In Anti & Politica

j2DI MAURO GARGAGLIONE

Vi siete mai domandati perché ci sono centinaia di migliaia di norme e regolamenti ai quali un individuo è logicamente impossibilitato a conformarsi? Una risposta molto elegante che personalmente amo moltissimo spiega questo fatto con la sconfitta del giusnaturalismo nei confronti del positivismo giuridico.

Nel momento in cui si ritiene che tutto è sottoponibile a una legge degli uomini e che l’organizzazione legittimata a normare tutto sia lo Stato, i legislatori statali non lasciano alcun aspetto delle relazioni tra esseri umani, che emerge e si trasforma nel tempo, al riparo da una qualche regolamentazione.
E sia, ma perché? E’ inintenzionale o è volontaria questa pulsione a partorire leggi e norme in quantità illogiche?  Per me è volontaria.

Siccome nessuno capace di intendere può ragionevolmente pensare che si possa vivere rispettando migliaia di leggi, il motivo vero di questa abnormità sta nel fatto che l’iper-legiferazione serve a puntellare e sostenere un muro divisorio tra lo Stato e l’individuo che vive e lavora al di fuori di esso. Noi e loro.
Ciò a cui a cui punta chi vive “di” e “nello” Stato, è la possibilità di avere a disposizione una quantità sterminata di opzioni in cui pescare per obbligare il privato, solitario o insieme ad altri privati (tipo le aziende ad esempio) a servirlo.

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Avete mai sentito con quanto orgoglio un funzionario meritevole viene celebrato in quanto “leale servitore dello Stato”? Che significa servire lo Stato? Uno zelante controllore della guardia di finanza che ha stangato decine di bar che non battevano lo scontrino è un leale servitore dello Stato? Presumo che lo sia ma non ha fatto certo il mio interesse e quello del barista che mi ha fatto trovare la brioche fragrante alle sei del mattino. Se ne conclude che è un servitore di coloro che stanno dalla sua parte del muro contro quelli dalla nostra.

Io non sono colpevole a prescindere, non credo nel peccato originale figuriamoci se credo che le leggi vadano sempre rispettate, l’unica legge che va rispettata è il diritto di difendersi quando si viene aggrediti e, di contro, nessuna legge che mi autorizza ad aggredire qualcuno è una legge morale. Chi non capisce questo per me sta dall’altra parte del muro, e che ci stia per ignoranza, superficialità o interesse è un mio pericolosissimo avversario.

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Comments
  • Albert Nextein
    Rispondi

    Ci sono persone che vogliono giocare a chi comanda.
    Sono quelli che , per una deformazione o una patologia psicologica, amano farsi gli affaracci altrui e ad intrudere nelle vite altrui con leggi , regolamenti e decisioni.
    Fanno tutto questo mantenendo per sé ogni eccezione ed ogni deroga.
    Ottengono la totale irresponsabilità per quello che fanno nascondendosi dietro ad organismi “legali” che inventano alla bisogna.
    Sono dei delinquenti pericolosi, come ampiamente dimostra la storia.
    Eppure continuano nelle loro malefatte , perché ci sono anche quegli altri che vogliono partecipare al gioco da posizioni in partenza di inferiorità.
    Fintanto che questo secondo gruppo, coloro che giocano da sudditi, non si sveglia , il gioco continua.

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