In Anti & Politica, Economia

italianiDI STEFANO BISOGNI

Ormai ci siamo. L’italia è un peso insostenibile tanto che Germania e Francia si riuniscono con Juncker, senza invitare Renzi, per decidere e sancire l’avvio diuna europa a 2 velocità.

Il grosso problema sono Lombardia e Veneto. In una Euuopa a 2 velocità l’euro lasciato a Portogallo, Spagna, Italia e Grecia sarà un euro svalutato, mentre gli altri paesi adotteranno un euro gold o qualcosa del genere, una nuova moneta forte e a misura di quei paesi che hanno per così dire i conti a posto. Ma il punto è questo… con un euro dimezzato nel valore Lombardia e Veneto farebbero una concorrenza mortale a mezzo mondo. Germania, Francia e altri ne sarebbero fortemente danneggiate.

Ecco perché, approfittando anche della affinità politica di Lombardia e Veneto, è molto facile che paesi esteri, tramite politiche commerciali, cercheranno giustamente di staccare queste 2 regioni dall’Italia e inglobarle in qualche modo nella parte più virtuosa dell’europa. In questo modo Lombardia e Veneto non pagheranno più i conti del centro-sud. Come farà il resto d’Italia a mantenere la pletora di dipendenti statali e parastatali?

In Puglia andranno in ginocchio da Briatore a chiedergli di aprire alberghi per ricchi perché loro, come tutto il centrosud, avranno le pezze al culo e 3/4 dei lavoratori (tutti ex statali/parastatali) saranno disoccupati. Questo è facile che sarà il futuro dell’area italica… divisi e felici… almeno quelli che finora hanno mantenuto pelandroni e cicale. Non ditemi che le altre regioni del centro-sud lavorano poiché i dati di Pil e di concentrazione industriale dicono altro, e lo dicono senza lasciare alibi a nessuno!

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Mostrati 8 commenti
  • Giovanopoulos
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    Ho grandi dubbi (eufemismo) che lasceranno mai staccare le due suddette regioni.
    Ne va della sopravvivenza di tutta la baracca e non molleranno mai e poi mai, salvo azioni di forza da parte dell’area produttiva del Paese.
    Tali “azioni di forza” sono però impensabili poiché mai ci sarà la necessaria coesione e il consenso nelle regioni produttive per operare uno strappo.
    Ancora oggi una gran quantità di “tax payers” non ha capito qual è il problema e anche i lombardi e i veneti sono “italianizzati”, ovvero incapaci di mettersi d’accordo su alcunché.
    Aspetteremo imbelli il soffocamento dei produttori e il completamento dell’ invasione straniera già in fase avanzata, fino al “crack” finale.
    Spero di sbagliarmi.

  • Evaristo
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    Ufficialmente Giulietta & Romeo si riuniscono con l’etilista cronico per decidere il “nuovo ordine” in vista della Brexit.

    btw (tra due anni – quando si dovrà attuare la Brexit – mi sa che qualcuno eccepirà che quella era la volontà nel passato, che ora potrebbe essere molto diversa e troveranno il modo per restare)

    Non credo che si deciderà – per ora – l’avvio di una europa a due velocità.
    E’ un’ipotesi, ma la vedo ancora solo come tale.

    L’itaGlia è un peso – è vero – ma per chi la subisce (noi).
    Per l’UE invece è ancora una stupida oca da spennare, alla grande, e finchè ce n’è.

  • Dino
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    E’ ovvio che chi scrive, non conosce minimamente la realtà pugliese. Posso assicurarle che nella zona delle murgie, valle d’itria, e nel barese sud e nord, c’è una forte concentrazione d’imprese, è una zona molto laboriosa, a prescindere da ciò che ne pensi il briatore, non è solo alberghetti e masserie, per fortuna. Per il resto posso anche trovarmi d’accordo con lei, cioè che al sud molta gente ha la pretesa di vivere di spesa pubblica, ma al momento noto che anche al nord ci sono problemi simili e non vedo nessuna ribellione longobarda contro questa piaga. Il sud è una vittima eccellente del keynesismo sfrenato del dopoguerra, la città di Taranto è stata stuprata ed uccisa, grazie al mito della piena occupazione, dell’Italsider, degli investimenti pubblici ecc ecc.

  • VITO PETRUZZELLI
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    concordo con dino una parte della Puglia e’ sicuramente un passo avanti rispetto ad altre regioni non solo del sud il problema e’ che anche in queste zone virtuose la crisi morde e ll leviatano distrugge tutto cio che di positivo si era riusciti a creare. tutto il resto e’ noia con la basilicata che credo abbia circa il 70 per cento della popolazione con impiego pubblico e’ una vergogna ecco dove sono i serbatoi di voto per i sinistri italiani e renzi continua ad elargire spiccioli per infatuare il popolo………..

    • Dino
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      Già la basilicata…. noto feudo Pd ora e socialista una volta….., ricordo ci andai da bambino con mio padre più di 20 anni fa, sembrava tutto fermo agli anni 50.

