In Anti & Politica

DI ELISABETTA SCARPELLI

SCORRETTAMENTE PARLANDO

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Nel mondo 1,6 miliardi di individui sono musulmani. Ovvero osservanti e praticanti regole e stili di vita assolutamente incomprensibili, improponibili ed inaccettabili per noi e per la cultura occidentale in genere.

Sinceramente se 1,6 miliardi di individui vanno in giro con la sottana, il turbante la barba (gli uomini) e il velo, il chador o il burqua (le donne), se olezzano perchè non si lavano in quanto toccarsi è considerato impuro, se non conoscono la gioia di possedere un cane perché lo ritengono un animale impuro, se mangiano schifezze nauseabonde e rinunciano a salsicce, prosciutto e cotechino, se non hanno mai sorseggiato un delizioso vino,se rinunciano alla bellezza di un quadro, di una scultura, di un’ immagine, se si fanno le seghe guardando gli occhi di una donna da una fessura del burqua, invece che un filmino scaricato da youporn, se non giocano a scacchi, a poker, a ruba mazzo o a tana liberi tutti, se non vanno ai concerti rock, se pregano cinque volte al giorno con il culo per aria, se le donne sono contente di essere sottomesse prima al padre e poi al marito, se esse stesse considerano cosa buona e giusta l’ubbidienza incondizionata all’uomo, se si ammazzano, se si buttano giù dai tetti, si tagliano le teste, si lapidano, NON ME NE FREGA UNA CIPPA. BASTA CHE LO FACCIANO A CASA LORO E FRA DI LORO. NON SONO CAZZI MIEI, MA LO DIVENTANO, E GROSSI, se questi individui primitivi ed incivili – perchè io così li considero – intendono sottomettermi alla loro inciviltà e non datemi della razzista, che c’entra la razza?

L’Islam è un’ideologia religiosa PERICOLOSA, non una razza. Semmai datemi dell’Islamofoba (fobia=paura), infatti lo sono, perchè sì, io ho paura dell’Islam. Ho paura perché da 1400 anni pretendono di convertirmi alla loro orribile (de)cultura e per farlo non esitano ad invadermi, a farmi saltare in aria, a sgozzarmi o a prendermi ad accettate per la strada. A me non interessa convincerli che è meglio la minigonna o il push up, che è più buono il prosciutto del Kebab o il Vermentino piuttosto che il Karkadè, che il bagno in mare lo si fa in costume e non con le palandre sudice e puzzolenti, che non pregare (o farlo con il rosario in chiesa o a casa) è meglio che mettersi a buco pillonzo per la strada, che una donna può fare il cazzo che le pare senza dover render conto agli uomini, che il David di Michelangelo o la Cappella Sistina o l’Ultima Cena di Leonardo sono capolavori e che i mosaici delle loro moschee mi ricordano le mattonelle del bagno di casa mia. Non solo non mi interssa convincerli, ma E’ INUTILE.

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Hanno avuto 1400 anni per convincersi, se avessero voluto, e non è successo, per cui a loro sta bene vivere come vivono. Ok, benissimo, ma FATELO A CASA VOSTRA FRA DI VOI. IO NON VI VOGLIO A CASA MIA, non vi voglio integrare, non c’è nulla da integrare, io e voi siamo incompatibili, perchè il vostro concetto di integrazione è che io mi sottometta alle vostre abitudini, usanze e stili del vita . E questo non succederà mai. Quindi RAUS, SCIO’, VIA DA CASA MIA. (E qui entrano in causa i responsabili dell’invasione: gli Stati con il welfare e il warfare con la complicità e tolleranza di Santa Romana Chiesa.) “Grazie a DIO” sono atea e non voglio morire ammazzata per-DIO. Né per il tuo né per quello di qualsiasi altra religione.

*Rilanciamo questo post, che Facebook ha deciso di censurare

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  • Spago
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    Beh sinceramente il ritratto dei musulmani cosi fatto è abbastanza ridicolo e fasullo. Sicuramente non esistono un miliardo e seicento milioni di persone musulmane che corrispondono a questa descrizione. Che non si lavano, che pregano per strada, che non sanno apprezzare la bellezza, etc..

    Nei paesi musulmani o dove comunque l’Islam è ben presente pregano in moschea non per strada. Moschee che spesso sono edifici bellissimi. Luoghi silenziosi, rivestiti di tappeti, dove si entra scalzi e se si è donne col capo coperto, da quello che è sostanzialmente un foulard.

    Le donne poi in molti paesi non girano certo con il burqa integrale. Nè nei loro paesi, nè qui. Molti uomini qui, bevono vino e birra, e non sono affatto così bigotti. Saranno anche credenti, ma alla buona, come capita anche a molti cristiani.

    Che mangino schifezze nauseabonde è un parere personale con cui non concordo. La cucina turca, egiziana, marocchina, etc..hanno molto di buono. Piatti di carne, di verdure, cereali, dolci, buonissimi…

    Se uno visita paesi arabi e gira per musei si rende conto di quanta arte di altissima qualità vi sia in quei paesi. Vede palazzi e giardini straordinari. Tappeti e gioielli raffinatissimi.

    Da questo genere di ritratto viene fuori che sono dei sub umani, dementi, puzzolenti, irrazionali, pulciosi, che valgono meno di un cane randagio. Non credo che questo ritratto abbia il minimo senso rispetto alla realtà di 1,6 miliardi di persone. Non mi risulta che i paesi arabi siano ancora a un’economia paleolitica, anzi mi risulta che la finanza araba sia degna di nota.

    Non concordo con chi quando deve spiegare gli attentati, se li spiega parlando di musulmani irrazionali, fanatici, che sognano le vergini del paradiso, che invidiano l’Occidente e che fanno le crociate. Per secoli siamo stati in pace, ora ci sono gli attentati, come mai? Non si può accettare alcuna spiegazione che non comprenda l’interventismo occidentale a casa loro, sia con invasioni dirette, che con ogni sorta di altro genere di operazione. Le altre spiegazioni danno un ritratto falso sia di loro che di noi.

