In Anti & Politica, Economia

onda_debitoDI MAURO GARGAGLIONE

Si usa spesso definire il debito pubblico italiano nella forma di debito sulle spalle di ogni cittadino. Oggi siamo grosso modo a 35.000 euro procapite, neonati inclusi. Vuol dire che in questo momento se c’è un bimbo che è appena uscito dal grembo materno, questa creatura si vedrà prelevare un pochino di sangue dal piedino dall’assistente dell’ostetrica e contemporaneamente si vedrà affibbiare 35.000 euro di debiti contratti da chi è venuto prima.

Ricordo che scherzai con l‘impiegato dell’anagrafe quando andai a registrare al comune la mia primogenita nel 1994 sul fatto che il suo debito (come il mio e dell’impiegato, ma all’epoca non sapevo ancora che l’impiegato statale non aveva debiti perchè era lui la causa del debito mio e di mia figlia) era di 36 milioni di lire, pari a 18 mila euro attuali (non consideriamo, anche se dovremmo, che il potere d’acquisto di quei 18 mila euro era sensibilmente più alto di 18 mila euro attuali).

Allora delle due l’una, o questo debito è una finzione, nel senso che lo chiamiamo debito ma in realtà non lo è, cosicchè possiamo andare avanti ad accumularlo e aumentarlo allegramente negli anni, ma in questo caso mi si spieghi cos’è, oppure è un’obbligazione e come tale deve essere deve ripagata. In questo secondo caso la domanda è: da chi e quando?

Ci sono affermatissime scuole di pensiero (malato) che sono arrivate a teorizzare che il debito pubblico in realtà non esiste perchè sarebbero soldi che i cittadini debbono a sè stessi. Fantastico, roba da funghi allucinogeni perchè io, non so voi, non ho debiti con me stesso, che se non li pago comincio a inseguirmi intorno al tavolo per acchiapparmi e farmeli rimborsare. Rimangono le due domande: è vero debito? E, se lo è, chi e quando dovrebbe rimborsarlo?

Ebbene, io non ho il minimo rispetto per coloro che sostengono che il sistema che ha generato questo incubo è giusto, solo che è stato usato con troppa disinvoltura. Il sistema politico-economico basato sulla stampa di denaro a corso forzoso da parte delle banche centrali a norma di legge dello stato, senza il quale non si sarebbero potuti accumulare debiti non ripagabili, è il “male”. Come altro definire un sistema capace di rendere un neonato innocente schiavo o fallito non appena viene alla luce?

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Showing 3 comments
  • Giovanopoulos
    Rispondi

    Gentile dott. Gargaglione,
    Le questioni che pone sul debito sono intriganti ma soprattutto senza risposta per un profano di economia come il sottoscritto.
    La prima, ovvero se sia un vero debito, mi pare che l’autore abbia risposto affermativamente.
    Se così è, non ho ho capito invece “chi” e “quando” (io aggiungerei anche un “come” e un “se”) questo debito potrebbe essere pagato.
    Visto che altrove mi pare difficile trovare questo approccio, spero vorrà in futuro dedicare altri interessanti articoli riguardo questo tema, a beneficio di tutti gli sprovveduti di economia che come me che frequentano questo blog, con o senza figli indebitati a carico.
    Grazie e cordialità. G. J.

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Io mi sono preso e mi prenderò ogni vantaggio nel ripagarmi , tramite il prelievo forzoso statale, il debito che , come affermano alcuni cretini, mi competerebbe.

  • winston diaz
    Rispondi

    “il debito pubblico in realtà non esiste perchè sarebbero soldi che i cittadini debbono a se stessi”

    questo ovviamente e’ vero solo se:

    1) il debito non e’ verso persone, enti o istituzioni estere: attraverso il debito estero un paese puo’, nel suo complesso, effettivamente “vivere al di sopra delle proprie possibilita’”, cioe’ importare e consumare _temporaneamente_ piu’ di quanto esporta, indebitandosi (che e’ quello che ha fatto alla grande la grecia, nascondendo il deficit che correva al 15 per cento annuo, e dichiarandone solo il 5 o meno, coi conti truccati) – ovvio che il creditore in tal caso si aspetta che quanto prestato venga restituito;

    2) si considerano i cittadini nel loro insieme di “popolo”: il debito pubblico sono titoli di credito (btp, cct, buoni postali eccetera) che alcuni posseggono (quindi sono creditori), ma tutti sono chiamati a ripagare a scadenza, attraverso le tasse. I titoli di credito sono in fin dei conti come la moneta: rapprentano una ricchezza guadagnata/risparmiata, a cui si crede, e si spera, di aver diritto nel futuro. Ovvio che se un debitore si impoverisce e non possiede ne’ produce piu’ nulla che possa ripagare il debito, chi ha prestato i soldi, il creditore, li perde.

    In questo caso chi ha fatto la formichina e’ un fesso, ha finanziato chi ha speso tutto e di piu’, magari in viaggi a credito ai caraibi e auto di lusso, per poi perdere tutto.
    D’altra parte la tendenza attuale dei governi e’ di indebitarsi ulteriormente per costringere la gente, attraverso la spesa pubblica oppure i cosiddetti bonus a scadenza, di spendere i suoi soldi con la forza per mantenere in piedi il cosiddetto apparato produttivo, il quale evidentemente produce cose che interessano poco a nessuno, altrimenti verrebbero comprate senza alcuna costrizione.
    Evidentemente siamo in un momento di grande crisi esistenziale prima ancora che economica: a tutto questo cio’ che manca di piu’ e’ il senso.

    Mi viene quasi il dubbio che venga fatto tutto questo polverone complicando oltremodo le cose apposta, in modo che nessuno ne capisca piu’ nulla.
    Ad esempio, ho l’impressione che in questo momento venga fatto tanto scandalo circa l’inquinamento, solo per dare lavoro a chi se ne occupa. Se chiedete a chiunque, e’ stato convinto dalla propaganda che l’inuinamento non e’ mai stato cosi’ alto, mentre e’ vero il contrario. Anche prima della industrializzazione, i nostri antenati avevano le case con il fuoco libero al centro della stanza, cosi’ come adesso nei paesi poveri le micropolveri dentor le abitazioni hanno valori che sono 10 o 100 volte i nostri!

    Attenzione inoltre che e’ gia da anni che le grandi multinazionali dell’elettrico (ABB eccetera) ai convegni di professionisti dicono esplicitamente che il grande business del futuro sara’ la sostituzione del parco auto a combustione con quelle elettriche: le due ore in coda in macchina al giorno, consumando affinche’ qualcuno possa produrre, sarete costretti a farle con l’auto elettrica, che sarete costretti a finanziare con gli “incentivi” che la vogliate o no.

    L'”economia” odierna e’ questa truffa qui.

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