In Anti & Politica, Economia

SPERANZADI GIOVANNI BIRINDELLI

Da lastampa.it: “Le compagnie radiotaxi di Roma e Milano finiscono nel mirino dell’Antitrust”.

In altre parole, un’agenzia della stessa organizzazione che, per esempio rendendo illegale Uber Pop, vieta la concorrenza nel settore dei taxi, sta mettendo sotto osservazione le compagnie di taxi “pubblici” per presunta violazione della concorrenza *fra loro*.

La concorrenza è quel legittimo processo di scoperta di chi è più bravo e/o più fortunato. Essa non ha nulla a che vedere con quella situazione onirica chiamata “concorrenza perfetta”. Tant’è che quest’ultima prevede particolari condizioni che escludono il monopolio. Quest’ultimo tuttavia è un’espressione della concorrenza. (Il monopolio *legale*, come quello dei taxi o del denaro da parte della macchina coercitiva statale, è una violazione della concorrenza; ma il monopolio non ha nulla a che vedere col monopolio legale).

Oltre che un’impossibilità tecnica, la cosiddetta “concorrenza perfetta” è una castronata economica.

A coloro che confondono il processo della concorrenza con la “concorrenza perfetta” eravamo abituati. Tuttavia coloro che cercano la situazione onirica della “concorrenza perfetta” all’interno della macchina coercitiva statale e/o per i soggetti da questa privilegiati, rappresentano una significativa evoluzione della specie.

L’Antitrust sta alla difesa della concorrenza come la Banca Centrale sta alla difesa del libero mercato nel settore del denaro.

Articoli recenti
Mostrati 3 commenti
  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    per chiarire, l’antitrust sta alla difesa della concorrenza, come cicciolina sta alla difesa della castità

    • eridanio
      Rispondi

      Pur concordando che l’antitrust è oggettivamente un istituto frutto dello zampino dell’anticristo, qualcosa non mi torna. Io riconsidererei.
      Non mi sento di accostare il libero esercizio delle proprie virtù individuali ad uno stato di coercizione che muta, limita ed impedisce questa libera possibilità di espressione di altri soggetti.

      La signora dal nome d’arte Cicciolina è stata una operatrice simbolo di libertà ed intelligenza.

      La signora non ha mai impedito a nessuno di essere “casto”.

      Non condivido ma difendo nella contingenza anche il suo individuale parassitismo attuale per il vitalizio da ex parlamentare.
      Non lo sta estorcendo con la forza. Esattamente come un pubblico dipendente riceve lo stipendio dal furto fiscale.

      :-) Ne ha fatto di bene quella donna e ne ha creati di posti di lavoro nei teatri e scantinati di tutta la penosa penisola :-)
      Lavoro vero.
      Respect.

      • Antonino Trunfio
        Rispondi

        Eridanio, sottoscrivo l’analisi per la semplice ragione che sono stato fin troppo severo con Cicciolina nell’associarla all’antitrust. In effetti l’antitrust è molto peggio ed è qualcosa di diametralmente opposto alla “imprenditrice” cicciolina (vitalizio da ex parlamentare escluso).

Lascia un commento

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca