In Anti & Politica, Economia

DI MAURO GARGAGLIONE

1- Lo Stato aggiusta i conti delle aziende che non starebbero in piedi se trovassero qualcuno che offre a prezzi troppo bassi.
2- Lo Stato garantisce il salario ai lavoratori nonostante il fatto che prestino la loro opera presso aziende incapaci di fare utili sul mercato.
3- Lo Stato obbliga il consumatore a spendere 10 euro per una cosa che potrebbe ottenere a cinque.
4- Lo Stato si trattiene una profumatissima commissione che spiega un ceto politico ricco e obeso e un popolo sempre più povero e disoccupato.

Come fa lo Stato a fare questo? Utilizzando una combinazione di due fattori necessari il cui rapporto varia in maniera inversamente proporzionale (se sale uno cala l’altro). La possibilità di decidere il livello di pressione fiscale e/o la possibilità di creare denaro dal nulla. Ecco da dove prende i mezzi lo Stato protezionista.

Non avendo più la liretta svalutabile a piacere, i governi che si sono succeduti in Italia dopo il suo ingresso nella UE, si sono trovati a disporre in abbondanza di un solo fattore dei due menzionati, la pressione fiscale. Ecco perchè abbiamo il TOTAL TAX RATE più alto del mondo.

Il protezionismo, stante la situazione odierna, è diventato quindi l’altra faccia dell’aumento delle tasse (unitamente alla mostruosa cresta che lo Stato incassa a beneficio della casta).

tax-rate

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  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Grafico sfuocato. Non riesco a leggere la nazione sotto il Regno Unito. Lituania? Libia? Laos? Latina(!!!)? O altro?

  • Spago
    Rispondi

    Latvia che dovrebbe essere Lettonia

  • Claudio
    Rispondi

    È forse perchè il grafico è sfuocato o perchè la mia vista non è più quella di una volta che fra i vari paesi della CE non trovo Malta?

  • malgaponte
    Rispondi

    Invece di essere infuriati per la pressione fiscale italiana ho visto solo commenti su sciocchezze riguardanti il grafico. Vergognatevi !.

    • Claudio
      Rispondi

      Pur trovandomi di fronte ad un ottimo articolo scritto magistralmente da Mauro che ammiro e stimo da lungo tempo, non ho avuto bisogno di aspettare fino ad oggi per infuriarmi a causa di una pressione fiscale insostenibile. Sono anni che, visto il problema, ho deciso di fare qualcosa per non essere angariato da questo stato, per cui quattro anni fa me ne sono andato e, prendento una residenza all’estero, riduco notevolmente la pressione fiscale.
      Vergognoso sarebbe essersi accorti soltanto dalla lettura di questo articolo che lo stato ci frega il 70% del nostro utile…

      • Albert Nextein
        Rispondi

        Ho chiesto info all’ambasciata portoghese a Roma.
        Non è così chiara la legislazione.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Non esageriamo. Non vedo cosa ci sia da vergognarsi nel voler conoscere la traduzione per la Lettonia. Una battuta di spirito sul Laos, la Libia e Latina era solo per stemperare proprio quella rabbia che in altre occasioni molti di noi hanno già manifestato. Personalmente sono infuriato anche per la pressione fiscale del Lussemburgo, il venti per cento è il doppio della decima praticata nell’antichità. E comunque, anche se fosse l’uno per cento o lo zero virgola qualcosa, sarei infuriato per l’imposizione in sé. Spago si è limitato a rispondermi, doveva infuriarsi anche lui e non aiutarmi a tradurre?Malta è membro dell’Unione Europea, quindi Claudio ha solo chiesto un’informazione. Per essere infuriati è obbligatorio non informarsi? Lo fanno già gli statalisti. Che il grafico sia sfuocato è un dato oggettivo e non una sciocchezza ma non per questo voleva essere una critica o un’accusa, solo una constatazione. Ringrazio, anzi, Mauro Gargaglione per la notizia e per le opinioni espresse, probabilmente anche lui avrebbe preferito un grafico maggiormente leggibile. Proprio per invitare, con un’informazione compiuta, a infuriarsi legittimamente. Forse non ho colto un’ironia implicita nel commento ma quell’esortazione finale, letterariamente e drammaturgicamente parlando, manda fuori strada.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Direi che entrambi i fattori sono stati sfruttati al massimo.
    Le tasse, e questo lo viviamo.
    La produzione di moneta, per interposta Bce che acquista il debito sovrano italiano col QE e inonda i mercati finanziari di liquidità che ivi rimane.
    La liretta c’entra poco, secondo me.
    Poteva essere utile nelle svalutazioni competitive di antica memoria.
    Ma anche allora, ricordo, che tasse e emissione di titoli sovrani monetizzabili erano massicci.
    Se però ho capito male ci tengo ad essere corretto e meglio informato.

  • winston diaz
    Rispondi

    Occhio che il grafico credo sia relativo alla pressione fiscale sulle sole imprese (altrimenti la vedo dura che la voce “altre tasse” sia solo al 2 per cento in italia…). Se non erro le sole accise sui carburanti danno il 5 per cento del gettito, e se non e’ il 5 e’ il 2 da solo…

    Occhio che se ai nostri politici fate vedere questo grafico, la prima cosa che ne deducono e’ che bisogna subito aumentare le tasse agli altri per POI diminuire quelle alle imprese.

    Non e’ teoria, ci sono molti che sostengono questa necessita’, anche fior di economisti non necessariamente di sinistra. Anzi quasi tutti gli economisti, piu’ che molti. Del resto e’ la politica fiscale concreta degli ultimi anni (aumentare tutto l’aumentabile, in una rincorsa verso il massimo dappertutto).