    In questi anni abbiamo causato centinaia di migliaia di morti, feriti, persone rovinate, economie distrutte.. Li abbiamo invasi e ci siamo immischiati in ogni modo, li abbiamo umiliati e offesi e uccisi.. Ci vedono come nemici? Ci vogliono morti? Si radicalizzano e ingrossano le fila del terrorismo? Oh ma che strano, che cosa irrazionale..! forse dovrebbero mettersi dei fiori nei capelli, fumarsi un cannone e fare un concerto per la pace? È falso che siano privi di una logica comprensibile o che siano mossi dalle vergini che avranno in paradiso. Demonizzare 1,6 miliardi di persone con ritratti degni di quelli che una volta si facevano degli ebrei non è una buona idea. Finisce per essere propaganda di guerra. Se una parte di queste sono nostre nemiche, non è una buona idea neanche rappresentarsi un nemico, più scemo di quanto sia.

    E rappresentare noi stessi come vittime del fanatismo irrazionale musulmano è non volersi vedere allo specchio. Se noi ci arrabbiamo per le decine di morti di Nizza, loro si arrabbieranno per le migliaia di morti a casa loro o no? Se noi riteniamo che sia giusto e naturale infuriarsi per gli attentati, su che basi riteniamo che non sia giusto e naturale infuriarsi anche di più per le stragi fatte dai bombardamenti o per un invasione militare subita? Se noi generalizziamo prendendocela con tutti i musulmani su che basi razionali possiamo ritenere che non passano generalizzare prendendosela con tutti gli occidentali? Se pretendiamo che sia incivile mettere le bombe nei bar, perché riteniamo che sia civile sganciarle dagli aeroplani? Perché loro sarebbero delle bestie e dei sub umani se fanno cose che sia pure in modo diverso facciamo anche noi? Perché se loro, che non hanno i nostri eserciti, che ci vedono intervenire a casa loro continuamente, che si puppano Israele, è così strano puntare sul terrorismo?

    In realtà più guerra facciamo più guerra avremo, più attacchiamo i musulmani in modo indiscriminato, più loro attaccheranno noi in modo indiscriminato. La verità è che lislamofobia, come ogni altra fobia, è irrazionale, è una patologia, è perdita di controllo, è crisi isterica, è perdita di sè. Mentre ciò che serve nelle situazioni di difficoltà è l’esatto opposto. Sangue freddo, intelligenza, mantenere una corretta percezione, e capacità di riflessione. Così si disinnescano i pericoli e si controllano le situazioni, non dando di matto.

    • Pedante
      Rispondi

      Ma chi sono queste dozzine di presunte vittime a Nizza? Nel filmino si vedono solo dei manechini, una messinscena piuttosto squallida.

      • Dino
        Rispondi

        Non dico in questo modo, ma questa catena improvvisa di attentati per mano di soggetti con PROBLEMI MENTALI seri ha insospettito anche me. Io dico che nel mondo, la sfiducia verso lo stato, verso chi ci governa e ci “rappresenta”(lo metto tra virgolette perché mi dà una sensazione odiosa), è in crescita ovunque; bisogna scatenare qualcosa che possa restituire fiducia in questi pagliacci ed in questo mostro che è diventato lo stato moderno. Ed ecco che entrano in scena tagliagole, camion di gelati, deejay spacciatori e magnacci di periferia, prostitute maghrebine…. insomma tutte persone , accomunate da problemi psichici, sussidi statali e vite passate nei ghetti di saint denis, marsiglia, bruxelles, londra ecc ecc, che all’improvviso scoprono la fede.
        Per non parlare poi di un nemico, l’isis creato a tavolino da turchia, qatar, arabia saudita ecc ecc, che dovrebbe rappresentare un po’ come l’unione sovietica stava ai brigatisti di casa nostra. Ripeto è tutto molto strano, poi per carità che dobbiamo essere sempre, PADRONI a casa nostra è una certezza! La cittadinanza non va acquisita per nascita o meriti geografici, ma semmai per meriti produttivi, quando una persona lavora, produce, risparmia ed investe in un dato paese, acquisisce proprietà private può diventare cittadino, almeno io la vedo così e non cazzate del tipo jus soli ecc ecc

    • Roberto
      Rispondi

      In certi punti sembra anche ragionevole; mi cade quando dice “si puppa Israele”. Perché, Israele è paragonabile all’olio di ricino, una purga, una penitenza/punizione, o peggio una disgrazia? In realtà è un Paese civile, sicuramente il più civile dell’area, e i mussulmani moderati, pacifici e vogliosi di lavorare vi trovano lavoro, opportunità e stili di vita altrove introvabili

  • Spago
    Rispondi

    Come uno si veste, prega, mangia, scopa appartiene alle sue soggettive scelte in materia di stile di vita. Non costituisce aggressione a nessuno. Si dice faccia quel che vuole a casa sua. Giusto. Tutti dovrebbero poter fare quel che vogliono a casa propria. Ma se un musulmano compra casa a Milano quella è casa sua. Quindi può farci quel che vuole. Se si compra un terreno coi suoi soldi ha tutto il diritto di costruirci una moschea.. È la sua proprietà. O decidiamo che mercato e diritto di proprietà non si applicano ai musulmani?

  • Lorenzo
    Rispondi

    x Spago: lei a un certo punto dice: “per secoli siamo stati in pace, ora ci sono gli attentati, come mai..?”. Beh non voglio utilizzare questo spazio per fare una polemica (tra persone che nemmeno si conoscono), con lei. La invito solo a ripassare un pò di storia, ed eventualmente, a rileggersi qualche articolo di Gilberto Oneto in merito al rapporto secolare tra Europa e Islam, tra Occidente e mondo arabo/islamico..

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Sangue freddo, sì. Tenendo presente, però, che il concetto di guerra santa è scritto nel corano. E che le invasioni del periodo medioevale (Spagna, Sicilia, Puglia, Albania, Turchia…) sono state subite. Indubbiamente sbagliata la controrisposta delle crociate; almeno dalla seconda in poi, volendo pur con qualche riserva ammettere che la prima era per liberare chi era stato invaso. Le violenze sui civili innocenti, anche bambini, furono perpetrate dai crociati sedicenti cristiani e anche la storiografia di parte cristiana lo ammette. C’è poi un errore tecnico sul karkadè: è una bevanda con il tasso alcoolico più basso, inferiore a quello della birra ma sempre alcoolica è. Si beve nell’Africa non islamizzata; lo bevono gli animisti, i cristiani e gli ebrei. Non certo i maomettani. Ho l’impressione che questo sia il classico articolo suscitante l’altrettanto classico vespaio polemico che spesso avviene in casa libertaria. Come sempre, quando si parla di religione. Staremo a vedere.

