In Anti & Politica, Esteri

francois_fillonDI VALENTINA CAVINATO

È proprio vero che Francia e Italia vanno di pari passo. Leggo il vostro entusiasmo, riguardo la sconfitta di Sarkozy. Sorrido e vi dico come la penso.

Nel 2007 seguii con estrema attenzione la campagna elettorale di Nicolas Sarkozy e partecipai anche ad alcuni incontri pubblici. Ebbi anche modo di scambiare due parole con due membri dell’UMP, che diventarono ministri in seguito. Ho vissuto sulla mia pelle il quinquennio catastrofico della sua presidenza.

Le due promesse elettorali che gli fecero guadagnare la vittoria furono:
– abolizione della taxe professionnelle: ne cambiò il nome, aumentandone l’aliquota;
– pulizia delle banlieues con il Kärcher: proprio durante il suo mandato, la Francia registrò il record di ingressi di extracomunitari. La delinquenza nelle banlieues non solo non migliorò affatto, ma si estese a macchia d’olio, anche nelle zone più tranquille del paese (cercate sul net “Zone de Sécurité Prioritaire”).
Basò la sua campagna elettorale, su promesse mai mantenute e questo accade ad ogni elezione, sia francese, che italiana.

François Fillon è stato primo ministro, senza carisma e senza spessore, era una specie di burattino, che eseguiva gli ordini con devozione.
Oggi Fillon vince le primarie. La gente si aggrappa sempre al meno peggio di turno.

Eccovi qui di seguito le sue promesse elettorali per le presidenziale del 2017:

✔️ Abolizione dell’ISF: tassa di solidarietà sulla fortuna (già il nome di questa tassa è tutto un programma).
✔️ Passaggio al 22% dell’IVA.
✔️ Diminuzione della tassa sulle società.
✔️ Riforma dello statuto dei dipendenti pubblici.
✔️ Abbandonare le 35 ore settimanali per i dipendenti pubblici, passando a 39.
✔️ Facilitare i licenziamenti “all’americana”, con effetto immediato.
✔️ Prolungamento della vita delle centrali nucleari, da 40 a 50 anni.
✔️ Abolire l’adozione per le coppie omosessuali.
✔️ Ampliare le prigioni e darle in mano ai privati.

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In questi pochi punti vedo tanta utopia acchiappavoti e tanta demagogia. Ma i politici lo sanno bene, lo specchietto per le allodole ha sempre funzionato e sempre funzionerà.

In Francia il sindacato è potentissimo e mai farà mettere mano all’aumento dell’orario di lavoro, men che meno nel pubblico. E promettere di licenziare “all’americana”, è la cosa più divertente che abbia mai letto.
Se in Italia è impossibile, in Francia non è nemmeno pensabile.

Come sempre si alza il coro del “Vedremo cosa farà…”, “Lasciamoli lavorare…”.
A nulla servono i decenni di prese per i fondelli, di promesse mai mantenute, di aumenti della pressione fiscale perpetrati sia dalla destra che dalla sinistra. No.
Il popolo ancora ci crede e spera…

In Francia le cose non miglioreranno e questo indipendentemente da chi eleggeranno come presidente.
Lo statalismo è ben presente nel DNA di ogni partito, dall’estrema destra all’estrema sinistra, e accompagnerà il paese alla rovina, proprio come sta accadendo in Venezuela.

La gente beve ancora oggi le bugie dei politicanti. Ho un dubbio amletico: non so se si tratti di buonafede o stupidità.

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Mostrati 5 commenti
  • GIG
    Rispondi

    la seconda.
    senza ombra di dubbio.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Io sono curioso di vedere la percentuale dei non votanti.
    Ritengo che la disaffezione al voto sia ben rappresentata anche in Francia.

  • Pedante
    Rispondi

    Prima o poi scoppierà la bomba identitaria.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    A voler seguire la ragione, devo ammettere che tutto mi sembra ormai perduto. Il sistema è talmente potente, coeso, capace di far scambiare nuove dosi di coercizione ed esproprio, come azioni umanitarie e benefiche, che non vedo spiragli di salvezza. A voler seguire la ragione, appunto.
    Se invece ascolto l’intuito e l’anima, sento che non sarà così. Accradrà qualcosa che non posso prevedere e immaginare, arriverà qualcuno di cui nessuno sa, che ridarà vita alla Libertà così tanto e così a lungo, martoriata. Segue entrambe ragione e anima, l’anima da la forza alla ragione, e la ragione fa volare alta l’anima.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    A voler seguire la ragione, devo ammettere che tutto mi sembra ormai perduto. Il sistema è talmente potente, coeso, capace di far scambiare nuove dosi di coercizione ed esproprio, come azioni umanitarie e benefiche, che non vedo spiragli di salvezza. A voler seguire la ragione, appunto.
    Se invece ascolto l’intuito e l’anima, sento che non sarà così. Accadrà qualcosa che non posso prevedere e immaginare, arriverà qualcuno di cui nessuno sa, che ridarà vita alla Libertà così tanto e così a lungo, martoriata. Seguo quidi ragione e anima, senza abbandonarle. L’anima da forza alla mia ragione, la mia ragione fa volare alta l’anima.

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