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airbnbDI REDAZIONE

Ricevo da Airbnb questa mail intitolata “L’Impegno della community di Airbnb” e ho deciso che non ne farò più uso. Io devo poter scegliere liberamente.

Ciao,

All’inizio di quest’anno abbiamo lanciato un appello per combattere i pregiudizi e la discriminazione nella community di Airbnb. A tal proposito, invitiamo tutti ad accettare un Impegno della community a partire dal 1° novembre 2016. Dopo l’accettazione, cambierà il tuo modo di usare Airbnb, quindi volevamo darti ulteriori informazioni.

Cos’è l’Impegno della community?

Il tuo impegno nel trattare qualsiasi persona, a prescindere dalla razza, la religione, l’origine nazionale, l’etnia, la disabilità, il sesso, l’identità di genere, l’orientamento sessuale o l’età, con rispetto e senza pregiudizi.

Come accetto l’impegno?

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

A partire dal 1° novembre, ti mostreremo l’impegno quando accedi o apri il sito di Airbnb, l’app mobile o del tablet e ti chiederemo automaticamente di accettarlo.

Cosa succede se rifiuto l’impegno?

Se dovessi rifiutare l’impegno, non potrai ospitare o prenotare viaggi attraverso la piattaforma Airbnb, e potrai cancellare il tuo account. Una volta cancellato, i viaggi prenotati verranno annullati. Potrai ancora fare ricerche su Airbnb, ma non potrai prenotare degli alloggi o ospitare dei viaggiatori.

Cosa succede se ho un feedback sull’impegno?

Accettiamo volentieri i tuoi feedback sull’Impegno della community e apprezziamo i tuoi sforzi contro la discriminazione. Ti invitiamo a consultare ulteriori informazioni sull’impegno. Inoltre puoi contattarci all’indirizzo allbelong@airbnb.com.

Il team di Airbnb

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Showing 37 comments
  • spago
    Rispondi

    liberissimo.. ma airbnb è una azienda e può fare quello che vuole, se ha fatto questa sceta è perchè a torto o a ragione, ritiene utile farla per motivi di mercato, o perchè i proprietari sono di questa idea. Rientra nella loro libertà di discriminare.

    Non trattandosi di una imposizione statale come libertario non ci vedo nulla di male: il libertarismo riconosce la libertà di associarsi e non associarsi, rientra poi nelle preferenze individuali, scegliere concretamente come usare questa libertà.

    Trovo però istruttivo l’esempio come l’illustrazione di un meccanismo di mercato e di cosa succederebbe in un contesto libero senza interventi statali. Metto da parte il fatto che scuola, istruzione, media, etc.. sono distorti dall’intervento statale e considero la scelta di Airbnb come la scelta di una impresa privata.

    Esistono persone che discriminano in base a razza, religione, etnia, paese di provenienza, genere sessuale, etc.. Probabilmente in una certa misura lo facciamo tutti, ma coloro che danno una preponderante importanza alla “razza” (concetto di cui si può dubitare ma che uso perchè queste persone scelgono esse stesse di usare) e hanno una avversione per certe razze, sono coloro che la gran parte delle persone oggi definisce con disprezzo razzisti. Così come coloro che danno una grande importanza alla sessualità di una persona e hanno una avversione per gli omosessuali sono coloro che la gran parte delle persone oggi definisce omofobi.

    Cosa si intende con omofobo e con razzista, è in una certa misura chiaro: uno che odia i gay, e uno che odia i negri, gli arabi, gli ebrei etc.. Non stiamo a spaccare il capello in quattro, più o meno ci intendiamo.

    In un contesto libertario omofobi e razzisti, finchè ovviamente lo fanno senza aggredire alcuno, sono liberi di discriminare i gay, i negri, gli ebrei e chi gli pare. Liberi di non commerciare con loro, di non volerli nei loro negozi, di creare scuole che non li accettano, hotel che non li ospitano, mezzi di trasporto che non li trasportano e così via.

    Esistono persone che provano avversione per i razzisti e gli omofobi (ogni volta che dico persone intendo singoli individui, ma anche imprese, aziende, associazioni, chiese, etc..) . In un contesto libertario queste persone – ad esempio Airbnb – possono discriminare in ogni modo non aggressivo i razzisti e gli omofobi. Una sorta di discriminazione di secondo livello, basata sulla discriminazione delle persone che discriminano in un certo modo.