    Quindi meglio non stuzzicare il can che dorme… ;)

  • ¿anonimo?
    Rispondi

    Ringrazio Gargaglione per le considerazioni puntuali.

    Comunque il grafico (leggibile o no) é inutile per capire ciò che non é tanto articolato e complesso da essere praticamente inspiegabilmente incompreso.

    Non è scienza missilistica. Bastano le quattro operazioni. Diciamo una cultura di terza elementare e l’esperienza quotidiana.
    Il grafico è un medione del cavolo calcolato alla meno peggio che non impressiona solo gli spaventapasseri.

    La realtà è ancora più rancida e le aliquote rappresentate non potranno mai ad esempio descrivere situazioni nelle quali per competenza di periodo si sarebbe debitori un importo e invece finanziariamente nello stesso periodo ne è richiesto un altro.
    Ciò comporta che magari, sommando le singole distinte pretese, su molte componenti si arrivi anche a superare il 100%.

    Così tra l’indifferenza generale e la insensibilità delle “procure” prendono vita situazioni di impossibilità aritmetica di poter far fronte ad un set di pretese tributarie che si sommano e si accavallano tra saldi ed acconti.

    Sono cose che si spiegano solo con la stupidità e l’ignoranza di chi continua a subire senza pretendere una nuova Norimberga. (E sono estremamente garantista a dire Norimberga)

    Io non sono estraneo a questa idiozia ma non posso, senza procurarmi danni che nessun altro mi risarcirebbe nemmeno in decima parte, agire, denunciare, dimostrare, subire un calvario che annulli ogni mia volontà di difesa degli sforzi di una vita. Riduco la superficie d’impatto e mi arrangio.
    Così fan tutti.
    Non son ne Santa Giovanna D’Arco ne San Giorgio Fidenato.
    Aspetto l’occasione con molto opportunismo, ma poca ipocrisia.

    Aspetto una maggioranza consapevole, nel frattempo le pecore van tosate.

    Solo la miseria di chi non ha nulla da perdere potrebbe evitare che il buon pastore alla fine si prenda pure la carne.

    RIP

    PS: TOTAL TAX RATE = concetto anestetizzante per menti semplici

  • winston diaz
    Rispondi

    “si arrivi anche a superare il 100%”

    E’ vero, e’ il mio caso da diversi anni: dopo l’aumento imu di monti, pago di sola imu piu’ di quanto e’ il mio intero reddito (perche’ ho un reddito bassissimo, e un’imu altissima). Faccio fronte finche’ posso coi risparmi. Nel mio comune del nord anche un rudere che sia impossibile mettere a reddito puo’ pagare migliaia di euro di tassa patrimoniale.

    Ma e’ il caso di tantissime ditte/persone che ho avuto occasione di conoscere approfonditamente nei decenni, anzi della maggior parte di loro: spessissimo han dovuto pagare di tasse, per i surreali metodi di calcolo che non tengono assolutamente in nessun conto il VERO reddito reale dei soggetti, molto di piu’ dell’intero loro reddito.

    E non solo, ho conosciuto persone onestissime, frugali e parsimoniose fino alla parodia che, nonostante questo, dopo non essere riuscite a pagare quanto da loro preteso dallo Stato, si sono viste irrogare more e sanzioni iperboliche da centinaia di migliaia di euro che non avevano mai neppure immaginato si potesse guadagnare nell’intera vita lavorativa.

    Naturalmente il risultato finale e’ stato che, sottoposte a processo, perche’ adesso il mancato pagamento di quanto preteso oltre i 50.000 euri e’ reato penale, hanno visto la sanzione limitata al minimo, cioe’ ia quinto del loro magrissimo stipendio, fino alla morte.

    E tutta gente che per la sofferenza e l’umiliazione subite si e’ ammalata o di tumori o di altre gravi patologie croniche e debilitanti, ma almeno di questo sono felici: meno gli dura la vita residua, meglio e’.

    Questa e’ stata la vita in italia per loro.

    • Albert Nextein
      Rispondi

      Quello che descrivi è l’abominevole realtà.
      Per pagare quanto pretende il fisco ladro intacchi i risparmi e/o il capitale.
      .
      E’ normale e naturale lavorare per vivere, risparmiare ed accumulare.
      In italia è normale l’esatto contrario.
      Non a caso l’italia è una palude fondata sul lavoro destinato alle pretese fiscali.

      • winston diaz
        Rispondi

        “Per pagare quanto pretende il fisco ladro intacchi i risparmi e/o il capitale.”

        Chi ha risparmi da intaccare fra l’altro e’ in una condizione privilegiata: io conosco un sacco di gente che e’ stata totalmente rovinata dalle tasse in quanto lo Stato ha preteso cifre che non solo non aveva mai guadagnato, ma neppure mai accantonato. Voleva l’impossibile insomma, e con la beffa di aumentargli continuamente le more e le sanzioni fino a sommergerla completamente. Ti ho detto, e’ gente che non vede l’ora di morire, e ora che qualcuno di loro si e’ ammalato di tumori e altre malattie gravi e incurabili, e’ pure contento, perche’ lo vede come l’unico modo per sfuggire all’incubo.
        Un po’ vale anche per me, e anzi mi vien da ridere quando vedo che lo Stato si da’ tanto da fare (e pretende tasse) per migliorare la nostra aspettativa di vita: per vivere cosi’ chi la vuole una vita ancora piu’ lunga??? Anche troppa quella che abbiamo adesso!

        Come dice sopra “anonimo”, non ci rendiamo neppure conto del grado di bassezza a cui siamo arrivati, indegna di esseri non dico umani, ma senzienti.

  • Alessandro Colla
    Rispondi

    Sì, ma che fare? Se non altro per cominciare a renderci conto?

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