  • fr4nk18
    Rispondi

    confermo l’accordo totale …
    Ho cari amici musulmani ma non metterei la mano sul fuoco per loro … perche’ penso a mohammad atta (uno degli attentatori di 9/11) che era un perfetto occidentale di religione musulmana compreso bere alcool e mangiare maiale.
    Quindi considerato che sicuramente una minima parte dei musulmani sono terroristi e’ altrettanto vero che tutti i terroristi sono musulmani
    Cmq sia la massima parte di quelli che non sono terroristi ci considerano kafir (peccatori) da ingannare e fottere in un modo o nell’altro.
    Conseguentemente e me ne rendo conto e’ INGIUSTO (sarebbe) mandare via tutti i musulmani dai nostri territori ma sarebbe TERRIBILMENTE EFFICACE.
    Aggiungo inoltre che sono stufo di attendere 3 ore ogni volta che prendo un aereo perche’ qualche idiota ha pensato di farsi saltare in aria inserendo esplosivo nelle scarpe e che l’anno scorso ero a Nizza a vedere i fuochi artificiali e ci potevo essere anche quest’anno
    e tutto considerato l’unica sicurezza sarebbe non solo di non fare entrare piu’ nessuno (ricco o povero) di quella religione ma e soprattutto di interrompere qualsivoglia traffico commerciale di navi con quel mondo.
    Poi, un giorno , quando quella religione avra’ al primo posto e per TUTTI la tolleranza delle idee altrui e l’umilta’ di non essere sicuri di avere la verita’ in tasca io saro’ il piu’ felice di smettere di avere barriere per tutelare la mia sicurezza e il mio modo di vivere

    Una postilla .. il papa bergoglio , la boldrini , la merkel , Obama , la clinton (che prende milioni di dollari dalle monarchie salafite) dovrebbero essere spediti a raqqa in maniera da prendere conoscenza con quelle ‘risorse’ o ‘religioni di pace’ o ‘fratelli che sbagliano’
    e avere un 5 minuti di incontro con il loro amichetto Al Baghdadi … basteranno

    • Tina
      Rispondi

      Ineccepibile. ..concordo. .soprattutto sul viaggio dei nostri quattro connazionali. .Boldrini &c.

  • Associaçao Solidaria
    Rispondi

    Associaçao Solidaria-BR
    Defesa Direitos Sociais
    ass.solidaria@yahoo.com.br
    asobrasil2002.blogspot.it

    OPINIONI DICONO, QUELLA DI. ..
    Molta ideologia in quel”intervento, censurato giustamente da FB.
    La Verità non è una sola. La caccia all’umano e lo sport di molti.
    Un conto non invadere il mio iryicrlli; un altro è seminare disprezzo.
    Certamente chi ha scritto quella opinione censurata, non ha l’abc di diritti civili evsociali. Chissà, forse è anche Anticomunista anziché Acomunista .

    • Evaristo
      Rispondi

      Wow, lui sì che gliele ha proprio cantate bene!
      Chiusa finale da brivido e l’ UCOII trema tutta.
      Ma mi Facci il piacere.

  • Dario
    Rispondi

    Evidentemente la Sig.ra Scarpelli non viaggia e quando lo fa frequenta solo qualche località della Versilia o simili. Se viaggiasse noterebbe con suo immenso stupore che la gran parte dei musulmani NON va in giro con sottane, barba lunga etc…( uomini ) ne le donne vanno in giro con veli integrali. Gran parte di loro non beve vino ne mangia carne di maiale in pubblico mentre lo fanno spesso in privato. Sempre in privato si fanno le seghe su youporn come noi tra l’altro. Vanno anche ai concerti rock sia di gruppi occidentali che di gruppi piu’ vicini alla loro cultura; cultura che esprime anche opere d’arte molto belle al contrario di cio’ che afferma. Visitare la moschea blu è un’ esperienza che lascia senza fiato ( e non per l’odore dei piedi ) . Insomma la sua dichiarata islamofobia le porta a descrivere una parte del mondo integralista musulmano ( che certamente esiste e certamente è pericoloso ) come TUTTO cio’ che riguarda appunto quel miliardo e seicentomilioni di persone. Il solito discorso insomma….nel mondo ci sono moltissime persone che ragionano esattamente come la Scalpelli e sono realmente convinte che l’Italia sia abitata da 65 milioni di affiliati alla mafia che si svagliano al mattino e dopo aver suonato un paio d’ore l’immancabile mandolino e fatto colazione con 2 o 3 pizze se ne vanno a sparare a destra e sinistra . E che 2 palle