    Esistono persone come chi ha postato questo pezzo su fb, che provano avversione per le imprese che scelgono di discriminare i razzisti e gli omofobi. In un contesto libertario queste persone possono discriminare chi discrimina i razzisti e gli omofobi. E qui siamo al terzo livello di discriminazione, basato sulla discriminazione di chi discrimina chi discrimina in un certo modo.

    Vi siete annoiati? beh, il punto è che in una società libera si assisterebbe a un libero gioco di discriminazione e controdiscriminazioni, come quello che in piccolo vediamo qui. Questo gioco sarebbe libero in senso negativo, sarebbe perfettamente legale e non verrebbe disturbato da interferenze coercitive, ma non libero in senso positivo: la possibilità di essere omofobo e razzista sarebbe condizionata dal costo che il mercato (cioè l’ordine spontaneo) le imporrebbe, così come la possibilità di essere anti-omofobo e anti-razzista. Più in generale la possibilità di mantenere il proprio schema di preferenze individuali, sarebbe condizionato dal mercato.

    Oggi esiste un intervento statale per imporre il politicamente corretto. Ma sebbene molte persone vedano in questo intervento degli eccessi, di fatto la grande maggioranza è sostanzialmente convinta che razzismo e omofobia siano qualcosa di incivile, brutto e inaccettabile. Essendo quasi tutti statalisti anche questa convinzione si traduce in provvedimenti statali, così come quando la convinzione generale era diversa e opposta, si traduceva in leggi razziali, xenofobe, contro l’omosessualità, etc.. (neanche troppo tempo fa). Questo intervento statale per un libertario è inaccettabile. Ma questo non significa che il libertarismo abbia qualcosa in comune con razzismo e omofobia. Possono esistere libertari razzisti o omofobi, ma si tratta di posizioni personali loro, e non di qualcosa che appartenga al libertarismo. Il NAP non dice nulla su razza e sessualità. Ma si regge su un impianto individualista, difficilmente conciliabile con razzismo e omofobia.

    Capisco quindi il fastidio verso il politicamente corretto imposto dallo stato, ma capisco meno il fastidio per ciò che emerge dal mercato. In ogni società esistono una mentalità e un sentire comuni e diffusi, circondati da altri diversi e minoritari. Oggi razzismo e omofobia sono – per ora – diversi e minoritari, e l’opposizione ad essi è comune e diffusa. Le minoranze omofobe e razziste vanno sicuramente protette dalle aggressioni che subiscono, come andrebbe protetto chiunque, anche la persona più detestabile. Ma solo questo.

    Mi stupisce vedere come ad esempio su fb, nei profili di molti libertari, ogni volta che si parla di immigrati, di stranieri, di razzismo, di PC, etc.. sotto ogni post spunti una serie di messaggi violentissimi, razzisti, xenofobi, travestiti da “realismo”, “buon senso”, “verità che non ci dicono”, “senso comune”, etc… Mi stupisce la contiguità tra libertari e persone che sembrano nazisti in erba, per quanto probabilmente solo su fb. Il nemico del mio nemico non è mio amico. Il razzista contrario al politicamente corretto, perchè fosse per lui lo stato dovrebbe imporre la discriminazione razziale, o cacciare gli stranieri, non è mio amico. Non ha nulla di liberale e libertario. Vorebbe solo riorientare e inasprire l’aggressione statale, tornando ad orrori del passato che si spera di non dover vedere mai più. Non penso che abbia senso flirtare con lui, nemmeno in funzione contraria alla cappa oppressiva del politicamente corretto.

    E non do nemmeno la responsabilità a chi sostiene il politicamente corretto, se qualcun altro se ne esce fuori con violenti rigurgiti nazistoidi. Ognuno è responsabile per sè. E spostare la colpa sul politicamente corretto, è solo un mezzuccio per non dare a questa gente la responsabilità di ciò che dice.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Lo fa perché ha ricevuto pressioni, tu le chiami di mercato? Benissimo. E io, per gli stessi motivi, scelgo altro.