  • alessandro
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    Se la Lombardia e il Veneto sono più sviluppate rispetto al Sud non sarà perché dall’alto hanno deciso così? La Fiat colsso industriale perché Si è sviluppata?Non saranno stati gli aiuti di stato?dopo aver succhiato per un secolo e aver indebitato un paese per sviluppare il loro business hanno avuto il coraggio di trasferire la loro sede fiscale i n regno unito.
    La banda di confindustria ha da sempre interessi al Nord,ecco perché il Sud non gli è permesso di svilupparsi.
    Non vi fa pensare che tantissimi terroni sono migrati e sono diventati ricchi?
    Le multinazionali del turismo vogliono tutto bello e immacolato, altrimenti non vendono il prodotto.

  • christian
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    Effettivamente in questo caso bisogna andarsi rileggersi i testi di storia (quelli veri).
    Prima dell’unità il nord era “pezzente” e sottosviluppato mentre al sud c’erano le industrie ed il commercia. Con l’unificazione (conquista) d’Italia i “Savoiardi” hanno depredato il sud lasciandolo nelle condizioni che oggi in gran parte vediamo e gettandolo nelle mani delle “mafie”.
    Personalmente ritengo che prima venga terminato questo errore (orrore) durato 150 anni e meglio è per tutti (ma nutro scarse speranze in merito).