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Le parole crude possono essere sbagliate. E se non lo sono, possono comunque essere controproducenti. In questo caso sarebbe meglio evitarle. Si può essere estremisti della libertà nella sostanza pur rimanendo diplomatici nella forma. Un futuro ambasciatore di Liberland misurerebbe senz’altro le parole. Questo non significa che non sia legittima la libertà di pensiero. Ognuno ha diritto a stilare classifiche di gradimento. Si può ritenere l’induismo la religione migliore e l’animismo la peggiore, così come il contrario. Si può apprezzare l’atomismo e disprezzare lo stoicismo. Si può avere rispetto per un pensiero o ritenere che lo stesso pensiero non meriti alcun rispetto. Ad esempio, la costituzione italiana ritiene che non meriti alcun rispetto il pensiero fascista. E due leggi costituzionali, la legge Scelba e la legge Mancino, applicano appositamente il dispositivo costituzionale. Il verbo odiare non mi piace. Ma ho o non ho il diritto di odiare il tiranno? Posso scegliere di amare anche lui, se seguo il pensiero di chi invita ad amare anche il proprio nemico. Ma è appunto un nemico e non per mia scelta, è lui che decide che io sia il suo nemico. Ho comunque il diritto a disprezzare la tirannia? Spinoza si spingeva più in là legittimando il tirannicidio. Se riesco a liberarmi della tirannia risparmiando la vita al tiranno, preferisco questa seconda soluzione. Magari con l’invasione del palazzo del potere, disarmo docile delle guardie del corpo, arresti domiciliari di ventiquattr’ore per il capo supremo giusto per lasciar organizzare la vita civile degli insorti e poi pensionamento dello spodestato. Ma devo avere il diritto di spodestarlo e la natura me lo dà. Se agisco in questo modo vuol dire che sono contro di lui. Se si è per la libertà non si può evitare di essere contro la tirannia, contro l’eventuale sistema filosofico che tenta di giustificarla e contro il tiranno stesso. Se sono per la salute vuol dire che sono contro la malattia e contro il virus. Non si può essere a favore di qualcosa senza automaticamente essere contro almeno un’altra, il suo contrario appunto. Anni or sono il sinistrame nazionale sbeffeggiava Giuseppe Berto, l’autore di Morte a Venezia, perché si diefiniva afascista in luogo di antifascista. Oggi leggo che la correttezza imporrebbe di definirsi acomunisti e non anticomunisti. Perché questa discriminatoria differenza? In base a quali postulati? Oppure il nostro ordinamento istituzionale, essendo antifascista de jure, deve considerarsi privo dell’ABC dei diritti civili e sociali? Possiamo giudicare male una persona, se dice che il fascismo lo disgusta e che i fascisti gli fanno schifo? Visto il ventennio mussoliniano, possiamo dire che il diritto di provare disprezzo per quel periodo ce l’ha; e ha il diritto di manifestarlo. L’occidente ha commesso tanti errori, continua a commetterli (anche in senso interventista) e temo continuerà a commetterli nel prossimo futuro. E’ giusta l’autocritica ma non fermiamoci a quella, non pensiamo di essere sempre noi la causa di tutti i guai. Perché c’è chi vuole conquistare l’altro indipendentemente dalle intenzioni dell’altro. E lo fa anche senza che gli si forniscano pretesti. Altrimenti non si potrebbe essere antifascisti perché la causa dell’avvento del fascismo la dovremmo imputare al centralismo cavouriano, alla guerra di Crimea, all’inettitudine sabauda, al falso liberalismo dei governi prefascisti, al trasformismo, al connubio, all’interventismo economicodi Agostino De Pretis… Tutto vero. Ma ciò non toglie che il cialtrone di Predappio sia stato un manigoldo e io rivendico il diritto di considerarlo tale. E di affermarlo per iscritto o a voce. Condanniamo pure piazzale Loreto e gli atteggiamenti inutili di chi partecipò allo scempio, magari le stesse persone che pochi anni prima andavano in gita a Roma per applaudire sotto Palazzo Venezia lo stesso che ora era un cadavere. Ma chi lo ha odiato ha tutta la mia comprensione. E soprattutto il diritto di pensare e manifestare il proprio pensiero indipendentemente dalla mia comprensione.

  • Gianni
    Rispondi

    Quello che detesto nell’islam é la volontà che NOI CI SOTTOMETTIAMO A LORO mentre loro se ne fregano di noi.
    Non hanno alcuna intenzione di integrarsi con noi.

  • Arch
    Rispondi

    L’Islam è un’ideologia totalitaria, non solo religione ma anche codice penale, codice civile, imposizione di condotta morale, scientifica etc… dunque incompatibile con quella che noi chiamiamo libertà.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Beh, se la storia e la memoria contano qualcosa, mi pare che l’islamismo abbia un carattere violento fin dalle origini.
    Le lotte , sanguinose di solito, tra le varie pratiche islamiche è nota a tutti.
    E questo va avanti dalla morte di maometto.
    Inoltre, lotte non solo religiose , ma anche politiche, per chi è islamico vengono usualmente e facilmente risolte nel sangue.
    Ove la sharia è legge di stato la violenza è assicurata, ad ogni livello.
    La libertà personale ha limiti ristrettissimi.
    Poi posso dire che anche il cristianesimo è stato violento e liberticida , alcuni secoli fa.
    Secoli fa, appunto.
    Non più oggi.
    Posso anche dire che l’occidente ha messo il becco in queste nazioni islamiche con troppa disinvoltura e talora malafede.
    Anche con la guerra per la democrazia che , alla fine , era un tentativo di ingerenza energetico-politica pura e semplice.

    Io non penso esistano islamici moderati.
    Nel momento della verità , temo, viene fuori l’islam vero, quello che ammette e premia la violenza nei confronti dei diversi e dei miscredenti.
    L’unica differenza è che l’islamico fanatico crea il momento della verità, la situazione di stress, laddove il presunto religioso moderato la subisce reagendo però sempre da islamico sulla scorta del verbo e degli insegnamenti ricevuti.
    E che insegnamenti ricevono?
    Torniamo alla storia ed alla memoria di cui sopra.

    Vanno lasciati in pace, nella loro arretratezza gloriosa, nei loro laghi di petrolio, nei loro deserti, nella loro religione monoteista , nei loro stati talora totalitari , altre volte religiosi.
    Si sa come sono, si sa come ci vedono.
    Si sa che ci disprezzano e spesso ci invidiano.
    Lasciamoli tranquilli là dove vivono.
    Nessuna ingerenza, ritiro delle truppe, e dei consiglieri.
    Si arrangiano le popolazioni autoctone da sole a lottare per la loro libertà e per il loro benessere.
    Solo rapporti economici , se possibili, altrimenti neppure quelli.

    Al contempo andrebbero chiuse ermeticamente le frontiere a immigrati clandestini, ai cosiddetti rifugiati.
    Dura lex , sed lex.
    Non si raccolgono più i barconi.
    Nessuna assistenza.
    Nessun centro di accoglienza.
    Chi fortuitamente riesce a sbarcare viene accompagnato immediatamente indietro, dovunque, se l’interessato non denuncia la provenienza.

    Un numero predeterminato annuo può venire accolto, suggerisco 10 mila per tutta la UE.
    E si devono presentare richieste scritte alle ambasciate con i dati necessari e richiesti.
    Chi vuole entrare , esplicate tali formalità, si presenta ai regolari punti di accesso di confine al paese ospitante.
    Tempo determinato di permanenza, più o meno come fanno altrove, a seconda della ragione di ingresso, studio, lavoro, vacanza, etc.

    Questo sarebbe un ottimo insegnamento per quelli che stanno fuori, i quali vedono che finalmente la pacchia di presentarsi alle porte dell’europa certi di essere accolti senza eccezioni.
    Ma anche per quelli che stanno già dentro , i quali vedono che non si scherza più e che occorre rigare dritto.

