In Anti & Politica, Esteri, Libertarismo

bodrumdi ALESSANDRO FUSILLO

La Property and Freedom Society (PFS), fondata nel 2006 da Hans-Hermann Hoppe, è un’associazione internazionale dedicata alla promozione della filosofia libertaria anarco-capitalista e dell’economia austriaca. Padri spirituali diretti ne sono, oltre al fondatore, Murray N. Rothbard e Ludwig von Mises, legati, oltre che dal comune approccio prasseologico e dall’individualismo metodologico, dal fatto di essere stati, nella seconda metà del XX secolo, l’uno allievo dell’altro. La tradizione intellettuale cui si ricollega la PFS risale poi, a ritroso nel tempo, alla tradizione di FrédéricBastiat e Gustave de Molinari. L’associazione, pertanto, è sinonimo di radicalismo intellettuale senza compromessi. I concetti chiave che ne guidano l’azione sono la proprietà privata, la libertà contrattuale, la condanna dell’imperialismo e del militarismo e la promozione della pace e della cooperazione tra gli individui.

Ogni anno a settembre la PFS si riunisce a Bodrum nella bellissima cornice dell’Hotel Karia Princess. Nelle parole di Hans-Hermann Hoppe l’idea ispiratrice è quella del salotto settecentesco, inteso come luogo d’incontro di élites intellettuali, sociali, politiche e culturali sotto il tetto di un ospite ispiratore, per divertirsi, raffinare il gusto e le conoscenze attraverso la conversazione. La conferenza annuale della PFS è dunque un salotto per la proprietà e la libertà.

Nonostante gli – infondati – timori legati alla situazione politica in Turchia, la conferenza è stata anche quest’anno, per l’undicesima volta, un grande successo. Molti e tutti interessanti gli oratori.

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Olivier Richard ha parlato del sistema della pubblica istruzione francese quale strumento di propaganda politica ispirato al modello prussiano del XIX secolo. Rahim Taghizadegan ha ricordato, come modello esattamente opposto a quello statalista, la tradizione delle università medievali, nate come libere associazioni di studenti e professori, autonome perché esentate dal controllo imperiale, papale o dei vari centri di potere dell’Europa dell’età di mezzo. Keir Martland, l’enfant prodige del libertarismo, ha gettato il seme del dubbio sulla tradizionale interpretazione della “Glorious Revolution” come rivoluzione liberale, rilevando come la finalità ne fosse, piuttosto, il consolidamento di un regime oligarchico e imperialista, non a caso finanziato dalla prima banca centrale del mondo.

Sean Gabb ha sfatato un altro, questa volta moderno, mito liberale: Margaret Thatcher… CONTINUA A LEGGERE QUI.

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Comments
  • Pedante
    Rispondi

    Interessante il tema del discorso di Heiner Rindermann sullo “arricchimento” cognitivo e culturale dell’Europa contemporanea ad opera dell’immigrazione. (Le virgolette sono sue).

    La PFS rimane un bastione della libertà di pensiero.

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