In Economia, Esteri

SVIZZERADI REDAZIONE

Corsi di formazione per rispondere alle richieste di gruppo fiscali. Le banche Svizzere si stanno attrezzando, infatti, per rispondere alle richieste di gruppo in materia di informazioni fiscali. Dopo l’Olanda è il turno della Francia che ha spedito a Berna la richiesta di circa 45 mila nomi di clienti Ubs.

E l’Italia, si chiede ItaliaOggi? al momento è congelata, presso la direzione centrale accertamento dell’agenzia delle entrate, la prima richiesta di gruppo targata Italia e indirizzata al Lussemburgo, mentre nulla si è mosso verso l’oltralpe elvetico. Eppure da luglio, con l’entrata in vigore a tutti gli effetti, del nuovo accordo Italia-Svizzera non solo sulla carta è possibile porre quesiti precisi al fisco elvetico, per una generalità di contribuenti italiani, ma è anche retroattivo, si può cioè far riferimento a fatti accaduti dal 23 febbraio 2015, data di firma diplomatica dell’accordo in piena procedura di voluntary disclosure.

Francia. Parigi ha chiesto a Berna di fornire l’identità dei titolari francesi di oltre 45 mila conti presso Ubs, come scrive il quotidiano «Le Parisien» .

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Commenti
  • Evaristo
    Rispondi

    L’unica nota positiva è che dopo Falciani, la patrimoniale, gli accordi di interscambio europei e a 90° con gli usa, quando sento parlare di svizzera mi vergogno un po’ meno di essere italiota.

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