  • carmela amico
    Rispondi

    Si puo’ dire tutto ed il contrario di tutto. Io non do’ tante spiegazioni sul loro modo di vivere ma che questo venga imposto a noi che ci dobbiamo adeguare a loro, non va bene. E’ colpa anche dei cosiddetti buonisti che odiano il popolo italiano con le sue tradizioni e se , per caso in una scuola o altro edificio pubblico , qualcuno si indigna per il crocifisso, queste anime candide si danno da fare a toglierlo e se ci sono i canti di natale, quegli stessi stupidi buonisti li cancellan subito. In questo devo dire che sono i cosiddetti italiani che non amano la loro patria e non vedono l’ora di farsi sopraffare da questa cultura cosi’ avanzata che , se giri per strada da sola magari non coperta del tutto e senza essere accompagnata, un gruppo di musulmani si sente in diritto di stuprarti
    , e’ loro costume..Una sola cosa voglio dire, per quanto riguarda il terrore verso l’occidente,: non tutti i m usulmani sono terroristi , ma tutti i terroristi sono musulmani.

  • Fabrizio Fv
    Rispondi

    Mescolare e shakerare H. H. Hoppe con Vittorio Feltri e Maurizio Gasparri produce cocktails disgustosi.

  • Ari
    Rispondi

    Secondo me tutti quelli che si affannano a magnificare altre culture in risposta all’articolo son fuori strada.
    Il punto NON è se la descrizione dei maomettani nell’articolo sia o meno corrispondente alla realtà. Se ci fosse una bravissima persona che volesse entrare per forza a casa mia senza il mio assenso, brava o non brava, ho il diritto di tenerla fuori. Vero libertari?!
    Quindi, la vera questione è che la Scarpelli ha il sacrosanto diritto di vivere a casa propria secondo i propri usi e costumi e questo diritto, con l’invasione in atto, è e sarà sempre meno praticabile fino al totale annientamento dei suddetti usi e costumi.
    Discettare se son bravi o son cattivi, son le chiacchiere che ci fotteranno.

  • Dacide
    Rispondi

    @Spago: un islamico vuole comprare CASA e vivere a Milano ?
    È bene accetto, esattamente come uno svizzero, un tedesco o,un francese.
    Ma a patto che lo faccia con i suoi soldi, che si mantenga con il sudore della propria fronte (possibilmente non facendo il questuante nei parcheggi o sui sagrati nelle chiese o importunando i clienti dei ristoranti), che usufruisca del nostro welfare pagando regolarmente le tasse; esattamente come faccio io e presumo anche lei.
    Se non è in grado di fare questo, che non abbia nessuna pretesa di farsi mantenere dallo stato italiano e se ne ritorni da dove è venuto; come si dovrebbe fare in ogni nazione seria.
    Sopratutto che non abbia la pretesa di costruire moschee o voler rimuovere simboli cristiani dagli edifici pubblici, nè pretenda che le sue donne girino con il niqab, chador, etc; oppure che sua figlia non possa andare in classi miste… se vuole vivere in Italia (in Europa) ha il,dovere di conformarsi agli usi e costumi del posto in cui è ospite esattamente come io avrei il dovere di adeguarmi alle loro tradizioni se volessi andare a vivere nei loro paesi.
    PS: concordo con l’autrice nel,paragonare i loro mosaici alle decorazioni di una stanza da bagno…. ovviamente lei è liberissimo di preferirli rispetto a quelli di Ravenna, agli affreschi della Cappella Sistina, alla,Pietà e al Mosè di Michelangelo etc. Come si dice ‘de gustibus non est disputandum’.
    Saluti e ‘Allah uh Akbahr’.

  • Mauro Gargaglione
    Rispondi

    Senza entrare nel giudizio di gradimento sullo stile e sul tono usato da Elisabetta Scarpelli, il contenuto del suo post apparso e censurato da Facebook conduce a una domanda molto semplice.

    Che non è chiedersi se è meglio il Dio Cristiano o quello Mussulmano quanto di doamdarsi se la cultura scaturita dal Cristianesimo, paragonata a quella dell’Islam, è una cultura che ha contribuito di più o di meno al progresso del genere umano.

    Ognuno giudichi da sè cosa ritiene essere un passo avanti nell’evoluzione del genere umano, la Magna Charta, la Riforma, la Controriforma, il metodo scientifico, l’Inquisizione, il capitalismo, il libero mercato, l’uomo sulla luna, la bomba atomica, la parità uomo/donna, la moda, il cinema, la libera pornografia, la tratta degli schiavi, lo spirito di libertà individuale, il culto dello stato, il collettivismo, il liberismo, etc etc.

    Come vedete ci ho messo dentro cose belle e cose molto meno belle della nostra cultura, in modo da cercare di essere equanimi. Ebbene, nonostante un lungo elenco di cose di cui c’è poco da andare fieri io sono convinto da agnostico, da non credente (non amo il termine ateo che invece usa la mia amica Elisabetta) che se qualche secolo fa la spada dell’Islam avesse sottomesso l’Occidente, noi saremmo molti passi indietro nella scala evolutiva dell’uomo. Saremmo una civiltà molto ma molto più arretrata e persino molto più violenta.

    Se quanto ho appena affermato non vi convince, prendete tutte le cose brutte della civiltà occidentale di matrice greca e giudaico/cristiana e vedete quali di queste non esisterebbero se a Lepanto i Veneziani avessero perso contro i Mori.

    Se vi viene in mente la bomba atomica, però, ricordatevi i medicinali antitumorali. Se pensate alla tratta degli schiavi ricordate che per i maomettani era una pratica normale, se pensate alla dittatura di Hitler o Pol Pot pensate alla teocrazia e al trattamento riservato agli infedeli.

    Tutto quello per cui c’è poco o nulla di cui andare fieri nel cammino della civiltà occidentale è presente in misura massiccia in quella islamica. Studiamo la Storia. E non smettiamo di amare e difendere la libertà dell’individuo che sta diventando merce troppo rara.

  • Pedante
    Rispondi

    Ragionamento nettamente neocon (sembra una Pamela Geller a scrivere).