      • Domenico
        Rispondi

        Pressioni di che tipo? Qualcuno ha coercitivamente (ovvero con violenza fisica o tramite confisca di proprieta, furto) imposto ad Airbnb di fare questo?
        Se questo non è avvenuto è una pura espressione di mercato e invece di criticarla andrebbero visti i meriti.
        E’ infatti la dimostrazione che non c’è bisogno della coercizione statale ai fini di imporre la tolleranza altrui e risolvere i problemi di pregiudizio. Il mercato da solo può farlo perché le aziende possono scegliere di avere solo come clientela persone che non discriminano (eliminando clienti che non accettano di ospitare qualcuno solo per il colore della pelle) e di fatto innescando un processo di selezione che non ha bisogno di assurde leggi statali per compiersi.

      • Vincenzo
        Rispondi

        Mercato: libertà di vendere o non vendere; libertà di comprare o non comprare.

  • Evaristo
    Rispondi

    Mai usata, ma penso che prima o poi sarò costretto, visto che sta diventando una monopolista assoluta.

    Usavo Rentalia, ma ho visto una flessione di annnuncianti e una migrazione verso Airbnb (già da tempo, molto prima di questo cadeau).

    Rentalia funziona bene, ma quando ho dato un feedback positivo veloce (alla “veni-vidi-vici”) di partenza all’aeroporto, mi ha rotto le palle per la troppa sintesi e me l’ha rinviato per arricchirlo e ampliarlo: capirai, piccoli professori disoccupati crescono. Mo andè tut a cagher.

  • Pedante
    Rispondi

    Anti-razzista è un eufemismo per anti-bianco. Si tratta di discriminazione a senso unico.

  • Pedante
    Rispondi

    https://www.youtube.com/watch?v=0WhN7xlqHpw

    Hollywood, ipersensibile alle presunte “microaggressioni” subite dai non bianchi, banalizza o minimizza la violenza verso i bianchi. C’è una guerra culturale in corso e i bianchi non se ne rendono conto.

  • Pedante
    Rispondi

    Ormai è poco chiara la linea di demarcazione tra Stato e azienda.

  • Pedante
    Rispondi

    http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/francia-il-razzismo-anti-bianco-e-ormai-unemergenza-3333/

    Pure le ONG anti-discriminazione tacciono sul razzismo anti-bianco.

  • Pedante
    Rispondi
  • Spago
    Rispondi

    Eroe libertario dei nostri tempi sfonda la cappa oppressiva dei pregiudizi politicamente corretti e intolleranti, contro razzismo e xenofobia e sostiene finalmente qualcosa di genuino, onesto, vero, popolare, alla faccia dei radical chic che mangiano caviale nelle loro torri di avorio…

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/albettone_zanzara_joe_formaggio_frasi_choc_negri_rom-2052632.html

    • winston diaz
      Rispondi

      :)

      Infatti. E cosi’ come molti, caratterialmente fascisti, sembrano libertari solo perche’ vedono che il libertarismo si oppone a qualsiasi prelievo dalle loro tasche (non accorgendosi, o passando in secondo piano, il fatto che si oppone anche a qualsiasi prelievo dalle tasche altrui), altrettanti, caratterialmente comunisti, sembrano ecologisti solo perche’ vedono che l’ecologismo gli da’ il pretesto per fare mille leggi coercitive e imporre mille gabelle che eliminino quelle che secondo loro sono le esternalita’ negative da fine del mondo.

      Tolti questi due gruppi, di libertari “liberali” nel carattere, ne restano ben pochi (come restano pochi ecologisti che non usino l’ecologia per secondi fini nascosti ma indelebilmente scritti nelle pieghe del loro carattere).

      La deriva “fascio” e’ un classico del libertarismo e anche della destra liberista (e motivo per cui ogni tanto cancello questo blog dai miei preferiti, per il tono dei commenti), cosi’ come quella “comunista” e’ un classico dell’ecologismo e della sinistra che magari ha cominciato con istanze libertarie. Opporvisi non e’ difficile, e’ inutile, c’e’ solo da sperare che nessuno dei due gruppi raggiunga mai da solo le leve del potere, come del resto altri.

      Io mi chiedo come i gestori di questi blog, vedano, e giudichino, la fauna che li affolla, che idea possano farsi del popolo italiano.

