneto non è un popolo evasore , paga a Roma circa 4.000 euro abitante in più di ciò che Roma restituisce annualmente in servizi al Veneto stesso, sono circa 16.000 euro a famiglia composta da due genitori e due bimbi, soldi rubati da Roma !

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Un’agenzia delle uscite? No, grazie, sarebbe un altro carrozzone pubblico a nostre spese. Si abolisca quella delle entrate, così non servirà più nemmeno la Corte dei Conti che comunque serve a ben poco. Se non a nulla.

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