    Gli attentati sono opera dei servizi speciali e dello Stato profondo occidentali con la collaborazione dei media. Le vittime nella maggiore parte sono completamente fasulle, idem gli scenari inverosimili. Fomentare odio contro i musulmani per giustificare leggi da stato di polizia (che poi verranno usato contro gli autoctoni e mai contro i musulmani) e per raccogliere consensi a favore di guerre nei paesi musulmani.

  • Pedante
    Rispondi

    Gli Stati Uniti hanno enormi problemi con la violenza dei neri cristiani. La razza condiziona il culto e vice versa.

  • Spago
    Rispondi

    Non c’è nessun bisogno di scegliere tra i mosaici arabi e quelli di Ravenna. Anzi se uno rispetta l’arte, la bellezza e la cultura li dovrebbe apprezzare entrambi. Una moschea, una sinagoga, una chiesa ortodossa, una chiesa cattolica, un tempio buddista, un tempio greco.. Sono esempi diversi di arte e bellezza legati a culture diverse. Non ho alcun bisogno di dipingerne uno come superiore e tutti gli altri come miserabili.

    Dire che la descrizione che l’articolo fa dei musulmani è ridicola, falsa, irrazionale è un fatto oggettivo. Come far rilevare che non tutti gli ebrei hanno il naso adunco, che non sono untori, che non portano il tifo, che non vanno paragonati ai topi. C’è veramente bisogno di dire che di quel miliardo seicentomila persone la maggior parte non è così? E che prega in moschea non sui marciapiedi? E che non è neppure terrorista.. C’è veramente bisogno di far notare che disumanizzare, demonizzare, dipingere in modo deforme, mostruoso, spaventoso un miliardo e seicentomila persone, è un gioco pericoloso? Mentre i nostri eserciti e servizi segreti sono in Libia, Siria, Iraq Afghanistan, etc..

    I terroristi sono islamici, non equivale a gli islamici sono terroristi. Esattamente come i mafiosi sono italiani, non equivale a gli italiani sono mafiosi. Quello che fanno i miei correligionari o connazionali non è attribuibile a me, in virtù di una partecipazione dello stesso “corpo mistico”.

    Uno può odiare chi vuole. L’odio è un sentimento personale. Ma finché uno non aggredisce (in senso proprio non metaforico) il prossimo suo, deve poter vivere come gli pare. Vale per l’eroina, vale per l’Islam. Non c’è bisogno di apprezzare l’eroina o l’Islam, è sufficiente difendere il diritto di proprietà per dire che fumo, mangio, mi inietto, quel che mi pare, esattamente come mi vesto, prego, canto, salmodio, mi genufletto quanto voglio finché sto dentro ai miei diritti di proprietà. E a proposito di odio, anche odiare l’Occidente non è un reato.

    Il welfare non lo hanno fatto né gli immigrati né i musulmani, che d’altronde sono solo una delle categorie che ne sono oggetto. Va abolito, ma non c’è bisogno di odiare indiscriminatamente categorie di persone che non ne sono responsabili.

    Il terrorismo è un fenomeno cresciuto per via dell’interventismo statalista occidentale.

    Le code agli aeroporti e la mancanza di sicurezza dipendono dalla sicurezza pubblica e dalla legislazione idiota e liberticida nostrana, che non hanno fatto né gli immigrati né i musulmani..

    Privatizzare la sicurezza, riconoscere il diritto di portare e usare armi, quando è il caso, abolire il welfare, piantarla con l’interventismo, sono compiti nostri. E sono provvedimenti generali, non centrati su una particolare categoria di persone, che aiuterebbero tanto nel risolvere i rapporti con il terrorismo islamico, quanto a fronteggiare la mafia, il terrorismo politico, o qualsiasi altro problema di sicurezza si presenti.

    La nostra cultura – che non odio ne disprezzo, visto che non sono certo uno di quei dementi che odiano l’Occidente, la sua storia e la sua cultura – comunque ci ha portato al welfare, all’interventismo, allo stato di polizia, alla guerra alla droga, al disarmo dei cittadini, a una forma fuori controllo e totalitaria di democrazia, e così via.. In Italia in particolare la maggior parte delle persone è in qualche modo socialista/comunista/fascista, orrori che appartengono alla nostra storia e cultura occidentale. Ce n’è più che abbastanza per limitare l’auto esaltazione.

    Se non esiste una colpa collettiva dell’uomo bianco o dell’occidente, se io non devo ritenermi responsabile della schiavitù dei neri, del fascismo, della colonizzazione, o della bomba atomica, visto che non ho alcuna parte in nulla di tutto ciò, allora non esiste neanche una colpa collettiva dei musulmani e degli arabi. Chi fa qualcosa è responsabile di ciò che fa. Il fatto che un miliardo e seicentomila persone sia musulmano, ma non ci siano altrettanti terroristi, prova indiscutibilmente che è possibile essere islamici e non terroristi. Considerare la maggioranza non terrorista corresponsabile del terrorismo è come considerare me corresponsabile delle guerre occidentali, di Guantanamo, della guerra alla droga, delle stragi mafiose, e così via..

    C’è gente che non prende più l’aereo o il metro per paura di attentati. Ciascuno fa come vuole, ma si ha più probabilità di fare un incidente stradale, di farsi male in casa, di ricevere una fioriera in testa, di scivolare in montagna o affogare al mare, o di morire in infiniti altri modi che in un attentato terroristico. La maggior parte delle persone resta calma di fronte ai numeri degli incidenti mortali in casa, per strada, in auto, in bici, al mare, in montagna, durante le attività sportive o le uscite del sabato sera.. sinceramente calmiamoci anche di fronte al terrorismo e alle campagne mediatiche su di esso.

  • charlybrown
    Rispondi

    Si discute e si dibatte a lungo, a volte aspramente, a proposito di avvenimenti falsi, di bufale.
    Che peraltro è esattamente uno degli scopi di chi li progetta: problem, reaction, solution.
    Viene alla mente ciò che disse una volta Duesberg a proposito della diatriba tra Gallo e Montagnier sulla paternità della scoperta dell’HIV: “sembrava di vedere due madame che si accapigliavano per il possesso di un diamante falso”.

    • Pedante
      Rispondi

      “House of Numbers”: AIDS/HIV, politicamente corretto, epidemiologia. e industria farmaceutica.