      Forse per questo dopo un po’ tendono all’espatrio. :)

      Un po’ di colpa pero’ di queste derive ce l’hanno anche loro, dovrebbero sapere che ci sono in giro un sacco di menti deboli che non vedono l’ora di trovare un diapason che ne mandi in risonanza l’inquietante, rabbioso e ribollente subconscio che si ritrovano, facendolo uscire allo scoperto.

      • Pedante
        Rispondi

        “Io mi chiedo come i gestori di questi blog, vedano, e giudichino, la fauna che li affolla, che idea possano farsi del popolo italiano.”

        Non è “popolo” un’inaccettabile generalizzazione, un concetto collettivista?

        • winston diaz
          Rispondi

          Se non ti va “popolo italiano”, metti al suo posto italiani, e’ lo stesso.

          Non e’ il termine in se’ che e’ collettivista, e’ l’uso che ne fai, per popolo puoi sia intendere un insieme di persone politicamente eterogenee (tipo fascisti, cattolici e comunisti) appartenenti ad un’unica comunita’ politica, sia un’unica entita’ dotata di coscienza e volonta’ propria (ma a intenderlo proprio cosi’ sono solo i fascisti, nazionalisti o regionalisti che siano, credo – quelli che pensano “in fascio”, insomma, e dicono cose tipo “la liberta’ del popolo”, cioe’ ne parlano come se si trattasse di un unico organismo in cui le parti obbediscono a bacchetta ad una volonta’ generale – Rousseau, che pure era un sostenitore della liberta’ dell’uomo (che “nasce libero”) cadde spesso in questa contraddizione. A parte che varie correnti di pensiero sostengono, dal loro punto di vista a ragione, che far parte di un organismo non e’ intrinsecamente negazione dell’essere liberi, una formica che vive in un formicaio ad esempio non subisce alcuna costrizione, ed e’ perfettamente libera secondo la definizione di liberta’ come assenza di costrizione).

          I sostenitori di un’idea forte spesso hanno la convinzione di aver scoperto chissa’ quale principio universale da rivelare al mondo per liberarlo dall’ignoranza, ma purtroppo per loro e per noi non e’ mai vero.

          • Pedante

            “Italiani” denomina quelle persone nate in una data zona geografica (e i discendenti) a prescindere da religione, orientamento politico o passaporto.

      • Antonio Abate
        Rispondi

        @winston diaz Concordo su tutto e complimenti per il coraggio di averlo scritto (nonchè complimenti per aver vinto ben due guerre mondiali!) E raccomando la lettura di questo articolo

        https://fee.org/articles/against-libertarian-brutalism/

        Ricordo che il libertarismo si fonda sulla non aggressione e in ultima analisi sulla non violenza.
        Per quanto mi riguarda, se una persona è violenta ha atteggiamenti linguaggio o modi ‘brutali’ tanto mi basta per escluderlo dal novero dei libertari. Salvini ad esempio, mi basta togliere l’audio e guardarlo. Tanto basta.

        • Pedante
          Rispondi

          Tucker è alla ricerca di una nuova religione.

    • Pedante
      Rispondi

      Meglio mille rom che quei due di La Zanzara, davvero insopportabili.

      Stai sicuro che Parenzo e Cruciani non avranno mai zingari come vicini di casa. Tipi come loro vivono sempre nei quartieri bene.

      Sulla libertà di dissociazione vedo poco di scandaloso nei commenti scherzosi di Formaggio.

  • spago
    Rispondi

    @Pedante sicuramente è un errore comune, ma notevole, pensare che il razzismo sia solo dei bianchi verso i neri. Non è così. Personalmente non ho nessunissimo complesso di colpa in quanto bianco, occidentale, benestante. Semplicemente come non incolpo tutti i preti se qualcuno è pedofilo così non incolpo tutti gli stranieri o i neri se qualcuno compie un crimine. E come non vado in giro a dire “i preti stuprano i nostri figli” incitando a massacrarli a furor di popolo, allo stesso identico modo non vado in giro a dire “i negri stuprano le nostre donne”, incitando a massacrarli a furor di popolo. E come se vedo qualcuno che incita a linciare i preti considero questa persona demente, violenta, pericolosa e sicuramente non liberale, lo stesso penso anche di chi vuole bruciare, uccidere, impiccare, sparare, affogare, linciare, massacrare, etc. neri, stranieri, musulmani, zingari e quanto altro. Queste espressioni unite a: rifiuti umani, spazzatura, merde, animali, cani, subumani, feccia, maiali, scimmie, etc.. (tu non le hai mai usate e mi sembra che non ti appartengano, perciò non me la sto prendendo con te) le leggo spesso su fb, e su internet in discussioni che coinvolgono anche liberali/libertari.

