In Anti & Politica, Economia

banconota zero euroDI MAURO GARGAGLIONE

Immaginiamo il papà che dà al figliolo una paga di 10 euro alla settimana. Un attimo prima di passargli la banconota si ferma e gli fa: «ALT! Anche tu devi contribuire alle spese della famiglia come un giorno dovrai contribuire a quelle dello Stato, perché è così che fanno i bravi cittadini. Quindi ho deciso di sottoporre la tua paga ad un prelievo fiscale del 30% per cui mi dovrai restituire 3 euro. Per fare prima e per evitare questioni te li trattengo direttamente io alla fonte e quindi la tua paga lorda rimane 10€ ma il netto sarà 7€».

Orbene, esiste un popolo formato da milioni di cretini che sostiene che il ragazzino paga il 30% di tasse! Perché sono cretini? Perché non arrivano a capire che quando la tasca da dove escono i soldi della paga e quella dove finiscono i soldi che gli trattengono è la stessa, non ha senso parlare di lordo e netto. Il ragazzetto semplicemente prende 7€ di paga e fine del palo!

Molti di voi mi diranno che questo popolo di cretini me lo sto inventando perché ci arriva anche un bimbo di prima elementare che è un ragionamento imbecille. Invece non me lo invento proprio per nulla, perché se al papà con la tasca da cui escono 10€ ed entrano 3€ di “tasse” sostituisco lo Stato e dico che i dipendenti pubblici non pagano le tasse, apriti cielo!

cLICCA SULL'IMMAGINE E SCEGLI LA MAGLIETTA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO PERFETTA PER TE

A questo punto della spiegazione il cretino espettora la sua cazzata imperiale per far vedere che non è un cretino finto ma è proprio autentico: «Io lavoro nel pubblico e la mia busta paga ha un lordo e un netto esattamente come quella di uno che lavora nel privato, quindi sei tu che sta dicendo una stupidata!».

O ‘mbecille, se mi metto d’accordo col mio datore di lavoro che mi paga 10€ l’ora per la mia fatica le tasche sono ben distinte, la mia, dove entrano i soldi del datore di lavoro e la sua da dove escono. Ma siccome c’è di mezzo la cosca degli statalesi da nutrire, questa mi manda i suoi picciotti ad accertarsi, armi alla mano, che io e il mio datore di lavoro abbiamo versato il 20-30-50 pct di tasse alla “causa” del fisco. E queste sì che sono tasse vere!

Recent Posts
Showing 8 comments
  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Il cretino di turno non vuole o non può rendersi conto che l’imposta sul reddito di uno stipendio fisso è un “lordo” finto se si tratta di un amministrazione pubblica. Invece di mascherare con un’inutile partita di giro uno stipendio di millecinquecento euro con uno di duemila “lordo” e uno di millecinquecento “netto”, sarebbe più onesto dire che sullo stipendio di millecinquecento euro non ci sono imposte sul reddito. Ma la logica è impossibile senza una reale istruzione di base. Che gli statalisti non sono interessati a possedere.

    • winston diaz
      Rispondi

      Non si capisce un cazzo.

      Il punto da criticare e’ il “sostituto d’imposta”, come ha ben sperimentato il Fidenato, cioe’ la legislazione per cui nessuno paga le sue proprie tasse, e quindi nessuno si rende davvero conto di quanto paga e di chi gli prende davvero i soldi.

      Agli statali andrebbe dato TUTTO il lordo in busta paga, e poi a fine anno gli andrebbe intimato di prendere il portafogli e svuotarlo per pagare le loro tasse come tutti gli altri.

      Vedreste come capirebbero al volo…

      A suo tempo vennero raccolte le firme per un referendum che eliminasse il sostituto d’imposta dalla legislazione italiana, ma esso venne completamente ignorato dalla quasi totalita’ della popolazione, per cui la Consulta, vista anche l’indifferenza generale, lo casso’ in quanto inammissibile perche’ inerente alla fiscalita’.

      Il popolo italiano ha MOLTO di piu’ di quel che si merita.

  • Giovanopoulos
    Rispondi

    Mille grazie all’ottimo Gargaglione; l’apologo è sempre un utilissimo mezzo per spiegare le cose.
    In violazione del copyright, mi riprometto di utilizzarla in futuro con tutti quelli che la menano contro l’evasione causa di tutte le disgrazie.

  • Evaristo
    Rispondi

    E in omaggio a questo ragionamento ricordo che fino +/- ai primi anni 80, gli interessi dei titoli di stato non erano tassati, quindi netti e di facile calcolo.
    Poi qualche intelligentone dell’UCAS tanto disse e tanto fece che le nuove emissioni furono tassate al 6,25% (più tardi poi si passerà al 12,50% che permane tuttora), che però all’asta di collocamento scontarono subito il fattaccio che dovettero alzare il rendimento.
    Per la serie grattiamoci l’orecchio destro con la mano sinistra.

    • winston diaz
      Rispondi

      “E in omaggio a questo ragionamento ricordo che fino +/- ai primi anni 80, gli interessi dei titoli di stato non erano tassati”

      In italia si tende a non tassare i titoli di stato come gli altri rendimenti finanziari per cercare di deviare il piu’ possibile del risparmio verso quegli stessi titoli a scapito degli altri. E’ una delle piu’ grosse distorsioni economiche praticate in italy a favore dello stato.

      • Evaristo
        Rispondi

        Perfetto, grazie di averlo detto, il problema è il fatto che permanga un divario di trattamenti che oggi è 12,50% vs 26%.
        Quindi la scorrettezza permane, ma ieri almeno ti semplificavano la vita. E comunque – dato che lo stato comanda e di scorrettezze ne fa a pacchi – potrebbe benissimo evitare questa illusione contabile delle tasse su ciò che esso stesso ti dà.

        Quanto all’abolizione delle trattenute in busta paga dovrebbe andare a braccetto con l’abolizione delle trattenute bancarie.
        Entrambe comunque sono possibili già oggi assumendo
        solo lp con partita iva e aprendo un conto in una banca maltese.

        Ci sarebbe poi anche il prezzo al netto di tasse nei negozi stile usa, anche se francamente non non ne colgo l’utilità.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    All’abolizione del sosituto d’imposta occorre affiancare anche l’abolizione degli obblighi contributivi e quindi il monopolio INPS. Ognuno sceglierebbe l’istituto assicurativo che più gli piace per la sua pensione e per le sue eventuali patologie. In libera concorrenza ci sarebbe una corsa al ribasso per prestazioni migliori. Il popolo italiano non ha responsabilità. La sua buona fede è causata dall’ignoranza in cui lo ha tenuto la scuola di stato con la collaborazione dell’apparato pluto – fascio – catto – marxista che gestisce il grosso dell’informazione e della “cultura”. E dalla mancanza di fondi, nonché latifondi, da parte dell’area culturale opposta.

  • Vincenzo
    Rispondi

    La cosa più logica sarebbe non tassare lo stipendio degli statali e dei dipendenti pubblici. Perché lo Stato deve pagare e riprendersi una parte?

Leave a Comment

Start typing and press Enter to search