  • Paolo
    Rispondi

    Per i signori che si sono scandalizzati e lamentano l´ignoranza della signora in materia dei costumi dei musulmani non hanno capito che lei si riferisce a quelli che stanno arrivando qui in Italia. La maggior parte di loro provengono dalle carceri dei loro paesi. I loro paesi stanno aprofittando di questo enorme affare di stampo mafioso per svuotare le proprie carceri. Da qui la bassezza e l´estrema pericolosità di questa gente. È come se noi, con la scusa della crisi e in accordo con gli altri paesi svuotassimo le nostre carceri e li mandassimo da loro. Loro li accetterebbero i nostri criminali? Non credo . Noi invece sì. Senza contare poi del fatto che l´Islamismo è una setta con tipiche regole di autocontrollo di stampo mafioso dove la vita umana e i suoi diritti civili non esistono. L´immigrazione è un accordo tra mafie a livello nazionale ed europeo. Un accordo criminale che mette a repentaglio l´intera nostra civiltà e la nostra vita. Vade retro Satana!

    • Pedante
      Rispondi

      “Un accordo criminale che mette a repentaglio l´intera nostra civiltà e la nostra vita.” (Ovvero il Piano Kalergi).

  • Pedante
    Rispondi

    https://www.youtube.com/watch?v=NSUIyDxwN8g

    “Cattivi arabi del grande schermo: come Hollywood demonizza un popolo”.

  • Pedante
    Rispondi

    “(E qui entrano in causa i responsabili dell’invasione: gli Stati con il welfare e il warfare con la complicità e tolleranza di Santa Romana Chiesa.)”

    Elenco ovviamente non esaustivo delle forze in gioco.
    https://it.zenit.org/articles/ebrei-e-cristiani-dinanzi-alla-sfida-dell-immigrazione/

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    E’ giusto non confondere l’italiano in quanto tale con l’affiliato a cosa nostra (in minuscolo, come lo stato). Ma se uno condivide i cosiddetti “codici d’onore” di cosa nostra, pur non prendendo parte direttamente ad azioni malavitose, è chiaro che si attiri le antipatie della gente onesta. Se si colonizza l’Africa orientale non bisogna colpevolizzare gli italiani ma Mussolini, Ciano, i Savoia e via dicendo. Ma se si aderisce al fascismo in forma volontaria, parlo di oggi e non dei tempi a tessera obbligatoria, è ovvio che l’aspirante aderente venga assimilato ai colonialisti. Si può vivere in occidente da perfetti occidentali, anche se si proviene da esperienze diverse. Ma se si dice di aderire a un libro che vuole la distruzione dell’altro ci si espone a legittimi sospetti. Uno dei quali è quello di condividere il contenuto di quel libro che secondo i suoi custodi non è interpretabile né soggetto a revisioni esegetiche. Se poi un miliardo e mezzo di persone vive di fatto diversamente, tutto bene. Significa che non vivono secondo i dettami di quel libro. Ma allora significa anche che non sono fedeli autentici. Ci si può definire cattolici e non credere nella Trinità. E’ un caso tipico di chi, magari per tradizione familiare, è convinto personalmente di essere cattolico senza esserlo oggettivamente. Non è un problema di provenienza geografica perché ci sono convertiti di cittadinanza italiana da sempre, con avi italiani in tutte le due linee familiari dai tempi del medio evo, alcuni neanche con problemi economici che pure si sono convertiti al non interpretabile libro. Stesso dicasi per altre realtà nazionali europee, quando non oltre oceano. E’ lì il di qua o il di là, con i fascisti e gli antifascisti. Gli errori dell’occidente rimarchiamoli tutti. Ma non dimentichiamo che uno dei prodotto negativi di stampo occidentale, il cancelliere tedesco degli anni trenta del ventesimo secolo, si alleava con il Gran Muftì di Gerusalemme (nonno di Arafat) nella sua battaglia contro l’ebraismo. E questo quando la stato di Israele non esisteva ancora. L’antisemitismo era un pretesto perché anche gli arabi appartengono al gruppo semita. In realtà si volevano colpire gli ebrei perché complessivamente più capaci, una sorta di prussiano complesso di inferiorità dove il prussiano è capace solo con le armi. E visto il risultato finale, neanche tanto. Pol Pot, poi, non è occidentale né geograficamente né ideologicamente. A meno che non si voglia imputare all’occidente la responsabilià, confessata dagli stessi agenti della CIA, di aver utilizzato Pol Pot in funzione antivietnamita. Nulla di nuovo: Roosvelt e Truman finanziarono Stalin contro la Germania e Nixon sostenne Mao contro Ho Chi Minh. Anche il marxismo è un fenomeno occidentale, una sorta di prussiano complesso di inferiorità in campo imprenditoriale attuato da intellettuali con la vocazione a manifestarsi come palloni gonfiati. Vocazione perfettamente soddisfatta.

    • Antonio Abate
      Rispondi

      @Alessandro Colla Ho trovato molto intrigante l’interpretazione dell’antisemitismo come “prussiano complesso di inferiorità dove il prussiano è capace solo con le armi”. È una sua interpretazione personale o è stata sostenuta da altri? (in pratica le sto chiedendo consigli di lettura)
      Il complesso di inferiorità prussiano in campo imprenditoriale è pure una tesi che mi affascina, però faccio notare a margine che Marx era ebreo ed Engels veniva da famiglia di imprenditori.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    @Antonio Abate. Credo sia una mia interpretazione, non so però se l’ho rubata involontariamente da altri perché spesso non riesco a essere originale. Non so quanta matrilinearità ci fosse nelle origini familiari di Marx, la questione è controversa. Certo non professava la religione ebraica e nella sua opera intitolata “La Questione Ebraica” sostiene che gli ebrei siano un problema sociale antitetico agli interessi della classe operaia. Un secolo dopo, uno pseudocancelliere con i baffetti sostenne che erano un problema sociale antitetico agli interessi della nazione. Il padre di Engels era un imprenditore ma il figlio credo non abbia mai esercitato quella professione. Per fortuna delle aziende del padre. Perché Engels figlio, detestava l’impresa in quanto incapace di percorrere le orme paterne. Di qui l’inconsapevole complesso di inferiorità dell’intellettuale che odia il capitalismo perché preferisce la corte che lo finanzia. Se alla corte si sostituisce il soviet fa lo stesso. Le letture in merito possono essere tante. Vedrò di stilare un breve elenco al più presto. Grazie per la considerazione, probabilmente immeritata.