    Vorrei solo dire che va bene pure stigmatizzare un privato perchè fa omaggio all’odioso politicamente corretto, va bene criticare l’intolleranza del PC, ma ecco anche il razzismo, la xenofobia e l’omofobia hanno spesso un certo non so che di intollerante e violento (anche se in linea di principio ripeto uno può assolutamente odiare chi vuole ed essere un impeccabile libertario). E con questo chiudo con le polemiche.

    • Pedante
      Rispondi

      Se si riscontra una maggiore incidenza di pedofilia tra i preti rispetto alla quella della società in generale è legittimo allontare i figli da questo rischio. La diffidenza è naturale quando esiste una tendenza di gruppo. I bias di selezione non vanno trascurati.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Per capire.
    In sostanza se io scegliessi di locare solo a scandinavi o solo irlandesi verrei escluso dall’azienda?
    Io non ho pregiudizi, ma preferenze.
    E allora?

    • Domenico
      Rispondi

      Airbnb è una azienda privata, non è uno Stato che la obbliga coercitivamente a seguire una data morale.

  • Spago
    Rispondi

    Verresti escluso.. e allora? Che differenza c’è tra airbnb che non vuole accettare i clienti che rifiutano le coppie gay e un pasticcere che non vuole servire un matrimonio gay? Il principio è lo stesso cambiano solo le particolari preferenze espresse.

  • Domenico
    Rispondi

    Non posso non concordare con Spago e winston diaz.

    Airbnb ha tutto il diritto di fare ciò che vuole NON imponendo a nessuno l’uso del suo servizio.
    Questo articolo è a mio parere una svista dei difensori del libero mercato, che stanno in realtà difendendo una estensione della propria libertà a sovrastare la libertà di una azienda privata che ha tutto il diritto di offrire il servizio alle persone che vuole.
    A mio parere il libertarismo non è solo un qualcosa che permette a tutti di vivere meglio ma permette anche nel lungo periodo un progresso culturale dell’umanità. Le ideologie migliori, quelle più tolleranti e meno repressive sono state quelle che meglio si sono selezionate nel corso dei secoli, non perché imposte ma perché oggettivamente più convenienti. Ed è in questo che non ci vedo nulla di male se determinate scelte di alcune aziende di poter offrire un servizio solo ad alcuni permetteranno un cambiamento della società, esattamente come la coppia di pasticceri che non voleva clienti omosessuali aveva tutto il diritto di farlo.

    Complimenti poi a winston diaz per l’analisi su come molti fascisti non riconosciuti “sembrano libertari solo perche’ vedono che il libertarismo si oppone a qualsiasi prelievo dalle loro tasche”. Mi ero sempre chiesto come mai persone egoiste, razziste, omofobe, insomma che criticano una libertà altrui che minimamente intacca la loro vita fossero così presenti in ambienti LIBERALI o LIBERTARI, ed in effetti il motivo è proprio che tale ideologia è sfruttabile per un loro personale vantaggio esattamente come i comunisti vedono nell’ambientalismo o in altri pensieri come la fratellanza e la tolleranza, o il pacifismo, tipicamente pensieri di bontà e non coercizione come invece dei pretesti per la coercizione altrui a scopi collettivisti.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Nessuna svista, questo articolo è la dimostrazione di come la “immoral suasion” da parte dello Stato faccia cambiare politiche aziendali a un imprenditore. Il quale è libero di fare queste scelte, così come noi siamo liberi di non sceglierlo. Anzi, di invitare anche a boicottarlo.

    • Evaristo
      Rispondi

      Certamente Airbnb può fare quello che vuole, in questo caso seguire per benino il mainstream. Stesso sapore di quelli che nel 38 appiccicavano in vetrina il cartello “Questo negozio è ariano”, considerando che il giorno prima non sapevano di essere ariani e che due giorni prima manco re e duce lo sapevano.

