SONO “NO-GLOBAL” E COMBATTO LA GLOBALIZZAZIONE…

globalizzazioneDI STEFANO BASSI

Buongiorno a tutti, mi presento: mi chiamo Costantino e sono un convinto sostenitore del NO alla Globalizzazione e del NO alle Multinazionali.
Vi racconto una mia giornata tipo: la mattina mi sveglio al suono del mio smartphone Samsung (una multinazionale), vado a lavarmi i denti con il dentifricio Colgate fresh control (prodotto da una multinazionale), cago e mi pulisco il culo con la carta igienica scottex (prodotta da una multinazionale), faccio colazione con i biscotti del Mulino Bianco ed i Corn Flakes (prodotti da multinazionali) e poi esco con la mia Toyota Aygo (prodotta da una multinazionale e che va a benzina prodotta dalle multinazionali) per andare all’università di Scienze Politiche a farmi ripetere dai Prof. che la globalizzazione è brutta&cattiva e che le multinazionali sono brutte&cattive.
Il pomeriggio mi metto su Facebook (una multinazionale) a scrivere attraverso il mio notebook (prodotto da una multinazionale) che sono un No global e per connettermi uso la rete (che tra router, cavi, fibre ottiche, server etc coinvolge minimo 5 multinazionali).
Poi vado su Ebay (una multinazionale) che mi fa risparmiare un sacco di soldi su un sacco di prodotti e mi compro una cavetto (prodotto da una multinazionale cinese) per il mio smartphone, pago con Paypal (una multinazionale) ed il prodotto mi arriva via corriere espresso UPS (una multinazionale).
La sera a cena cucino la pasta ai gamberetti e zucchine che piace tanto alla mia ragazza (i gamberetti arrivano dall’Oceano Indiano grazie alla globalizzazione e gli zucchini dal Sud Africa perchè non è stagione), ci beviamo una birra (prodotta da una multinazionale) e poi andiamo a trombare usando il preservativo (prodotto da una multinazionale)…Infine finalmente a dormire su un materasso comodissimo (prodotto da una multinazionale)…che sono stanco…
e domani inizia una nuova e dura giornata da NO Global (globalizzato) ;-)
Vedete…in questo Mondo non è affatto facile essere VERAMENTE COERENTI ….e comunque, al di là dei luoghi comuni ideologizzati, nel bene&nel male (come tutto) e che vi piaccia o no…la Globalizzazione e le Multinazionali sono nel loro insieme uno dei più potenti fattori di crescita, sviluppo e creazione di ricchezza della Storia Umana…e sono anche molto utili….Amen ;-) (adesso potete pure insultarmi…)

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13 Responses

  1. giorgio
    giorgio at | | Reply

    agli occhi di una persona intelligente, questo post deve far riflettere per i motivi opposti a quelli per cui è stato scritto. infatti, da quello che si legge sembra che effettivamente la vita quotidiana delle persone sia in qualche modo influenzata, se non indirizzata, solamente da multinazionali, aziende che molte volte hanno il monopolio del mercato per quanto riguarda il genere di beni prodotti o erogati. bene fa il no-global servirsene allo scopo di distruggere gli stessi produttori.

    1. spago
      spago at | | Reply

      1 quale esattamente delle aziende citate ha il monopolio del mercato e non è esposta a concorrenza? 2 come lo mantiene (con la forza o in virtù delle scelte di clienti che potrebbero sempre abbandonarla)?

      Sono citate:

      Samsung
      Mulino Bianco
      Corn Flakes
      Colgate
      Toyota
      Facebook
      il notebbok sarà Apple?
      Ebay
      Paypal
      Ups

  2. ada garbieri
    ada garbieri at | | Reply

    CARISSIMI,IO NON SONO NO GLOBAL ANZI PENSO CHE VOI GIOVANI SIATE FORTUNATI A VIVERE IN UN MONDO CON MILLE POSSIBILITà CHE A ME SONO NEGATE DATA L’ETà.SMETTETELA DI LAMENTERVI E CERCATE DI MIGLIORARE LE MULTINAZIONALI,IL MODO DI AMMAZZARE GLI ANIMALI SENZA FARLI SOFFRIRE E FARLI VIVERE I IL PIù SERENI POSSIBILI,CERCATE DI NON BUTTARE IL CIBO MA DIVIDETELO CON CHI NON NE HA,TUTTO QUESTO SI PUò FARE ,BASTA VOLERLO.
    NON BUTTATE VIA IL FUTURO MA CERCATE DI MIGLIORARE IL PRESENTE…

  3. Evaristo
    Evaristo at | | Reply

    Beh, c’è no global e no global diversamente coglioni.
    Forse per un seguace di AgnolOtto (ma esiste ancora?), il ritratto può calzare abbastanza.

    Per un puzzolente punkabbestia notav invece escluderei sicuramente:

    Mulino bianco
    Corn Flakes
    Colgate
    Aygo

    E per pc niente mela, nè zio Bill, ma uno scassone di IV mano con kali o wifislax e connessione rigorosamente rubata o pubblica.