    • Pedante
      Rispondi

      Gli ebrei sono una razza.
      https://www.igenea.com/en/jews
      Il culto c’entra nella misura in cui incoraggia il separatismo. Gli ortodossi considerano il matrimonio misto un abominio.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Se uno si converte alla religione ebraica non muta il proprio DNA. Gli arabi, islamici o cristiani o altro, sono semiti come la maggior parte degli ebrei. Se un ebreo diventa cristiano rimane semita. I comunisti non erano russi perché il comunismo moderno si affermò lì per primo. Nè tedeschi perché tedesco era il fondatore delle sue basi teoriche. Se poi c’è chi preferisce dare un connotato etnico alla propria appartenenza ideologica o religiosa, padronissimo. Ma è una scelta personale, non un valore universale.
    @Antonio Abate: Il primo libro che mi viene in mente è scritto a sei mani (Hayek, Ashton, Hacker, De Jouvenel, Hutt e Hartwell) con una presentazione di Rosario Romeo. Si intitola “Il Capitalismo e gli Storici” ed è edito da Bonacci. Sarà sicuramente fuori catalogo, salvo ristampe a me sconosciute, perché l’edizione è del 1991. In rete, la Libreria del Ponte, pubblica una recensione di Carlo Zucchi al quale sono debitore delle mie considerazioni sul complesso di inferiorità dell’intellettuale invidioso del bottegaio che guadagna più di lui. Parlando di Marx ed Engels, Zucchi li definisce “scrocconi che campavano sulle spalle del padre di Engels” e che “non si accontentavano di scroccare ma sputavano anche nel piatto su cui mangiavano”. Questa sola recensione vale, a mio modesto avviso, quanto un libro intero.

    • Antonio Abate
      Rispondi

      @Alessandro Colla. La ringrazio, molto gentile da parte sua. Sono riuscito a trovare delle versioni online, quella italiana nonchè l’originale della Routledge (1954). La versione italiana rispetto a quella americana presenta in più il saggio di Hartwell “L’aumento del livello di vita in Inghilterra…”.
      Grazie ancora.

    • Pedante
      Rispondi

      https://www.youtube.com/watch?v=gy9gGYFko7c

      Ebrei si nasce non si diventa. La conversione non viene riconosciuta dai rabbini ortodossi, i massimi difensori della fede. L’ebraismo riformato esiste nei paesi occidentatli solo per evitare accuse di ciovinismo etnnico.

  • Spago
    Rispondi

    La stessa religione mostra di volta in volta volti differenti in contesti, tempi, paesi, culture, diversi. Anche se i libri sacri son sempre quelli, cambiano le interpretazioni, e ancor di più cambiano le pratiche. Per questo non basta citare un passo del Corano o della Bibbia per pensare di avere la prova del carattere della religione che vi si rifà. In fondo le religioni e i testi sacri sono grandi contenitori da cui può venire fuori un po’ di tutto. Anche l’Islam è diviso al suo interno, ma soprattutto sono sicuro che anche l’Islam abbia volti differenti, sotto l’interventismo occidentale, o in condizioni di pace e prosperità. Una persona che è impegnata a curare il proprio benessere, a garantire un futuro migliore ai propri figli, e alla propria comunità, ha meno voglia di fare la guerra, di andare chissà dove, di farsi esplodere. Perciò una politica non interventista, di libero scambio e di integrazione economica, è una politica che almeno in parte può togliere terreno al terrorismo.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Sicuramente il libero scambio toglie terreno al terrorismo. Non bisogna però nascondere che esistano forme di pensiero non interpretabili. Prendiamo il marxismo. Sul piano ontologico può essere valida un’interpretazione che lo veda come una componente metafisica della filosofia. E non sono i suoi avversari a sostenerlo, i quali puntano più l’accento sul materialismo storico e su quello dialettico quando non sull’avversione alla religione. Era Marcuse a sostenerlo, al contrario di Gramsci e Althusser che lo interpretavano in senso puramente storicista. Ma sulla nazionalizzazione dei mezzi di produzione il dettato marxista è “in claris”, non c’è esegesi che tenga. E’ sufficiente il libero scambio per per togliere terreno allo statalismo? Il motivo per cui quest’ultimo si afferma è dovuto alla mancanza di un libero scambio autentico che induce gli sprovveduti a confondere il rimedio con il male? Sicuramente sì, ma alle volte storia e natura umana si rivelano in forme inaspettate. In quasi tutti i libri sacri cambiano le interpretazioni con il tempo. Se cambiano in senso favorevole ai diritti umani di base, questo è un progresso per la civiltà. Quando non cambiano perché è impossibile interpretare una norma in claris, siamo in presenza di una mancata civiltà o di un arretramento di essa. Perché alcuni testi nascono terroristici fin dalle loro fondamenta. Non credo che il Mein Kampf sia interpretabile. Una persona impegnata a curare il proprio benessere non dovrebbe dar retta né al Mein Kampf né a Il Manifesto o a Il Capitale. Eppure, malgrado la mancanza di aspetti trascendentali di questi testi, c’è chi ha preferito immolare la propria vita invece di perseguire il benessere per sé o per i propri figli. Figuriamoci quanda si tratta di un testo sacro, anzi un testo dove la divinità si è incarnata. Nessuno vuole stabilire Il carattere di una religione in base alla citazione di un solo passo, il problema è che quando quasi tutti i passi hanno lo stesso carattere c’è poco da discutere. Così come nel citato Mein Kampf le follie aggressiviste non si trovano in un solo passo, in un solo brano, in una sola pagina o in un solo capitolo, altrettanto si può dire per il carattere delle religioni. Che Gesù di Nazareth sia divino verbo incarnato non è scritto in un solo passo del Nuovo Testamento. Mentre la frase “mogli, siate sottomesse ai vostri mariti” la si trova fortunatamente in un solo passo. Se poi cambiano le pratiche, al di là del testo e delle interpretazioni, tanto meglio. Purché si passi dalla violenza alla non violenza e non il contrario. Cercando, possibilmente, di saper rinunciare a qualcosa. Anch’io avrei preferito la frase “suocere, siate sottomesse ai vostri generi” ma mica si può avere tutto dalla vita.

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