  • Spago
    Rispondi

    Airbnb Riflette il mainstream? Riflette il pensiero che crede abbia la sua clientela e potenziale tale, che sicuramente coincide per definizione in buona parte con il mainstream (nel merito mi sembrano linee guida scomode per la clientela e quindi credo ne sarà penalizzata). Ad ogni modo l’intolleranza verso gli intolleranti, non è sullo stesso piano delle discriminazioni naziste, sinceramente..

    • winston diaz
      Rispondi

      Probabilmente cercano di riacquistare per altre vie l’approvazione sociale mainstream che vedono messa a repentaglio per via dell’evasione fiscale e “arricchimento facile” da rendita da immobili che sono accusati di facilitare.
      Non dimentichiamo che la tendenza generale, approvata dai piu’ specie quando si intende applicata ai “ricchi” cioe’ per definizione tutti gli altri, e’ a voler tracciare, formalizzare e contabilizzare ogni transazione economica, anche minima.
      Il controllo dell’economia deve essere perfetto, totale ed assoluto, gli italiani quando ci si mettono sono il popolo piu’ perfezionista e puntiglioso del mondo, altro che i tedeschi. Guardateli sul cibo, sull’ambiente, l’inquinamento, e di conseguenza l’apparato legislativo-normativo: non tollerano niente di meno che sia assolutamente perfetto.
      Su siti main stream caratterizzati da apertura di vedute (tipo dagospia se non erro, che riporta articoli di repubblica in questo caso), e’ ultimamente frequente l’accusa implicita ad airbnb di fare concorrenza sleale agli operatori economici tradizionali (albergatori e B&B) che “pagan le tasse” e rispettano le millemila demenziali normative del settore, del resto fatte apposta per chiudere il mercato ed escludere la concorrenza.
      E’ un continuo portare esempi di gente che “si arricchisce”, “vive di rendita senza fare nulla”, “evade”, attraverso l’uso di airbnb.

      Solita storia, niente di nuovo sotto il sole.

      E’ l’uomo che e’ fatto cosi’ (per non parlare della donna): siamo ossessionati dal confronto col nostro vicino, fino al punto che probabilmente penseremmo di non esistere nemmeno senza di esso.
      Voi forse non avete idea del pettegolezzo in tal senso che esiste in particolare nelle piccole comunita’, quelle che alcuni pensano dovrebbero rappresentare il futuro della “convivenza civile”.

      Per giustizia poi, per essere contenti, intendiamo che gli altri siano messi nelle condizioni di stare di merda come lo stiamo gia’ noi. Ricorsivamente.

    • Evaristo
      Rispondi

      L’intolleranza per conto mio non c’entra: non trovo intollerante Airbnb con il suo popup, nè la commessa sciocca del 38 che attacca un cartello che giudico persino utilmente informativo.

      C’entra putroppo invece la zelante e bovina manifestazione di adesione alla tendenza del momento che oggi è il pc.

      Outsiders come Houellebecq o Fini circa la mollezza di questa società e l’imposizione del pc dicono +/- le stesse cose, ma ovviamente le dicono molto meglio.

  • Giovanopoulos
    Rispondi

    L’articolo è pertinente perché secondo me, come ha già ben spiegato l’autore nelle repliche, si voleva mettere in evidenza quanto sia ormai pervasiva la sottomissione alla correttezza politica.
    Io aggiungo solo che mi sembra solo una furbata commerciale per far bella figura a costo zero.

  • Pedante
    Rispondi

    È difficile immaginare che un’azienda – in assenza di pressioni da parte dello Stato – si comporti così. Infastidire la maggior parte della clientela per accontentare una minoranza. Ma si sa che lo Stato (Miniluv) è alla caccia di qualsiasi difensore dei valori tradizionali quindi è prudente issare la bandiera arcobaleno.