  4. Fabrizio Fv
    Fabrizio Fv at | | Reply

    Personalmente non ho nessuna avversione di principio contro le multinazionali e apprezzo l’ironia del ritratto del fighetto no-global, bene comune, ecologista , equilibrato, democratico e progressista.
    Bisogna dire però che alcune di queste corporation hanno raggiunto quelle dimensioni anche “vendendo il culo” allo stato, ad esempio ebay ha barattato la tolleranza sulla sede fiscale in paesi a bassa tassazione con la totale disponibilità ad aprire i conti dei suoi utenti a gdf e AdE, stessa cosa Paypal, Facebook è il migliore strumento di spionaggio poliziesco finora inventato, Apple brevetta qualsiasi cosa , affidando così i suoi utili alla protezione della legge statale, le case farmaceutiche fanno i loro maggiori affari con i servizi sanitari nazionali….. e così via.

    1. Evaristo
      Evaristo at | | Reply

      Sostanzialmente la penso anch’io così, non ho particolari simpatie per multinazionali e grandi imprenditori, tutti professionisti del leccaculismo di stato. Sono sempre stato dalla parte delle PMI.

      Ho però rivalutato incredulo la Apple (che ho sempre detestato) da quando ha mandato affanculo gli sbirri federali (e naturalmente il simpatico ruffiano paraculo Trump si è subito esibito in una nauseante azione di zerbinaggio filoregime).

      C’è da dire che vendere il culo allo stato non è solo prerogativa dei grandi.
      Hanno venduto il culo allo stato da sempre tutti i venditori e riparatori di tv, che ti segnalavano automaticamente alla rai e ricevevano un premio per ogni canone riscosso tramite i loro servigi.

      Io – che non ho mai pagato canoni nè prima, nè ora, nè mai – mi trovavo puntualmente il picciotto rai a citofonarmi esattamente un anno dopo ogni richiesta di riparazione e nel mese di settembre.

      Il bello è che io sapevo che i venditori-riparatori segnalavano spesso (se non sempre) anche chi compra o ripara magari un frigorifero e quindi conversavo un po’ col picciotto consigliandogli di migliorare le loro tecniche di spionaggio.
      Il picciotto di solito restava piuttosto sorpreso, imbarazzato e interdetto, stilava il suo rapportino e andava via sconsolato.
      Poi dopo un mese arrivava la solita letterina rai in ottima carta per il WC.

      Con la nuova normativa orwelliana a favore della rai probabilmente è cambiato tutto, ma da me continueranno a non estorcere.
      Volere è potere e il modo c’è.

  5. christian
    christian at | | Reply

    Fabrizio Fv
    Che le multinazionali, come qualsiasi altra società piccola, media o grande, “vendano il culo” allo stato è normale, se gli permette maggiori guadagni. Ben pochi non approfitterebbero di un pasto gratis o scontato se gli venisse offerto. A “vendere il culo” allo stato sono anche se soprattutto le singole persone (negli stati democratici quasi tutti quelli che vanno a votare, tralasciando tutti gli “statali”). Il problema, come sempre, è l’esistenza dello stato non le multinazionali.Cosa ovvia per i libertari.
    Se qualcuno pensa che Ebay, Paypal, Facebook proteggano la privaci dei propri clienti è ingenuo (per usare una parola buona al posto di quella che inizia per “c” e finisce “one”) e lo è doppiamente se pur sapendolo usufruisce dei loro servizi continuando a lamentarsi (al contrario chi sapendolo lo accetta e non si lamenta compie una propria libera scelta, valutando vantaggi e svantaggi della situazione). Voglio ricordare, poi, che per i libertari la privacy non è un diritto ma al massimo un accordo tra le parti. Chi dà proprie informazioni a terzi senza contrattualmente definire il trattamento di tali dati non può aspettarsi che quest’ultimo ne faccia l’utilizzo che vuole (nel rispetto del NAP).

    1. Fabrizio Fv
      Fabrizio Fv at | | Reply

      Certamente Christian, la differenza tra la multinazionale e l’usciere degli uffici della provincia (es.) sta soltanto nella dimensione delle parti posteriori messe in vendita.

      Piccola nota autobiografica: mi sono cancellato da Facebook da quasi un anno, e sono talmente contento di questa scelta che mi sento di consigliarla a tutti.

  6. Pedante
    Pedante at | | Reply

    Di questi tempi è difficile separare l’imprenditoria dalla politica.

  7. Pedante
    Pedante at | | Reply

    Da menzionare anche le sovvenzioni statali al settore trasporti e infrastrutture, sfavorevoli al business locale rispetto a quello nazionale o internazionale.

  8. Albert Nextein
    Albert Nextein at | | Reply

    Non c’è dubbio che le multinazionali siano ovunque si produca qualcosa.
    Io, ad esempio non acquisto biscotti del mulino bianco, e vado dalla fornaia a prendere biscotti caserecci che apprezzo di più.
    Ma la farina, lo zucchero, il burro, il lievito, chi li produce, e da dove vengono?
    Uno può tentare di combattere contro le multinazionali, ma ritengo sia persa in partenza.
    La gente vuole scegliere , ed ha avuto la scelta.
    Tanti prodotti, tanta scelta.
    Tanta scelta, consumatore attento e consapevole.
    Non penso proprio che sia utile tornare a tempi antichi ed a sistemi di vita primitivi.
    Neanche i preppers fanno a meno dei prodotti delle multinazionali.

    1. Pedante
      Pedante at | | Reply

      Certo, ma se lo Stato fosse meno presente le multinazionali e anche le imprese pan-nazionali sarebbero meno prevalenti.

      1. Pedante
        Pedante at | | Reply

        Idem per le ONG.

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