  • Vito
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    L’isola che non c’e’. Una piattaforma in alto mare diventa una server farm senza legge né polizia.
    L’isola che non c’e’. Una piattaforma in alto mare diventa una server farm senza legge né polizia. Seconda guerra mondiale: la Gran Bretagna crea un’isola artificiale di cemento e acciaio nella parte meridionale del Mare del Nord, a circa sette miglia nautiche dalla costa inglese (latitudine 51.53 Nord, longitudine 01,28 Est per la precisione) che viene dotata di radar e armamenti pesanti e occupata da un paio di centinaia di militari. Scopo di questa operazione e’ difendere Londra, baluardo degli Alleati, da ogni attacco della Luftwaffe nazista. Tuttavia, con il tanto atteso cessate il fuoco delle ostilita’, i soldati possono tornare a casa e l’isolotto viene abbandonato e dimenticato da tutti. Dimenticato da tutti ? A dire il vero non proprio da tutti…Il 2 Settembre 1967 Paddy Roy Bates, ex ufficiale britannico, occupo’ infatti la piattaforma e li’ si insedio’ con la famiglia proclamando ufficialmente la nascita del libero e indipendente Principato di Sealand. La risposta della regina non tardo’ pero’ a giungere e nel 1968 alcune imbarcazioni della flotta reale si avvicinarono a Sealand ma il “Principe” del vecchio Fort Roughs Tower, vedendo minacciato il proprio regno, intimo’ l’altola’ alle imbarcazioni sparando alcuni colpi di avverimento con gli stessi cannoni che un quarto di secolo prima avevano salvato Londra. In men che non si dica l’accaduto assunse portata nazionale e venne intentato un processo contro Mr. Bates; nel novembre dello stesso anno tuttavia il tribunale dell’Essex decise di non procedere poiche’, trovandosi la piattaforma ben al di fuori delle acque territoriali Britanniche (limitate a 3 miglia dalla costa), il caso era avvenuto al di fuori del territorio nazionale. In altre parole, la stessa legislazione internazionale riconosceva, seppur indirettamente, l’autonomia di Sealand rispetto alla madre patria. Sempre piu’ determinato, Roy Bates annuncio’ il 25 Settembre 1975 la Costituzione del Principato e negli anni Sealand assunse sempre piu’ la fisionomia di un vero e proprio Stato, con tanto di inno nazionale, bandiera, francobolli, monete e persino targhe automobilistiche (non sappiamo pero’ dove parcheggino la macchina, sopra quella piattaforma !) Generale, i nemici ci attaccano ! Nell’Agosto del 1978 alcuni Olandesi, capeggiati da un uomo d’affari tedesco, giunsero a Sealand per discutere di alcuni scambi commerciali con l’isolotto durante un periodo d’assenza di Roy Bates; in realta’ le intenzioni di questi uomini erano ben diverse e presero con la forza il controllo di Sealand sequestrando anche Michael, il figlio del “Principe” di Sealand. Poco dopo pero’, aiutato da alcuni uomini, quest’ultimo riprese il controllo sull’isola trattenendo gli “invasori” come “prigionieri di guerra”. Fortunatamente quello che sembrava profilarsi come un originale incidente diplomatico senza precedenti si rivolse per il meglio senza spargimenti di sangue: dopo aver invano richiesto l’intervento dell’Inghilterra, che in virtu’ di quanto detto in precedenza non avevva alcun potere di intervenire nel territorio di Sealand, i Governi olandesi e tedeschi inviarono infatti sulla piattaforma Roughs Tower un diplomatico e in breve i negoziati portarono, in un primo tempo, alla liberazione degli olandesi e, in seguito, anche del cittadino tedesco. Dopo questo episodio, Sealand smise di occupare (salvo alcune eccezioni) le prime pagine dei giornali, tornando in linea di massima ad essere piu’ di interesse per collezionisti e curiosi che per i diplomatici. Nel 1990 Bates attivo’ un’emittente radio pirata indipendente mentre nel 1997 infine un anonimo tedesco, spacciatosi per Ministro delle Finanze di Sealand, mise in vendita su Internet falsi passaporti dell’isola piazzandone piu’ di 150.000 a 1000 $ l’uno; fino a quel momento invece i passaporti ufficialmente rilasciati erano stati circa 300 e nessuno di questi era mai stato venduto. Col nuovo millenio e il “Principe”Roy, ultraottantenne, ormai stanco e affaticato, il principato piu’ piccolo del mondo sembrava ormai prossimo alla sua fine ma… Ma c’e’ sempre un ma… A meta’ del 2000 un giovane informatico di nome Ryan Lackey ha lanciato una proposta per la creazione di un “covo dati”, nello stile di quelli descritti nel lontano 1989 da Bruce Sterling nel suo romanzo “Isole nella rete”. Attratto infatti dalla situazione politica e giuridica unica al mondo di Sealand (al riparo da intricate leggi e dagli occhi indiscreti di agenzie investigative e al di sopra di ogni regolamentaazione, restrizione, copyright, brevetto o tassa ), Ryan si e’ dimostrato intenzionato ed utilizzare la piattaforma come sede per la propria azienda, conosciuta come Haven Co. A pochi hop di distanza dai maggiori backbone e grazie ad una connessione in fibra ottica, tramite microonde o via satellite, Sealand sarebbe stata infatti in grado di offrire una connessione ad Internet estremamente veloce e sicura. Una volta trovati i finanziatori del progetto, non e’ stato cosi’ difficile trasformare i sogni in realta’; i cilindri di cemento che sostengono la piattaforma sono cosi’ divenute stanze in grado di ospitare server e latro amteriale atto allo scopo mentre guardie armate sorvegliano 24 ore al giorno il tutto e, per aumentare ulteriormente il livello di sicurezza, nemmeno ai clienti e’ permesso recarsi a Sealand. I “prodotti” offeri sono innumerevoli: dal semplice hosting di siti Web e di commercio elettronico a vari servizi di anonimato fino alla possibilita’ di offrire spazi alle aziende per lo storage di dati ehm….riservati. Tutti i dati e le comunicazioni vengono inoltre crittografati ed e’ possibile scegliere tra diversi sistemi operativi: Free/Net/OpenBSD, Debian GNU/Linux e RedHAt Linux (e’ ovviamente incoraggiato l’utilizzo di UNIX e di software open source per la maggiore affidabilita’, sicurezza e semplicita’ di amministrazione remota). Inutile ricordare che una banda garantita tra i 256kbps e 1 mbps, una sicurezza elevatissima e miglia di amre aperto a protezione dei dati hanno un costo: la cifra per un anno di hosting su un server nel Mare del Nord supera i 20.000 $ ! E’ vietato utilizzare server di Sealand per inviare spam, scambiare materiale pedofilo o per lanciare attacchi di ogni tipo; a parte questi tre scopi pero’, come ha sostenuto lo stesso portavoce di HavenCo, all’azienda non iteressa quali dati contengano i server né per quali scopi i clienti li utilizzino. Il Principato di Sealand infatti non ha alcuna legge sulla privacy o sulla protezione del copyright. Non e’ tutto oro quello che…. Rimane ovviamente ancora aperta la questionw sulla sovranita’ di Sealand; e’ infatti vero che l’Inghilterra ha piu’ volte preferito ignorare l’esistenza di Sealand riconoscendo indirettamente l’autonomia ma, d’altro canto, nessuno Stato lo ha mai ufficialmente riconosciuto. Inoltre la stessa HavenCo Limited risulta fondata e regolarmente registrata in Gran Bretagna con tanto di codice identificativo (04056934) e, pertanto, soggetta atutte le leggi della nazione . Infine, da piu’ parti, dopo i fatti dell’11 Settembre, si e’ indicata Sealand come una possibile futura “complice” di terroristi, che potrbbero utilizzare i servizi di HavenCo per comunicare riducendo cosi’ il pericolo di essere rintracciati. Che anche il paradiso di Internet non rischi di trasformarsi un po’ in inferno? Comunque, sebbene sia alla guida dello Stato piu’ piccolo del mondo, Roy Bates ha fatto le cose proprio sul serio ! Come ogni Stato che si rispetti, anche a Sealand sventola la bandiera nazionale; i colori sono il rosso degli eroi, il bianco dell’onore e il nero dei pirati. La moneta circolante e’ il dollaro ($) di Seland, la cui parita’ e’ fissato con il dollaro ($) statunitense .

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