  • Spago
    Rispondi

    In realtà le aziende cercano spesso di promuovere la propria immagine attraverso cose come questa.. si vantano di essere ecologiche, equo-solidali, biologiche, ogm-free,100% italiane, tradizionali, gay-friendly, anti-razziste, animaliste, pacifiste, rispettose delle donne e altro. Nella speranza di incontrare il favore e destare l’interesse dei propri clienti fanno appello a vari tipi di valori. Ed è vero che la gran parte dei clienti di airbnb che penso siano per lo più ceto medio, medio alto, probabilmente condivide il pensiero contrario a razzismo, omofobia, xenofobia, ecc.. ma suppongo che la praticità del servizio gli importi di più. O forse di questi tempi alcune tipologie di clienti sono state discriminate dai padroni di casa al punto da creare un problema ad Airbnb, che cerca di risolverlo nel proprio interesse, lanciando queste linee guida. Forse ci sono diversi utenti che per esempio affittano mal volentieri agli afroamericani (liberissimi), ma nell’interesse di airbnb c’è soddisfare anche i neri, son tutti clienti.

    Ad ogni modo non c’è niente di strano nel fatto che le aziende prendano delle posizioni, così come è normale che vari movimenti di opinione le investano con varie critiche, fino anche al boicottaggio, è esattamente quello che fa l’autore dell’articolo. Quando questi movimenti pesano l’azienda reagisce, è una dinamica di mercato normalissima. Più pesano, e quindi più sono mainstream, almeno presso la clientela e potenziale tale, e più saranno considerati.

    Penso che non sia neanche vero che se le convinzioni diffuse e condivise oggi sono antirazziste e antiomofobe è solo per intervento statale. Penso che sia largamente una evoluzione della cultura e della mentalità comuni, che a volte si abbandona ad eccessi, e che spesso è statalista, perché oggi ogni idea prende la via dello statalismo, e che con la crisi e l’emergenza immigrazione potrà cambiare. Ma se cambierà rovesciandosi, di nuovo, in forme violente di razzismo, xenofobia, omofobia, sarà un brutto giorno. E non ci sarà niente da festeggiare sul piano della libertà e del liberalismo. Non sarà la nascita di un contesto in cui tutti possono esprimersi liberamente, anche controcorrente, sarà il ritorno dei pogrom e dei linciaggi, quelli veri, o peggio.

  • Pedante
    Rispondi

    “largamente una evoluzione della cultura e della mentalità comuni”

    Governo e media non hanno sempre collaborato nel formare le menti?
    http://www.mauroscardovelli.com/EPC/Economia,_politica_e_cultura/Bernays.html

    • Spago
      Rispondi

      È comodo decidere che ciò che non ci piace è Stato e ciò che ci piace è antistatalista. Che le preferenze espresse sono libere quando politicamente scorrette, ad esempio razziste, e sono frutto dello stato quando al contrario sono intolleranti con il razzismo. Mi pare wishfull thinking. Nella società di oggi la vita delle persone è sicuramente continuamente oggetto di interferenze e aggressioni statali, ma è ancora per gran parte una vita fatta di atti volontari. Di fenomeni che si svolgono alla faccia di ciò che vorrebbe imporre la politica è piena l’Italia. E un liberale sa bene i limiti che l’azione politica intrinsecamente incontra.. lo stato non è onnipotente, ma onnifallimentare.

  • Spago
    Rispondi

    Una riflessione sul politicamente corretto..

    http://www.ilpost.it/2016/11/03/politically-correct-trump/

    “Un presidente può cambiare la cultura del politicamente corretto tanto quanto, per esempio, quella della promiscuità nei campus universitari. O quella sull’uso delle oscenità in contesti formali. O il calo dell’apprezzamento della poesia. Si possono anche disapprovare tutte e tre queste cose (come nel mio caso) ma dal momento che per loro natura non sono cose della politica, la politica non le può arginare e nemmeno influenzare. Il politicamente corretto è una presenza insidiosa nella vita americana, vero, ma per opporvicisi ci vuole il lavoro lungo e paziente di un’intera generazione e non l’elezione di un pagliaccio a presidente.”

  • Pedante
    Rispondi

    L’articolo su Trump pecca solo di incompletezza. I sostenitori di Trump sono in grande maggioranza americani di origine bianca. I suoi oppositori sono i cosiddetti people of colour e la comunità ebraica. L’establishment odia Trump per chi rappresenta – la popolazione bianca – e il politicamente corretto ha finora funzionato benissimo come meccanismo per far tacere i bianchi senza svelare le forze motrici dietro la loro emarginazione.

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